Edizione nº 144: Manuale per mantenere i cammini

1] Il cammino comincia da un crocevia. Lí¬ puoi sostare e pensare in quale direzione proseguire. Ma non soffermarti a pensarci troppo, altrimenti non ti allontanerai mai da quel luogo. Rivolgiti la classica domanda di Castaneda: quale di questi cammini ha un cuore? Rifletti bene sulle scelte che ti si pongono davanti, ma una volta fatto il primo passo dimentica definitivamente il crocevia, o sarai sempre torturato dall’inutile interrogativo: “Avrí² scelto il cammino giusto?” Se hai ascoltato il tuo cuore prima di fare la prima mossa, hai scelto il cammino giusto.

2] Il cammino non dura per sempre. íˆ una benedizione percorrerlo per un certo periodo, ma un giorno esso terminerí , dunque sii sempre pronto a prendere commiato in qualsiasi momento. Per quanto tu sia affascinato da certi paesaggi, o spaventato da alcuni tratti in cui è necessario molto sforzo per proseguire, non attaccarti a nulla. Né alle ore di euforia né agli interminabili giorni in cui tutto sembra difficile e il progresso è lento. Prima o poi un angelo verrí , e il tuo viaggio giungerí  alla fine, non dimenticarlo.

3] Fai onore al tuo cammino. íˆ frutto della tua scelta, della tua decisione, e nella misura in cui rispetterai il suolo che calpesti, anche questo suolo rispetterí  i tuoi piedi. Fai sempre del tuo meglio per conservare e mantenere il tuo cammino, ed esso farí  lo stesso per te.

4] Sii ben equipaggiato. Porta con te un rastrello, una pala e un temperino. Devi capire che per le foglie secche i temperini sono inutili, e per le erbacce molto radicate i rastrelli sono inutili. Sappi sempre quali strumenti utilizzare in ogni momento. E abbine cura, perché sono i tuoi principali alleati.

5] Il cammino va avanti e indietro. A volte bisogna tornare indietro perché si è perduto qualcosa, o un messaggio che si doveva consegnare è rimasto dimenticato in tasca. Un cammino ben meditato ti permette di tornare indietro senza grandi problemi.

6] Bada al cammino piuttosto che a cií² che ti circonda. Attenzione e concentrazione sono fondamentali. Non lasciarti distrarre dalle foglie secche che si ammucchiano ai bordi, o dal modo in cui gli altri si stanno preoccupando della propria strada. Usa la tua energia per aver cura e preservare il suolo che accoglie i tuoi passi.

7] Abbi pazienza. A volte è necessario ripetere gli stessi compiti, come sradicare le erbacce o chiudere le buche che si sono aperte dopo una pioggia inattesa. Non ti infastidire per questo, fa parte del viaggio. Sia pure stanco, sia pure con certi compiti ripetitivi, abbi pazienza.

8] I cammini si incrociano. Gli altri possono dirti com’è il tempo. Ascolta i consigli, ma prendi le tue decisioni. Solo tu sei responsabile del cammino che ti è stato affidato.

9] La natura segue le proprie regole. Percií² devi essere pronto ai cambiamenti repentini in autunno, al ghiaccio scivoloso in inverno, alle tentazioni dei fiori in primavera, alla sete e alle piogge in estate. In ciascuna di queste stagioni, approfitta di quanto c’è di meglio e non lamentarti delle sue caratteristiche.

10] Fai del tuo cammino uno specchio di te stesso. Non lasciarti assolutamente influenzare dalla maniera in cui gli altri si prendono cura del loro cammino. Tu hai la tua anima da ascoltare, e gli uccelli ai quali raccontare cií² che la tua anima sta dicendo. Che le tue storie siano belle e compiacciano tutto cií² che ti circonda. Soprattutto, che le storie che la tua anima racconta durante il viaggio siano riflesse in ogni secondo del percorso.

11] Ama il tuo cammino: senza questo, nulla ha senso.