Recentemente, in una intervista, ho detto che compiere 60 anni è come compierne 35 o 47: torta di compleanno, spegnere le candeline, ecc. Ma non è proprio cosí, e vorrei condividere con i miei lettori come ho deciso di celebrare questa data.
Normalmente festeggio il mio compleanno il giorno 19 marzo, festa del mio santo patrono, San Giuseppe. Quest’anno, a febbraio, mentre leggevo il mio blog, vedendo l’anima dei miei lettori, ho avuto un impulso: perché non invitare alla festa 10 persone? Ho messo il messaggio, e ho detto che i primi che avessero scritto sarebbero stati i benvenuti. Si da il caso che l’indomani, i primi dieci messaggi provenivano dai luoghi piú svariati del pianeta: Brasile, Giappone, Inghilterra, Venezuela, Qatar, ecc. La festa sarebbe stata a Puente La Reina, sul Cammino di Santiago – ossia, lontano da aeroporti o mezzi di trasporto normali. D’altro canto, non avevo la certezza che i lettori avessero capito bene il messaggio: io li invitavo alla festa, ma non pagavo le spese di viaggio.
Ho mandato perciò un messaggio elettronico spiegandolo. Tutti e dieci hanno risposto che avevano capito benissimo. Ho sentito allora una responsabilità enorme, ma ho mantenuto la parola data, e credo che tutti si siano divertiti e abbiano passato una serata speciale (io, almeno, l’ho passata!). Fino ad oggi sono in comunicazione fra di loro.
Il tempo è passato, ed è arrivata la vigilia del giorno in cui sono nato. Il mio programma era fare quello che faccio sempre, e cosí è stato. Il giorno 23 agosto, alle ore 23.15 sono andato a Lourdes, in modo da passare la mezzanotte e cinque minuti del giorno 24, orario in cui sono nato, davanti alla grotta della Madonna, ringraziarla per la mia vita fino ad allora e chiedere protezione per il futuro. È stato un momento molto intenso, ma mentre guidavo di ritorno a St.Martin (dove possiedo un piccolo mulino in cui trascorro l’estate) mi sono sentito estremamente solo. Ne ho parlato con mia moglie. “Ma sei tu che lo hai scelto!” ha risposto lei. Sí, lo avevo scelto io, ma cominciavo a sentirmi disturbato. Noi due eravamo soli su questo immenso pianeta.
Ho acceso il mio cellulare. Nello stesso istante il telefono ha squillato – era Monica, mia agente ed amica. Sono arrivato a casa e lí mi aspettavano altri messaggi. Sono andato a dormire contento, e l’indomani ho realizzato che non avevo alcun motivo per sentire quell’oppressione della vigilia. Sono cominciati ad arrivare fiori, regali, ecc. Persone nella comunità di internet avevano fatto delle cose straordinarie usando immagini e testi miei. Tutto era stato organizzato, nella maggior parte dei casi, da gente che non avevo mai visto in vita mia – ad eccezione di Márcia Nascimento, che ha fatto un lavoro magico e che mi dà la gioia di dire: sono uno scrittore che ha un fan-club (del quale lei è la presidente mondiale)!
E in quel momento, ho capito due cose molto importanti. A] per quanto famoso tu sia, avrai sempre la sensazione di essere solo. B] per quanto sconosciuto tu sia, sarai sempre circondato da amici, sia pur non avendo mai visto le loro facce. Anche quando non ero conosciuto, ho sempre avuto una mano tesa nel momento in cui ne ho avuto bisogno.
Lascio dunque a Kahlil Gibran descrivere, con la sua maestria unica, questo sentimento (ho adattato il testo per via della dimensione della colonna):
“Il tuo amico è il campo dove tu semini con amore e raccogli con gratitudine. È il tuo focolare, e la “Quando egli si manterrà silenzioso, sappi che anche cosí i due cuori continuano a conversare”. tua tavola”.
“Quando dovrai separarti da lui, non soffrire. Perché vedrai meglio l’importanza dell’amicizia a causa di questa assenza, proprio come un alpinista vede meglio il paesaggio circostante lontano dalla pianura.
“Che quanto avrai di meglio, tu possa condividerlo con il tuo amico”.
“Permettigli di conoscere e partecipare non solo ai tuoi momenti di gioia, ma anche ai momenti di tristezza”.
“E sappi che un amico non sta al tuo fianco per aiutarti a passare il tempo, bensí per aiutarti a viverlo in tutta la sua pienezza”.
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MIA CARISSSSIMMMMA MARIA GIOVANNA…….Ma dove sei finita?????? IO, TI RIVOGLIO ANCHE SUL BLOGGGGG!!!!!!CHE FAI SPARISCI PROPRIO PER IL TUO COMPLEANNO????? :-) :-) :-)
Stasera mi sono divertita, ma con profonda dolcezza , a mettere assieme dei copia incolla…..
Sul palco, l’ Amore, scritto per l’occasione con la maiuscola, ma lascio il proscenio agli uomini di questo blog…..
Mi limito a vestire gli abiti di un poco originale sceneggiatore. Il mio regno , stasera, la polvere delle quinte e dell’assito di legno….
ERASE. “Mentre la spesa scorreva su quel rullo mobile, io ti guardavo cercare con cura i centesimi esatti per alleggerire quel tuo borsellino rosa. E lo facevi con grazia, con un sorriso su quel volto da bacio che mi scioglieva tanto tanto.
In quel momento ho pensato che volerti bene fosse quello: sentirmi così pieno di emozione in una situazione così banale. Tutto si arricchiva. Tutto prendeva colore e gioia. Tutto era per noi, per me e per te. La sentivi la natura tra le mura di cemento? Lo sentivi il vento tra le voci della gente?”
JAMA “Ho visto il Sole a mezzanotte di Capo-Nord in Norvegia ma non è stato così emozionante come attendere alla stazione il Suo arrivo.
Ho visto i resti megalitici di Stone Age in Inghilterra ma non è stato così emozionante come attraversare il Gran Sasso con Lei e la paura che l’auto si fermasse.
Ho visto le vette di Matchu Pitchu in Perù ma non è stato così emozionante come cavalcare per la prima volta preceduto da una Bimba a cavallo.
ANDREA, che arriva con una sfumatura diversa, quella della perdita, ma sempre l’Amore in scena e i saggi insegnamenti dei sentimenti. Quelli che partono dal cuore e non dalla mente. “Oggi ad esempio ho compreso che l’amore non si può elemosinare, perchè non sarebbe amore, sarebbe solo compassione, sarebbe solo una piccola goccia rispetto al mare, quindi oggi è stato un giorno che valeva la pena di essere vissuto e se ci pensiamo ogni giorno possiede sempre un piccolo gioiello che ci porta ricchezza”….
Poi una bella lirica all’Amore: l’Amore Coniugale, l’Amore Costruito, l’Amore come Crescita Comune. La tua Eduard. Ma con una nota stonata. Non la metto in scena.
Caro Eduard censuro, la dedica. E me ne assumo la responsabilità e non certo perché condivido la logica e il calcolo di chi fa dei sentimenti uno scialbo e ripetuto giro in giostra.
Non mi sembra corretto, né delicato definire “fallito”, chi ha sofferto per amore e ha offerto il suo cuore. Non importa se è stato un amore ricambiato o meno, finito o in itinere, dimenticato, archiviato o custodito nel cuore.
Non c’è nulla che insegni di più dell’Amore. E’ un’esperienza psicologica profonda, cambia il cuore e insegna al di là dell’amore per il proprio uomo o per la propria donna….E’ una briciola, piccola piccolissima , ma pur sempre d’infinito.
Ho riacquistato recentemente “Il Profeta”, di Gibran. Ovviamente, Edizioni Piemme Pocket.. Scelta, non dettata dai 4 euro e sessanta della copertina, ma dalla profonda sensibilità del traduttore. Un altro figlio del Libano, come Gibran.
Sai, Hafez Haidar, premette al “Profeta”, una bellissima lirica d’amore. La dedica alla sua compagna. Canta l’Amore, coi petali di una rosa. Ma fa molto di più. Prima dell’omaggio alla sua donna, ricorda con altri versi le vittime dell’undici settembre…e canta la pace….
Non c’è Amore, se vivendolo con la propria donna o il proprio uomo, non si acquisisce maggiore dolcezza , empatia e sensibilità, se non fa esplodere la solidarietà , la generosità e la comprensione, se non si è disposti a dividere ciò che hai nel cuore con chi soffre o ha sofferto, anche solo per un “amore sbagliato”. I buddisti chiamano tutto questo “compassione”.
L’Amore non limita, ma allarga gli orizzonti.
Volevo dirti solo questo, Eduard.
Ehi Maria Giovanna,
dove sei?!? :)
Non è mai successo che il blog restasse privo dei tuoi post per più di una settimana!!! Guarda, ti ricordo che fai parte del “mitico” triumvirato e quindi non puoi esimerti dai tuoi obblighi!!! :)
Tra l’altro questo blog, senza i tuoi interventi, è come privo della sua anima!!!
Torna tra noi!!!
Ti aspettiamo!!! :)
Mister Eduard,
vorrei innanzitutto congratularmi con Lei per il suo grandissimo fegato e per l’incommensurabile coraggio dimostrati nell’esprimere il suo così decantato amore per sua moglie.
Mister Eduard, Lei come il sig. Erase, avete usato il “fegato” per parlare di un sentimento che secondo me dovrebbe partire da un altro “organo interno”… ma vabbè ognuno può fare ciò che gli pare. (Spero sappia essere ironico nel leggere queste righe)
Vorrei altresì sottolineare che i farfalloni irresponsabili che svolazzano qui nel blog forse sono soltanto Persone alla ricerca di ciò che lei ha già trovato.
Non falliscono le Persone, semmai falliscono i “progetti” che queste persone fanno e non sempre dipende da loro stesse.
Ci vuole fegato nella vita è vero…ma di sicuro non per amare!
Per sentirsi brave e buone persone non c’è affatto bisogno di denigrare il prossimo se si è sicuri di ciò che si afferma.
Carissimo Jama,
non esiste un vero e proprio dialogo, secondo me, per alcuni argomenti, ma esiste, a prescindere, il rispetto per chi è diverso da te. Il tuo amico ha uno stile di vita ben diverso dal tuo e non credo possa cambiare idea su alcuni concetti o valori della vita. Non esiste il buono e il cattivo, esistono modi di pensare e di vivere diversi per ognuno di noi. Io, come te, sono sicura non cambierei idea su alcuni valori fondamentali della mia vita, come per esempio il rispetto e la sincerità nei confronti di chi mi sta accanto, ma anche su questo ci potrebbero essere tanti tipi di “interpretazione”. Come dice Luana “La sincerita’ sacrificata sull’ara dei propri presunti equilibri”, credo che ognuno abbia un proprio equilibrio presunto o reale che sia…basato su un concetto di sincerità molto molto “adattabile alla situazione”.
Non c’è molto da dire, c’è sempre da dire “ognuno è libero di scegliere la propria vita”!!!
Carissima Lù grazie per tutto ciò che scrivi e soprattutto per la storia dei lupi…davvero davvero bella!!!
Erase,
ti devo tirare le orecchie!!!
Come fai a dire che sei arrivato a quarantadue anni con in mano niente?!? (A proposito, sei nato a dicembre? :) Ricordati che io non mollo mai la presa: ti ho fatto una domanda, tu non mi hai risposto ed io ti do … il tormento!!! :) ) Lo chiami niente avere la vita tra le mani e provare l’inebriante sensazione di avere mille avventure da vivere, mille scoperte da compiere, migliaia di persone da conoscere?
Non credi al destino?
Tra poco busserà alla tua porta. Vedi di… essere in casa!
Mi incuriosisce la storia della ragazza con il borsellino rosa: chi è, che fine ha fatto, che ruolo ha avuto nella tua vita?
Lo so che sono sfacciatamente indiscreta: considera però che la curiosità è un segno d’amicizia!!!
Ciao, strampalato amico!
Eduard,
è bello vedere un marito così innamorato della propria moglie, un uomo che non l’ha mai tradita, che non ha cercato facili scorciatoie e che ha saputo mantenere vivo il dialogo!
Spero che tu faccia leggere alla tua consorte questo inno d’amore: penso che lo apprezzerà molto.
Ti faccio comunque presente che coloro che hanno un matrimonio finito alle spalle non sono dei falliti in amore. Non pensi anche tu che i giudizi perentori non aiutino a comprendere il reale vissuto di una persona? Un matrimonio può terminare per vari motivi, che non sto qui a elencare (a seconda che si consideri il matrimonio un contratto o un atto d’amore): quello che è certo è che la persona che si separa prova un forte dolore, una lacerazione dell’anima che può rendere l’esistenza molto dura.
Sebbene la famiglia sia il nucleo fondante della società, tuttavia è opportuno abituarsi a pensare che esistono diversi tipi di famiglia, oltre a quella tradizionale. E’ la legge che lo consente. Possiamo non essere d’accordo, però il nostro rispetto per i separati e/o divorziati va assicurato.
Evidentemente non tutti hanno avuto la tua fortuna. A volte il coniuge rende la vita impossibile, mina la salute dell’altro, ostacola sogni, desideri e aspirazioni.
Tu che hai l’opportunità di vivere ancora questo sogno d’amore, conserva come il più prezioso dei beni l’amore di tua moglie, accudisci i tuoi figli, garantisci benessere, allegria, protezione ai tuoi cari.
Non sentirti però al di sopra di tutto e di tutti: proprio perché sei in una situazione privilegiata, dovresti tendere la mano a chi – ora – ha bisogno di una parola di conforto, di una mano tesa, chiunque esso sia.
io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme
con l’ amina smaniosa a chiedere di un posto che non c’e’
tra mille mattini freschi di biciclette
mille e piu’ tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me
io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via
e ho respirato un mare sconosciuto
nelle ore larghe e vuote di un’ estate di citta’
accanto alla mia ombra lunga di malinconia
io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello
col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento
e dentro a un senso di inutilita’
e fragile e violento mi son detto tu vedrai vedrai vedrai
strada facendo vedrai che non sei piu’ da solo
strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai piu’ amore, vedrai
io troppo piccolo tra tutta questa gente che c’e’ al mondo
io che ho sognato sopra un treno che non e’ partito mai
e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuita’
e giovane e violento mi son detto tu vedrai vedrai vedrai
strada facendo vedrai che non sei piu’ da solo
strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai piu’ amore vedrai
e una canzone neanche questa potra’ mai cambiar la vita
ma che cos’e’ che ci fa andare avanti e dire che non e’ finita
cos’e’ che ci spezza il cuore tra canzoni e amore
che ci fa cantare e amare sempre piu’
perche’ domani sia migliore, perche’ domani tu
strada facendo vedrai
Strada Facendo – C.Baglioni
Quando ti passa la voglia di camminare allora si che è finita!
Ma fin quando avrai la voglia di portare un piedi davanti l’altro nonostante gli insuccessi, nonostante le paure, nonostante le difficoltà, allora sarà una vita che è valso vivere.
Nulla e nessuno vale più di te.
Se ti costruisci muri invisibili non li potrai mai abbattere, niente è più di indistruttibile di ciò che non si vede.
Una delle ultime volte che sono salito su un aereo, durante il decollo ho guardato quanto diventava piccolo il mondo in cui vivo mentre salivo verso il cielo. Mi sono detto, ecco perché si dice “Aiutati che Dio ti aiuta!” perché siamo davvero tanti su questa terra
Ho visto quanto è diverso ciò che ci sembra così grande, visto da un’altra prospettiva, immense città diventare grandi poco più di una monetina, grandi laghi diventare poco più di una pozzanghera.
E allora non potrebbe essere così anche per i nostri “grandi” problemi?
Proviamo a guardarli da un’altra parte forse non sono così grandi come sembrano.
Il tempo vola ed è sempre così difficile afferrarlo.
Io non credo nel destino, sono sempre stato un difensore a spada tratta di razionalità e principi causa effetto. Pian piano i tempi cambiano, inevitabilmente … pian piano si cresce e ci si riempie la testa di pensieri su pensieri. Poi arrivi a quarant’anni anni,quasi quarantatrè con in mano niente e la paura che anche questo non sia sufficiente. Allora cominci a far girare il cervello ancora più velocemente, a guardare più a lungo un bambino giocare, a fuggire la realtà e saltare a piedi scalzi, con le scarpe incollate a terra nel tentativo di bloccarti la vita nel tuo posto nella società.
Pian piano i tempi cambiano e ti ritrovi a riflettere sulle coincidenze delle cose, sui fatti, su tutte le occasioni perse e quelle che non sei più disposto a perdere. Senza aver bevuto alcuna bottiglia di vino, disinibisci il tuo io perché senti che non c’è davvero nulla da perdere, perché la linea tra la retorica e la tua vita non è ancora stata marcata, perché quello con il gesso in mano sei tu e per ora non lo vuoi proprio dare a nessuno. Allora cominci a far girare il cervello ancora più velocemente, a renderti conto che forse non è tutto solo azione reazione, causa ed effetto … forse tutto è davvero una fitta rete di fili, un intreccio complesso di traiettorie, in cui la tua vita ne incrocia mille e ancora altre mille, finché un giorno incontra quella giusta a cui si legherà in una spirale d’amore … e come destinazione una via sconosciuta ad entrambi.
Se ti butti può sembrarti di volare.
Dedicato a coloro che hanno fallito il loro matrimonio e che cercano di trovare qualsiasi tipo di giustificazione per non considerarsi falliti in amore.
Ci vuole fegato e coraggio per amare, cari i miei farfalloni e irresponsabili.
Amo mia moglie
Perché non c’è nulla e nessuno ch’io voglia amare di più
Amo la sua decisione e la sua incertezza
Vivo dei suoi momenti che condizionano i miei momenti
Trovo nella sua presenza l’immagine introvabile da sempre desiderata
Amo mia moglie
Quando si addormenta del sonno di mille notti insonni
Amo il suo amarmi senza risparmio
La sua devozione oltre l’impegno ed il dovere
Amo di lei l’essere il corpo di un sentimento sempre cercato ma non sempre sentito
Amo il suo non comprendermi, il suo amarsi ed odiarsi,
il suo piacersi e il nostro crescere tra gioie e paure
Amo le cose che non mi dice e quelle che mi ripete a non finire
Tutto ciò che di essa mi trovo ancora a scoprire
Non fanno che farmi ancora sentire che amo mia moglie
Amo mia moglie
Ho trovato questa storia indiana in rete….
Ancora una storia di emozioni , sentimenti, scelta.
Ve la giro.
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DUE LUPI
Un anziano pellerossa Cherokee stava dando ai suoi nipoti degli
insegnamenti circa la vita.
“Dentro di me c’e’ un combattimento. E’ un combattimento terribile tra
due lupi.
Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il rincrescimento,
l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, il risentimento,
l’inferiorità, le bugie, l’orgoglio e la boria.
L’altro lupo sostiene la gioia, la pace, l’amore, la speranza, la
condivisione, la serenità, l’umiltà, la gentilezza, la benevolenza,
l’amicizia, l’empatia, la generosità, la verità, la compassione e la
fede.
La stessa lotta è dentro di voi ed anche di ogni altro essere umano”.
I bambini ci pensarono per qualche minuto, poi uno di essi chiese al
nonno: “Quale lupo vincerà?”
Il vecchio Cherokee rispose semplicemente:
“Quello che io nutrirò.”
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Un bacione
Si è parlato un po’ di tutto in questi ultimi post….
La pacca sulle spalle e un copricapo passato di testa in testa, nonostante un Kalashnikov di una terra straniera. La gioia di centellinare anche gli attimi, parimenti al coraggio e alla responsabilita’. Uno sguardo all’infinito, per poi chiedersi, le ragioni di ciò che ragione non puo’ avere, quando si dice “amore”: il masochismo , l’incapacita’ di guardarsi dentro, l’immaturita’ affettiva…..
Poi lo stralcio di una chat, per storie vecchie come il mondo…. E, qui, si perde persino il senso dei sentimenti, poiché entra in scena la menzogna. La sincerita’ sacrificata sull’ara dei propri presunti equilibri. Eppure basterebbe dire NO e evitare di raccontar balle. La scelta di non scegliere, e giocarsi, sulla pelle degli altri, la partita coi sentimenti…. Il valzer infimo sulle note dell’assenza: assenza di lealta’, rispetto, sensibilita’.
Vorrei infilare tra queste righe un pezzo di vita scolastica, ma continuare ugualmente a parlare di Sensibilita’. E’ il presupposto di ogni sentimento. Dall’amore, all’amicizia, ai rapporti che si consumano tra i banchi di scuola…..
Un alunno di prima, un mio alunno, figlio di extracomunitari, martedi’ non è rincasato. Aveva una nota sul diario da far firmare: compiti non eseguiti.
Consiglio di classe convulso, una telefonata del preside a vigili e carabinieri. Poi finalmente la notizia del suo ritrovamento ad alcuni chilometri da casa e le sue lacrime sul viso….
Federico- ma, non si chiama così- è un dolcissimo e silenzioso ragazzino che si gioca la partita col cuore e il suo senso di identita’ tra note e gli inimmaginabili schiaffi del padre.
Federico e la sua fuga. L’angoscia di tutti noi, seduti in sala professori.
Ma Federico, è gia’ adulto, nonostante le apparenze. Ha fatto una scelta di campo.
Ha scelto di abbandonare l’omertà e gridare a suoi prof. il suo Esserci, nonostante la competizione avvilente tra i buono, distinto e ottimo di altre pagelle.
Ha gridato la sua incomprensione di fronte alle percosse e alla violenza ripetuta a casa.
Ha gridato il suo voler essere Rispettato sempre, anche per i suoi pantaloni smessi e le sue scarpe di tela, in pieno inverno…..
Federico, non avra’ piu’ note da far firmare. I suoi compagni continueranno a prenderle. E non troveranno stavolta nulla da dire, né da recriminare. Niente “perché a lui, no?”…… Saranno aiutati a capire che devono, anche loro, smettere i panni da “bambinetti” e crescere finalmente. C’è un compagno, che va aiutato. E va aiutato col silenzio,l’affetto e la solidarietà. So, anche, che non mi deluderanno.
Perché Federico, ha pianto davanti a me, al preside e alla collega di matematica.
E le lacrime di un bambino, fanno davvero bruciare i registri!!!! Ma stavolta, saranno i compagni di classe di Federico ad appicciare il fuoco.
Dialogo con un amico:
E.-“Oh ciccio vedessi quella che sto frequentando adesso!!”
S.-“Eh dove l’hai conosciuta questa?”
E.-“In chat, è di qui, mi sono innamorato perso.”
S.-“Scusa e con tua moglie?”
E.-“Sei pazzo, lei non sa nulla!”
S.-“Scusa ma come fai? Non gli dici nulla?”
E.-“Da quando è morto mio padre ho capito che la vita è troppo breve per viverla in monotonia, ho diritto a un po’ di svago!”
S.-“Scusa ma tua moglie non ha lo stesso diritto allora? Perché non glielo dici?”
E.-”Sei pazzo divorzio il giorno dopo, perdo casa e perdo mio figlio!”
S.-“Scusa ma quest’altra lo sa che sei sposato?”
E.-“Si, ma gli ho detto che è finita che ormai con mia moglie siamo come fratello e sorella.”
S.-“E quindi?”
E.-“Boh, stiamo vedere intanto mi ci vedo poi vediamo.”
… voi come avreste chiuso il dialogo?
Io ho chiuso così, perché ho imparato che non si può lottare contro chi è convinto che non sta facendo nulla di male quando manca di rispetto.
ho fatto un errore, volevo dire questo:
Nina è vero, parliamo tutti e due di sguardo all’infinito, ma sono due visioni completamente diverse. A me piace focalizzare un solo punto che mi interessa e farlo mio. Il desiderio dell’impossibile e non conquistare niente non E’ NULLA in confronto alla conquista di una briciola di felicità. (Avevo dimenticato “è nulla”)
JAMA per portare avanti delle storie nonostante le difficoltà ci vuole molto fegato e coraggio.
Molti insuccessi ce li causiamo noi stessi per codardia e irresponsabilità.
GAZA: 6 MORTI A CERIMONIA PER ARAFAT
Oltre 80 i feriti, scambio di accuse tra Hamas e Fatah
(ANSA) – GAZA/TEL AVIV, 12 NOV – Sei morti e oltre 80 feriti e’ il bilancio degli scontri scoppiati alla cerimonia che si e’ svolta a Gaza per ricordare Arafat.Al Fatah afferma che il bilancio rischia di essere piu’ pesante e accusa Hamas di aver compiuto ‘un massacro premeditato’ e il presidente dell’Anp Abu Mazen accusa Hamas di essersi macchiato di ‘un crimine odioso’. Hamas addossa invece su al Fatah la responsabilita’ degli scontri, i piu’ gravi da quando a giugno gli islamici hanno assunto il potere.
TIFOSO UCCISO: 8 ARRESTI A BERGAMO
Accuse di violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento
(ANSA) – BERGAMO, 12 NOV – Sono otto gli ultras arrestati da polizia e carabinieri di Bergamo per gli scontri di ieri dentro e fuori lo stadio Comunale. Dovranno rispondere a vario titolo di danneggiamento aggravato, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Alla fine degli interrogatori saranno accompagnati in carcere. Nessuno di loro sara’ processato per direttissima. Gli investigatori sono risaliti a loro grazie alle immagini delle telecamere a circuito chiuso dentro e fuori lo stadio.
MAR NERO: WWF, E’ STRAGE DI ANIMALI
Almeno 30 mila uccelli morti e 12 km invasi da petrolio
(ANSA) – ROMA, 12 NOV – E’ strage di animali nel Mar Nero: sarebbero almeno 30.000 gli uccelli morti e 12 i km di costa russa invasi da petrolio.Lo riferisce il Wwf. L’organizzazione ambientalista sottolinea che ‘il disastro ambientale provocato dal naufragio delle 5 navi, cariche di zolfo, petrolio e materiali ferrosi, rischia di diventare ancora piu’ grave perche’ l’Ucraina non sembra avere gli strumenti adeguati per affrontare e tamponare incidenti di questa portata’.
Vorrei compiere 60 anni:
in un mondo dove ci fosse un po’ più di umanità, dove non sentire più gli stessi fatti di cronaca nera, di guerra, di disastri ambientali
in un mondo in cui il “rispetto” fosse una regola di vita, dove non sentire più gli stessi fatti di cronaca nera, di guerra, di disastri ambientali
in un mondo “semplice” come il cammino di un fiume, dove non sentire più gli stessi fatti di cronaca nera, di guerra, di disastri ambientali
Questo si che è un sogno, purtroppo :-(
Vivete come vi pare, ma sappiate che non avrete una seconda possibilità.
Ogni volta che penso di non aver voglia di scrivere, poi finisce che scrivo come minimo tre post!!!
Ci sono un po’ di cose che non riesco a capire…
Rileggendo vari post ho percepito una sorta di “lamentazione comune” che mi ha fatto riflettere su come a volte ci si incastri in meccanismi contorti e a mio parere poco fertili.
Mi sono detta che non credo ci si possa sentire “vittime” se non esistono “carnefici”, ma se siamo “vittime di noi stessi” allora si che possiamo cambiare, perché solo noi sappiamo cosa potremmo o dovremmo fare per non essere più in quella condizione.
Ma se diciamo che quella vita la accettiamo, se diciamo che nei cassetti è meglio che ci sia soltanto polvere e non sogni da poter realizzare, perché allora ce la prendiamo con chi non ha saputo “intuire-capire-intravedere” qualcosa che dentro di noi era così grande?!
Ma se decidiamo di vivere in questo modo, e quindi diventa una scelta consapevole, perché traspare questa nostalgia per ciò che poteva essere e non è stato, nonostante sia nelle nostre mani il potere di cambiare le sorti della nostra vita?
Perché amare qualcuno in segreto e non esternarglielo?
Perché si preferisce vivere “all’ombra” se ognuno di noi ha diritto ad un posto luminoso in questo mondo?
Perché si pensa di non avere più niente da dire e contemporaneamente avere il bisogno di scrivere, anche se si preferisce pensare di voler chiudere il taccuino?
Perché ci si sente “invisibili” e si invita qualcun altro ad inforcare occhiali per vedere chi non vuole essere visto?
Perché non ci si sforza di cambiare uno stato di cose che non ci fa star bene ma che forse, per un processo masochistico, continuiamo a volere?
Ma se esistono donne belle, affascinanti e intelligenti perché mai non dovrebbero anche essere amorevoli, fedeli e dedite alla famiglia così come può esserlo una donna noiosa, monotona ed uggiosa il cui fascino è pari allo zero?
Ognuno è libero di essere chi vuole ed il rispetto per chi è diverso da noi è a prescindere, quindi pregherei di non prendere queste mie domande o miei pensieri come giudizi.
Questa, come tutte le altre, per me è una chiacchierata fatta con voi attorno al fuoco….
PS baci mitica e BELLISSIMA mitica censora!!!
Ciao Enzo,
bellissimo figlio “nostro”, che avrai diciotto anni per sempre.
Ora che “sta passando novembre” siamo tutti qui a guardare sui muri del liceo il tuo nome scritto a caratteri cubitali con due ali, quelle che ti hanno portato in quel mondo diverso che non trovavi qui…
Ti offro le mie lacrime di rabbia e dolore…perché “non doveva andar così”!
I tuoi “fratelli” cantano questa canzone e hanno il tuo nome sui loro contatti messenger, ogni giorno ti salutano e piangono la tua assenza, “Enzo, sempre con noi”, leggo ogni giorno questi messaggi e sembra che tu sia qui davvero, più di prima..
Non doveva andar così…. ma mi raccomando almeno ora prendi per la coda una cometa e vai in giro per l’universo a divertirti e vola verso la tua mèta!!!
STA PASSANDO NOVEMBRE- E.Ramazzotti
E’ per te
questo bacio nel vento,
te lo manderò lì
con almeno altri cento.
E’ per te,
forse non sarà molto,
la tua storia, lo so,
meritava più ascolto
e magari, chissà,
se io avessi saputo,
t’avrei dato un aiuto.
Ma che importa oramai,
ora che…
Puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l’universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che
non doveva andar così,
solo che
tutti ora siamo un po’ più soli qui.
E’ per te
questo fiore che ho scelto,
te lo lascerò lì
sotto un cielo coperto.
Mentre guardo lassù,
sta passando novembre
e tu hai vent’anni per sempre.
Ora che…
puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l’universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai…
non trovavi mai…
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che non doveva andar così,
solo che tutti ora siamo un po’ più soli…
tutti ora siamo un po’ più soli qui…
è per te.
C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera.
(Henry David Thoreau)
Questo è quello che ti auguro Michaela
Buon Compleanno e Tanti Auguri
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Sai EraseC se mi fossi focalizzato sul fallimento del mio matrimonio e fossi rimasto li a compiangermi e a vivere in una vita di menzogne, mi sarei perso un Incontro che mi ha reso Luce al cuore e fatto scoprire sensazioni mai vissute prima.
Fai pure la tua scelta e rimani incatenato nella tua tristezza non spetta a me giudicarti o consigliarti.
Guardare all’orizzonte non è sempre segno di superficialità, puoi rimanere a guardare un sasso all’infinito sempre lo stesso rimarrà, oppure muovere lo sguardo un po’ più in avanti e scorgere una piccola foglia che domani fiore o albero diverrà.
*********************
Carissima Lu, i “grazie” sono bivalenti, è piacevole sentirseli dire ed è altrettanto piacevole dirli. Non esistono parole imbarazzanti quando vengono dal cuore.
La vita è così semplice, solo che ci hanno fatto un lavaggio tanto di cervello, che dobbiamo sempre soppesare o avere paura dei nostri atteggiamenti.
La paura degli altri e del loro giudizio, questo è ciò che rende la vita difficile.
Questa è un imprinting del mondo degli adulti, perché nei bambini non esiste.
I bambini piangono e ridono con la stessa normalità in presenza o meno di altri, non hanno ne vergogna ne paura.
-Spesso dite:
“Voglio donare, ma solo a chi merita”. Non così dicono gli alberi del vostro frutteto, né gli animali che portate al pascolo.
Danno per vivere perchè trattenere é perire. Sicuramente l’uomo che è degno di ricevere i suoi giorni e le sue notti é degno di ricevere da voi qualsiasi altra cosa.- (“Il Profeta”- K.Gibran)
Visto che Paulo ha lasciato parlare Gibran, anche io prendo in prestito alcune parole di questo grandissimo Uomo per dire a te, carissima Lù, che a me non sembra affatto tu sia come ti sei descritta nel post.
Non ti ho mai “percepita” come una persona poco generosa, anzi!
Se solo dopo due post scritti mi hai fatta entrare nel tuo Cuore mostrandomi quanto grande era, beh non posso affatto credere alla tua poca generosità.
Si stringono legami con persone “mai viste in faccia” perché si è profondamente generosi.
Sempre per citare Gibran: “L’uomo che ti comprende ti è affine più di un fratello di sangue. I tuoi stessi familiari infatti, potrebbero non comprenderti, né conoscere il tuo vero valore.”
Credo che nella comprensione e nella condivisione ci sia una grande generosità, come nella “pacca sulla spalla” che ha ricevuto Daniele dal soldato; una semplice pacca sulla spalla può diventare un segno indelebile nel nostro cuore che ci porta ad essere generosi nel “dare e ricevere” tutto ciò che noi SIAMO. Nessun altro scopo, se non quello della “condivisione” c’è qui in questo blog. Le persone “avare” non potrebbero scrivere di sé e condividere parte della propria vita con persone di cui non si conosce neanche il volto.
Conviene “dare per vivere perché trattenere è perire”, ed io aggiungo che la gioia del dare è pari a quella del ricevere, lo sto sperimentando oggi più che mai.
Ho sempre pensato che fosse più bello fare dei regali invece che riceverli, invece oggi sto gustando anche la gioia di ricevere perché leggo, negli occhi di chi regala, la gioia del dare e supero quell’odioso imbarazzo che ho sempre avuto nel sentirmi “oggetto di attenzioni e affettuosità”!
Il mio mitico padre buono ha sempre detto che -ci vuole molta più generosità nel ricevere che nel dare- e, come al solito l’ho capito dopo molto tempo…ma l’importante è capirlo, quindi meglio tardi che mai!
Alcune cose ci sembrano impossibili da cambiare, vuoi per retaggi culturali, vuoi per un’educazione che poco ci ha educati, vuoi perché abituati a percepire noi stessi in un certo modo; ma credo che non sia impossibile l’idea di riuscire ad essere “diversi da noi ”.
Siamo qui a viverci la nostra “primavera a novembre” ricordiamocelo sempre Lù!
“…Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
E’ la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti.” (Jack Folla)
PS Paulo mi unisco alla mitica prof Lù (non t’arrabbià) nel dire che sei davvero un pò “genovese” (non me ne vogliano i genovesi…)!!! Ma potevi anche estendere l’invito a noi altri del blog italiano e pagarci un bel week end in Francia per festeggiare il tuo compleanno! :-) Vabbè dai magari lo faremo per i tuoi sessantuno anni!!!
Nina è vero, parliamo tutti e due di sguardo all’infinito, ma sono due visioni completamente diverse. A me piace focalizzare un solo punto che mi interessa e farlo mio. Il desiderio dell’impossibile e non conquistare niente non è in confronto alla conquista di una briciola di felicità.
Non sono superficiale ma a volte di superficialtà si vive e si gioisce. Ecco cosa mi è accaduto:
“11 euro e 21.”
Mentre la spesa scorreva su quel rullo mobile, io ti guardavo cercare con cura i centesimi esatti per alleggerire quel tuo borsellino rosa. E lo facevi con grazia, con un sorriso su quel volto da bacio che mi scioglieva tanto tanto.
In quel momento ho pensato che volerti bene fosse quello: sentirmi così pieno di emozione in una situazione così banale. Tutto si arricchiva. Tutto prendeva colore e gioia. Tutto era per noi, per me e per te. La sentivi la natura tra le mura di cemento? Lo sentivi il vento tra le voci della gente? Avvertivo calma placida e invadente … e la lasciavo entrare, mi lasciavo accarezzare, mi lasciavo cullare, un sorriso sul mio volto stupido. Volevo prestarti quanto più potevo di quel momento, per farti capire che non sono così stronzo come spesso si pensa … magari farti assaporare quanto basta per sentirti così leggera, felice e leggera, come lo ero io … completo, senza preoccupazioni, tormenti o noiosi pensieri. Brevi lassi di tempo che stanno alla base di emozioni secolari. Semplicemente, sta tutto qui. Il segreto è proprio sapersi godere quei momenti, perchè come arrivano improvvisamente se ne vanno. Saperli cogliere ti permette di capire cose a cui non si arriverebbe nemmeno dopo giorni di paranoie.
Se non è questo … cosa significa volersi bene?
Bennato scriveva in una sua canzone:
una settimana, un giorno, solamente un’ora a volte vale una vita intera.
ciao
Carissima Michaela, festeggio assieme a te il tuo compleanno.
Lo faccio, con un aforisma..
Mi hai sempre fatto pensare alla forza, alla gioia di vivere, al sorriso….
Brindo al quel “qualcosa” che è dentro di te. Mi piace , davvero molto…
“Cercate di realizzare la forza che è in voi, cercate di farla uscire; in tal modo vedrete che tutto ciò che fate non viene da voi ma da quella verità che sta dentro voi … perchè non siete voi, ma qualcosa all’interno di voi.”
Sri Aurobindo
_Un bacio,con tutto il cuore.________
Jama….Attrezzati, adeguatamente!! Ci saremo tutti alla festa di Michaela!!!!!
Oggi è anche l’onomastico della mia nipotina Martina!!!! Auguri a tutti i Martino e Martina, della rete…
“per quanto sconosciuto tu sia, sarai sempre circondato da amici, sia pur non avendo mai visto le loro facce”
Mi trovavo a Isfahan, certamente la città più bella di tutto il medioriente, proseguiva il mio viaggio di studio insieme ad altri studenti dell’università. Nonostante la compagnia mi sentivo solo. Benchè infatti viaggiassi con persone che da tempo conoscevo, mi era ogni giorno sempre più chiaro che ormai non era più come ai tempi in cui avevamo organizzato quel viaggo. Nel giro di pochi mesi era cambiato molto. Inizialmente si tarttava di aiutare un amico nei suoi studi, quella spedizione appoggiata dalla nostra università e dall’ambasciatore iraniano a Berna (al quale sempre saremo grati per il suo aiuto nelle questioni burocratiche) sarebbe stato il punto di partenza per suoi diversi lavori (dei quali uno dovrebbe essere già stato pubblicato se non sbaglio). Tuttavia in quei mesi era cambiato molto. Sapevo ormai bene che cosa stava accadendo. Se la cosa avesse funzionato infatti ci sarebbe stato da fare per tutti noi negli anni seguenti. Quando ci si occupa di antichità infatti è difficile trovare molti sbocchi professionali. Ognuno di noi aveva in fondo diritto alla sua parte. Ma nessuno s’era accorto della fregatura. L’avremmo capito solo più tardi che eravamo lì solo perche il “capo” non poteva svolgere da solo il suo lavoro, o meglio non voleva svolgerlo affatto ma più semplicemente delegarcelo e senza nemmeno darci il materiale necessario che ci aveva promesso, che alla fine(oltre il danno la beffa) dovettimo procurarci da soli, e che tutte le promesse in merito a una prosecuzione del progetto erano senza fondamento. Ma quell’avventura alla quale credevamo ancora ormai ci aveva bruciato la mente. Ciascuno era lì per sè e dell’altro ormai non se ne curava più, ciascuvo vuoleva qualcosa ma nessuno avrebbe avuto niente. Avevamo finanziato parte della spedizione avevamo procurato parte del materiale ma non avevamo ricevuto neanche un grazie. E invece di accorgercene ci facevamo guerra l’un l’altro per niente. Quel giorno a Isfahan eravamo in una banca per cambiare un po’ di denaro. Aspettando che arrivassero con i miei Toman me ne stavo lì solo nella sala di quella piccola banca. Portavo un kola (il copricapo dei nomadi Bakhtiari dei monti di Zagros). Un soldato faceva la guardia col suo AK-47 senza però troppa voglia, forse (ma questo non lo saprò mai) perchè obbligato come tutti del resto. A un certo punto una mano mi diede una leggera pacca sulla spalla e qualcuno mi chiese in un inglese approssimativo:”da dove vieni”. Mi voltai. Era il soldato, il suo fucile era puntato verso di me ed era carico. Lì per lì pensai che peggio di così non poteva andare. Nel giro di due mesi avevo perso i miei pochi amici e ora mi trovavo in Iran davanti una persona con la quale parlare era impossibile (l’inglese certo non lo sapeva veramente e io allora non sapevo niente di persiano) che mi puntava contro il suo fucile e che forse m’aveva scambiato per un ladro. Alzai le mani e dissi: “Italiano italiano!” Solo allora guardò il suo Kalashnikov e s’accorse che me l’aveva puntato contro. Lo rimise in spalla e tese la sua mano in segno di saluto (e forse anche di scuse). Dopo la stretta di mano prese il mio cappello se lo pose sul capo e mi diede il suo. Probabilmente era un nomade e si chiedeva cosa ci facesse un occidentale con quel cappello. Non ci fu possibile parlare ovviamente, andai all’uscita per fumare una sigaretta (ne avevo bisogno dopo tutto quello spavento, vidi che guardava con stupore il mio pacchetto di sigarette svizzere (non ne aveva mai visto prima) gliene offrii una ma non potè accettare. Poi gli restituii il berretto dell’esercito e lui il mio kola. Il denaro era stato cambiato e io dovetti tornare col resto del gruppo, avevamo ancora molto da fare. Lo salutai poi andai.
Fu così che entrambi in tutta quella solitudine quando nulla andava come avremmo voluto avevamo trovato un amico.
Provo ad aggiungere qualche pensiero…..
Lo faccio , festeggiando un compleanno. Il tuo, Paulo.
Sabato scorso, ero in campagna: quaranta persone. Una torta e sessanta candeline, anche lì. Mio zio e suoi sessant’anni. Nessun biglietto o spese di viaggio da pagare. (Paulo, :-) lasciatelo dire: sei proprio tirchio!!!!! :-) )
Il pranzo, il vino, le battute irriverenti, l’odore di pentole.
E il mio non esserci. E ringraziare , in cuor mio, la visita fiscale, per le 17…..
Il desiderio di essere lontana dalle domande, dai sorrisi. Il desiderio contraddittorio e analogo di esserci per essere lontana da me, dalle mie domande, dalla mia mancanza di sorrisi.
Eppure, un varco si è aperto, dall’estate scorsa…
Non lo so definire. Ma c’è.
Una nuova stagione, sul mio incedere più lento e con altri colori.
E poi, quella inafferrabile sensazione di nuovo, di sconosciuto.
Ma non è tristezza, è altro. Non è nemmeno disillusione, né distacco…
E’ sperimentare ,impreparata, il nuovo…..
E’ persino smarrimento, ma in un abbozzo di sorriso. Forse, è consapevolezza.
Ti quoto, Paulo. Gibran, non l’ho ancora riacquistato….
“Permettigli di conoscere e partecipare non solo ai tuoi momenti di gioia, ma anche ai momenti di tristezza”.
Il nuovo, in me. Dall’estate scorsa. Non staccare il telefono, non fuggire e permettere finalmente a qualcuno, di essere accanto a me. Bruciare gli schemi consolidati e quella maledetta “coazione a ripetere”, nel voler essere sempre “eroicamente” sola. Volere , il dolore, tutto per me.
Costume consolidato: non so chiedere. Non sono abituata, a dire : grazie!. C’è sempre stato “un grazie”, che ho infilato solo nelle mie tasche.
Non ho le coordinate affettive, per farlo. Non so prendere. E’ un limite, immenso. Non è generosità, è egoismo. E’ provare imbarazzo profondo, nel dire “grazie”, perché non so davvero dirlo. Ma è anche paura, di fronteggiare il nuovo.
E’ questo perenne scusarsi sempre di tutto: della tristezza, della malinconia, delle stelle bruciate, della luna nel cielo o nel pozzo. Persino, di esistere. E’ volersi, sempre “ranocchia”, sempre al di sotto di ogni cosa. E’ egocentrismo e infantilismo.
Ho preso coscienza, che non mi piacciono le stereotipie. La generosità è scelta, è libertà, è dire o non dire “grazie”. Non potrà mai essere, “ ruolo”, “coazione” “costruzione”, altrimenti se ne perde il senso.
E’ inviare sms e mail e non stentare a digitare lettere, a scrivere e cancellare, a soppesare parole, a provare imbarazzi stupidi , per dire qualcosa di semplicissimo e tremendamente sentito, come un “ GRAZIE”!!!!!.
Perché io ho provato imbarazzi indicibili, con te Nina, Maria Giovanna, Stefano, Erase.
Ho provato imbarazzi indicibili anche con te Michaela , Wilma, Andrea, persino di fronte alla vostra tenerezza e comprensione, leggendo solo dei post. Non parliamo, poi, della “mitica” prof…
Ma poi, il nuovo in me: mi piace essere coccolata, mi piace la vostra dolcezza. Ci sguazzerei dalla mattina alla sera, come una farfalla impazzita. Senza soste e con andamento lento. “Pianissimo”, come in una canzone di Fossati.
Mi piace, terribilmente PRENDERE. Cambierà , anche il mio dare. Ne sono certa, diventerò generosa, finalmente….. Ho una risma infinita di “grazie”, da far uscire dalle mie tasche.
E’ una questione di equilibri e prospettive diversi. E’ persino la capacità di scegliere con chi voler essere generosi. E questa, è davvero, una libertà immensa. Può cambiare il senso di una la vita, almeno della mia..
Con voi, lo faccio e parte dal cuore, perchè siete davvero generosi!!!!!! L’ho detto a ciascuno di voi privatamente , ma ho capito, che bisogna anche GRIDARLO pubblicamente!!!! L’ho capito, contraddittoriamente, Erase, dopo aver inviato una mail a te , per dirti il mio stupido e farfugliato “ grazie….. per gli occhiali!!!!”
Perché, sempre Gibran, aggiunge……
“E sappi che un amico non sta al tuo fianco per aiutarti a passare il tempo, bensí per aiutarti a viverlo in tutta la sua pienezza”.
Ne sono convinta: io, l’ho sentito!!!!! Parte da dentro, da più Cuori, non solo dal mio. Non sono solo reciproche proiezioni. Si chiama, Generosità: talvolta si prendere , altre si dà. Non può essere solo l’uno, né solo l’altro.
Perché, però, tutto ciò che è dannatamente semplice, è così difficile da vivere????
Ma mò, guaiò lassamo, – correggimi, Maria Giovanna !!!!!- propr stà…..!!!!
Un abbraccio a ciascuno di voi…..
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E ora Nina….. !!!!!
E’ lei, che mi “costringe”, ad aggiungere un NOTA BENE. E’ sua, stavolta, la colpa!!!!! :-) :-)
Nina, mi fai venire degli scrupoli , che non hanno senso.!!!! E devi saperlo!!!!
Ma chino il capo….e procedo!!!!! Bevo anch’io la cicuta, ma lo faccio solo per Cristina!!!!
La mia collega, è una splendida persona!!!!! Non finirà in centri di recupero per tossicodipendenti. Né lei, né il marito!!!!!
Visto Nina, che cosa mi hai fatto combinare????? Pensa, a come saranno disperati, ora, i suoi alunni, la nuora, il figlio, il nipotino!!!!! :-) :-)
Niiiiiinnnaaaaaaa, mannnnaaggiaaaaa a meeeeee e a teeeeeeeeeee!!!!!
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Daniele, Carole, ma dove siete? Vi hanno rapito gli alieni??
Jama….non dimenticare che c’è un altro compleanno da festeggiare!!!!
“per quanto sconosciuto tu sia, sarai sempre circondato da amici, sia pur non avendo mai visto le loro facce”
Carissima Michaela,
visto che domenica compirai gli anni ti posto ora i miei migliori auguri, anche perchè i tempi di autorizzazione dei post non sono sempre prevedibili!
Ti auguro con tutto il cuore di continuare a Vivere la tua Leggenda Personale nel modo in cui lo desideri, sei una Grande Guerriera della Luce e poi, con il sangue siculo che ti scorre nelle vene, hai di sicuro “una marcia in più!” :-)
Ora si prepara per benino il nostro jama’s pub e mi raccomando porta un pò di cannoli e cassatine… mmmm…c’ho l’acquolina in bocca!!!!
AUGURI AUGURI AUGURI :-)
PS ehi poi il 23 offrirò io da bere visto che entrerò negli “..anta”!!!
L’amicizia il bene prezioso..
Ma credo molto nell’Amore vero..
Forse perchè lo vivo..
Baci dall’Italia