L’albero e i suoi frutti
Il guerriero si ricorda del passato. Conosce la Ricerca Spirituale dell’uomo, sa che essa ha già scritto alcune tra le migliori pagine della Storia.
E alcuni tra i suoi peggiori capitoli: massacri, sacrifici, oscurantismo. È stata usata per scopi privati, e ha visto i suoi ideali servire da scudo per terribili manipolazioni.
Il guerriero ha già udito commenti sul tipo: “come posso sapere se questo cammino è serio?” Ha visto molta gente abbandonare la ricerca perché non sapeva rispondere a questa domanda.
Il guerriero, però, non ha dubbi. Segue una formula infallibile: “Dai frutti, conoscerai l’albero”, disse Gesù.
Egli segue questa regola e non sbaglia mai.
I frutti di chi non vuole udire
Un profeta arrivò in una grande città della Persia, dove le folle si riunivano intorno a lui tutte le mattine. Ma il tempo passava e la sua presenza cessò di essere una novità.
- Ormai sappiamo tutto quello che aveva da dirci – commentavano, andando in cerca di un nuovo profeta che insegnasse loro il cammino.
Anche se non c’era nessuno ad ascoltarlo, il profeta continuava a recarsi in piazza a pronunciare il suo sermone.
- Perché insisti a rimanere qui? – gli domandò un bambino. – Non vedi che parli da solo?
- Tutti coloro che hanno il coraggio di dire ciò che sentono nell’anima, sono in contatto con Dio. Io cerco di ascoltarli quando sto parlando.
“Il fatto di avere un pubblico di tanto in tanto, non cambia nulla”.
I frutti di chi non vuole ricevere
Durante una cena nel monastero di Sceta, il padre più anziano si alzò per servire l’acqua agli altri. Andò di tavolo in tavolo con grande fatica, ma nessuno dei padri accettò.
” Siamo indegni del servizio di questo santo”, pensavano.
Quando il vecchio arrivò al tavolo dell’abate João Pequeno, questi lo pregò di riempirgli il bicchiere fino all’orlo. Gli altri monaci lo guardarono scandalizzati. Alla fine della cena, circondarono João Pequeno:
- Come potete giudicarvi degno di accettare quell’acqua? Non comprendete il sacrificio che egli stava facendo per servirvi?
- Come posso impedire che il bene si manifesti? Voi, che vi ritenete santi, non avete avuto l’umilta per ricevere, e il pover’uomo non ha avuto la gioia di dare.
I frutti del cuore umano
La tradizione sufi racconta la storia di un re che cercava dei bravi pittori per decorare il suo palazzo. Due squadre – una greca e una cinese – si presentarono con i loro migliori artisti, tentando di acquisire un lavoro che avrebbe reso migliaia di monete d’oro.
Come prova, il re chiese a ciascuna di decorare la parete di una delle sale. Affinché un gruppo non vedesse il lavoro dell’altro, scelse due pareti opposte e collocò nel mezzo una tenda.
I cinesi dipinsero la loro con la massima cura, mentre i greci si limitavano a lustrare senza sosta la superficie dell’altra. Giunse finalmente il giorno in cui il re decise di rimuovere la tenda e confrontare i risultati.
Da un lato vide la bella pittura cinese. Sull’altra parete, che era stata lucidata fino a divenire uno specchio, il re vide ancora la bella pittura cinese, ma con la propria immagine nel mezzo.
- Questo è migliore – disse il re. E i greci ottennero il lavoro, perché seppero gestire i frutti nascosti nel cuore umano.
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This book is wonderfull and as a great work in the world. I enjoyed very much by reading it and had a lot of spiritual identification with major personality of novel. The style is also surprisingly documentry and help to be realistic work. I recomend everyone to read it at least once.
Hola Luis Miguel!
Benvenuto nel nostro blog italiano! Sono felice che tu sia qui.
Spero di leggerti ancora in queste pagine.
Dovete sapere, cari “Guerrieri” italiani, che Luis Miguel è un nostro amico che scrive nell’edizione spagnola del blog di Coelho. Ha un blog molto interessante – scritto con Mariola – che vi invito a leggere. Già dal titolo si capisce che è un bel diario on line:” El viaje interior”.
Sono molto contenta di questo “gemellaggio” che si è venuto a creare tra i due blog di Paulo, quello italiano e quello spagnolo: è una cosa che mi rende veramente felice, soprattutto perché è stata spontanea e inaspettata.
Il nostro Luis Miguel ha un problema in famiglia. Questa settimana si opererà sua suocera. Invita tutti quelli che lo conoscono a pregare perché tutto vada bene. Io invito anche voi a dire una preghiera perché questa donna, ancora giovane e vitale, si ristabilisca presto.
Grazie per quello che farete.
P.S. Un saludo a Mariola y Rosa del los Vientos. :)
E “DULCIS IN FUNDO”…. Buon Ferragosto a Paulo e alle mitiche Censorisssime…. :-)
E’ merito vostro se in questa torrida giornata estiva, non mi sento così sola!!!!!
Tra pub, dune, oasi….questo è sicuramente un “luogo” speciale……. Il mio laghetto preferito…
Lu
Carissssimo Jama….devo smentirti, è proprio necessario!!!!!! :-) :-) :-)
Cos’è se non SAGGEZZA quello che hai postato?????
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Ho provato ad affacciarmi nel “mondo dei grandi”, ma sinceramente non mi è piaciuto affatto.
Meglio vivere con “innocenza” la vita, senza paure.
Con “innocenza” posso aver piena fiducia in chi mi sta accanto, posso amare senza limitazioni, posso sognare pur vivendo l’oggi, posso credere in ciò che mi si dice, posso parlare con chi non è “leale” credendoci pure, perché comunque chi si sta facendo del male è lui.
Probabilmente un giorno “quando sarò grande” qualcuno potrà rispondere ai miei tanti perché sollevati anche in questo blog, per ora preferisco “ballare”, “ridere”, “piangere” con la stessa semplicità e fare tante domande come quando mi mettevano nel sedile del carrello della spesa “…..
Dai, che per Ferragosto trasformiamo lo Jama’s Pub….nel Pub saggio Jama…:-) :-) :-)
Lu….
P.s Un caro saluto anche a tutti i “tuareg” persi nel deserto!!!! Tornate presto!!!!!
Hola Luis Miguel….BENVENUTO!!!!!!!
Carissime Nina e Mg, nonostante sia Ferragosto, l’incedere dei vostri pensieri e delle vostre argomentazioni, mi invita a rimandare di qualche mezzora il consueto appuntamento con l’Adriatico…..
Compromessi a cui non cedere da un lato e il rischio dell’eccesso, come contropartita….
Vi rispondo con uno stralcio….
.L’autore è un mio amico. E’una persona molto silenziosa, ma le sue rare parole, sono spesso preziose. Come queste……
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“ Da qualche tempo, l’atteggiamento mentale ricorda per certi aspetti quel buon amico dell’adolescenza che è stato Siddharta.
Seduto sulla riva del fiume, assisto allo scorrere dell’esistenza, osservo la mia presenza sul pianeta, come talvolta mi piace definire la vita.
Quando poi il sole è alto, capita di trasognare e finisco con l’identificarmi con lo stereotipo più classico di un monaco tibetano che sa molte cose. Sa, ad esempio, che nel sentiero tutti muoveranno i loro passi: chi prima, chi dopo, in un modo o in un altro.
Ognuno conduce la propria esistenza verso la conoscenza, la consapevolezza, la centratura dell’essere. Ognuno ha la sua funzione ed utilità. E ognuno è ricco di qualcosa di millenario che ha comunque , anche senza avvedersene e senza valorizzarlo. Ognuno aggiunge un tassello, a sé ed agli altri. Il tempo non è misurabile per certe finalità.
Diceva Giuseppe Costanzo, amico scrittore: “ Mi piace immaginare lunghi sentieri, tanti quante sono le persone che costituiscono l’umanità, tutti confluenti verso un punto lontano e su cui camminiamo, magari conversando piacevolmente”.
Ognuno nel proprio percorso, con le sue differenze, spesso rimarchevoli, talvolta apparentemente opposte. Eppure , nell’economia di una vita millenaria, questi sentieri puntano in un’unica direzione.
Se dovessi definire la consapevolezza di ciò che siamo, ricorrerei alla visione del lago.
Immagino una piccola superficie di un laghetto quieto, dove , affacciandosi, ci si può specchiare e vedere una qualche immagine non perfettamente coincidente con la propria. Come reagiamo?
Nella prima reazione che rappresenta uno stadio iniziale del tragitto di conoscenza, diremmo: L’acqua non mi specchia bene” e andremo via .
E’ sempre colpa di qualcuno o qualcosa!
In uno stadio successivo , compare il dubbio“Che io sia così? Forse l’immagine che ho di me non corrisponde al vero.”
E’ quel piccolo , iniziale , dubbio innesca il più bel processo possibile: la crescita interiore.
C’è una terza possibilità, quella di chi è un poco più avanti: nel soffermarsi ad osservare l’immagine con le sue distorsioni, va oltre l’immagine stessa, scruta sempre più in profondità, miscelando se stesso con il moto di milioni di molecole d’acqua che, come sappiamo, hanno percorso i tempi e i luoghi, nel loro evaporare, piovere, riconfluire, portando con esse particelle di storia, eventi, vita e morte. E in tutto questo c’è il moto placido e disincantato di qualche pesciolino che ci ricorda che la vita è il singolo momento. E’ quel filo d’erba che il vento muove e che magari accarezziamo con il palmo della mano, senza pensarci.
E’ il chiudere gli occhi e sentirsi parte di tutto , nel silenzio dell’ascolto delle percezioni.
(Giampietro De Angelis “All’ombra del Punto”)
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La vita è possibilità. Lo annotavo , in qualche mio precedente post . e non scrivo mai ciò che non sento e che non corrisponda allo stato attuale dei miei pensieri…. Persino le sofferenze fanno parte del nostro cammino o le parsone mediocri…. . Credo che non stia a noi giudicare, ognuno deve muovere i suoi passi e se le nostre strade , talvolta, incrociano i destini di chi fa della propria vita scempio, non averne il timore, né sentirsi offesi, né temere il compromesso col male, o reagire con eccesso, poiché ciascuno di noi è un lago per l’altro….
La nostra vita, le nostre scelte, la nostra anima, possono far increspare o tacitare o intorbidire, un altro destino..E’ la ricchezza infinita dell’ incontro…
Perchè è dall’incontro che nasce la possibilità di “fare” Vita.
Buon Ferragosto, LU
Cari amici. Un saluto dalla terra spagnola ed in speciale per Nina. D’ora in poi, inoltre potrò leggerli in questo blog.
Grazie a tutti da essere là all’esterno e voi lo scusate dall’errore d’ortografia.
Caro Jama,
molto intenso, profondo e doloroso il tuo racconto.
Che dirti? Nulla. Non mi viene da dirti nulla perché le sensazioni che tu descrivi, i turbamenti dell’animo che tu hai provato, li ho vissuti anch’io molti ma molti anni fa.
Anche io sono stata ingannata nel modo più sleale perché “il mio amato bene” non si è degnato nemmeno di comunicarmi il motivo per cui interrompeva, all’improvviso, senza una spiegazione, il nostro rapporto. L’ho scoperto da sola, dopo qualche mese: c’era un’altra donna nella sua vita. Non ha avuto nemmeno il coraggio di dirmelo. Forse, se mi avesse lasciato in una maniera più intelligente e delicata, non avrebbe fatto scempio della mia anima.
Quando mi ha detto : “Non ti amo più, la nostra storia finisce qui”, io ero così sorpresa che l’unica cosa che gli ho detto è stata :”Ma mi avevi promesso che sarebbe stato per sempre”. Che ingenuità! Ma vivevo tra le nuvole?! (Il bello – o brutto – è che ci vivo ancora!)
Comunque, da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma io non riesco più a fidarmi completamente delle persone. Tra l’altro, quando finisce una storia d’amore, io tendo ad accollarmi tutte le colpe: se mi ha tradito – ragiono tra me e me – allora forse ho fallito in qualcosa, forse l’ho deluso. Non mi piacciono gli sconti: mi sembra opportuno prendermi tutte le mie responsabilità perché ritengo che sia l’unica maniera per crescere.
Per quello che riguarda le mie esperienze personali – amore, amicizia, lavoro – sono solo io quella che ci mette rispetto, stima, lealtà, fedeltà: la mia controparte, in genere, non mi riserva un trattamento altrettanto corretto. Ho capito, a mie spese, che nel cuore dell’uomo si annidano le passioni più odiose: invidia, risentimento, rancore, gelosia, aridità, insensibilità, grossolanità … che spesso soffocano i moti spontanei dell’animo. In nome dell’amore, ho visto delle persone comportarsi in maniera vergognosa! Ma l’Amore, l’ho già detto, scusate se sono ripetitiva, è altro: è allegria, rispetto, gioia, condivisione, lealtà, correttezza, empatia, sensibilità…!
Ormai ne parlo con un certo distacco perché non mi fa più tanto male, però non sono diventata cinica né disincantata. Credo sempre nell’Amore, nell’Amicizia, nella Solidarietà. Sono, però, consapevole che è difficile trovare quello che cerco, quindi sono più attenta e cauta. Mi rifiuto di credere che tutti gli uomini siano come quelli che ho incontrato finora!!! Ce ne sarà pure qualcuno degno di stima!
Se così non fosse, preferirei non scoprilo mai perché – l’ho già detto – è solo la speranza che mi tiene in vita.
Cara Mg,
concordo con quanto hai riportato: non esiste una regola valida per tutti e per sempre. C’è chi preferisce un “andamento lento”, chi ama buttarsi ed eccedere. Anche qui è una questione di rispetto ed equilibrio: ad esempio, io che sono un tipo abbastanza prudente, ho molte amiche che amano “buttarsi” nel flusso della vita! Ci compensiamo a vicenda e nessuna ha mai pensato di cambiare l’altra!
Auguro a te, a Mg, a tutti gli altri amici del blog, a Paulo e alla Censora di trascorre un sereno Ferragosto!
BUON FERRAGOSTO A TUTTI! :)
Gironzolando un pò in rete mi sono imbattuta in un sito interessante dove ho trovato qualcosa riguardo “l’equilibrio”…ah che bella parola! Ho sempre pensato al mio come un equilibrio molto instabile (vedi l’altalena), ma leggendo queste parole mi sono abbastanza rincuorata e ve le stralcio, chissà potrebbero servire a qualcun’altro oltre che a me :-)
Vi lascerò in pace per un pò di giorni (ehi mitica censora non sarà soltanto per un week end…), rileggendomi a volte penso davvero di essere un pò troppo veemente ed esageratamente presente in questo blog. Sorry.
Un abbraccio e mi raccomando, passate dei giorni sereni e pieni di Luce! :-)
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La comprensione di noi stessi non è cosa facile, soprattutto quando coesistono aspetti in contrasto tra loro magari al punto che la presenza di una parte rende molto difficile quella di un’altra. Eppure si può sempre trovare un equilibrio, rinunciando anche a qualcosa di noi, purché non sia quella più importante, vivendo poi molto meglio. Ci sono parti di noi che possiamo e dobbiamo cambiare, altre che possiamo ma non necessariamente dobbiamo cambiare ed altre che, anche volendo, non possiamo proprio cambiare.
L’equilibrio è anche di periodo(…) per capire quali sono le nostre esigenze di fondo dobbiamo prima capire come siamo fatti noi. Se la situazione che stiamo vivendo non risponde ai nostri bisogni di fondo viviamola pure e godiamocela ma non inventiamoci che durerà tutta la vita, perché la delusione sarebbe certa e potrebbe coinvolgere altre persone che non c’entrano nulla, verso le quali dovremmo comportarci in modo responsabile.
A questo proposito dobbiamo sempre diffidare dall’eccesso di rigore generalizzato, totale, perché in realtà non è umano, né possibile, nemmeno per chi lo sostiene. Di solito tanto più rigido è il rigore tanto meno è applicato nelle cose importanti da chi lo propugna. Sicuramente esiste chi è onestamente rigido con se stesso come con gli altri, ma non credo sia la scelta giusta. Non siamo nati per soffrire! No, non c’è nessun motivo per crederlo. Se qualcuno vuole assolutamente soffrire questa è una scelta sua, ma credo che sia immorale, veramente immorale volere portare altri, convincerli, obbligarli in modo più o meno diretto o indiretto o subdolo, o con ricatti più o meno morali a seguire la stessa strada. La vita può essere più gioiosa, più viva, più positiva, migliore da vivere e credo che tutti abbiano il diritto di cercare di viverla meglio. Le difficoltà, i dolori, i dispiaceri fanno già parte del pacchetto, ma non sono le sole componenti. Alcuni cercano di propinare dolore e tristezza perché… hanno dei problemi, hanno rancori, rabbie, invidie, tristezze, sfiduce, fallimenti, insicurezze e cercano di far sì che anche gli altri vivano in qualche modo male come loro. Al contrario, mi sembra più giusto e morale diffondere positività, bene e gioia, cercando di risolvere i problemi esistenti non inventandone di nuovi, magari impossibili da risolvere, in modo che anche gli altri abbiano il loro fallimento. Mal comune mezzo gaudio. E invece no! Invece di rinunciare cercando di portare altri a fare male come noi, possiamo cercare altre strade senza mollare, cercando in noi la forza di vivere, non cercando di farla perdere agli altri.-
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Carissima Lù, non ti scoraggiare! “Possiamo cercare altre strade senza mollare, cercando in noi la forza di vivere!” Tu ne hai tanta e lo sai bene, ecco allora continua a diffondere positività, bene e gioia, cominciando a guardare da lontano tutta questa sofferenza che non può trovare ancora spazio nel tuo cuore. Spero di incontrare presto i tuoi occhi lucenti :-)
Carissima Nina ti auguro di mantenere sempre accesa la tua Luce, perchè sappiamo tutti qui che ne hai tanta ma forse a volte forse lo dimentichi o non vuoi vederla?! :-) Un abbraccio
Carissimo Daniele, spero di leggere qualcosa di te al mio ritorno, tu sei uno di quelli che qui nel blog mi trasmette tanta serenità attraverso parole sincere e pacate :-) Grazie e buone vacanze!
Ciaooooooooooooooooooooooooooooooo :-)
***20-09-2005 Ore 14:28***
Ho solo tanta paura perché ho scoperto che non amo S. e per me questa consapevolezza è molto penosa perché lo so già da tempo e ciò nonostante sono rimasta così ad ingannare me stessa e lui, questa è la cosa che mi fa più soffrire, ammetterlo !!!!
Vorrei essere senza pensieri e senza interessi, senza uno scopo e fare come facevano le nostre nonne, rassegnarsi a vivere con un uomo solo perché è l’unica giusta da fare, avere una famiglia e non chiedersi mai nulla .
Ma poi penso e dico :
NO,CAZ..O ,GIUSTA PER CHI !?!
Non voglio avere rimpianti, non voglio vivere con la delusione di non aver provato a vivere diversamente.
Non sono convinta che starò bene ecco di cosa non sono convinta.
Poi spero solo sia ora un momento di estremo sconforto.
Sono inc….ta con me stessa ma non riesco nemmeno a capire esattamente perché o forse lo so e non lo voglio ammettere.
Ho sempre provato un affetto immenso per S. ma in realtà non l’ho mai amato veramente. Era lì al momento giusto e mi sono aggrappata a questo sentimento camuffato da amore.
Non so, sono dubbiosa di tutto, metto in discussione ogni cosa anche quello che non dovrei.
Ti sembra normale !?!
Ti sembro normale !?!
***20-09-2005 Ore 15:08***
Cosa significa ciao M. !?!
Ho capito cosa stai facendo mi vuoi spronare dicendomi una serie di putt…te!?!
” stai con lui, non sei pronta, la casa, il lavoro, le certezze !!!
Ca….te!!!!
Non volevo e non voglio un alibi per lasciarlo.
Non c’è A. che tenga, non aspettavo da te sicurezze per poter fare una scelta.
Non hai ancora capito che è l’ultima cosa che voglio fare, porca miseria è lo sbaglio che ho fatto l’altra volta buttarmi nelle braccia di un uomo per riuscire a fare quel passo.
Ma l’altra volta avevo 25 anni non 39.
Ho solo detto e lo ribadisco che io non lo lascio perché mi ha fatto del male, perché mi ha usato, perché mi ha ingannato come è capitato a te con l’A., ma perché non lo amo.
Dopo quasi 14 anni di convivenza e con quei presupposti è logico che gli voglio un gran bene. Non mi ha fatto del male casomai il contrario.
Ma non posso vivere con una persona che non amo!!!
Non ti ho chiesto di darmi nessuna sicurezza da quel punto di vista perché non voglio fra qualche anno pensare di essermi messa con una persona solo perché volevo lasciarne un’altra!!!
Sei importante e ti voglio bene ma se anche fossi te a chiedermi di stare insieme, non lo farei io o almeno non ora.
Ora non vorrei stare con nessuno tranne che con me stessa.
Spero di essere stata abbastanza chiara.
***20-09-2005 Ore 16:25***
Sai cosa, che oltre a tutti i miei casini ora ho anche paura di perdere te.
Della complicità che si è creata, dei tuoi consigli, del tuo modo anche troppo diretto di dirmi le cose.
Non voglio farti cambiare idea su quello che mi hai scritto sul fatto che hai deciso di metterti da parte per un po’ perché penso che tu l’abbia deciso solo ed esclusivamente per permettermi di riflettere, quindi solo per il mio bene.
Il problema è che non mi sento pronta io a dover rinunciare a te da nessun punto di vista, né come amico né come qualcosa di più.
Ho ancora bisogno di sapere che ci sei per me e che se ho bisogno di correre da te nel microloft mi fai entrare.
Vorrei chiederti di ripensarci e non dico di vederci se preferisci di no questi giorni ma almeno di scriverci e di parlarci in palestra.
Fammi sapere che ne pensi per favore.
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UN MESE DOPO
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***24-10-2005 Ore 10:25***
A., ti chiedo scusa in anticipo per la domanda che sto per farti, ma la penso da qualche giorno, cioè da quando ho visto che ti stavi allontanando, probabilmente quando poi parleremo per bene e mi dirai le motivazioni che ti hanno spinto a prendere questa decisione mi renderò conto di quanto cretina sono ma ora non resisto e te lo devo chiedere.
Hai incontrato una donna con cui pensi di poter avere una storia importante e la vuoi frequentare !?!?
Non è la gelosia che mi porta a chiedertelo e che se non parliamo io non riesco a comprendere a pieno …
Ti chiedo ancora scusa e se vuoi rispondere ne sono felice, visto che l’ho scritta ma non trovavo il coraggio di mandare questa mail ora che lo fatto mi insulto da sola …
***24-10-2005 Ore 12:14***
Non devi aggiungere altro.
Solo che la settimana scorsa quando ti avevo detto se ci vedevamo avresti potuto dire di si e spiegarmelo senza tergiversare dicendo che non ti andava di vedermi senza darmi il modo di capire .
Certo che capita così come a me è capitato di incontrare te e di perdere la testa.
Che vuoi che ti dica, spero che sia la persona giusta, quella che stai cercando da tempo e che non hai ancora trovato.
Quella che per un periodo breve ma intenso pensavo potessi essere io.
Ora non so cosa altro devo pensare.
Mi dispiace per me perché ci sto male e perché immagino te che prima facevi l’amore con me e ora non conto più niente e lo fai con un’altra.
Ma è la vita, in fin dei conti è da molto che mi dici che non eri innamorato di me.
Un’ultima cosa ti prego rispondimi con onestà,da quando la frequenti e pensi di avere trovato quella giusta!?!
Basta non ti chiederò più niente.
Dammi il tempo di starmene da sola a star male poi ci rivediamo da amici.
***24-10-2005 Ore 14:25***
Ti ho comprato un regalo e te lo voglio dare comunque .
L’ho comprato per te e te lo dovevo dare alla prima occasione in cui ci si trovava da soli tranquilli a casa tua.
A questo punto se ci sei in palestra te lo do lì non credo ci sia più niente di compromettente.
Per favore alla prima occasione appena li hai visti mi puoi rendere i miei dvd S. non sa nemmeno che li ho prestati e sono miei quanto suoi.
Per il resto ora sto troppo male per pensare di vederti anche solo come amico.
Dammi il tempo per lasciarmi tutto questo alle spalle.
Devo pensare a tutti i casini che ho combinato innamorandomi di te nel momento sbagliato della mia vita .
Sono io che mi sento in colpa con me stessa, per tutte le scelte sbagliate che ho fatto, tu sei solo l’ultimo dei miei sbagli.
Ti prego ora ho bisogno di tempo, sarò tua amica ma tra un po non ora, ora mi viene solo da piangere.
***24-10-2005 Ore 16:42***
Non voglio accusarti di niente se leggi per bene ho scritto che accuso “me stessa” per le scelte sbagliate che ho fatto.
Ieri ho analizzato un pochino la situazione e mi da molto fastidio aver agito così nei confronti di S.
Mettiti un secondo nei miei panni e vivi queste sensazioni.
A pochi giorni dal matrimonio ho incontrato un uomo e ci sono uscita perché ero attratta da lui.
Non pensavo che mi capitasse di trovarmi così bene con lui ma ero convinta di controllare la cosa.
Poi quando ha saputo del mio imminente matrimonio con tutte le ragioni del mondo si è alterato, ma abbiamo chiarito tra noi sapendo che avevamo una forte attrazione uno verso l’altra e abbiamo deciso di continuare a vederci perché il mio matrimonio era finito ancora prima che nascesse, sapendo che era solo per proforma perché come una codarda non potevo rimandarlo per tutta una serie di motivi …
Sono partita per le vacanze e in un modo quasi incontrollabile abbiamo iniziato a provare un sentimento sempre più intenso.
Gli sms che ci mandavamo li ho cancellati ma sono impressi nella memoria i:
” ti amo ” ” non posso pensare di fare a meno di te ” ” sei una donna fantastica ti amooo “etc …
Poi una volta tornata non capisco come da un giorno all’altro il ripensamento.
E questo che non riesco a capire come può una persona pensare di essere così tanto innamorata e poi scoprire nell’arco di un giorno di essersi sbagliato.
Ricordo anche che dicevi che dopo tutte le cose che avevi passato con l’altra avevi paura di non riuscire a innamorarti che non ero io ma te.
Ti giuro che non ti sto e non ti voglio accusare di niente, però penso anche alla dinamica che ha mi ha portato a lasciare S.
So bene che non ero innamorata di lui però avrei potuto lasciarlo in modo più intelligente cercando di non farlo soffrire in questo modo .
Ho vissuto e ho fatto vivere a lui una vacanza che rasentava la follia, magari se fossi stata più cauta avrei potuto stare meglio in vacanza, sarei tornata a lo avrei lasciato con i tempi e con i modi di una persona con un minimo di intelletto e non da squilibrata mentale .
E questo che penso e mi da fastidio di me stessa l’aver agito così perché spinta dal sentimento che provavo per te .
Quindi non sei tu l’accusato ma io !!!!
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Ormai, a quasi due anni di distanza, dopo aver combattuto diverse battaglie personali, posso e sono in grado di rileggere questa serie di e-mail in cui mi sono imbattuto al rientro da un allucinante viaggio di nozze, grazie alle quali ho preso la decisione di lasciare mia moglie, o meglio dire la persona che ritenevo tale e in cui avevo creduto ed ipotecato il mio futuro.
Benché il pubblicare quanto sopra mi rechi molto fastidio, ho deciso di farlo per far capire che vivere una ho più “vite parallele” è un atteggiamento “sleale” perché ci assumiamo il diritto di scegliere anche per chi inconsapevolmente “crede”, e a cui viene negato la possibilità di “decidere” cosa fare della sua vita.
A me sono stati rubati 14 anni della “mia”!
Ho provato ad affacciarmi nel “mondo dei grandi”, ma sinceramente non mi è piaciuto affatto.
Meglio vivere con “innocenza” la vita, senza paure.
Con “innocenza” posso aver piena fiducia in chi mi sta accanto, posso amare senza limitazioni, posso sognare pur vivendo l’oggi, posso credere in ciò che mi si dice, posso parlare con chi non è “leale” credendoci pure, perché comunque chi si sta facendo del male è lui.
Probabilmente un giorno “quando sarò grande” qualcuno potrà rispondere ai miei tanti perché sollevati anche in questo blog, per ora preferisco “ballare”, “ridere”, “piangere” con la stessa semplicità e fare tante domande come quando mi mettevano nel sedile del carrello della spesa :-)
Carissimissima MG grazie di cuore, come non ballare al suono delle tue parole e di ciò che hai scritto :-)
Cara Luana, grazie per il “saggio” ma lungi da me ritenermi tale, ho fatto sbagli anche io e proprio perché sbagliando si impara che penso e dico certe cose, l’importante è non perseverare come dice il proverbio. Non è saggezza la mia, credo di pensare e parlare come chi è stato “tradito” in ciò che credeva come te, come Mg, come Micaela, come …
Cara Nina, visto che abbiamo preso il filone delle citazioni:
“La vita é troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.” – Oscar Wilde
Io farei una piccola modifica “La vita è troppo breve per sprecarla a viverla come vorrebbero gli altri.”
Carissime censore, vabbè vabbè che dire… “no comment” :-)
A volte quando si esprimono i propri pensieri si può rischiare di sembrare assolutisti, eccessivi, irriverenti e quant’altro. Ultimamente qualcuno mi ha detto che meriterei un pò di “bastonate” per il mio modo di essere “eccessiva”. Sinceramente mi sono un pò documentata per evitare di dare a questo aggettivo un significato “solo mio” ed ho trovato questa definizione riguardo la parola “eccesso”.
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L’eccesso
Ci sono dei concetti che sono molto relativi ed estremamente personali: il concetto di eccesso è uno di questi.
Riguardo all’eccesso ci sono sostanzialmente due approcci opposti che appartengono a due modi di essere. Il primo dice, supportato per altro da statistiche e dati scientifici, che l’eccesso, mettendo in difficoltà l’essere, lo logora e ne deteriora la qualità di vita. Il secondo, anch’esso supportato quanto il precedente, sostiene che l’eccesso, obbligando l’essere al cambiamento, lo mantiene più elastico, lo irrobustisce permettendogli di superare meglio le difficoltà. Il che non è poco in un periodo storico in cui rapidità, quantità e qualità dei cambiamenti sono in crescita esponenziale.
Forse è preferibile qualche eccesso ogni tanto, aiutando poi il sistema a riequilibrarsi compensando coscientemente l’eccesso, piuttosto che vivere nella medietà, magari con qualche piccola abitudine velenosa, che può mettere ancor più in difficoltà il sistema rompendo veramente la configurazione originaria. L’eccesso è in questo senso un elemento di vitalità, esercizio e cibo per l’elasticità e quindi maggiore probabilità di sopravvivenza in un mondo molto dinamico.
In ogni caso, non esiste una regola valida per tutti. Ci sarà chi preferisce non rischiare l’impatto con dei cambiamenti troppo grandi e chi preferisce rischiare di accorciare il ciclo della vita ma essendo più preparato ed in grado di adattarsi al nuovo.
L’importante e che ognuno viva in armonia con il suo essere, con il suo modo di essere, rispettando gli altri.
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Ribadendo il mio pensiero, che ognuno nella vita è libero di scegliere chi vuol essere, proprio perchè non esiste una regola valida per tutti, io credo che (dal mio punto di vista) l’essere eccessiva in alcune cose, mi abbia soltanto aiutata a “sopravvivere”; quindi, per questo, non credo di meritare alcuna bastonata! Non mi piacerebbe vivere nella medietà, magari con qualche piccola abitudine velenosa, quindi meglio che MG diventi eccessiva ogni tanto!
Semmai il mio invito, ma soprattutto il mio augurio a tutti noi, è quello che possiamo sempre riuscire ad essere in armonia con il nostro essere, rispettando gli altri.
PS Mitiche censore da domani vi lascio in pace!!!…vado via per qualche giorno! :-)
Caro Paulo,
ho letto, nella versione spagnola del tuo blog, che il tuo libro “Brida”, che racconta le avventure della giovane Irlandese Brida O’ Fern, un’apprendista maga, è una storia stupenda.
Poiché so che non esiste la traduzione in italiano, volevo chiederti se è prevista la sua uscita nei mesi a venire.
Mi piacerebbe così tanto leggerlo! E’ un libro che mi sta “chiamando”!!!
Grazie per avermi ascoltato e scusami se ho oggi ti ho disturbato due volte!
Caro Paulo,
se scrivo in questo blog è perché dovrei sentirmi un guerriero della luce.
Perdonami se ti dico che, a volte, di luce mi sembra di averne ben poca.
In alcuni momenti mi sembra di tentennare, spinta da opposte correnti, in altri di non trovare il coraggio per fare determinate scelte, in altri di non sentirmi all’altezza del compito.
Cosa fare, infatti, quando si incontra la violenza, l’aggressività, l’ottusità, la menzogna, l’ambiguità, la scorrettezza, l’insensibilità? Come comportarsi? Se non si reagisce, sembra di scendere a compromessi con il male; al contrario, se si contrattacca si potrebbe essere tacciati di quei difetti che si cerca di respingere!
Forse la soluzione sarebbe quella di camminare nel mezzo e mantenere la calma: ma fino a che punto servirebbe alla causa?
So che non c’è una risposta alle mie domande vecchie come il mondo e che probabilmente è un tema di difficile soluzione. Mi piaceva, però, comunicarti il mio stato d’animo per dirti che, a volte, prendo il tuo “Manuale”, lo apro a caso in un punto ben preciso, leggo quello che c’è scritto e, come per incanto, riesco a trovare la luce che era stata cacciata.
Grazie.
MANCAVA UNA PAROLA :-( Sorry ma evidentemente MG non stralcia più come una volta…. :-)
“…E’ soltanto l’accesso alla semplicità dei “piccoli” di cui parla Gesù, che sentono e credono senz’altro a ciò che sentono, che ci fa scavalcare la barriera delle inevitabili povertà intellettuali e accedere alla ricchezza del mondo intimo, del cuore, dell’istinto, aprendoci al DONO” (Felicità è donarsi- P. Crepet)
PS Ora è il caso di dire MITICHE CENSORE GRAZIE :-)
“…E’ soltanto l’accesso alla semplicità dei di cui parla Gesù, che sentono e credono senz’altro a ciò che sentono, che ci fa scavalcare la barriera delle inevitabili povertà intellettuali e accedere alla ricchezza del mondo intimo, del cuore, dell’istinto, aprendoci al DONO” (Felicità è donarsi- P. Crepet)
Mi chiedo spesso se sono davvero capace di amare oppure no. Tante cose successe, ma soprattutto il mancato rapporto con mio padre, quello che doveva essere il mio primo uomo e quindi il mio primo amore, mi è mancato. Mi è mancata la manifestazione di quell’amore che, anche se sono sicura provasse per me, avrebbe dovuto aiutarmi a crescere e ad avere fiducia e stima in me stessa. Rielaborando un pò i miei “vissuti” esce fuori sempre questo vuoto incolmabile. Difficile il mio rapporto con l’amore da sempre. Il modello di uomo che inseguivo era quello più somigliante al mio papà e finivo invece per innamorarmi di uomini diametralmente opposti a lui. Compensazione. Non posso continuare a ragionarci sopra, non posso pensare che questo sentimento per me dovrà restare sconosciuto per sempre o di averlo incontrato e lasciato tante volte. Oggi mi sento serena perchè ho “qualcuno” che mi aiuta a vivere “qui e ora” e anche senza definizioni riusciamo a trasmetterci ciò che proviamo senza risparmiarci nulla. Senza pormi troppe domande, seguendo il cuore e l’istinto, ho ricevuto un bellissimo Dono. :-) Forse se mi fermassi a ragionarci un pò di più, potrei decidere di restar sola (e lo penso e lo dico..), avendo capito qual’è il mio problema e non avendo una “soluzione”, beh questo mi scoraggia moltissimo. Sentire ogni tanto riemergere questo “vuoto” non è per niente bello, e quello che più mi fa soffrire è che tutto ciò lo avverte anche chi mi sta vicino. Evitare di lasciarsi “trasportare” non mi ha portato mai da nessuna parte, quindi ho deciso di far cadere quelle barriere e sto cercando di vivere quello che sento con chi è capace di “donarsi completamente”, senza maschere, senza paure o troppi interrogativi, ma soprattutto senza essere in “multiproprietà” (termine usato da un mio amico quando parla di uomini con più storie parallele). Viviamo cercando di restare ! Forse non sono più in cerca della felicità, ma so di sicuro che ho trovato tanta serenità.
Qualche anno fa non mi sarei mai sognata di vivere e ragionare così, ho cambiato spesso idea, oggi sento che questo cammino mi porterà di sicuro qualcosa di buono e quindi vado serena per la mia strada “accompagnata” da un bimbo quarantenne che ride e piange con la stessa facilità e mi riempie il cuore solo a guardarlo e sentirlo… :-) Non pensavo di “meritare” un Dono così, ma evidentemente invece SI!
Cara Carole, molto emozionanti le tue parole che descrivono bene ciò che provi e hai provato, ti auguro di continuare a vivere la tua vita con tutta la gioia che hai dentro. :-) e continua a bere birra con noi!
Carissima Lù, bello leggerti, anche quando sei giù, le tue parole sono sempre molto “vere” e molto spesso mi riconosco in ciò che dici. E’ vero che di “sane follie” se ne fanno e se anche non lo si vuole chiamare Amore, beh va bene uguale, in ogni caso siamo Vive e dobbiamo continuare ad esserlo! E’ vero che sono le persone a fare la differenza, quindi non si rinnega mai il sentimento che abbiamo provato, semmai possiamo pensare che “quella persona” non era quella “giusta”. Ti auguro con tutto il cuore che il dolore di oggi possa portarti ad un domani sereno e gioioso così come meriti. Mitica mitica prof! :-)
Carissimo Jama, mitico come dice la prof :-) ora ti immagino che balli di gioia per le cose che leggi, e balli (magari stavolta non per strada come fai di solito) ma in casa tua attorno al tavolo con la musica “a palla” e il balcone aperto sulle tue bellissime colline :-) Spero tu abbia sempre nel cuore questo “bimbo” che riesce a guardare con semplicità alle cose della vita.
Caro caro caro Andrea, so che non sei in vena di scrivere, ma qui ti aspettiamo tutti, cerca di tornare prima che poi partiamo per le ferie!
Caro Gsl, anzi guerriero in cerca di luce :-) ma sei già tornato nel deserto?! Ma non hai caldo?! Dai! Su su che qui al pub c’è birra fresca e bella gente! :-) Non farti pregare e parla con noi!
Daniele ma che fine hai fatto? Fatti vivo appena puoi! Possibile mai che da questo pub ogni tanto sparisce qualcuno?! Mah mah…
Ciao a tutti,
simpatiche le tue risposte MG, alle citazioni di nina.
Penso che molti detti siano legati al loro tempo. Forse questo si intende quando si dice:
Non si può mettere vino nuovo in otri vecchi”.
I tempi odierni sono così complessi, come mai lo erano stati.
Siamo portati da mille teorie, e cerchiamo di capirci qualcosa. Cerchiamo la verità a cui dare fede, sulla quale appoggiare il nostro pensiero: io credo A, io credo B, io credo C… e così via, ognuno crede qualcosa, anche chi dice di non credere, crede in questo dire.
Studiando etnologia, mi sono imbattuta proprio in questo verbo: credere, e ho scoperto che alcune popolazioni non hanno questa parola nel loro linguaggio. E sapete perchè?
Perchè per loro non ci sono dubbi, percui non vi è bisogno di affermare la fede attraverso il verbo “credere”.
Queste popolazioni vivono molto a contatto con la natura: vivono l’energia, la sentono, (scrivo energia, ma potrei usare mille altre parole, questa mi sembra la meno di parte).
Da qui la differenza fra “credo di amarti” e “sento di amarti”.
Molto spesso penso avere creduto di amare, essermi fatta film per appoggiare questo pensiero. Questo penso sia il caso del mio ex.
Invece per il musicista è andato diverso. Visto che cara nina sei curiosa, ti racconterò come l’ho conosciuto, anche se ho paura di essere lunga. Ma ho notato che voi del pub questa paura non l’avete! Scrivete finchè vi sentite, e questo è bellissimo.
Dunque non dirò luoghi e nomi, eh eh eh le maschere servono a lasciare un velo di curiosità, e poi che importa chi sono e dove sto, conta l’amore che metto in ciò che scrivo.
Sono passati quasi 10 anni… come passa il tempo!
Racconterò prima i fatti che precedettero il nostro incontro.
Una sera eravamo un gruppo di 5 ragazze, e siamo uscite con una chitarra. Ci siamo fermate a cantare e suonare sedute, davanti al portone di un museo al quale sono molto legata, in una piazzetta con due bar, uno sempre pieno, l’altro quasi sempre vuoto. Noi eravamo davanti a quello vuoto. Nei mesi successivi ho notato che il bar si faceva sempre più pieno, un caso! Io quella sera, sono uscita dicendo che festeggiavo il mio addio al celibato. Poi abbiamo fatto qualcosa che mai avevamo fatto, ci siamo portati due ragazzi in casa, per amicizia. Poi con uno di loro è nata una storia. Lui era vergine, e dopo tanto tempo ridevo sul fatto e dicevo: “Che addio al celibato potente!!! dalla torta è uscito un vergine!”
Quando la storia finì dopo qualche mese, stavo malissimo, perchè ci avevo creduto. Misi in un angolo della mia stanza da studentessa, un materasso da bambino, e per due giorni rimasi lì prostrata nel mio dolore. Le mie amiche mi portavano a mangiare in stanza.
Il terzo giorno mi sono alzata e ho detto:
-”Ecco. Due giorni sono passati, ora è il terzo, e devo risorgere!”
Mi sono vestita e sorridente mi sono diretta all’università.
Prima di uscire con la testa affacciata dalla porta, ho gridato:
-”Vado all’università a conoscere un ragazzo”
E posso assicurarvi che in tre anni di frequenza universitaria, non ho legato con nessun universitario, avevo giri al di fuori, percui era una frase un po’ strana.
Sono stata abbastanza lunga?
Arrivo all’università, e lì c’è un ufficio dell’arci, dove un compaesano faceva il servizio di leva da obiettore. Quella mattina mi invita a rimanere, non l’aveva fatto mai. Erano tutti maschietti, ed era piacevole. MI infilo dietro e mi siedo su una sedia girevole, giocandoci come una bambina.
Ad un certo punto sento, dico proprio SENTO, come se fosse entrato una raffica di vento nella stanza, ma era una giornata serena! Mi giro: era entrato un ragazzo. Ricordo il suo dolcissimo profilo destro e il suo impermiabile beige, ho avuto un colpo al cuore. Nella mia mente ho la precisa fotografia di quel attimo. Ci presentano, i suoi occhi neri profondi mi smariscono.
Si sta un po’ a discutere fra ragazzi, e quando decido di andare, lui mi invita a rimanere. Io ho ancora nel cuore il dolore per l’essere stata abbandonata. Lui ascolta musica con le cuffie e io guardo avanti come lascerata dal dolore. Ad un certo punto si avvicina e dice con un tono di grande sorpresa:
-”Non ho mai visto nulla di così bello in vita mia, vorrei essere Caravaggio per poterti dipingere”
Io mi giro verso di lui e sorrido, mi sembra un complimento esagerato, ma lui insiste: la luce che scende dal lucernario mi illumina di una luce speciale. Si siede al mio posto, mi mette le cuffie, e mi dice di guardarlo.
Per me un bel po’ sfiduciata, è comunque un complimento tipo frase fatta! Lo guardo, certo che è bellissimo!
Incontrare i suoi occhi,immergersi in essi era strano, non riesco a spiegarlo. Proverò. Quando guardiamo le persone negli occhi, scambiamo uno sguardo. Questo sguardo può dire tanto. Noi occidentali non approfondiamo molto lo sguardo, nel senso che mettiamo come un muro nell’esprimere attraverso gli occhi le nostre emozioni. Appunto maschere!
Quando incontravo i suoi occhi, sentivo come l’assenza di questa maschera, come il darsi tutto l’amore, sentirlo scenderti dentro senza limiti, paure, dubbi, una profonda complicità.
Quando ci siamo salutati, lui ha promesso che mi avrebbe chiamato e gli ho lasciato il mio numero di telefono.
Dopo qualche giorno, sono tornata io trepidante. Si stavano avvicinando le vacanze natalizie, sarei tornata a casa, e non volevo partire senza averlo rivisto.
Lui mi invita ad uscire quella sera stessa.
Ricordo quella sera, mentre scendevo le scale, e lui era appoggiato alla macchina, con quel sorriso bellissimo.
Esco, vado per avvicinarmi e dargli i bacetti sulle guancie di saluto, come si usa, ma il ragazzo della mia amica pensa bene, dal quarto piano a fare partire alcuni fuochi d’artificio!
E così per lo schock, ci siamo messi a ridere e niente bacetti. E io in mio pensiero a “maledire” tipo che mi aveva tolto due bacetti.
Per me era un sogno, perchè lui ai miei occhi è bellissimo, e mi sentivo piccola, perchè mai avrei pensato che un ragazzo così bello, potesse avere un qualche interesse per me.
Abbiamo preso due birre (eh eh eh) e siamo andati in riva al mare (piccolo indizio), dove ci sono le vecchie tonnare.
Si parla, si parla, non sono una che si tuffa sugli uomini.
Ad un certo punto lui mi chiede:
-”Perchè non mi abbracci?”
e mi abbraccia, io sto sognando.
Mi sfiora le labbra con un bacio, e io tremo dalla testa ai piedi in ogni mio atomo. Mi accarezza la testa e mi dice:
-”Ma dove ti eri nascosta fino ad oggi?”
(le solite frasi da film, qualcuno poi mi ha fatto notare, ma così ha detto, e sembrava sincero)
Pesno sia stato come la bella addormentata nel bosco, l’effetto di quel bacio. Non abbiamo mai avuto una storia fissa, per due anni ci siamo incontrati molto spesso per caso. Ho scoperto dopo qualche tempo, che lui aveva una ragazza, con cui stava da anni. Se l’avessi saputo da subito, probabilmente sarei stata alla larga, ma innamorata com’ero, accettai di condividere. Dura fu non farmi mangiare dalla gelosia, ma ci sono pienamente riuscita. Libero, lui doveva essere libero, non doveva dimostrarmi il suo amore facendo sacrifici, o cambiando vita per me. A me bastava un abbraccio per sentirmi “a casa”, sentire una pace infinita, lontana da ogni rabbia.
Poi la cosa strana è che non morico di desiderio sessuale, no… morivo dalla voglia di baciarlo e basta.
Una sera con alcuni amici andiamo in un locale gay. E lui era lì che suonava con un amico. NOn vi dico il cuore!
Finita la serata vado vicino al palchetto per salutarlo.
Ma ecco, era inevitabile, ci guardiamo negli occhi, e siamo così felici di esserci ritrovati, che non poassiamo fare a meno di baciarci. E lo abbiamo fatto per un bel po’, incuranti del mondo, del fatto che siamo etero e stiamo dando spettacolo. Quando c’è amore, e si è vicini, non si riesce a trattenersi per il “pudore”.
Lui per me è “labbra di seta”.
Ecco, allora ho capito la frase:
-”Baciami con i baci della tua bocca, o mio diletto!”
Il bacio in amore, penso sia ciò che di più bello c’è, se non trovi piena soddisfazioni in esso, e vuoi andare avanti con il piacere, non è amore, è credenza che il desiderio sia sintomo di amore, credere che il desiderio sia uguale a amore.
L’amore è guardarsi negli occhi e sentirsi felici, sentirsi a casa, sentirsi completi e non più dimezzati.
Molti ti dicono che se vuoi vivere una nuova storia d’amore, devi smettere di fare paragoni, devi darti a quello che arriva, senza mettere muri per sfiducia.
Non sono del tutto convinta che sia vero. L’amore non può essere legato alla volontà di dimenticare, di non paragonare, se l’amore si dovesse ripresentare a me, dovrebbe solo darmi di più di ciò che ho senyito e non diverso, che di diverso è tutto ciò che è venuto dopo, ma non mi ha fatto dimenticare che con un solo sfiorare di labbra io ho tremato, che lui aveva le labbra di seta. I suoi baci, ancora me li sogno, perchè tutti gli altri dopo un po’ di bacio, già vogliono tutto il resto, e poi… non sanno baciare, e quando io provo a baciare come so-facevo, si sorprendono e non riuscono a starmi dietro.
Per questo ho deciso di vivere serena la mia solitudine. Ho amato con tutta me stessa, ho vissuto una storia, che anche se non fissa, mi ha lasciato un pensiero felice, e di questo mi sento fortunata. Avrei potuto non incontrarlo, e allora mi sarei accontentata, avrei creduto che amore fosse questo decidere di stare insieme per desiderio. E invece ho un metro di misura, e non intendo scendere a compromessi.
Credo di avere esagerato, speriamo la censora, sia ancora in vacanza! abbracci aggratis a tutti e tutte.
PS: Sono tornata dal lavoro arrabbiata, e ora mi sento calma calma, è l’effetto del ricordo d’amore?
Ho “ impallato”- non ridete, abbiate pietà !!!! :-) :-) :-) – per tre volte il pc, ma sono riuscita, mio malgrado, a leggere i vostri post….
Comun denominatore: maschere, definizioni, esperienze di vita, sentimenti e poi Jama e la sua profonda saggezza……
Mi affaccio sul blog di Paulo, con timore….e leggo sempre con ambivalenza i vostri post…. Da una parte il mio desiderio di confrontarmi, dall’altro la voglia di fuggire proprio per non dovermi “confrontare” con le vostre acute argomentazioni…..Che sia confusa in questo periodo della mia vita non è un mistero, ma non ne reggo lo “stress”. E non mi vergogno di affermare che spesso scelgo la “scorciatoia”: mi limito a leggere….
Provo oggi ad annotare qualche piccolo contributo. Jama , comincio da te……..
Credo che non sempre ciò che definiamo amore sia tale, talvolta è solo bisogno affettivo e spesso nemmeno se ne è consapevoli….Le tue domande sono lì a ricordarlo….può essere amore, se ciò che chiamiamo amore, significa solo :…. “Qualcuno di cui ci siamo accontentati? Qualcuno che passava di lì per caso? Qualcuno che ci pulisce la casa e accudisce ai nostri figli?Qualcuno che ci aggiusta i rubinetti o i mobili di casa?…. Ma soprattutto perché stiamo con lui/lei? Perché ci fa comodo? Perché abbiamo paura della solitudine? Perché abbiamo paura di far male? Perché ce lo imponiamo?…..”
Sfuggo le definizioni come la peste bubbonica, in questo periodo della mia vita , ma seppure non sappia cosa sia davvero l’amore, certo che l’amore non può essere solo bisogno affettivo……La differenza la fa l’individuo con le sue scelte: c’è chi si accontenta ed è appagato solo nel soddisfacimento dei suoi bisogni emotivi e chi no……
Parli poi di Rispetto e Fiducia e sono ovviamente d’accordo con te, ma qui Nina “docet”…. Se non si è sviluppato un profondo lavoro su se stessi, se non ci si conosce davvero a fondo, se per tanti motivi si è arrestato il fecondo processo che porta ad una profonda autostima di sè, se non si ha ben chiaro come possa essere talvolta sottile il confine tra i lati ombra e i punti di forza della propria personalità…..si è davvero sicuri che si possa amare????? Non si può davvero amare profondamente e totalmente se non si è riusciti ad amare –in primis- se stessi…..
Il rischio di tutto ciò è proprio quello di confondere l’amore col bisogno affettivo, accontentarsi di essere amati, più che amare….e inglobare in questa perversione -più o meno consapevolmente-anche chi ci sta accanto……
Esiste un metodo – una famosa scuola – per capire se si ama o si è amati?????
Sarebbe magnifico…….e chi non la vorrebbe!!!!!!! Io mi iscriverei immediatamente!!!!!
Eppure credo che in fondo ciascuno di noi sappia se quello che sta vivendo sia o no l’Amore….Lo diceva Nina: sensazioni, emozioni, ma anche consapevolezza, dignità, rispetto di sé e dell’altro. E su questo, sarò , anche perentoria, ma non può esservi scissione…
Le storie d’amore non sono tutte uguali…..alcune portano tanta placida serenità, nessuno scossone nei propri schemi di riferimento, niente gelosia, nessun diverbio, nessuna presa di posizione, niente liti né alterchi, ma nemmeno nessun cambiamento profondo in se stessi: si rimane tali e quali …..Altre sembrano “montagne russe”, poiché esattamente il contrario….e si piange e si grida “maledetto il giorno che ti ho incontrato”,forse perché è una storia d’amore diversa, senza maschere e ipocrisie, che ci vede “nudi” di fronte all’altro…e.ci costringe , di contro ma spontaneamente, anche a cambiare…
E’ facile credere di essere innamorati, si può facilmente credere di esserlo, poiché nella fase dell’innamoramento sono le immagini interiori personali che si proiettano sull’altro…. Ma l’amore, non è l’innamoramento…..e presuppone maturità, che non significa raziocinio o forza di volontà…. E questo non capita con chiunque. Non si ama chiunque, né ci si accontenta del primo di passaggio. Non so se esiste “l’anima gemella” in senso assoluto, l’altra metà del cielo, così come Platone la ricordava nel celeberrimo “mito”…. Certo è , che vi sono persone che più di altre , rispondono ad un aspetto ideale, che abbiamo dentro—-, frutto anche di trascorsi personali, retaggi culturali o dictat antropologici e quant’altro—- ma c’è…. E se hai la fortuna di incontrarlo , non esiti a dire, di aver incontrato il “prolungamento “ di te…..
Come lo capisci? Lo capisci e basta, perché quando non c’è non ti manca lui o lei, ma la parte di te che lui/lei riesce ad attivare in te… E se poi, dici e non l’hai mai detto prima , sei il mio amore, il mio compagno, il mio confidente e anche il mio migliore amico, se ti preoccupi per la sua felicità, se riesci a parlare di ogni cosa, senza perdersi dietro la verbosità , poiché c’è anche l’emozione dei silenzi e se ti chiedi se mai riuscirai ad amare con la stessa intensità, forse è davvero Amore…..
Se talvolta, rinneghi anche l’orgoglio, e fai qualche “sana” pazzia , forse non sarà l’Amore in senso assoluto, ma comunque “qualcosa” che gli somiglia moltissimo…..
E allora ancora Nina…..se hai la fortuna di incontrare l’altra parte di te, non puoi buttarla via per immaturità, noia, gelosia, compromessi, o per tutto ciò che non si riesce totalmente a dominare,- paura, ansia della perdita – ma solo per “immaturità” psicologica personale….e poi, lo ricordava Jama, – sei mitico!!!!!!- “E se nel nome dell’Amore Unico che hai trovato, non hai la forza di mollare tutto per seguirlo, beh neanche quello è AMORE”……Forse vale la pena ricordare , che in Inghilterra,qualche testa coronata, ha persino rinunciato ad un regno, per amore!!!!!!!! La differenza , come al solito, la fanno le persone.
Ma non posso che aggiungere, senza travalicare i limiti consentiti dal mio amor proprio, che mai vorrei nulla, che non mi sia dato spontaneamente…. Mai spingerei, direttamente o indirettamente, un uomo a scegliere me:le scelte sono personali.E poi mi parrebbe davvero un amore rubato.
Un bacione, Lu
Grazie Mg, per lo stralcio….lo rileggerò ogni volta che sarò in pieno “delirio” tardo- pallido- romantico…..Sopportatemi , in silenzio, e pazientemente!!!!!!Ma mi manca da morire……..!!!!!Confido, nel vostro buon cuore::::GRAZIEEEEEEEE……!!!!!
Vi posto, un gioiellino di saggezza spirituale… Forse Jama, non sbaglia con i suoi richiami alla spontaneità ed innocenza dei bambini, .la sola saggezza che parta dal cuore.
Questa “preghiera” me l’ha consegnata, stamane , mio figlio maggiore, piccolo souvenir di Assisi…
Voglio condividerla con tutti voi……
•“Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
•Finchè è possibile senza doverti abbassare , sii in buoni rapporti con tutte le persone.
•Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti: anche loro hanno una storia da raccontare.
•Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine,perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
•Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
•Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
•Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
•Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure cinico riguardo all’amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba.
•Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
•Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.
•Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo percepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita. Con tutti i suoi inganni , i lavori ingrati e sogni infranti, è ancora un mondo stupendo. Fa attenzione. CERCA DI ESSERE FELICE………..
Preghiera trovata nell’antica Chiesa di San Paolo-
Baltimora; datata 1692……..
***
La “preghiera” s’intitola “Se vuoi vivere felice”….e forse è un richiamo alla volontà individuale per impegnarsi ad esserlo, scegliendo , giorno dopo giorno, ciò che si desidera fare della propria vita..
Non trovo scissione o dicotomia tra assecondare il proprio sé ed impegnarsi a migliorasi , forgiandosi colpo dopo colpo….
La vita è anche tensione, aspirazione, non solo istinto o raziocinio , autoaffermazione o individualismo .
La vita è soprattutto altro: possibilità.
E se talvolta si cade – sto pensando a me e a te, Carole- e si barcolla come dei funamboli, avere viva nell’anima anche la certezza che è proprio in questi attimi, che Dio crede in noi, più di quanto noi crediamo in Lui.
In questo mio lungo oggi, dove le certezze, lasciano spesso il posto al dubbio, ho davvero bisogno di crederlo. Spero che un Dio, ora,mi sorrida e abbia un’immensa Fede in me…
Buona serata a tutti voi, Lu.
Cara Nina, nessuno pretende niente da nessuno questo è chiaro. Soltanto a volte, cercando di capire le cose che leggo qui nel blog, posso sembrare aggressiva nel modo di porre le domande, ma ti assicuro che la mia è solo voglia di capire e niente di più. Per quanto riguarda ciò che mi hai scritto, posso sinceramente dire che io da un po’ di tempo a questa parte sto assaporando per alcuni aspetti il mio essere “primitiva”, sto cercando di mettere da parte tante contaminazioni mentali che negli anni precedenti hanno solo rallentato e appesantito il mio “cammino”. Non è accaduto dall’oggi al domani, è stato un susseguirsi di avvenimenti che mi ha portata a diventare abbastanza “selvaggia” e per questo molti non mi riconoscono più. Da un certo punto di vista credo che questo “mito del buon selvaggio” possa aiutare a vivere meglio con se stessi, sentirsi liberi e non contaminati dai vizi della società. Non parlo di assenza di regole, anche se ho spesso detto che la regola migliore è quella di non averne, ma di sicuro seguire il proprio cuore e la propria intelligenza è l’unica cosa che possiamo fare per riuscire a “morire da vivi” e per onorare nel migliore dei modi il dono più prezioso che Dio ci ha donato, la Vita. Non ho idee precise su come o cosa si debba fare per far durare una love story, non esistono ricette secondo me. Ma in ogni storia, che sia d’amore, d’amicizia o d’altro genere, gli unici ingredienti fondamentali credo siano quelli di cui parlava il “saggio Jama e cioè fiducia e rispetto.
“Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.” (La Libertà-G. Gaber)
Del grande Uomo nonché Artista Giorgio Gaber vi stralcio anche qualcosa riguardo le “storie normali”
“Le chiedo scusa… prego, non è niente
potremo anche darci del tu
lei è così seria, è anche intelligente
come vorrei conoscerla di più.
E poi, e poi, e poi
Come sei bella
come sei bella
ho tanto bisogno di te.
Tu sei la donna della mia vita
ti chiedo di stare con me
perché ti amo, perché ti amo
ma com’è bella la vita in due!
Ti voglio bene, mi sono affezionato
ma a volte mi sento un po’ giù.
Non faccio scene, ho sempre sopportato
da tempo non parliamo quasi più.
E poi, e poi, e poi…
E poi, quando ci sono i figli… no, non possiamo. E i nostri genitori?… beh, quello è il meno…
Certo che è dura: gli amici, la gente, anche il lavoro… No, non possiamo lasciarci… E allora? Continuare così per i figli, per tutti, la risata davanti agli altri, tutto tranquillo, regolare… il tradimento piccolo borghese, la falsità, la commedia, la meschinità, e poi, e poi, e poi…
Com’eri bella
com’eri bella
avevo bisogno di te.
Eri la donna della mia vita
ti ho chiesto di stare con me
perché ti amavo, perché ti amavo
ma com’è bella la vita in due! (Una storia normale: Il signor G e l’amore- G. Gaber)
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