Edizione nº 134: Da amico ad amico

Ho saputo da mia nipote che “La strega di Portobello”, il mio nuovo libro, prima ancora di essere stampato, circolava già in Internet nella sua versione integrale. Mi sono incuriosito: come poteva essere successo?

Il mio passo successivo, ovviamente, è stato di andare a cercare in tutti i motori di ricerca dove poter trovare il manoscritto. Il risultato è stato: da nessuna parte. Mia nipote, comunque, mi ha fatto vedere l’originale. Ho supposto che fosse stato inviato da una delle cinque persone a cui sono solito mostrare i testi prima che siano pubblicati. Ma questo significava gettare dei sospetti su gente a cui voglio molto bene: inoltre, a loro mando i miei manoscritti inediti da anni, e questi non si sono mai, diciamo, “riversati” sul grande pubblico. Né del resto potevano essere stati gli editori, giacché loro non hanno il minimo interesse a diffondere gratuitamente qualcosa che è la loro fonte di guadagno.

Ho deciso così di accantonare l’argomento: in fin dei conti, Internet è veramente un mezzo di democratizzazione della cultura. Ma ho insistito con mia nipote, di 24 anni, su dove avesse trovato il manoscritto. Dopo molta riluttanza, mi ha mostrato un universo che io, che navigo nel Web da dieci anni, ignoravo completamente e che è assolutamente impossibile da controllare (come spiegherò alla fine – anche se sono convinto che gran parte delle persone che stanno leggendo questa newsletter sappiano già di cosa sto parlando).

E giacché non serviva a niente lottare contro l’impossibile, ho chiesto di conoscere questa gigantesca tela. Ossia, per quattro ore mi sono trasformato in un “pirata” di me stesso. Mia nipote insiste che non c’è niente di sbagliato, che questa è la cultura di Internet, che è proprio questo che sta cambiando il mondo e non le manifestazioni contro la globalizzazione nei forum mondiali.

Che cos’è la cultura di Internet? Riportando le sue parole: tu hai dei diritti basilari all’informazione e al piacere. Se hai il denaro per comprare un libro, vai e lo compri – è molto più piacevole leggere sullo stampato. Ma, se non ce l’hai, i tuoi diritti esistono comunque – e allora bisogna trovare una maniera per esercitarli.

Come? Esiste una zona strana nella rete, chiamata in inglese “Peer 2 Peer”. Ho cercato una traduzione (in un dizionario gratuito di Internet), e significa più o meno: “da amico ad amico”.

Come è cominciata? Mia nipote ha la risposta sulla punta della lingua. All’inizio, era la voglia di parlare con gli altri. In seguito, è venuta la necessità di parlare con più persone nello stesso tempo. Ma conversare non basta: bisogna mostrare la musica, condividere il libro o il film che amiamo. Quando non c’era alcuna legge al riguardo, queste informazioni venivano scambiate liberamente. Infine, quando l’industria dell’intrattenimento se n’è resa conto ed è cominciata la repressione, i giovani in Internet sono riusciti a mantenersi sempre un passo più avanti, e la cosa continua ancora oggi.

Anche il concetto è cambiato: prima si trattava di condividere con gli amici qualcosa che si ammirava. Ora si tratta di rendere disponibile per chiunque qualcosa che riteniamo debba essere condiviso.

Il meccanismo funziona più o meno così: io compro un libro, mi piace. Faccio una scansione digitale delle sue pagine, lo inserisco nel mio computer e, nello stesso tempo, apro un canale in modo che qualcuno possa venire fin qui e prenderlo. Da parte mia, entro in questo canale e arrivo ai computer di altre persone e prendo anch’io tutto quello che mi interessa (normalmente, musiche e film). A poco a poco, questo materiale si trova immagazzinato in tutto il mondo, e nessuno riesce più a evitare che sia copiato.

Poi mi ha mostrato che solo in uno dei tanti siti di “Peer 2 Peer”, io ho 325 opere, in diverse lingue, in centinaia o migliaia di computer. Lo confesso: la cosa mi ha molto onorato, una dimostrazione che i lettori sono veramente la pedina fondamentale nella divulgazione di un lavoro, anche se ciò non avviene attraverso i mezzi convenzionali.

Ovviamente, non insegnerò a nessuno come arrivarci – tutto ciò implica una serie di dispositivi legali e potrebbe complicarmi la vita. Né del resto serve digitare l’espressione nei motori di ricerca: q uesti non ti indicheranno la strada. Ma se hai in casa qualcuno al di sotto dei 18 anni, è più che sicuro che ha già una collezione di musica proveniente da questo sito. Domanda a tuo figlio, o a tuo nipote.

Ma, per favore, non dirgli che io l’ho scoperto solo ora: penserà che sono troppo vecchio e così perderò un lettore.

115 Responses to “Edizione nº 134: Da amico ad amico”

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  • Mi chiedo ancora, ma senza rispodermi, perchè mi ritrovi nuovamente a scandagliare pensieri altri.Pensieri miei ma di parole non mie,frutto di agitazioni non so se uguali ma che producono lo stesso sentire. Indaghiamo il nostro animo, e non solo, alla ricerca di qualcosa che unisca e renda simili.Forse è il terrore di essere soli?
    O piuttosto la necessità di credere che esista qualcosa di disincarnato, che travalichi la nostra umana natura, arrogante e mutevole, una dimensione, insomma, della pura essenza…..

  • Trovata…..scaricata in tempo record….
    Grazie Paulo-Morgan-Pirata….

    A TUTTI GLI INNAMORATI….E CHE IMPORTANZA FA SE SAN VALENTINO E’ ANCORA LONTANO……….

    Dovevano essere le
    sei del pomeriggio, l’ora dell’Angelus, l’ora in cui la luce e le
    tenebre si confondono. Il suono dell’organo riecheggiava
    nella chiesa vuota, si fondeva con le pietre e le statue cariche
    di storia e di fede.
    Ho chiuso gli occhi e ho lasciato che la musica mi perva-
    desse, si fondesse con me, che purificasse la mia anima dalle
    paure e dalle colpe, che mi facesse rammentare che ero pur
    sempre migliore di quanto pensassi, più forte di quanto cre-
    dessi.
    Ho provato un immenso desiderio di mettermi a pregare.
    Da quando avevo lasciato il cammino della fede era la prima
    volta che accadeva una simile cosa. Benché fossi seduta su un
    banco, la mia anima era lì inginocchiata ai piedi di quella
    Signora davanti a me, al cospetto di quella donna che aveva
    detto:
    “Sì,
    quando avrebbe potuto dire:
    “No”,
    e l’angelo ne avrebbe cercata un’altra, e lei non avrebbe
    avuto alcun peccato agli occhi del Signore, perché Dio cono-
    sce ogni debolezza dei propri figli. Ma lei aveva detto:
    “Sia fatta la tua volontà”,
    anche quando comprese di ricevere, insieme alle parole
    dell’angelo, tutto il dolore e la sofferenza del proprio destino.
    E gli occhi del suo cuore riuscirono a scorgere il diletto figlio
    allontanarsi da casa, gli uomini che lo seguivano e poi lo
    negavano, ma:
    “Sia fatta la tua volontà”.
    anche quando, nel momento più sacro della vita di una
    donna, dovette giacere con gli animali di una stalla per par-
    torire, perché così volevano le Scritture:
    `’Sia fatta la tua volontà”,
    anche quando, addolorata, cercò il figlio per le strade e lo
    ritrovò nel tempio. E lui le chiese di non ostacolarlo, perché
    aveva altri doveri e altri compiti da eseguire:
    “Sia fatta la tua volontà”,
    anche se sapeva che avrebbe continuato a cercarlo per il
    resto dei suoi giorni, con il cuore trafitto dal dolore, temen-
    do ogni istante per la sua vita e sapendo che era perseguitato
    e minacciato:
    “Sia fatta la tua volontà”,
    anche se, incontrandolo in mezzo alla folla, non era riusci-
    ta ad avvicinarsi a lui:
    “Sia fatta la tua volontà”,
    anche se, dopo aver chiesto a un uomo di avvisarlo che lei
    era lì, il figlio le aveva fatto rispondere: “Mia madre e i miei
    fratelli sono questi che sono con me.”
    “Sia fatta la tua volontà”,
    anche se, alla fine, tutti erano fuggiti e ai piedi della croce,
    a sopportare le risa dei nemici e la vigliaccheria degli arnici,
    erano rimasti solo lei. un’altra donna e un uomo:
    “Sia fatta la tua volontà.”
    Sia fatta la tua volontà, Signore. Perché tu conosci la debo-
    lezza del cuore dei tuoi figli e a ciascuno concedi solo il far-
    dello che può sopportare. Che tu comprenda il mio amore,
    perché è l’unica cosa che possiedo realmente, l’unica cosa
    che potrò portare con me nell’altra vita. Fa’ che esso si man-
    tenga coraggioso, puro e sempre vivo, malgrado gli abissi e le
    trappole del mondo.
    Il suono dell’organo era cessato e il sole si era nascosto dietro
    le montagne, come se entrambi fossero regolati dalla stessa
    mano. La sua supplica era stata ascoltata; la musica era stata
    la sua preghiera. Ho aperto gli occhi: la chiesa era completa-
    mente buia, se non fosse stato per quella candela solitaria
    che illuminava la statua della Vergine.
    Ho sentito di nuovo i suoi passi, che ritornavano a me. La
    luce di quell’unica candela ha illuminato le mie lacrime e il
    mio sorriso: non era bello come quello della Vergine, ma
    dimostrava che il mio cuore era vivo.

    (SCARICATO PIRESCANTE DALLA RETE….
    COELHO…”SULLA SPONDA DEL FIUME PEDRA MI SONO SEDUTA E HO PIANTO)

  • Cari guerrieri….un appello a tutti voi…..
    Mg…è lontana… ho bisogno di uno stralcio…..
    Ieri era l’8 Dicembre….. e paulo ha scritto una bellissima preghiera alla Vergine….è sul noptissimo “sulla sponda del fiume….ecc”….che io ho prestato ad una mia collega!!!!!
    Mi fate la cortesia di postalo ?
    Sapete…io come nina, sono Marchigiana…. e stasera ci sono le “fochere”…falò in onore della Madonna di Loreto…
    La pietas popolare….vuole illuminare il cammino della Vergine. Secondo la leggenda, furono gli Angeli a trasportare la Santa Casa….
    La sua festa è domani 10 Dicembre….è anche la data con cui si conclude il tuo libro Paulo!!!!!
    Beh….coincidenze….Chissa????
    Il gigante di Pietralcina diceva che “le coincidenze sono il linguaggio di Dio”….la psicanalisi si accontenta di chiamarle “sincronicità”….
    A vous…
    Bacioni Lu

  • Mg, non ho parole per il tuo intervento. Chiamare in causa addirittura la guerra. Ma certe cose non si dicono neanche per scherzo. Veramente, non ho parole. La guerra non si può mai giustificare. Mai. Condanno con forza l’ideologia secondo la quale si può uccidere un essere umano in nome di un presunto ideale. Condanno l’odio, la violenza, la sopraffazione, l’ignoranza, l’intolleranza.

    Può una provocazione verbale essere definita come l’anticamera della violenza? Se porta ad una discussione civile, al dialogo, alla riflessione, penso proprio di no. La civiltà della discussione dipende dall’animo dei due contendenti, non dall’aperità dei toni che è altra cosa.

    Riassumo per l’ultima volta il mio pensiero, sperando di essere sufficientemente chiara: condannare l’errore (quindi io non giustifico nulla), ma perdonare la persona che l’ha commesso (o perlomeno chiedersi perché l’ha fatto). Mi dispiace, ma non ho una visione manicheista dell’esistenza: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi.

    Concludo con una frase di Gandhi, sperando di non ritornare più sull’argomento.
    “Solamente chi è forte è capace di perdonare. Il debole non sa né perdonare né punire”.

  • un saluto a tutti con una vecchia canzone
    ___________________

    edoardo bennato, detto tra NoI

    guarda quel castello
    è tuo, è tuo se lo vuoi…
    Io aprirò il caNcello
    e tu, tu mi seguirAi…

    … e dentro i viali di quel giardino, ti ci ritroverai:
    ci hai viSsuto per ore ed ore nEI sogni tUoi…
    … ed alla sorgeNte di Acqua fatata poi ti disseterai,
    ma già tu scuoti la testa, la favola forse sai…

    … si, è vero!

    Detto tra noi, sono solo un BrigantE, non un re,
    sono uno che vende sogni aLLa gente,
    fa promesse che maI potrà… mantenere.
    Favole Sì, ne ho contate ma tante, tante SaI.
    Detto tra noi, io non sono un gigante,
    draghi non ne ho amMAzzati mai…

    ho un Progetto in mEnte,
    un paRco in ogni città.
    Quanto SpaziO verde,
    la vita per voi cambierà…

    … e costruirò poNti e lArghe autostrade, a dieci E più corsie
    senza code a caselli, pedaggi e altre diavolerie.
    … e Tutta la gente che è costretta ad emIgrare, A casa tornerà,
    Ma già scuotete la testa, più nOn mi credete ormai…

    … si, è vero!

    detto tra noi….
    ___________
    ciao a tutti

  • Care MG e Nina,

    Ho letto i vostri ultimi post e vorrei scrivere qualcosa in merito al tema della vostra discussione. Per quel che riguarda la provocazione non sono d’accordo sul fatto che essa possa essere veramente qualcosa di costruttivo. Ho conosciuto molti “provocatori” e una volta alcuni anni fa ne conobbi addirittura uno che lo faceva come mestiere. Certo nonostante i modi assai sgarbati a volte riusciva a far pensare persone che il cervello lo utilizzavano raramente ma poi l’effeto svaniva subito e ciò che rimaneva era ben poco.
    Dire che Il provocatore “Ha sollevato il tema del maschilismo, della difesa dei più deboli, delle insidie di un certo tipo di sentimentalismo,della considerazione del ruolo della donna nella nostra società, della difficoltà di una separazione” non mi sembra rispecchiare il vero. Sarebbe infatti come dire che Calderoli con le sue magliette blasfeme abbia sollevato il tema del rispetto reciproco fra persone di culture e religioni diverse.
    Che poi Il provocatore abbia fatto tutto per il gusto della provocazione o nel tentativo di mettere in piedi qualcosa resta ovviamente un mistero. Di fatto è riuscito a farsi notare. Per quel che riguarda il distruggere un’argomentazione c’è poco da dire se non che ciò è possibile anche con modi diversi e ben più costruttivi anche perchè credere di poter convincere totalmente una persona delle proprie idee è una pia illusione. Molto spesso smontare un’idea porta infatti a risultati opposti a quelli sperati e benchè si possano avere idee simili queste non saranno mai perfettamente identiche. Ed è meglio diffidare da chi dice sempre “sì hai ragione” senza prendere mai una posizione propria.
    In questo senso è vero che nessuno può fino all’ultimo approvare la diversità o meglio sarebbe dire alcune particolarità dell’altro. Ma tra l’uccidere e il morire c’è una terza via: vivere. E in questo caso vivere accettando un fatto oggetivo e cioè l’esistenza di altre persone diverse così come anche noi siamo diversi. In fondo se avessimo tutti le stesse identiche idee non avremo nemmeno bisogno di scriverle ed esporle agli altri.
    Un’ultima cosa scriverò sulla diversità e in particolare su come viverla. Molto spesso ce ne dimentichiamo ma vi è una cosa senza la quale ciò non è possibile. Credete a me che ho vissuto l’immigrazione, che sono stato e sono ancora straniero in terra straniera e che so che significa essere insultato solo perchè italiano: ci vuole rispetto reciproco. Senza questo infatti è impossibile convivere col diverso chiunque esso sia. Non mi pare che che nelle recenti provocazioni apparse in questo blog si sia usato rispetto nei confronti degli altri. E su simili basi l’unica cosa possibile era lo scontro. Se Cesare ora vuole scusarsi lo faccia e glielo permetta il censore se no pazienza.
    Meglio è come dici tu Nina chiudere quì la questione ma sul fatto che sia assente nutro seri dubbi.

    Un Abbraccio.

  • Sicuramente sono io che non riesco a capire molte cose, e lo dico sul serio, non per falso vittimismo.
    Nina quando tu dici: “Tutta questa discussione dimostra che l’essere umano non sarà mai pronto per accettare totalmente la “diversità”. Ognuno di noi cerca di mantenere il proprio status quo.”
    Io non capisco cosa c’entra. Io prendo atto della diversità altrui ma ho un mio cervello ed una mia sensibilità e posso NON ACCETTARE, NON CONDIVIDERE, DISSOCIARMI con tutto il cuore. Accettare la diversità secondo me non significa affatto GIUSTIFICARE atti di “violenza gratuita”, perchè io certi interventi non riesco a definirli altrimenti, e non capisco come si possa dire che ci dispiace parlare degli assenti addirittura diventati “impotenti” nel non potersi giustificare o scusare. Non ho mai espresso GIUDIZI, ho sempre e solo detto la mia riguardo certe SITUAZIONI e non credo di averlo fatto mai nè di volerlo fare sulla PERSONA. Io non conosco le vostre vite fino in fondo, non direi mai POVERA DONNICCIOLA NINA, POVERA FRUSTRATA, posso dire che tu Nina in quella circostanza SECONDO ME avresti potuto dire o avresti potuto fare, non mi sognerei mai di parlare di te come di nessun altro dicendo che sei UNA POVERA DONNA, e questo a prescindere dal fatto che tu lo sia o meno. Lasciando stare le polemiche inutili, io volevo soltanto puntualizzare che se c’è qualcuno qui che possa accettare come “buoni” certi atteggiamenti, io prendo le distanze e lo confermo dicendo che SIAMO DIVERSI e di questa DIVERSITA’ ne sono anche orgogliosa. Non siamo bestie, siamo esseri pensanti, allora benedizione usiamolo il pensiero e cerchiamo di “costruire” anzichè distruggere. In Iraq per portare la pace stanno massacrando ancora PERSONE…beh io mi dissocio, io non credo che la pace si possa costruire con le armi, questo è un esempio “molto banale”, ma è l’unica cosa che mi viene in mente ora. Nina, davvero non c’è problema se io e te la pensiamo diversamente, anzi te l’ho sempre scritto, i nostri scambi qui mi arricchiscono, ma allora io continuo a “dissociarmi” da qualsiasi perbenismo di sorta qualora lo riscontrassi nelle vostre parole. Se qualcuno è stato censurato per essere stato “maleducato” io continuo a dire che è giusto, io non accetto la maleducazione intesa come “ingerenza”.
    Certo scrivere a volte è limitante, io qualche parolaccia a qualcuno davvero l’avrei detta volentieri….ma qui, e non soltanto qui, in alcune situazioni, esistono dei “filtri” che conviene utilizzare, io posso dire ciò che penso anche senza essere per forza “maleducata” con qualcuno, allora preferisco SCEGLIERE la via più corretta; quindi alla fine ognuno di noi è libero di essere chi vuole nella vita.
    Non mi serve denigrare qualcuno per sentirmi migliore, non l’ho mai fatto, la mia aria superba, il mio scrivere aggressivo nascondono ben altro ma non di certo “superbia e arroganza” e di questo ne sono certa. Mi serviva sottolineare questo con te Nina e con tutti, ora magari non serviva replicare visto che abbiamo “filosofie di vita” un pò diverse io e te, ma io continuo a dire ciò che penso e forse Michaela sarà contenta di leggere tanta DIVERSITA’ in queste pagine!
    Un saluto a tutti

  • Mg, io ritengo che nessuno sia totalmente educato o ineducato nella sua esistenza; ognuno di noi alterna questi due momenti, a seconda delle situazioni che gli si presentano. Ho conosciuto molte persone “maleducate” che mi hanno offerto importanti spunti di riflessione.
    Nessuno di noi è così malvagio da non poter contenere neanche un barlume di luce! Così come nessuno di noi è così perfetto da non contenere un nocciolo di cattiveria!
    In fondo, anche Francesco Bacone nel suo “Discorso sul metodo” divide la via che porta alla conoscenza in due parti: la pars destruens , con la quale si confutano, si distruggono le tesi contrapposte, e la pars construens, con la quale si affermano le proprie tesi, dopo essersi liberati il campo con la pars destruens. Per questo motivo trovo interessante l’intervento di un provocatore.
    Tu dici che ti dava fastidio il fatto che lui giudicasse le nostre tematiche: ma ognuno di noi lo fa! Nel momento stesso in cui scriviamo un post non possiamo astenerci dall’emettere giudizi (benevoli, malevoli, neutri).
    E’ pressoché impossibile!

    Comunque, stiamo parlando di una persona che non può né ribattere né tantomeno scusarsi (perché forse lo farebbe: concediamogli almeno il beneficio del dubbio!). Quindi, forse è meglio se chiudiamo qui la questione perché non mi piace parlare degli assenti.

    Tutta questa discussione dimostra che l’essere umano non sarà mai pronto per accettare totalmente la “diversità”. Ognuno di noi cerca di mantenere il proprio status quo.

    Riguardo al paragone di Michaela con i ragazzi del programma Amici rispondo: magari sapessi cantare, ballare, saltare, recitare come loro! Non mi dispiacerebbe affatto avere qualche dote artistica! :) Se poi, con il tuo post, vuoi dire che ti sembriamo un po’ “leggeri”, per quanto mi riguarda, posso dirti che è vero: non mi prendo sul serio! Non ci riesco, non fa parte della mia natura! Ma è anche la mia salvezza (nella vita, intendo)!

    Quanto sopra espresso, ovviamente, rappresenta solo mie personali opinioni.
    Niente di più, niente di meno.

    Un saluto a tutti.

  • Nina, strano quello che leggo riguardo certi “provocatori” che invece io definisco “disturbatori” e nient’altro. Forse converrebbe non confondere il concetto di “diversità” con altro che a poco a che fare con questo. Non credo ci sia bisogno di “distruggere” qualcuno per sollevare tematiche di un certo spessore culturale, non credo che ci sia bisogno di “violenza verbale” per emergere e far sentire la propria voce o il proprio parere. Mi risulta strano e sinceramente sono curiosa di sapere cosa mai abbia potuto suscitare in te un certo tipo di “provocazione”, quale lato del tuo carattere nascosto invece è venuto fuori?! Me lo chiedevo perchè di tematiche interessanti Paulo Coelho ne ha proposte tantissime, ognuno di noi nel proprio piccolo ha cercato di dare un contributo, tante volte tu mi hai detto di essere aggressiva nei tuoi confronti, beh sicuramente io non ho denigrato la tua figura nè tantomeno ho giudicato solo per il gusto di emergere, come invece ha tentato di fare qualcun’altro. Vedi Nina, io credo che davvero la SEMPLICITA’ sia una delle più grandi cose in questo mondo, per cui gente che “provoca” in modo soltanto negativo non mi piace e non mi piace soprattutto perchè MANCANO I CONTENUTI! Al contrario di quello che scrivi tu, non è stato qualcun’altro a parlare o a sollevare certe tematiche…se ben ricordi quel qualcuno GIUDICAVA tematiche proposte da qualcuno di noi. Non mi piace che si travisino le situazioni e si attribuiscano meriti “immeritatamente”, qualcuno mi ha insegnato che la buona educazione è una regola fondamentale in questa vita, io con i maleducati non parlo, non imparo nulla da loro, possano essere geni incompresi, pazzi furiosi, santi e quant’altro…io non ho proprio niente da imparare da gente così che è addirittura “costretta a cambiar nome cento volte” e forse questa è una DIVERSITA’ che preferisco continui ad esistere nel mio mondo e nella mia vita!

    Daniele ma sei sparito ancora??? :-) Se ti riesce scrivi qualcosa?!?! Marco, Gianluca, Artemide, Giulia (1,2,3..) e tutti gli altri…ma siete davvero diventati latitanti eh?!?!? :-)

    Buona serata e a presto!

  • Ora un post “serio”. :-)
    Michaela in effetti abbiamo già scritto nelle pagine precedenti qualcosa riguardo “la diversità”. Io sono un pò diffidente di natura, a volte parto prevenuta rispetto a situazioni o persone che non conosco quindi “diverse” da me e dal mio mondo. Poi invece più vado avanti e più mi rendo conto che “scoprire cose nuove” è entusiasmante e arricchente, la diversità è un mezzo attraverso cui ci si può scoprire e riscoprire. Sembrano belle parole, non lo sono, per me è così, da un pò di anni a questa parte sono crollati muri dentro di me, per forza maggiore sono stata “costretta” a guardarmi e guardare in un modo diverso la vita e molte situazioni che prima consideravo troppo lontane dal mio mondo pieno di sicurezze e comodità ma che invece oggi leggo come un rifugio triste e poco VIVO. Non capisco però come mai tu inserisci i gay nel contesto “diversità”, credo e spero che ad oggi si sia raggiunto un buon livello di rispetto anche per chi prima non riusciva a vivere in piena libertà tutto il proprio essere. Magari ci sono ancora casi di “emarginazione”, ma è solo questione di retaggi culturali, spero davvero che le nostre intelligenze ci porteranno ad essere sempre di più liberi e soprattutto CURIOSI nei confronti di tutto ciò che ancora non conosciamo. A me piace spesso “scontrarmi”, l’ho già detto altre volte, con chi è diverso da me, lo faccio solo e soprattutto per conoscere qualcuno o qualcosa che in fondo “mi interessa”. Sono sicuramente anche io “diversa” da molti e di questo spesso ne soffro, poi mi rendo conto invece che forse proprio questo mi consente di “allargare un pò di più i miei orizzonti”. :-)
    Un saluto e a presto!

  • Michaela, penso di non avere eccessiva paura della diversità, a patto che non coincida con l’ottusità. Ti faccio un esempio: a me Erase è fondamentalmente simpatico perché, pur essendo un nostro forte antagonista, riesce a proporre delle tematiche importanti, che vanno al di là delle sue parole poche signorili! Ha sollevato il tema del maschilismo, della difesa dei più deboli, delle insidie di un certo tipo di sentimentalismo,della considerazione del ruolo della donna nella nostra società, della difficoltà di una separazione … etc!
    Inoltre con il suo spirito “guerriero” ha suscitato in me delle reazioni che non avrei avuto in un contesto più pacifico e mi ha fatto riscoprire lati del mio carattere che temevo di aver dimenticato.
    Sinceramente, in questo blog si sente la mancanza di un “provocatore” che con le sue incursioni verbali sappia far convergere le nostre attenzioni su tematiche di ampia portata.
    Con quanto sopra detto, non voglio difenderlo o assolverlo dalle sue “colpe”: purtroppo ha esagerato e ne sta pagando le conseguenze!

  • Michaela! Ma probabilmente ti sei soffermata solo sugli ultimi post, mi dispiace un pò dell’infelicissimo paragone che hai fatto con la sig.ra De Filippi. Sai cos’è che probabilmente siamo diventati così vicini noi blogger che a volte dimentichiamo di dover restare “rigorosamente seri” e discutere soltanto di “cose importanti”. Michaela, probabilmente se tu avessi letto tutte le pagine del blog non avresti forse dato un parere così “avventato”. Nessun problema se qui ci si scambia battute simpatiche, nessun problema se si condividono lacrime e sorrisi, nessun problema se si parla di “temi esistenziali” oppure di “cose pratiche”….qui nel blog di Paulo abbiamo trovato un posto speciale dove poter condividere un pò delle nostre vite. Se in queste pagine si è un pò scherzato e fatti un pò di “inciuci”, beh davvero credo non sia una tragedia ogni tanto uscire “dal seminato”. Piuttosto credo che alleggerire ogni tanto i toni sia più che giusto e “sano”. Paulo Coelho è una persona importante per me e credo per tutti noi, è un padrone di casa eccezionale, e sinceramente (forse peccherò di presunzione) credo che leggendo i nostri post possa addirittura “divertirsi un pò”. Sorridi Michaela, anche delle stupidaggini che spesso scriviamo, è bello sorridere anche se poi nella vita motivi non ce ne sarebbero molti (e parlo di me). La sig.ra De Filippi purtroppo non la conosco, probabilmente tu ne sai qualcosa in più ma non credo c’entri molto con questo blog, anzi non c’entra per niente. :-)
    Andrea!!! Finalmente ora magari ci si potrà rasserenare sulle nostre “relazioni oltre il blog”, credo che scrivere sia sempre una cosa positiva e costruttiva sia per chi lo fa sia per chi poi leggerà. Continua e ringrazia Paulo Coelho (non me) che aiuta tutti noi ad aprire il proprio cuore senza paura :-)
    Lù bella quella di R.Zero, grazie! :-)
    Ho appena RIcomprato “lettere d’amore del profeta” di Gibran a cura di Paulo Coelho :-)
    “Tutte le cose sono belle, e lo diventano ancora di più quando non abbiamo paura di conoscerle e provarle. L’esperienza è la Vita con le ali.”

    Una buona giornata piena di sole calabrese a tuttttti :-)

  • Per scaldare questa dolce sera, al chiarore di una luna davvero piena……….(Zero_ Pausini)
    Nei Giardini Che Nessuno Sa

    Senti quella pelle ruvida,
    un gran freddo dentro l’anima,
    fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
    Troppe attese dietro l’angolo,
    gioie che non ti appartengono.
    Questo tempo inconciliabile, gioca contro di noi.
    Ecco come si finisce poi,
    inchiodati a una finestra noi,
    spettatori malinconici,
    di felicità impossibili…
    Tanti viaggi rimandati e già,
    valigie vuote da un’eternità…
    Quel dolore che non sai cos’è,
    solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
    E’ un rifugio quel malessere,
    troppa fretta in quel tuo crescere.
    Non si fanno più miracoli,
    adesso non più.
    Non dar retta a quelle bambole
    Non toccare quelle pillole
    Quella suora ha un bel carattere,
    ci sa fare con le anime.
    Ti darei gli occhi miei
    per vedere ciò che non vedi.
    L’energia, l’allegria,
    per strapparti ancora sorrisi.
    Dirti sì, sempre sì,
    e riuscire a farti volare,
    dove vuoi, dove sai,
    senza più quel peso sul cuore.
    Nasconderti le nuvole
    e quell’inverno che ti fa male.
    Curarti le ferite e poi,
    qualche dente in più per mangiare.
    E poi vederti ridere,
    e poi vederti correre ancora.
    Dimentica, c’è chi dimentica
    distrattamente un fiore una domenica
    e poi… silenzi. E poi… silenzi.
    Silenzi…
    Nei giardini che nessuno sa
    si respira l’inutilità,
    c’è rispetto e grande pulizia,
    è quasi follia.
    Non sai come è bello stringerti,
    ritrovarsi qui a difenderti,
    e vestirti e pettinarti sì,
    e sussurrarti non arrenderti.
    Nei giardini che nessuno sa,
    quanta vita si trascina qua,
    solo acciacchi, piccole anemie.
    Siamo niente senza fantasie.

    (Pubblico)Sorreggili, aiutali,
    ti prego non lasciarli cadere.
    Esili, fragili,
    non negargli un po’ del tuo amore…

    Stelle che ora tacciono,
    ma daranno un senso a quel cielo.
    Gli uomini non brillano,
    se non sono stelle anche loro.
    Mani che ora tremano,
    perché il vento soffia più forte…
    non lasciarli adesso no,
    che non li sorprenda la morte.
    Siamo noi gli inabili,
    che pur avendo a volte non diamo.
    Dimentica, c’è chi dimentica,
    distrattamente un fiore una domenica
    e poi… silenzi. E poi… silenzi.Silenzi…

    Dolce notte, Lu

  • Ciao a tutti! enigmisti a parte!
    Poi un giorno me lo spiegherete il significato dal momento che non ho capito nulla! Devo fare una critica e nessuno me ne voglia ! Questo è il blog di Paulo Coelho e non di Maria De Filippi! Per le comunicazioni personali si potrebbe anche optare per il cellulare!!! Io penso che il fine ultimo di un blog, e in modo particolare di Paulo Coelho, sia quello di “comunicare”, ma non farlo diventare il telefono di casa. Mi piacerebbe avere temi un pò più interessanti da commentare! Ringrazio Lu per la poesia di Don Milani. Sono certa che sia stata una bella persona!
    Ed anche tu non lasciarti prendere dalla nostalgia! Forza! Sorridi per tutti coloro che aspettano un tuo sorriso! Lancio un tema sul quale poter riflettere: ” Perchè si ha paura della diversità( non solo intesa come omosessualità ma paura per chi non è come noi!)?

  • Dai vedi che poi il mio povero e solitario neurone piano piano, con calma c’arriva :-) firmarti erase o firmarti enigma…poco cambia, infatti il risultato di ciò che scrivi è quasi sempre lo stesso :-( Cmq se tu provassi a scrivere qualcosa (sempre se qualcosa c’è), di TUO, come ti era già stato consigliato da altri, magari potresti arricchire ed arricchirti in questo blog. Vabbè cmq era giusto per dirti che qui di stupidi davvero non ce n’è, per cui non serve cambiare nome per evitare che la nostra mitica Censora ti blocchi, serve soltanto che tu provi a scrivere qualcosa che possa interessare un pò di più. A me piacciono le “persone comuni” perchè in loro molto spesso risiede “lo straordinario”, e qui ne ho trovate moltissime, sforzati un pò cesare/erase/enigma/…. edomanichissàcometichiamerai…..
    ____

    Non riesco a leggervi con calma per via della connessione molto precaria, ma appena posso e riesco do una sbirciatina.
    Mi fermerò qui qualche altro giorno, magari riuscirò a vedere il mio “giorno di primavera” in questa freddddisssima terra! :-) Altro messaggio in codice da decifrare?!?! No no poi ne parlerò(forse)…come promesso a Nina:-)
    Mughetta ma ora ci fai preoccupare sul serio??? Non rispondi nemmeno alle e-mail, cmq spero tu stia bene e che sia solo mancanza di tempo.
    Andrea allora?!?!? Vogliamo “chiarire questi equivoci” altrimenti Jama mi prenderà ancora in giro per via dello “svolazzamento calabrese”?! :-) Ma siete tropppppo simpatici!
    A prestissimo e un saluto a tutti dalla plinsky più “tonta” del mondo :-)

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