Edizione nº 145: Come se fosse la prima volta

Voglio credere che guarderò a ciascuno dei giorni come se fosse la prima volta. Che vedrò le persone che mi circondano con sorpresa e stupore, felice di scoprire che sono lí accanto a me a condividere qualcosa che si chiama amore, di cui si parla molto, ma del quale si capisce ben poco.

Salirò sul primo autobus che passa senza domandare in quale direzione sta andando, e scenderò appena vedrò qualcosa che attiri la mia attenzione. Passerò accanto a un mendicante che mi chiederà un’elemosina. Forse gliela darò, o forse penserò che la spenderà per bere e tirerò avanti – udendo i suoi insulti e comprendendo che questo è il suo modo di comunicare con me. Passerò accanto a qualcuno che sta tentando di distruggere una cabina telefonica. Forse cercherò di impedirglielo, o forse comprenderò che lo sta facendo perché non ha nessuno con cui parlare all’altro capo del filo e cerca cosí di fugare la solitudine.

Guarderò tutto e tutti come se fosse la prima volta – soprattutto le piccole cose, alle quali mi sono ormai abituato, dimenticando la magia che mi circonda. I tasti del mio computer, per esempio, che si muovono con una energia che io non comprendo. Quella pagina che compare sullo schermo e che da tempo non si manifesta in maniera fisica, benché io sia convinto che sto scrivendo su un foglio bianco, dove è facile correggere solo premendo un tasto. Accanto allo schermo del computer si accumulano dei fogli che non ho la pazienza di riordinare, ma se penserò che essi nascondono delle novità, tutte queste carte, questi appunti, questi ritagli, queste ricevute acquisteranno una vita propria e avranno tante storie curiose – del passato e del futuro – da raccontarmi. Tante cose nel mondo, tanti cammini percorsi, tante entrate e uscite dalla mia vita.

Indosserò una camicia che sono solito usare sempre, ma per la prima volta presterò attenzione alla sua etichetta, a come è stata cucita, e cercherò di immaginare le mani che l’hanno disegnata e le macchine che hanno trasformato quel disegno in qualcosa di materiale, di visibile.

E persino le cose alle quali sono abituato – come l’arco e le frecce, la tazzina del caffè, gli stivali che si sono trasformati in un’estensione dei miei piedi dopo tanto uso – si rivestiranno del mistero della scoperta. Che tutto ciò che la mia mano toccherà, che i miei occhi vedranno, che la mia bocca proverà sia diverso ora, anche se per molti anni è stato uguale. Cosí, tutto ciò cesserà di essere una natura morta e comincerà a trasmettermi il segreto di aver trascorso con me tanto tempo e manifesterà il miracolo di un nuovo incontro con certe emozioni che si erano ormai logorate con la routine.

Voglio guardare per la prima volta il sole, se domani ci sarà il sole; il cielo nuvoloso, se domani sarà nuvoloso. Al di sopra del mio capo esiste un cielo per il quale l’umanità intera, nel corso di migliaia di anni di osservazione, ha già dato una serie di spiegazioni ragionevoli. Dimenticherò, dunque, tutte le cose che ho appreso sulle stelle, ed esse si trasformeranno di nuovo in angeli, o in bambini, o in qualsiasi altra cosa in cui io abbia il desiderio di credere in quel momento.

A poco a poco, il tempo e la vita hanno reso tutto perfettamente comprensibile – ma io ho bisogno del mistero, del tuono che è la voce di un dio arrabbiato, e non una semplice scarica elettrica che provoca vibrazioni nell’atmosfera. Io voglio di nuovo colmare la mia vita con la fantasia, perché un dio irato è molto piú intrigante, terrificante e interessante di un fenomeno fisico.

E, infine, che io guardi a me stesso come se per la prima volta mi trovassi in contatto con il mio corpo e la mia anima. Che io guardi questa persona che cammina, che sente, che parla come qualsiasi altra, che io sia affascinato dai suoi gesti piú semplici, come conversare con il postino, contemplare la moglie che gli dorme accanto, domandandosi che cosa mai starà sognando.

E cosí rimarrò quello che sono e che amo essere, una sorpresa continua per me stesso. Questo io che non è stato educato né da mio padre né da mia madre né dalla mia scuola, ma da tutto ciò che ho vissuto fino a oggi, che tutt’a un tratto ho dimenticato e che di nuovo sto scoprendo oggi.

21 Responses to “Edizione nº 145: Come se fosse la prima volta”


  • Per Tanosuke ,Ronin de Laville

    Carissimo,
    ho letto il tuo post e sinceramente non credo affatto che sei un Diavoletto.
    In ogni caso preferisco un diavoletto vero ad un Angioletto falso.

    DIRAH

  • Strano quanto questo testo possa rappresentarmi cosi tanto?
    No..
    Come non è strano ke tutto ciò ke scrivi mi rappresenti..
    é cosi perkè hai cuore e sincerità nello scrivere le cose..
    I pensieri son reali..son veri..umili..hanno anima e riescono a vivere nelle tue parole fra i nostri pennsieri..
    sempre..
    Non smettere mai di farci vivere fra le tue righe..
    Rosy*

    Ciao Rosy,
    Mi è difficile pensare che dietro tanti guerrieri della luce che scrivono poesie molto belle e pensieri profondi ti scordi di mettere le “c” ;secondo me ti mimetizzi ,cerchi di nascondere la tua vera identita’ .
    Qui l’aspetto piu’ bello è la Luce ;un faro capace di illuminare i sotterranei dell’anima .
    Non hai necessita’ di nasconderla.

    Dirah

  • Sono un accolito del Lato Oscuro ormai da anni, nonostante avessi iniziato il mio apprendistato nella luce del Lato Chiaro e nel cammino del Guerriero della Luce.
    Essermi affiliato alla parte sinistra mi ha dato tanto, successo, indipendenza, fama, ma si è preso ancora di più, si è preso tutto quello che avevo e, la mia anima.

    Recentemente ho compiuto delle scelte, e, nonostante fossero prese con i migliori propositi, gestirle con le tecniche del Lato Oscuro ha mandato in fallimento tutti i miei progetti e, ancora una volta, tra le mani inanellate non stringo altro che sabbia che scivola via veloce, e ben presto, niente rimarrà di quanto da me sperato di ottenere.

    La paura è la via che conduce al Lato Oscuro, ma è una via che non lascia niente, anzi, che consuma, frammenta l’intento e copre di disonore.
    Le persone che ci stanno a fianco se ne accorgonoe e, se ordiamo inganni e ci comportiamo da bugiardi, per quanto con intenzioni ottime (La strada per l’Inferno è lastricata di buone intenzioni), non possiamo ottenere altro che quello che abbiamo seminato.

    A prescindere da quale sia la causa scatenante il cambiamento, è giunto il momento di riabbracciare le Regole della Vecchia Scuola, perchè, alla fine, la forza scaturita dal patto con le Forze del Male porta solo altro male.

    Spero di essere ancora in tempo, anche se è difficile tornare sui propri passi dopo anni di devozione nera.

    Un saluto a tutti quelli che non hanno paura, che al mattino riescono a guardarsi allo specchio, che la notte usufruiscono del riposo del giusto, che hanno sempre una seconda possibilità.

    Ravvedersi…
    Questo è il mio proposito per il 31anno di età.

    Tanosuke, Ronin de LaVille

  • Grazie Wylma! Devo dire che mi ritrovo molto nel tuo modo di pensare e che, anche se a volte i peli del coniglio sono troppo troppo scivolosi, io cerco con tutte le mie forze di restarci aggrappata. Non c’entra l’età, c’entrano le esperienze come giustamente sottolinei; io, te, Jama, Andrea, Luana (degli altri non so..) abbiamo superato i 30 anni ma evidentemente ciò che abbiamo vissuto fino ad ora non ci ha “invecchiati” più di tanto visto che abbiamo tanta voglia e curiosità di ciò che ci aspetta domani.
    Si possono vivere le stesse cose ogni giorno ma si possono vivere con uno stato d’animo diverso dal giorno precedente e quindi può sembrare (o può essere) tutto diverso e nuovo.
    Non è facile, non è sempre entusiasmante impegnarsi per non sprofondare, sarebbe molto più comodo lasciarsi andare alla noia della quotidianità e non sforzarsi per cercare un significato profondo ad ogni cosa….ma questa non credo sia VITA.
    Ho dovuto cercare con google “flash mob” perchè ignoravo completamente cosa fosse…mi sono messa a ridere pensando “beati i folli”! E’ una cosa davvero curiosa e chissà che prima o poi andrò anche io ad uno di questi eventi…
    Grazie Wylma perchè a volte senza saperlo si riesce ad incoraggiare e a far del bene alle persone solo parlando di sè stessi!

    Luana mi manca molto, non riesco a capire perchè abbia “chiuso” così…ma oltre al dolore che sento, c’è anche molta gratitudine per ciò che mi ha dato in questi mesi :-)
    Baci mitica Lù!

    Non potrò scrivere per qualche giorno, parto di nuovo per accompagnare mia sorella in ospedale :-( Speriamo bene!

    Nel frattempo credo leggerò il tuo nuovo libro Paulo!!!!!!!

    Jama la tristezza e l’amarezza sono parte della vita e ignorarle non serve, conviene viverle e pensare che “passeranno” e si tornerà a sorridere!

  • Per jama
    Hai ragione quando dici che ti sembra che ci sono persone “over trenta”, di sicuro MG ed io, ma oltre l’età anagrafica la vera età è quella che ti porti “dentro”, ho sempre voglia di fare le stesse follie e la curiosità di un bambino che scopre il mondo, l’unica differenza è l’esperienza derivante dagli errori che hai fatto, e probabilmente rifaresti per imparare ciò che hai imparato, ed il fisico che (purtroppo) ogni tanto fa cilecca, nonostante la tua volontà. Per il resto non siamo “babbioni”, tutt’altro, nei giovani invidio solo il vigore fisico ed il tenpo che hanno davanti a sè, per il resto molti di noi non hanno altro da invidiare a chi ha meno anni, navighiamo in internet (come vedi), andiamo ai concerti, a ballare, personalmente un paio di anni ho partecipato ad un flash mob nel quale improvvisamente tutti si lavavano i denti (con spazzolino e tutto) in via frattina a Roma! Però sicuramente una delle cose importanti che mi ha insegnato l’età è: CARPE DIEM, mai privarsi di qualcosa che si può fare (ovviamente se non crei problemi ad altri o a te stesso), perchè il tempo non è relativo. La madre del mio primo marito (sono al secondo e spero di restarci!!) che era una donna molto saggia mi diceva sempre “la vita è un’affacciata di finestra!”, come dire che passa talmente veloce che neppure te ne accorgi, e posso garantire che è vero.Mi sembra ieri che facevo molte delle cose descritte da Jama, ed oggi sono qui, con tanto ricordi in più, nessun rimpianto (per fortuna) e ancora tanta voglia di fare, di vedere e di imparare. Si, imparare, perchè la vita di ciascuno ha senso quando la sera, quando vai a dormire, sai che dal giorno passato hai impararato almeno una cosa in più rispetto al giorno precedente.
    Si, perchè ogni giorno è una prima volta, perchè nella vita di ognuno di noi ci sarà un’unica volta quella determinata ora di quel determinato giorno di quel determinato anno, non ce ne saranno ancora, per cui ogni istante della nostra vita è unico e bisogna viverlo intensamente senza paura di sbagliare, perchè anche per ogni errore esiste un rimedio così come per ogni domanda esiste una risposta, bisogna solo trovarla. Per questo non so cosa sia la noia.
    So che l’esperienza degli altri serve a poco se non vissuta personalmente, perchè sembra sempre una lontana teoria, ma se ciò che dico aiuterà anche una sola persona, ne sarò felice!!
    Saluti a tutti

  • Nina l’importante per me è non dare troppa importanza alle sensazioni che ti infastidiscono o ti intristiscono per non caderne vittima. A volte finiamo per perderne il senso altrimenti, un pò come la storia della Franzoni sono anni che ci perseguitano con questa storia quando giornalmente sono in tanti a morire, compresi i bimbi, vuoi per la fame, vuoi per la guerra, vuoi per follie omicide, vuoi …..
    Sappiamo che esistono ma non possiamo risolverle, credo sia pura utopia, se pensassimo a tutta la tristezza che esiste giornalmente nel mondo non potremmo mai sorridere neanche per un secondo. Così è per la noia, lasciati accompagnare ma non fare che sia lei a guidarti.

    JAMA

  • Mi hanno chiesto di fare un appello, ci provo anche se non credo di ottenere molto, ma un mio pensiero è sempre stato “provare non costa molto (se non danneggio altri), in fondo non ho niente da perdere”, quindi se come appello non avrà alcun effetto, sarà sinceramente un caro saluto.
    Prima però volevo riaprire un antica questione a proposito del “gruppo” (MG ), più o meno se non capisco male molti di quanti hanno scritto e scrivono qua, sono come dire “adulti” (anche se come termine non mi piace molto e non significa nulla) comunque diciamo oltre i trenta, ed hanno vissuto la loro gioventù (altro termine che non mi piace e che significa ancor meno) tra la fine degli anni 70 e la fine dei 90 quando esistevano le cosiddette “compagnie” che poi col tempo si trasformarono in “fazioni” o stili di vita ( i vari “paninari”, “dark”, “metallari”, etc etc). Bene se ricordate queste compagnie erano un po’ come i fiumi avevano dei periodi di piena dove si poteva arrivare anche a più di cinquanta frequentatori che si ritrovavano in posti fissi con i “CIAO” o le “VESPE”, e periodi di secca dove ci si ritrovava come si dice dalle mie parti “i soliti quattro bischeri”. C’erano personaggi di passaggio, c’erano quelli che ogni tanto facevano dell’apparizioni, c’erano “i soliti quattro bischeri”, c’erano quelli che si facevano vedere ogni tanto ma sempre con la stessa regolarità, e poi c’erano litigi, nascevano amicizie, nascevano amori, ci si divideva per poi ritrovarsi, ogni tanto qualcuno se ne andava perché cambiava compagnia e poi ritornava oppure non si faceva più vedere. Beh tra non molto sarà quasi un anno che esiste questo spazio che Paulo ci ha regalato definito un po’ di tempo fa Jama’s Pub per la mia passione e le mi discussioni da pub, ma solo per sentirlo un po’ più come un ambiente familiare dove scambiarsi idee e esperienze che considerarlo un “blog”, termine un po’ freddo, che mi sa tanto di rospo schiacciato. In effetti forse è più giusto definirla la “Compagnia di Paulo”.
    Quando cominciai a scrivere qua, era già frequentato da due persone che scrivevano molto e si aiutavano a vicenda ed io piano piano cominciai a entrare nei loro discorsi e a chiedere e a rispondere, la “mia” MG  e la mitica prof LU 
    LU dire che ci manchi è superfluo e scontato, però ci farebbe molto piacere sapere come stai e che fai ma soprattutto che sei ancora con noi anche con un solo “ciao a tutti”.

    Un caloroso abbraccio mitica prof.

    JAMA

  • Alba

    Nel buio di una notte
    che si appresta ormai a finire
    si odono le lieti note
    d’un canto d’aprile

    il cielo sgombero da nubi
    insegna a tutti noi
    come liberarsi dai pensieri cupi
    e ci svegliamo e vi svegliate voi

    una timida luce
    si affaccia all’ orizzonte
    d’un nascituro è la prima voce
    che si ode molto chiara e forte

    il cielo ormai diviene azzurro
    e quella luce è ora più forte
    si mette in moto un carro
    qui dove la vita è un arte

    un tiepido raggio di sole
    illumina e riscalda il mio viso
    batte sempre il mio cuore
    e m vien su un sorriso

    sorrido perchè son vivo
    sorrido perchè non son solo
    sorrido perchè io amo
    sorrido perchè ci siamo

    vorrei sorridere di tante altre cose
    e in tanti altri momenti
    ma si sa c’è un tempo per tutte le cose
    c’è un tempo anche per i pianti

    ma adesso io sorrido
    sorrido perchè c’è luce
    sorrido perchè ci credo
    sorrido per una voce

    una voce che mi parla
    dentro il cuore che sussulta
    e mi dice che sei bella
    che tu vita sei stupenda

    e sorrido perchè sei mia
    e sorrido perchè sei bella
    e sorrido perchè è magia
    sorrido perchè è l’alba

    Jerry

  • “Le rose profumano, non sanno che è il loro mestiere
    Le nonne imbiancano soltanto per dovere
    Sono tempi scuri in cui è difficile trovare ombra
    I fiori sanno sempre ripararsi dalla vergogna

    I dubbi esplodono davanti a due sentieri:
    uno fatto di specchi ma senza desideri,
    l’altro di spine e voglia di ricominciare,
    lascio quello che trovo e cerco di trovare

    Fuori orario mi guadagno
    una candela, e mi imprestano una sfera
    per rileggere il passato un po’ falso e comandato
    come l’uomo sulla luna
    come pioggia sulla sfortuna!” (Fuori Orario- Bandabardò)

    Stefania hai proprio ragione a dire “mamma quant’è bella la vita” e lo penso anche io! Quando arrivi davanti ai “due sentieri” hai cmq sempre la possibilità di sceglierne UNO e, anche se ci sono un pò di spine…c’è sempre la voglia di ricominciare :-)
    A presto!

  • “Per molte persone il mondo è incomprensibile nello stesso modo in cui è impossibile capire come un prestigiatore possa estrarre un coniglio da un cappello a cilindro che un attimo prima era assolutamente vuoto”. “Per quanto riguarda il coniglio, forse è meglio paragonarlo a tutto l’universo. Noi che ci abitiamo siamo minuscoli parassiti che vivono nella pelliccia del coniglio, I filosofi cercano di arrampicarsi sui peli sottili in modo da poter fissare negli occhi il grande prestigiatore”.
    “La maggior parte delle persone è così presa dalle cose di tutti i giorni che il pensare all’esistenza occupa l’ultimissimo posto (scivolano giù, giù nella pelliccia del coniglio, si sistemano bene e rimangono lì per tutta la vita. Per i bambini, il mondo, con tutto ciò che offre, è qualcosa di nuovo, di stupefacente, Non è così per gli adulti, la maggior parte dei quali percepisce il mondo come un fatto ordinario.”
    “Breve riassunto:un coniglio bianco viene estratto da un cilindro vuoto. Dal momento che l’animale è molto grosso, ci vogliono miliardi di anni per fare questo gioco di prestigio. Sulla punta dei suoi peli nascono i bambini. In questo modo hanno la possibilità di stupirsi di questa incredibile magia.Tuttavia, a mano a mano che diventano vecchi, scivolano sempre più giù nella pelliccia del coniglio. E lì rimangono. Molti stanno così bene che non osano più arrampicarsi nuovamente sui peli sottili. Solo i filosofi (ed i Guerrieri della Luce? ndr)si imbarcano in questo viaggio pericoloso alla ricerca dei confini ultimi della lingua e dell’esistenza. Alcuni cadono, altri però si aggrappano con tutte le loro forze ai peli del coniglio e gridano agli uomini che, comodamente sistemati nella morbida pelliccia dell’animale, mangiano e bevono in assoluta tranquillità.Signori e Signore, dicono i filosofi, siamo sospesi nel vuoto! Ma agli esseri umani che vivono sotto non importa nulla. Anzi, prima commentano: uffa, che scocciatori! poi continuano a ripetere le stesse cose di prima: mi passi il sale?, come va oggi la borsa?, quanto costano i pomodori?”
    Da “Il mondo di Sofia” di Jostein Gaarder
    Il consiglio che posso dare a tutti è: non scendete mai dalla punta del pelo del coniglio!!

  • Grazie Nina :-) E’ vero che non ci sono parole o belle ricette per gli attacchi di panico. So soltanto che ogni volta è molto faticoso riprendersi e chi vive queste cose conosce bene di cosa parlo. Comunque si va avanti cercando di “rinascere” affrontando nuove situazioni e anche cercando di accettarne altre che proprio non ti piacciono. Gestire le emozioni è una cosa davvero difficile, forse non bisognerebbe “gestirle” ma “viverle”, solo che alcune volte ce ne sono troppe e anche molto contrastanti tra di loro…e quindi il cervello “s’impalla”. In ogni caso credo che l’obiettivo non sia quello di sconfiggere gli attacchi di panico, bensì quello di poter vivere la vita così come la si sente, e non come vorrebbero gli altri.
    “Se mi rilasso collasso…” canta la Bandabardò in “beppeanna”, questo è stato il mio motto da 10anni a questa parte, ma ora sto imparando a rilassarmi anche senza collassare e devo dire che mi piace moltissimo!
    Ognuno di noi credo abbia problemi nel poter vivere la vita così come la si vorrebbe, senza problemi, senza dover faticare ogni volta per sentirsi accettati dal resto del mondo, senza dover lottare contro i pregiudizi della gente, senza doversi sentire in dovere di fare o dire sempre qualcosa di giusto… Tutto questo porta ad essere ciò che non si è e poi col passare del tempo non ti “ritrovi” più, cominci a sentire un grosso disagio nel dover “smontare” l’immagine che di te hanno creato (logicamente col tuo aiuto) ed apparire per quello che sei realmente con tutte le tue debolezze, con la tua fragilità, con la tua pochezza…diventa davvero difficile “rinascere”, ma non c’è un altro modo…credo questo sia l’unico per poter VIVERE pienamente la propria VITA.
    Grazie Nina :-) anche per la mail!
    _____

    Grazie mille “mio” Jama :-)

  • Mg, penso che l’attacco di panico sia la sensazione che più si avvicina alla morte; è terrificante, pensi che ti schianterai al suolo in quel preciso istante … invece – ovviamente – non succede nulla di tutto questo. Dirti che devi farti coraggio mi sembra così ovvio e banale che… non te lo dico. Io penso che, così come è venuto, un giorno se ne andrà. E noi saremo qui a brindare!!! :)
    L’unica cosa che mi sento di dirti è che, secondo me non devi “resistergli” ma lo devi assecondare, lo devi far fluire dentro di te fino a che non capirai il suo “insegnamento”. Perché l’unica cosa certa è che questo sintomo così fastidioso in realtà ti sta indicando qualcosa, forse la via che non devi più percorrere, la gabbia da cui devi liberarti.
    Ma sono sicura che ce la farai!!! Sei o non sei un guerriero della luce?!!!
    “All’alba vincerò…”

    Buona Domenica!

    Mi dispiace tanto per tuo zio. Ti rimane il suo ricordo e i suoi insegnamenti. Fanne tesoro: non è da tutti avere la fortuna di conoscere una persona così anticonformista, generosa e coraggiosa.

    ***
    Jama, bello il testo che hai riportato. “Tutto nasce dalla noia”. Allora io, che sono perennemente annoiata, sarò destinata a fare grandi scoperte! :) Comunque la noia mi assale praticamente quasi sempre, non c’è giorno che io non sperimenti questa fastidiosa sensazione. “E adesso che faccio, che cosa c’è dietro l’angolo, cosa mi devo aspettare?” In fondo, la noia porta all’inquietudine e l’inquietudine alla scoperta, per poi ricominciare tutto daccapo.
    Che complicata la natura umana! :)

    Un saluto a tutti!

  • Non ricordo se era estate o primavera, senz’altro una giornata normale, avrò avuto sei, sette anni, lasciato il gioco, le scale di corsa per andare a prendere la merenda e, mentre mamma prepara pane e pomodoro, le dico raggiante :”mamma quanto è bella la vita !
    La mia infazia mi ha fatto dono di questa magia.
    E c’è poi una immagine, un sentire di quell’età che mi è rimasta nella pelle. Anche quel giorno era estate o primavera, un dolce vento caldo muoveva l’erba alta di una piccola collina dietro casa dove mi ero arrampicata. Con gli occhi chiusi, le braccia aperte, giocavo col vento, e il vento giocava con me, eppoi ero in volo, in alto col vento, mi sentivo un uccello, eppoi giù in picchiata per poi risalire e volare, volare, e il mio sguardo passava sopra al prato, alla casa, alla strada , alle maestose chiome dei platani e dei giganteschi mori gelsi fino a perdersi sopra al fiume e su, su fino alla sorgente.
    E quando capita che tutto va di traverso, la tristezza mi assale e sento il mondo nemico, chiudo gli occhi, allargo le braccia e ritorno a volare .

    Nonostante gli anni passati siano tanti e non sono mai mancati problemi, casini, frustrazioni, dolori, sofferenze, incomprensioni, perdite di persone care, tristezze e depressioni, ho ancora nel cuore queste magie, e il solo richiamarle mi dona forza e energia e la voglia di gridare: Mamma quanto è bella la vita !

    Penso che tutti noi abbiamo avuto nell’infanzia dei momenti che ci hanno regalato la magia della vita, e se ci si lascia andare ai nostri ricordi, riaffioreranno e ritrovarli è come rinascere !
    Grazie Paulo per la tua limpidezza!

    Stefania

  • “Da dove viene la noia?”
    “Non viene. E’ lì. Nella mancanza di scopo e nella mancanza di senso e nell’incapacità di andare oltre. Siamo convinti che si infili a tradimento negli spazi vuoti, e che basti darsi da fare per mandarla via. Invece è il contrario, la noia è al centro dello spazio, e noi per non vederla la copriamo con schermi e paraventi mobili di attività concatenate.”
    “E cosa dovremmo fare, invece?”
    “Dovremmo sapere che la noia è lì. E che ci può spingere a fare le cose più insensate, o a cercare di capire il senso delle cose. Se uno si sottrae sistematicamente alla noia, per quanto corre no va da nessuna parte.”
    “Perché?”
    “Perché tutto nasce dalla noia. Le percezioni e le constatazioni e le elaborazioni, le idee di ogni tipo.”
    …………..
    “Non aspettarti che la noia finisca con la fine della scuola. La noia è ovunque, sempre. Non puoi fare a meno di rivederla, se non sei totalmente ottusa.”
    “Tipo?”
    “Te ne accorgi quando raggiungi uno dei tuoi traguardi. Uno dei tuoi piccoli scopi artificiali, no? Hai appena superato un esame o conseguito chissà quale risultato nel lavoro o nella vita privata, e sei piena di soddisfazione e di sollievo, e di colpo senti questa voce sottile nella testa che dice “E adesso?”. Non dirmi che non ti è mai capitato.”
    “Sì.”
    “Ma poi ci tendiamo subito verso il prossimo piccolo scopo artificiale che vediamo lungo il nostro percorso, cerchiamo di concentrarci su quello.”
    “Cosa dovremmo fare invece?”
    “Non credo che ci sia niente da fare, a parte ricordarci che i nostri piccoli scopi sono artificiali. Per il resto è giusto che andiamo dietro a quello che ci interessa o che ci diverte, purché non danneggi gli altri o il mondo nel suo insieme.”
    “Però una volta che decidi che tutti gli scopi sono artificiali, come fai a crederci?”
    “Non è un idea così azzerante. Può anche farti venire voglia di dipingere sui muri, o piantare alberi in un giardino. Può farti venire voglia di lasciare delle tracce interessanti, per quelli che vengono dopo. Può farti buttare via gli orologi e i calendari per liberare lo spazio dal tempo. L’importante è non pensare che ci sia qualcosa di così straordinariamente importante, in quello che facciamo.”
    “Ma a cosa serve qualunque cosa, allora?”
    “Alla pura vita”
    “E cos’è la pura vita?”
    “Questa.”

    (da Pura vita – Andrea De Carlo)

    Vivere ogni cosa come se fosse la prima volta è un buon sistema per combattere la noia e l’abitudine alla quotidianità, stupirsi ogni volta che fai la stessa cosa come se non l’avessi mai fatta o cercare sempre un nuovo particolare che non avevi notato cambiando angolatura e prospettiva di visuale, anche.
    In pratica è vivere come i bimbi, che possono arrivare a ripetere la stessa cosa o fare lo stesso gioco per centinaia di volte di seguito, e sorridere e divertirsi sempre con la stessa intensità della prima :-).
    Quando arrivi a conoscere la noia vuol dire che sei cresciuto, che sei grande. A questo punto o la combatti cercando di riempirti di “scopi artificiali” o la accetti per quello che è, e continui a vivere la tua vita normalmente sapendo che esiste ma senza fartene un ossessione.

    JAMA

    MG, mi spiace per la scomparsa di tuo zio, ma da come ne racconti è uno che ha saputo vivere la sua vita, in barba agli schemi o al compiacimento altrui, forse alcune sue scelte saranno state discutibili da altri o forse anche sbagliate ma erano le sue e non ci ha rinunciato. Non importa essere famosi per essere dei modelli da seguire.

  • Un saluto agli amici della luce, ed un omaggio a Paulo Coelho, in 3 poesie che richiamano il tema della conversazione (dalla mia raccolta “ANIMUS/ANIMA” in http://www.lulu.com/content/720733):

    NUTRIRE IL GIORNO

    Nutrire il giorno
    dell’antico che non ha traguardo.

    Dalla terra e dal cielo
    penetrate parole nella nostra pelle.

    Miracoli per tutti i sogni e gli incubi:
    il passato, l’avventura dei sensi
    le risposte alle domande
    della macchia chiara sul muro
    e del rimosso quadro.

    Fragile e vaga, e oscillante
    è la ragione, e incerta misura ogni giorno
    di ciò che accade.

    Il giorno al giorno messaggio
    ogni stagione propizia alle ali
    ogni occhio sulla radiosa bellezza.

    Tutti i fiumi specchiano la luce.
    Tutti i fiumi dell’uomo, di grado a loro modo.

    Lo spazio aperto e il mutamento
    con ogni singolo pensiero risanando.

    Ettore Mosciàno

    AURORE DI OGNI GIORNO

    In limpido giorno è dato leggibile
    lucente ala dell’aurora
    lucida speranza della nuova vita
    energia caricata di rossore.

    L’auriga della calma e della padronanza
    guida il tuo risveglio gioioso all’orizzonte
    e conduce con redini inflessibili
    il tuo cammino tra le forze avverse.

    E il mattino si rinnova di molteplici promesse
    il mondo offerto alla gioventù del giorno.

    Tu, creatura d’aurore, testimone e specchio,
    risveglio
    con il gesto di un neonato.

    Ettore Mosciàno

    ANIMUS/ANIMA

    Le formule e il giuoco e le sonore parole
    semi confusi tra i semi, milioni di occhi
    riposte nuvole avverate, trascinanti
    che in onde colorate allungano volute
    al pensiero proteso di quell’uomo immerso
    suo malgrado
    in armoniche bellezze o in distorte fortune.

    Al richiamo di strutture innalzate
    molti piani e molteplici vicende
    d’argomenti e di significati
    di paesaggi di scritture e monumenti
    in attesa che liriche chiare e ordinate
    scatenino luce ed ornino parabole.

    In poderose onde incalzato si ricade
    per maiuscole e minuscole esperienze
    e rinate innocenze del fiore e della mente,
    quando si dice il nitido pudore
    la ricercata distensione spirituale
    la percezione d’armonia di un centro
    la stanza contro l’inverno e la notte.

    Svuotati agli altri in pasto ed olocausto
    ravvolti vorremmo stare
    nei sogni dei padri e delle madri
    assenti alle macchine in giostra perenne
    agli schermi rigonfi delle garrule rane
    al labirinto e al concerto di ombre velate.

    Uomo secolarizzato, uomo confuso e dissestato
    troppo sangue, troppo dolore costa il progresso
    uomo naturale, uomo spirituale, uomo di redenzione
    attento asilo scavato, martoriato e molestato
    da tigri affamate, da volgari passioni.
    Soffio di respirazione in vetta sublime
    anima,
    che agli intelletti inopportuni taci
    abbacinata e ieratica vetta di un emblema
    della creazione
    di un terribile cimento groviglioso e fascinante.

    Animus, anima, cosa è la vita ?
    Fioriscono in sentimenti dell’unione
    la crescente chiarezza, l’infermità spirituale
    il seme che germoglia, il vento sulle onde?

    Ogni stella che si muove di notte
    forse è quella che t’insegna la casa.

    Sole, sole, sole, uomo che muori e rinasci
    nel corso annuale per quattro fasi e fasce
    seme di vita, vita, luce della terra
    radice delle annotazioni del tempo
    materia rituale antecedente e conseguente.

    Uomo piegato alla Madre, terra, acqua, caverna
    pietra, monte, casa
    casa della forza, casa della profondità
    casa della madre, casa della notte,
    apertura della bocca, lingua
    principio di ogni sapienza
    misurata e disumana appassionata parola.

    Voi sapete dello stringersi dei ritmi
    del tenersi sulla cresta dell’onda
    del tener testa all’onda
    per trionfare al di sopra degli scudi.

    Santa montagna, anima bella
    luce che nasce dal grembo della notte
    dea di bellezza nata dal nostro stesso mare
    acqua viva, acqua celeste
    da cui emerge il nutrito fiore
    laboratorio sei tu di te stesso
    croce degli elementi
    vapore sottile della resurrezione, acqua ardente.

    E’ l’esempio dell’emblema della creazione
    la conchiglia del Nautilus che ospita tra le pieghe
    il lento accrescersi delle sinuose spire
    forse icona ed entità del moto di galassie ?

    E l’aurea sezione
    il tempio dell’ingegno dell’uomo, il Partenone ?

    Oltre ciò che appare nascosto è il valore
    riflesso della verità che ha perso senso
    albero della croce che ha per cupola il cuore
    luogo della resurrezione, polo unificante.

    Di mappe silvestri e brezze selvagge
    d’alte maree prospetti e guide
    stremati sulle sabbie, raffiche, relitti e belve
    approdiamo, veri uomini, vere donne
    per amache sospese e per cavi marini.

    Acque di pioggia del mattino e di lavoro forzato
    dei figli umori salvifici e selvatici
    amori di miserie umane ed anime eterne
    i genitori negli spazi celesti
    impalliditi volti di fronte alla morte
    corsari di ulteriori certezze ed ampiezze all’orizzonte
    viaggiando in fragile esistenza per minimi segreti
    e sottili corrispondenze
    urne e calici di fiori aperti, aspri ed essenziali paesaggi.

    Le nostre vite tra le incerte mani
    in molte altre confluite e compresse
    in un notiziario sgualcito e arbitrario
    arabescato di umori non nostri.

    Ettore Mosciàno

  • paulo sei grande perchè ogni volta che leggo un tuo libro riesci a trasmettermi un emozione e un enorme voglia di vivere … sei capace di guardare con gli occhi dell’anima ed è una cosa eccezionale ….vorrei che tu vedessi il mio sito http://jerrymail80.spaces.live.com io scrivo qualcosa di mio e di tuo perchè il mio pensiero è molto simile al tuo e ci accomuna la ricerca sel senso della vita in ogni piccolo particolare …..se tu potessi farti tradurre qualche mia poesia e la leggessi mi darebbe un immensa gioia … magari ti spedirò una mail ..ciao

  • Carissima Nina, ognuno di noi credo sia un “guerriero della luce”, lo siamo ogni volta che non pensiamo di esserlo, lo siamo ogni volta che non pensiamo di poterlo diventare, lo siamo ogni volta che vorremmo esserlo e invece restiamo fermi immobili lì dove ci troviamo. Proprio stamattina un piccolo attacco di panico mentre ero fuori casa mi ha riportato indietro di 10 anni…e ti assicuro che l’avvilimento è enorme. Penso di non tornare più “normale” come prima…e vorrei dire basta a tutto e a tutti, chiudermi nel mio “rifugio” e non uscirne più. Mentre lo scrivo so che tutto quello che provo mi deve portare “altrove”, sembra che quel maledetto malessere stia sempre lì in agguato pronto ad assalirmi per ricordarmi quanto io sia “piccola…” e a dirmi che tutti gli sforzi che sto facendo da 10 anni a questa parte sono completamente inutili. Non voglio dargliela vinta, non voglio sentirmi “malata” e devo fregarmene se chi mi guarda vede in me una “un pò strana”, una che non fa quasi mai cose “normali”…
    Nina è davvero faticoso e difficile vivere così, ma ci sono tantissime cose belle nella mia vita e ultimamente sto avendo la possibilità di sperimentare quanto io possa essere coraggiosa nell’affrontare alcune situazioni, l’amore (o qualsiasi altro nome vogliamo dargli per me va bene) è la forza che ti spinge a “vivere” a dispetto di qualsiasi difficoltà. La curiosità, la ricerca di novità sono indispensabili per non rinchiudersi nel proprio mondo, o meglio, per non vivere soltanto nel proprio mondo ma poter condividere con altri tutto ciò che si è o che si ha.
    Tu sei la nostra mitica Nina…e qui siamo tutti aspiranti “guerrieri della luce”…insomma.. almeno ci stiamo provando e questo mi sembra già un buon punto di partenza, poi ognuno arriverà dove vuole, ma intanto possiamo condividere qui un pò del nostro “cammino”! :-)

    Ciao cuginetta sicula :-) se vieni a Napoli fammelo sapere!

  • Strano quanto questo testo possa rappresentarmi cosi tanto?
    No..
    Come non è strano ke tutto ciò ke scrivi mi rappresenti..
    é cosi perkè hai cuore e sincerità nello scrivere le cose..
    I pensieri son reali..son veri..umili..hanno anima e riescono a vivere nelle tue parole fra i nostri pennsieri..
    sempre..
    Non smettere mai di farci vivere fra le tue righe..
    Rosy*

  • [quote comment="4617"]“Se diventate vivi, se attraversate il mondo a passo di danza, facendo cose pazze, diventate affascinanti. È l’affinità che ci avvicina, ma è la novità che ci tiene insieme. Siate saggi, siate stimolanti, siate eccitanti, condividete idee nuove, crescete, progredite, evolvetevi. Non siate mai prevedibili!” (Leo Buscaglia)
    [/quote]

    Ti “quoto” un’altra volta! :)
    In teoria, quello che tu riporti è molto bello: essere saggi ma stimolanti, perché solo la novità può tenere insieme due persone.
    Ma … COME si fa?! Qual è il segreto per essere così evoluti e proiettati nel futuro?!
    Per quanti sforzi io faccia o abbia fatto, non sono mai riuscita a raggiungere questi livelli. Penso di non essere ancora un “guerriero della luce”, forse non sono neppure un apprendista, ma solo una persona che non ha ancora trovato la sua strada e il suo equilibrio.
    Gli scritti di Paulo sono per me un ideale – al momento – irraggiungibile. Chissà, forse un giorno sarò in grado di vivere pienamente quello che voi blogger già avete sperimentato…
    Ma, la vedo dura! :)

    Un saluto a tutti!

  • Ciao a Tutti !
    Ciao cuginetta! Ho letto il messaggio di Paulo e non si smentisce mai nel suo essere così umano ! Mi domando , ogni volta che lancia un invito a riflettere ( così li definisco gli argomenti da discutere nel blog) da dove nascono! Vale a dire, quale sia l’elemento scatenante della determinazione del messaggio. Questo messaggio mi ha fatto ripensare ad una frase che mia nonna soleva ripetere : >. Ed era bello vedere lo stupore nei suoi occhi, gli occhi di una bambina di 80 anni. Ed è quello che spero di essere anch’io ogni giorno della mia vita!
    Baci a tutti !
    P.S. : Vorrei stupirmi volentieri guardando negli occhi colui il quale da tempo impegna gran parte del mio tempo libero, superfluo dire di chi si tratta ! Chi può dirlo!

  • “Dovete continuare a crescere e a progredire. Ogni giorno dovete introdurre qualcosa di nuovo nella vostra vita. La vostra responsabilità principale è nei confronti di voi stessi. Se non la pensate così, non potete dare niente a nessuno. Potete dare soltanto ciò che avete. Se diventate vivi, se attraversate il mondo a passo di danza, facendo cose pazze, diventate affascinanti. È l’affinità che ci avvicina, ma è la novità che ci tiene insieme. Siate saggi, siate stimolanti, siate eccitanti, condividete idee nuove, crescete, progredite, evolvetevi. Non siate mai prevedibili!” (Leo Buscaglia)

    Carissimo Paulo,
    non finirò mai di dirti quanto mi piace il tuo modo semplice e genuino di dire le cose. Sono cose che penso anche io ma a volte è difficile metterle in pratica. Vivo affamata di novità, mi affascina tutto ciò che riesce a stupirmi…Direi che ultimamente mi stupisco molto di me stessa e ne sono strafelice :-)
    Grazie Paulo!

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