Sembra che a poco a poco ci si stia abituando alle stesse metafore sulla vita. Un po’ di tempo fa, ho scritto per questa sede il “Manuale per scalare le montagnes”, e tutt’a un tratto incontro un lettore, ad Amburgo, che decide di condividere con me la sua esperienza circa le scalate nella vita. Ha scoperto in quale albergo mi trovo, ha una serie di critiche sulla mia pagina in internet. Fa dei commenti duri, e poi domanda:
- Può fare una foto con la mia fidanzata?
Certo che posso. Lui prende il cellulare, preme un pulsante, senza dire niente, e l’attimo dopo compare la fidanzata.
Scattiamo la foto, ma la domanda che segue è più intrigante:
- Un cieco può scalare il monte Everest?
- Penso di no – rispondo.
- Perché non risponde: forse?
Ormai sono quasi certo di trovarmi davanti a un “ottimista compulsivo.” Una cosa è che l’universo intero cospiri affinchè i nostri sogni si realizzino, altra cosa è porsi davanti a certe sfide assolutamente non necessarie, che possono risultare nella morte o in fallimenti prevedibili.
Spiego che devo uscire perché ho un impegno, ma il lettore non desiste.
- I ciechi possono scalare l’Everest, la montagna più alta del mondo (8.848 metri). Non solo possono, ma so che almeno uno lo ha fatto. Il suo nome è Erik Weihenmayer. Il suo impegno può aspettare?
Se lui ha citato un nome, forse c’è una storia interessante. Il mio impegno può aspettare, certo.
- Nel 2001, Weihenmayer ci è riuscito. E intanto, le persone continuano a lamentarsi che non riescono ad avere un’auto migliore, un vestito più elegante, uno stipendio adeguato alle loro capacità.
- Ne è sicuro?
- Cerchi in internet. Ma quello che mi affascina è che Weihenmayer sapeva esattamente ciò che desiderava: ha trasformato la sua vita in quello che pensava dovesse essere. Ha avuto il coraggio di rischiare tutto per ottenere che l’universo cospirasse a suo favore.
Sono d’accordo. Il lettore continua, come se il mio atteggiamento ormai non gli interessasse più:
- Se una persona sa cosa desidera dalla vita, ha tutte le condizioni per riuscire a realizzare il proprio sogno. Non è proprio lei che lo ha detto?
Certo. Ma ci sono dei limiti, come dei ciechi che scalano la montagna più alta del pianeta.
- E se qualcuno non ha dei sogni, cosa deve fare?
- Pensare a qualcosa che vorrebbe sviluppare, e fare il primo passo – rispondo. – Senza la paura di sbagliare. Senza la paura di ferire coloro che si “preoccupano” per il suo comportamento.
- Proprio così! – dice il lettore, per la prima volta identificando chiaramente le mie idee. – In seguito, ci rendiamo conto che per raggiungere ciò che desideriamo è necessario correre dei rischi. Lei non dice questo nei suoi libri?
Non solo lo dico, ma cerco di onorare queste parole. Ma la nostra conversazione si interrompe, è l’ora dell’impegno che mi ha portato ad Amburgo. Lo ringrazio per la sua attenzione, gli chiedo di inviarmi dei suggerimenti sulla mia pagina in internet, scattiamo ancora una foto e ci salutiamo.
Alle tre del mattino, di ritorno dal famoso evento, metto la mano in tasca per prendere la chiave della camera e scopro il pezzo di carta su cui avevo annotato quel nome. Pur sapendo di dover partire per il Cairo dopo qualche ora, accendo il computer, ed eccolo lì:
“Il giorno 25 maggio 2001, a 32 anni, Erik Weihenmayer è stato il primo cieco a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo. Ex-professore di scuola, ha ricevuto il premio della ESPN e della IDEA per il suo coraggio di spingersi oltre i limiti che la sua condizione fisica gli permetteva. Oltre all’Everest, Erik Weihenmayer ha scalato altre sette fra le montagne più alte della terra, fra cui l’Aconcagua (Argentina) e il Kilimanjaro (Tanzania)”.
Se non ci credete, controllate.



Se qualcuno ha dei sogni deve pensare a cosa fare per realizzarli…Si.
Il primo passo e poi il secondo e il terzo.
Senza paura.
Scegliere d’agire e non fermarsi.
Aiutati forse dalla fortuna del principiante o demotivati dalla prova del conquistatore…
Ma chi insegue un sogno sa che è la sua Leggenda Personale che sta compiendo e non può che gioirne.
A volte però cerchiamo un qualcosa che ci indichi che la via sia proprio quella giusta.
Un segnale che ci conforti, si.
E io stasera ho avuto il mio segnale.
O forse l’ho avuto solo perchè lo cercavo.
Di fatto ho scelto di compiere il mio primo passo verso il mio sogno.
Di fatto stasera ho scritto la mia prima pagina.
Se questo è il mio cammino, se questa è davvero la mia Leggenda Personale…
Si, l’Universo cospirerà in mio favore.
In ogni caso potrò goder dell’emozione di non essermi fermata innanzi a un desiderio a osservarlo soltanto.
Grazie Paulo, grazie.
dopo un pò di tempo rieccomi tra di voi, luminosissime persone ma, si sa, le persone luminose si “scelgono” o vengono messe in contatto da qualcosa di misterioso che le unisce anche se non si sono mai viste! sembrerà assurdo ma sono COMPLETAMENTE d’accordo con i vostri pensieri, mi sento piena di vita e di amore e di luce e……….. ringrazio Dio per questo immenso dono che è vivere e lo ringrazio per tutte le prove alle quali mi ha messo di fronte;mi hanno permesso di conoscermi meglio di prendere decisioni che molto probabilmente non sarei riuscita a prendere,di amare il mio prossimo mettendomi il più possibile nel suo stato d’animo,di saper ascoltare senza interrompere o a volte senza bisogno di parole! essere a costante contatto con le persone che soffrono e riuscire a donare un sorriso o far sgorgare una lacrima liberatoria è quanto di più bello possa succedere nella vita di un individuo! mi piacete!!!!! e per riprendere le parole del Piccolo Principe……….” non si vede bene che col cuore…………” ciao a tutte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Scusate …ma questo è davvero assurdo….sono rientrata a casa dal mare poi sono passata al centro commerciale e lì’, tra frutta, rosette, e latte ho finalmente acquistato l’ultimo libro di Paulo….l’ho sfogliato e con profonda emozione ho notato che quello che io ho chiamato “manuale per guide alpine” è uno scritto di Paulo, intitolato “manuale per scalare le montagne”!!!!!!!!
Paulo perdonami…….mi sono persino permessa di aggiungere qualcosa ai tuoi scritti…….
Bacioni a tutti anche a tePaulo, Alchimista dell’anima e delle coincidenze!!!!!!!!
Bacioni…….torno ai fornelli…..
P.s …..ve l’avevo detto che la persona che mi aveva inviato quel file…era luminosa, no!!!!!!!ahahahahah
Scusate…..luanik sono sempre io……..luana o lu(vado sempre di fretta!!!!)
Da bambina amavo molto Paperino……specie quando diventava Paperinik…….e io mi sento un pò paperinik….ahahahhaha
E sì non dobbiamo mai smettere di sorridere!!!!!!!!
La vita è gioia, allegria simpatia…..vedi Mg siamo sintonizzate sulla stessa lunghezza d’onda….Ciao, vado al mare!!!!!
Luana, lu, luanik…..ahahahah
Manuale per guide alpine!!!!!!!!
Stamattina ho acceso il pc…ho riletto il blog di Paulo e mi sono rammentata di un file che avevo memorizzato tra i miei preferiti . Mi è stato inviato tempo fa da una persona lucente…….Ve lo allego……
“Scegli la montagna che desideri scalare: non lasciarti trascinare dai commenti degli altri, che dicono “quella è più bella”, o “questa è più facile”. Spenderai molta energia e molto entusiasmo per raggiungere il tuo obiettivo, quindi l’unico responsabile sei tu, e devi essere sicuro di ciò che fai.
B] Sappi come arrivare davanti alla montagna: molte volte, si vede la montagna da lontano – è bella, interessante, piena di sfide. Ma che succede quando tentiamo di arrivarci? Le strade le girano intorno, ci sono foreste fra te e il tuo obiettivo, quello che sulla mappa appare chiaro, nella vita reale è difficile. Quindi, tenta tutte le strade e tutti i sentieri, fino a che un giorno ti troverai davanti alla vetta che intendi raggiungere.
C] Apprendi da chi ha già fatto quel percorso: per quanto tu ti ritenga unico, c’è sempre qualcuno che ha avuto lo stesso sogno prima e ha finito per lasciare alcuni segnali che possono facilitarti nel cammino: luoghi dove legare la corda, viottoli, rami spezzati che facilitano la marcia. La camminata appartiene a te, e anche la responsabilità, ma non dimenticare che l’esperienza altrui è di grande aiuto.
D] I pericoli, visti da vicino, sono controllabili: quando cominci a salire sulla montagna dei tuoi sogni, presta attenzione all’ambiente circostante. Ci sono precipizi, è ovvio. Ci sono crepe quasi impercettibili. Ci sono rocce talmente levigate dalle tempeste che con il ghiaccio diventano scivolose. Ma se ogni volta saprai dove stai mettendo il piede, noterai le trappole e saprai aggirarle.
E] Il paesaggio cambia, quindi goditelo: sicuramente è necessario avere un obiettivo in mente, cioè arrivare alla cima. Ma, via via che si sale, si possono vedere altre cose, e non costa niente fermarsi di tanto in tanto e godersi un po’ il panorama circostante. Ad ogni metro conquistato, puoi vedere un po’ più lontano, e dunque approfittane per scoprire cose di cui non ti eri accorto.
F] Rispetta il tuo corpo: soltanto chi dà al corpo l’attenzione che esso merita riesce a scalare una montagna. Tu disponi di tutto il tempo che la vita ti dà, quindi cammina senza pretendere ciò che non può essere dato. Se procederai troppo in fretta, ti stancherai e rinuncerai a metà. Se procederai troppo lentamente, potrebbe calare la notte e tu sarai perduto. Goditi il paesaggio, approfitta dell’acqua delle sorgenti e dei frutti che la natura ti dà generosamente, ma continua a camminare.
G] Rispetta la tua anima: non continuare a ripeterti “ce la farò”. La tua anima lo sa, ciò di cui ha bisogno è usare la lunga camminata per poter crescere, estendersi sull’orizzonte e raggiungere il cielo. Una ossessione non è di alcun aiuto nel perseguimento dell’obiettivo e finisce per annullare il piacere della scalata. Ma attenzione: non continuare neppure a ripeterti “è più difficile di quanto pensassi”, perché questo ti farà perdere la forza interiore.
H] Preparati a percorrere un chilometro in più: il percorso fino alla cima della montagna è sempre maggiore di quanto tu pensi. Non sbagliarti, arriva sempre il momento in cui ciò che sembrava vicino è ancora molto lontano. Ma se sarai preparato ad andare oltre, questo non costituirà un problema.
I] Gioisci quando arrivi sulla sommità: piangi, batti le mani, urla ai quattro venti che ce l’hai fatta, lascia che il vento lassù in cima (perché lassù in cima è sempre ventoso) purifichi la tua mente, rinfreschi i tuoi piedi sudati e stanchi, ti apra gli occhi, ripulisca il tuo cuore dalla polvere. Che bello, ciò che prima era solo un sogno, un panorama lontano, ora fa parte della tua vita, ce l’hai fatta.
J] Fai una promessa: approfitta del fatto di avere scoperto una forza di cui ignoravi l’esistenza per dire a te stesso che, d’ora in poi, la userai per il resto dei tuoi giorni. Preferibilmente, prometti anche di scoprire un’altra montagna e di partire per una nuova avventura.
L] Racconta la tua storia: sì, racconta la tua storia. Dai il tuo esempio. Di’ a tutti che è possibile, e altri avranno il coraggio di affrontare le proprie montagne. “
Mi permetto di aggiungere……Non dimenticarti di ringraziare gli Angeli, che silenziosamente ti hanno accompagnato fino in cima………
Un bacione a tutti voi, ciao Lu……..
Oggi , dopo tanta montagna , me ne vado al mare con i miei bimbetti…….ahahahah…..a presto….
P.s. Mg, è ovvio che tu abbia gli occhi luminosi……Perché te ne sorprendi? Ti abbraccio…..
Ehi però volevo precisare che qui non si parla solo di scalate faticose e dolorose…..ci sono anche sentieri lungo la scalata che procurano gioia infinita ed entusiasmo per andare avanti! Non è una valle di lacrime come qualcuno ci vuole far credere per forza…Dio ci vuole felici!!!! Baci a Luana e a tutti… PS Luana ho già sentito questo commento che riguarda “la luce che mi brilla negli occhi”…devo dire che mi hai stupita perchè tu non li hai mai visti!!! Mah mah…allora sarà vero?!?! Dovrò accorgermene anche io prima o poi guardandomi allo specchio di questa LUCE
grazie davvero Lu! ma grazie a chiunque trovi sempre il coraggio di “vivere” senza sottrarsi mai a niente la vita ci pone d’avanti…montagne o pianure..non ha importanza; l’importante è vivere tutto ciò che dobbiamo e possiamo lasciandoci guidare dal nostro cuore (questo non vuole assolutamente dire non usare la testa). Coelho mi ha aiutata davvero tanto…un pò folle come me ma tanto tanto umano!!!
Mg,sei dolcissima……
Avrai degli occhi luminosissimi, ne sono certa.
Ti abbraccio, Lu…..
P.s… Anch’io sono sola…e come te “provo un enorme dolore” per essere nuovamente libera……. Ma la vita è fatta di scelte e la scelta richiede coraggio!!!!!
E ci vuole davvero un coraggio titanico nel pronunciare due piccoli e semplici monosillabi come “sì” o “no”…… Io ho detto sì alla vita, a quella vita che sento mia!!!!
Ho qualche lacrima in tasca, ma fa parte del gioco……
TANTI AUGURI, MG…..dai vedrai, torneremo presto a sorridere!!!!!Ne sono certa!!!!!
Grazie Luana! E’ bello sentirsi nel cuore di qualcuno che nemmeno conosco…ma è vero che ci si riconosce sempre in qualche maniera, nelle parole scritte con l’anima. Ogni volta che scrivo è come se volessi liberare la mia di anima..sempre molto molto affollata. Provo un enorme dolore perchè qualcuno non ha voluto più condividere con me un bellissimo “sogno”, non posso obbligare qualcuno a seguirmi e quindi, come “ieri” torno ad essere maledettamente sola ma maledettamente libera di esserlo! Grazie a tutti quelli che scrivono, in qualche modo è bello riconoscersi nelle parole di altri e così il dolore e la fatica che questa infinita “scalata” comportano…diventano più sopportabili! Non mi arrendo…da buona calabrese!
Altre montagne……o altre colline???
Cara Fernanda, è davvero lucente la tua montagna, più maestosa dell’Everest……
Credo che ciò che renda davvero unica e irripetibile la vita, ogni vita, sia l’apertura, lo slancio generoso verso chi è indifeso….
Ho sempre provato un’innata simpatia ed ammirazione per chi, come te, si prodiga per chi soffre, facendone una professione…
Anch’io ci ho provato: ho fatto molto volontariato, ma ahimè, non ero davvero d’aiuto. Non dimenticherò mai, la disperazione di una nonna che aveva dovuto lasciare il proprio nipotino in una casa famiglia, poiché sprovvista di denaro…….
Quella donna, il cui viso è ancora netto nella mia memoria nonostante siano passati molti anni, avrebbe avuto bisogno di essere ascoltata, compresa e rassicurata, ma io non sono riuscita a dirle nulla, impotente di fronte a tanto dolore. Le ho preso la mano e ho iniziato a piangere….. No, purtroppo non era quella la mia montagna…sono troppo emotiva e me ne dispaccio enormemente!!!!
Fortunatamente però ho incrociato altre montagne…o forse piccole colline
Una di queste , oggi, si chiama insegnamento….. Amo i miei ragazzi, perché mi aiutano sempre a diventare migliore e non so davvero chi tra noi impari e chi insegni…
Spero, comunque, che i miei ragazzi, nei loro ricordi, non mi associno mai a date, fiumi, complementi, ma a tutti quei momenti in cui abbiamo condiviso delle emozioni….
Come quando ci siamo posti dei dubbi, quando ci siamo emozionati sui versi di una lirica, quando abbiamo “pianto” assieme alla compagna che aveva perso il nonno, quando ci siamo avvicinati in punta di piedi a Maurizio perché troppo triste e silenzioso….
No, non vorrei proprio essere ricordata per le mie presunte capacità professionali……. mi sentirei una “nana”….. anche perché come diceva il Piccolo Principe- e poi dicono che questo libro sia solo per bambini!!!!!!- “l’essenziale è invisibile agli occhi”….
La vita è vera se si tinge di dolcezza, di calore, di generosità, di solidarietà….e allora paradossalmente si diviene anche fermi, coraggiosi, rabbiosi e impavidi di fronte alle ingiustizie e ai soprusi.
La vita è un sogno se ci lasciamo condurre dalle nostre innumerevoli montagne, specie quando le sappiamo scorgere nelle umili colline….
Un bacione a tutti voi…….Sapete che provo? Tra le righe di questo blog, mi sento davvero a “casa”,e sebbene viva sul mare tra scogli e palmeti, mi sembra proprio di respirare aria di Montagna….Grazie!!!!
Lu
P.s. Mg, hai proprio ragione!!!! Le scelte di vita richiedono davvero molto coraggio!!!! Sei nel mio cuore.
le montagne…………… belle,misteriose e a volte, traditrici! mi prendo cura di persone anziane e ammalate e non solo,anche di persone giovani e con qualche piccola o grande ” disabilità” . quante “montagne” scalano ogni giorno,con coraggio,impegno,a volte con paura ma,nella maggior parte dei casi la vetta viene raggiunta e allora……… che gioia,soddisfazione,Everest,Maiella……….. altitudini facilmente superabili!!! ognuno di noi ha i propri “giganti” da superare e penso che il senso del racconto sia questo,magari con piccoli aiuti si può, si DEVE provare e, VINCERE!!!!!!!!
I sogni…
Taluni lo chiamano “daimon” e forse provengono dalla pieghe più intime del proprio sè….quelle che si accordano perfettamente alla propria anima……….
Non credo, però, che tutti i sogni possano essere realizzati..taluni sono chimere e perseguirli significa sconfinare oltre i limiti della ragione..Fissarsi dietro ad un amore impossibile o desiderare ardentemente una specifica professione, senza magari averne le capacità o le competenze significa insegiure i propri deliri di onnipotenza infantile….
Per assurdo sono convinta che i sogni debbano essere razionali….Scusate il paradosso!!!! I sogni relizzabili , a mio modesto parere, si accordano meglio con quello che chiamiamo passione., quella felice comunanza con la propria essenza, quella più in sintonia con le nostre note interiori….scrivere, ricamare, cucinare, fermarsi a pensare tra le righe di un libro…..
” i sogni- come suggerisce paulo- richiedono coraggio”…..ma forse anche umiltà…..
Per questo anch’io ,come Carlos, trovo più bella la Maiella che l’Everest…….fosse anche per il solo fatto che sono marchigiana!!!!!
Tutto è possibile, ma spesso siamo così piccoli che non riusciamo neanche a prendere le decisioni più ovvie.
La paura mi inchioda, paura di che… no lo so , ma spesso ho la sensazione che tutto quello che faccio non mi porti da nessuna parte, vorrei avere anche io un grande sogno da realizzare, e invece mi trovo a dover combattere con una quotidianità che mi piace sempre meno…
sto sbaglindo ma non capisco dove, perchè va tutto al contrario.
Vorrei riuscire anche io a scalre la mia montagna.
venite a farvi un giro da queste parti…siamo altri amici di Paulo…
FanClubPauloCoelho@groups.msn.com
Certo non si può dire che non sia stata una grande impresa quella della montagna. Ciò prova che è possibile realizzare un proprio sogno e, con un po’ di rischio (e forse anche di incoscenza), spingersi oltre ciò che credevamo il limite del possibile. Dubito però che la montagna l’abbia scalata da solo. Quindi non dimentichiamoci che ciò che facciamo ciò che siamo e che diventeremo non è poi tutto merito mostro. Ringraziamo dunque il Signore d’averci donato persone che ogni giorno anche senza saperlo ci aiutano a scalare la nostra montagna.
Qui non credo si sia mai parlato di sogni “oltre i limiti”, e se è vero (perchè è vero) che lo Straordinario risiede nelle persone comuni….beh allora perchè ACCONTENTARSI senza mai cercare di raggiungere cose NUOVE visto che l’Universo è stato creato così bello e stupendo per noi?!?! La straordinarietà della vita consiste nella ricerca e nella riscoperta continua di noi stessi e del mondo che ci circonda; sicuramente è il nostro cuore che dovrebbe guidarci per ottenere ciò che può rendere felici noi e chi ci sta vicino. Accontentarsi non è sempre da persone umili….può essere superbo chi crede di aver ottenuto abbastanza dalla vita e non godere di ciò che Dio può ancora riservargli. Mah magari ho detto un sacco di stupidaggini…ma a 39anni sento che ho sprecato un sacco di tempo cercando di rinchiudermi sempre nel mio piccolo mondo di “certezze”, ora credo che a piccolissimi passi posso scoprire “altro”!
Non occorre ripeterlo ancora, non serve convincersi di più. I sogni sono fatti per essere vissuti e solo noi poniamo limiti alla loro realizzazione.
Certo che il punto di vista di Paulo, però, deve essere preso in cosiderazione, cioè:
qual’è il limite oltre il quale non conviene mai rischiare? Se un sogno prevede un sacrificio oltre ogni limite vale la pena di tentare? La nostra pazzia, che ci spinge oltre il limite massimo, deve essere ancora alimentata?
Scusate se esco dal coro!
C’è una via di mezzo nella vita! Una via che media tra i sogni più convulsi e le cose semplici che viviamo giornalmente. Cose delle quali non godiamo più, che non ci danno più piacere per colpa delle abitudini.
Voglio dirvi, cari compagni di viaggio, che io vivo in prossimità della Maiella, non sarà l’Everest, ma salirci su e restare da solo col mondo sotto di te…..sarà meno eclatante ma altrettanto soddisfaciente! E la Maiella è qui a due passi!
Forse non mi citeranno su internet, forse Coelho non scriverà mai niente di me, ma perchè i sogni debbono essere per forza oltre ogni limite? Allora le persone comuni non saranno mai felici? No! Di solito si vive meglio con l’essenziale e mettere in gioco tutta la tua vita per sogni al di là dei limiti….non sempre è positivo! Io ho già dato.!!!!!
Avrei voluto scrivere anche io della passione che ho per un uomo e di quanto questa passione mi stia “logorando” perchè non posso viverla fino in fondo. Con la mente riesco a capire molte cose tra cui quella che sarebbe meglio lasciar perdere…per vari motivi; col cuore invece lo desidero ogni istante della mia vita. Nikita….non so proprio quando e come si sbloccherà ma so che almeno questa passione mi fa sentire VIVA!!!
…………quante di persone cosi’ ci sono al mondo!!!!!!senza che scalino le montagne… io con tutti i libri che ho letto di coelho non riesco ancora a decidere della mia vita, ho sempre avuto paura di tutto, farmaci, psicoterapia, fiori di bach, reiki e ora cosa ancora?
vorrei tanto ke qlc mi entrasse nell anima e mi leggesse dentro, x non far soffrire nessuno sto’ male io, puo’ una passione x un uomo rovinarti la vita? la mia e’ la lotta tra la mente e il cuore, altro che scalare le montagne
Grazie a Dio siamo stati creati come esseri capaci di “volontà” in base alla quale possiamo decidere, scegliere e vivere la nostra vita in un modo piuttosto che in un altro. Sperimento ogni giorno quante montagne dure da scalare esistono e quante volte non si intraprende la scalata per “paura”! La maledettissima paura di “non farcela”, la paura di “non riuscire ad arrivare in cima”. I libri di Coelho mi hanno aiutata molto in questi anni. Agli occhi degli altri ho fatto scelte molto molto discutibili, la fine del mio matrimonio, la scelta di un lavoro che mi porterà lontano dalle mie figlie per qualche giorno a settimana…ma sento nel profondo dell’anima che tutti questi cambiamenti faranno bene a tutti e non solo a me. La scalata è durissima, non so se riuscirò ad arrivare mai in cima….ma ho iniziato e non mi fermo! Riesco, nonostante la mia mente sia “altalenante” a mantenere viva la “sacra fiamma” che mi darà forza e coraggio sufficienti per andare avanti. Posso solo augurarmi ed augurare che ci siano sempre più persone nel mondo capaci di lottare e vivere per raggiungere la vetta del proprio sogno! Dio ci vuole felici e ci ha dato la vita per questo!
io non hoi scalato l’Everest, ma una volta, tanti anni fa, in un periodo di grande paura e incertezza, mi sono trovata immobilizzata dal terrore davanti a una cresta di montagna in Val d’Aosta, sospesa nel vuoto e lunga non so quanto ma abbastanza, che dovevo attraversare per raggiungere un rifugio a 3500 metri di altezza, non ricordo il nome. Volevo ritornare indietro, interrompere la passeggiata, ma ecco che arriva un uomo non tanto giovane che mi saluta e poi fischiettando e saltellando si dirige verso il rifugio. Al vederlo cosi tranquillo, mi sono sentita una stupida e mi sono incamminata anch’io. Raggiunto il rifugio, un uomo mi ha invitado a sedermi, dicendomi: lei non si vede, ma e’ pallidissima. Pero si guardi attorno, lei e’ l’unica donna qua, siamo tutti alpìnisti, quello che ha fatto e’ una scalata di secondo grado, si riposi e poi si guardi attorno, guardi che bello. Questo ricordo mi accompagna in tutti i momenti difficili. Il compagno che avevo non era stato capace di infodermi coraggio, due estranei si. Che responsabilia’ abbiamo verso gli altri, anche verso chi non conosciamo e quanto bene – e quanto male – possiamo fare.
Silvana
A volte, credo, che esistano montagne più alte non tanto edificate dalla natura ma create invisibilmente dall’uomo. Non è più un senso ad essere sfidato, ci vuole tanto e forse troppo tempo e coraggio, se non più generazioni, per segnarne un percorso e poterle raggiungere.
Bello ricevere il 2 agosto qualcosa da poter leggere ed a cui inviare un commento, sono tutti sempre e monotonamente al mare.
Non sono certamente la prima a dirlo , ma questa storia non fa altro che confermare che i limiti che abbiamo sono quelli che noi stessi ci pomiamo. Quante volte non abbiamo fatto qualcosa, non perchè era impossibile ma perchè non abbiamo voluto e trovando delle scuse abbiamo proibito a noi stessi di realizzare ciò che oggi definiamo impossibile?
Per scalare le vette ci vuole coraggio, qualunque esse siano.
bello, molto bello.. forse sarebbe stato ancora più bello sapere a cosa è andato incontro il cieco a livello personale, prima, durante e una volta fatta l’impresa, ma sopratutto prima. il suo cuore deve aver dialogato molto con angeli e diavoli, la sua testa avrà cercato di imporre al cuore che non ne valeva la pena, probablimente anche chi gli stava intorno diceva lo stesso.
alla fine si tratta sempre di un’unica scelta, no?? agire o non agire.
ma forse è proprio quel granello di Amore che ci fa scegliere che mostra al mondo chi ha dentro se la scintilla di Dio più brillante
credo al fatto che un cieco possa scalare le montagne se veramente desidera con tutto se stesso farlo. quello a cui non posso credere è di aver inviato un’email a Paulo Coelho(l’indirizzo l’ho trovato sul suo official web site) con i “soliti” grazie di esistere e di aver ricevuto in risposta un’email che iniziava così: Dear Giovanna…
non mi chiamo Giovanna! non mi aspettavo certo che rispondesse lui in persona, ma almeno che cambiassero il nome nelle risposte preconfezionate, quello sì!
ho risposto subito chiedendo chi cavolo è questa Giovanna e bla bla bla…non si è fatto vivo più nessuno! un pochettino delusa…certo lo sono. xò in generale non cambia la mia opinione su di lui.in fin dei conti, è un essere umano…meno male va!
questa è la mia critica x il sito: i collaboratori di Coelho dovrebbero prestare maggiore attenzione ai dettagli, altrimenti tutte le belle parole, i consigli, le esperienze di vita vera raccontate ecc ecc…dal Sig.Coelho, non hanno senso!
Michaela.