Disposizioni generali :
A – Considerando che è assolutamente corretto il detto: “tutto vale in amore e in guerra”;
B – Considerando che in guerra abbiamo la Convenzione di Ginevra, adottata il 22 agosto 1864, che definisce come debbano essere trattati i feriti sul campo di battaglia, mentre nessuna convenzione è stata promulgata fino a oggi per quanto riguarda i feriti d’amore, che sono in numero assai maggiore;
Si decreta che:
Art. 1 – Tutti gli amanti, di ogni sesso, sono avvisati che l’amore, oltre a essere una benedizione, è anche qualcosa di estremamente pericoloso, imprevedibile, capace di arrecare danni seri. Di conseguenza, chi si propone di amare deve sapere che espone il proprio corpo e la propria anima a vari tipi di ferite, e non potrà incolpare il proprio partner in alcun momento, giacché il rischio è lo stesso per entrambi.
Art. 2 – Una volta colpito da una freccia vagante dell’arco di Cupido, deve in seguito chiedere all’arciere di scagliare la stessa freccia nella direzione contraria, in modo da non sottoporsi alla ferita conosciuta come “amore non corrisposto”. Qualora Cupido rifiuti tale gesto, la Convenzione che ora si promulga impone al ferito di togliere immediatamente la freccia dal proprio cuore e gettarla nella spazzatura. Per riuscirci, egli deve evitare telefonate, messaggi tramite internet, invio di fiori che finirebbero per essere restituiti, od ogni e qualsiasi mezzo di seduzione, giacché questi ultimi possono dare risultati a breve termine, ma finiscono sempre per non funzionare con il passare del tempo. La Convenzione decreta che il ferito debba immediatamente cercare la compagnia di altre persone, tentando di controllare il pensiero ossessivo “vale la pena lottare per questa persona”.
Art. 3 – Qualora il ferimento provenga da terzi, ossia, quando l’essere amato ha provato interesse per qualcuno che non si trovava nella rotta previamente stabilita, è espressamente proibita la vendetta. In questo caso, è permesso l’uso di lacrime fino a che gli occhi si seccano, alcuni pugni contro il muro o il guanciale, conversazioni con amici in cui si può insultare l’antico(a) compagno(a), addurre la sua totale mancanza di gusto, ma senza diffamare il suo onore. La Convenzione determina che venga altresí applicata la regola dell’Art. 2: cercare la compagnia di altre persone, preferibilmente in luoghi diversi da quelli frequentati dall’altra parte.
Art. 4 – In caso di ferite leggere, qui classificate come piccoli tradimenti, passioni fulminanti che non durano a lungo, disinteresse sessuale passeggero, si deve applicare con generosità e rapidità il medicamento chiamato Perdono. Una volta applicato tale medicamento, non si deve tornare indietro neanche una volta, e il tema deve essere completamente dimenticato, non essendo mai piú utilizzato come argomento in un litigio o in un momento di odio.
Art. 5 – In tutti i ferimenti definitivi, detti anche “rotture”, l’unico medicamento in grado di fare effetto si chiama Tempo. Non serve cercare consolazione con cartomanti (che dicono sempre che l’amore perduto ritornerà), libri romantici (sempre con un lieto fine), novelle in TV o cose de genere. Si deve soffrire intensamente, evitando assolutamente droghe, calmanti, preghiere ai santi. L’alcool è tollerato per un massimo di due bicchieri di vino al giorno.
Determinazione finale : i feriti d’amore, al contrario dei feriti nei conflitti armati, non sono vittime né aguzzini. Hanno scelto qualcosa che fa parte della vita, e pertanto devono affrontare l’angoscia e l’estasi della propria scelta.
E coloro che non sono mai stati feriti dall’amore non potranno mai dire: “ho vissuto”. Perché non hanno vissuto.
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come disse il grande Balzac, la povertà finisce dove inizia l’avarizia, io dico l’amore finisce dove inizia l’egoismo
Auguri di cuore fatti col cuore……
Per festeggiare insieme, una semplicissima massima zen…
__________________
Gli uomini accumulano conoscenze,
ma io penso che il punto ultimo
è poter ascoltare il suono della valle
e guardare il colore della montagna.
Insomma, non guardare gli uomini,
ma guardare la luna,
guardare gli alberi
e ascoltare il sermone dell’intero universo.
Kodo Sawaki Roshi
_______________
A Tutti e a Ciascuno di Voi, i miei più sinceri auguri di
BUON ANNO….!!!!!
FELICE 2008!!!!!!
26 Dicembre….!!!!
Carissimo Stefano,i più sinceri auguri di Buon Onomastico..
E visto che oltre ad essere il proprietario sei anche lo Chef dello Jamas’ Pub….
Suggerisco per la festa di questa sera, uno speciale Menù…. :-) :-)
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ANTIPASTO
Cocktail di raggi di sole
Foglie di quercia agli aromi di bosco
Rugiada di luce e radici d’ abete
Crostini farciti al sorriso con crema d’allegria
Edera al sapore di muschio
Venti leggeri ai Sapori del bosco
PRIMI PIATTI
Risatine allegre e serenità
Piume di angelo in ali di fantasia
SECONDI PIATTI
Raggi di luna in Crema di allegria
Grigliata di “magia”:
Foglie di betulla
Polvere dorata
Sogni Reali
Tris di verdurine alle fate
Sorbetto incantato e Muschi di bosco
Arcobaleno al fresco sapore
Pensieri al Forno con draghi trifolati
DESSERT
Nuvole bianche in cieli incantati,
Strudel di vecchi ricordi
Panettone affogato con crema di dolci risate e buoni propositi….
Il tutto accompagnato da:
Flute di gioia, sorrisi, pace a volontà
Come raggiunge lo Jama’s Pub
dal centro del BLOG dell’Amicizia :
- Immettersi su via Fantasia percorrendola tutta fino a via della Gioia
- Proseguire sulla Statale Santo Stefano, fino a via della Speranza e superare il boschetto incantato .
- Al bivio girare a sinistra per Via dell’Allegria.
- Dopo circa 3 Km, svoltare a sinistra lungo la via degli Angeli, lasciando alle spalle via del Dolore
- Proseguendo per poco più di un Km arriverete a destinazione….. :-) :-)
___________________
BUON ONOMASTICO JAMA…. e tanti auguri a tutti gli Stefano e Stefania della rete. Colgo l’occasione per dare un bacione virtuale anche alla mia sorellina “reale”, che festeggia anch’essa, oggi, il proprio onomastico!!!!!!
Bacioni a tutti voi…e siate presenti alla festa!!!!
Buon Natale e Buon anno a tutti.
Natale è sentire la meraviglia nell’essere amati “a prescindere”, anche se non lo meritiamo, anche se non l’abbiamo chiesto, anche se non siamo capaci di contraccambiarlo. Il vero miracolo è riuscire ad accogliere questo meraviglioso Amore che non ha limiti nè confini e che non ha bisogno di “giuramenti”. Il Dono più bello che l’essere umano potesse ricevere. Non bisogna credere per forza in qualche Dio per sentire che si è parte di Qualcosa che va oltre noi stessi. Quel Qualcosa è un Dono immenso che non possiamo e non dobbiamo sprecare.
Qui nel blog ho ricevuto moltissimo e non credo di aver dato abbastanza per poter meritare tutto ciò che ho ricevuto. All’inizio pensavo fosse uno di quei tanti “scambi virtuali” fini a se stessi e che non avrebbero avuto alcun seguito. Non è stato e non è assolutamente così…anzi!
Grazie di cuore per tutto ciò che mi avete dato e per come siete!
Carissima mia Lù sei davvero una Creatura speciale e che Dio ti mantenga sempre così come sei! :-)
Jama thanksssssssssssssssssssss e….se non ci fossi bisognerebbe davvero inventarti :-)
Andrea sono contenta tu ci sia e non solo nel bloggggggggggggg, sei il mio “grillo polentone” preferito :-) Baci alla tua principessa.
Nina bellissimo il tuo “albero di parole”, ti auguro tanta serenità e gioia nel cuore :-)
Michaela latitante sei ah?! Vabbè i miei auguri per tutto ciò che desideri! :-)
Daniele tanti tanti auguri con tutto il cuore e prima o poi mangeremo insieme una bella pizza ne sono sicura:-)
A tutti quanti leggeranno queste pagine auguro giorni pieni di Luce e sorrisi da trascorrere con le persone a voi care.
Un abbraccio
Maria Giovanna
Ciao a tutti, rieccomi, come il 29 febbraio arrivo ogni tanto :-) e scrivo ora perchè non posso farne a meno; non avrei voluto commentare la convenzione dei feriti d’amore, perchè ho mille motivi per non farlo, e i miei cari coinquilini del blog lo sanno, non credo che le ferite d’amore possano essere spinte in una convenzione, regolate, ordinate, stilate e addirittura elencate in articoli, perchè è impossibile, perchè sarebbe come fare una convenzione dei tramonti, una convenzione della vita, della luce, dell’aria, tutto ciò mi ricorda molto le regole imposte dall’Unione Europea per giudicare e regolare ciò che doveva o poteva essere chiamata “zucchina” rispetto ad un semplice ortaggio verde che possedeva quasi tutte le qualità della real zucchina tranne che le dimensioni (caro DIO gli uomini hanno distrutto una tua creazione).
Credo che questa volta Paulo abbia voluto essere un pò provocatorio, per spingere l’essere umano ad amare, ed anche in questo caso le regole non possono e non devono esserci. L’amore non ha convenzioni. Detto questo arrivo al punto del mio intervento, che si riduce in poche parole, buon natale a tutti quanti, che possiate tutti trascorrere delle bellissime feste “poco convenzionali” e per chiunque abbia subito delle ferite, un abbraccio speciale, perchè solo il calore delle persone che ti stanno accanto, ha il potere di rimarginare ciò che crediamo eterno, gettando lontano l’arma o l’essere umano che ha procurato o alimentato il nostro dolore.
A tutti auguro Buon Natale,
….e non mi aspetto nulla in cambio perché sono uno stupido :-)
Mentre era sulla croce, forse in diversi pensarono che fosse uno stupido, visto che aveva donato il Suo Amore senza chiedere niente in cambio e per questo si lasciò crocifiggere.
E’ un vero peccato che questo sia un mondo pieno di intelligenti, perché solo gli stupidi (a quanto pare) sanno ascoltare il cuore.
Non userò mai il cuore per risolvere un problema di matematica e non userò mai il cervello per amare qualcuno.
AUGURI
A
chi
ama
dormire
ma si sveglia
sempre di buon
umore. A chi saluta
ancora con un bacio. A
chi lavora molto e si diverte di
più. A chi va in fretta in auto, ma
non suona ai semafori. A chi arriva
in ritardo ma non cerca scuse. A chi spegne
la televisione per fare due chiacchiere. A chi è
felice il doppio quando fa a metà. A chi si alza presto
per aiutare un amico. A chi ha l’entusiasmo di un bambino
ma pensieri da uomo. A chi vede nero solo quando è buio.
A chi non aspetta Natale
per essere
più buono.
Auguri di
BUON NATALE e FELICE 2008!!!!
Caro Paulo, Caro Censore, Caro Jama’s Pub,
e a tutti voi utenti del Blog,
Buon Natale
Quando ti senti piccolo , ma parte di QUALCOSA più grande di te,quel giorno è Natale.
Quando nei momenti difficili senti che non hai bisogno di terre nuove e nuove navi per raggiungerle , ma solamente ponti per collegare i nuovi continenti che sono già in te, quell’ispirazione è Natale.
Quando, ti senti tassello del mosaico di un altro essere umano,piccolo ma essenziale, quello slancio è Natale.
Quando senti che l’obiettivo dell’uomo non è di crescere ma tornare ad essere ed essere semplicemente,quell’attimo è Natale.
Quando capisci che il tempo che conta nella vita lo si può racchiudere in una manciata di minuti, quello delle decisioni, quel tempo è Natale….
Quando non hai bisogno di un giorno rosso sul calendario, per scoprire la gioia del donare,agli altri e a te stesso,
PER TE COMINCIA DAVVERO NATALE….
_________________
A tutti,ma proprio tutti tutti,tanti auguri di un Sereno Natale.
UN ABBRACCIO A CIASCUNO DI VOI!!!!!Siete tutti nel mio cuore…
Paulo e Censorissima, ci siete ovviamente anche voi!!!!!
Aggiungo solo un piccolo pensiero a quanto già sottolineato da Maria Giovanna e Daniele e non solo perchè iscritta al “club” della gioia del donare..
Ho sempre notato che chi è un estimatore del “sacro” denaro, fa anche dei sentimenti un mero bilancio finanziario…
Sto pensando a chi vuol essere amato e non si cura di amare..
A chi vuol essere rassicurato e non si cura di rassicurare…
A chi prende tempo, affetto, sincerità e generosità e non sa dire nemmeno un “grazie”…
A chi non ha imparato e mai imparerà a dire ” mi dispiace, ho sbagliato”….
Credo che costoro si perdano una “fetta” importante della Vita. Peccato!
Carissimo Daniele….anzi MITICO Daniele :-) meno male che ci sei!!!
Condivido pienamente ciò che hai scritto e ti ringrazio ancora una volta per aver espresso in modo molto più chiaro ciò che penso anche io e che magari non riesco a scrivere per benino…
Magari la follia è davvero un privilegio per pochi, quindi dovremmo ritenerci anche fortunati e privilegiati :-)
Un abbraccio
Un sacerdote per gli auguri di Natale mi ha scritto “Dio coglie di sorpresa l’uomo” ed io gli ho risposto che “speriamo il Santo Natale possa farci ricordare di essere bambini e, come tali, capaci di meravigliarci e farci cogliere di sorpresa dalla presenza di Dio e da tutto ciò che la Vita ci offre.”
Manteniamoci “infantili”, viviamo questa vita con la meraviglia di scartare ogni giorno come fosse un regalo sotto l’albero.
Un abbraccio e auguri a tutti!
Augurisssssimi Mitica Censora :-)
Baci a te Paulo :-)
Devo ammetterlo, non è che io ne capisca molto di agricoltura essendo cresciuto in città. Eppure mi ricordo di quando una volta trovandomi in campagna con mio nonno, lui che era stato contadino da giovane e che, pur avendo fatto dopo la guerra tutt’altro mestiere, continuava a coltivare ulivi e viti nei suoi terreni mi raccontò di come nel giro anche di pochi minuti l’annata migliore possa andare in fumo. Un po’ di grandine, due o tre giornate di tempo sbagliato ed ecco il lavoro di un anno svanire veloce come un soffio di vento. Mi raccontò dei tempi della sua giovinezza d’annate buone e cattive e di tante altre cose. E mi disse poi più o meno così: “vedi Daniele, quando si vive lavorando la terra non c’è mai nulla di sicuro, non ci si può illudere che a un anno di duro lavoro segua sempre un buon raccolto. Certo, se non si semina non si raccoglie nemmeno ma se si semina non si raccoglie poi sempre come molti credono.”
Vanitas vanitatum, direbbe Qoelet. Ed effettivamente è anche così e la logica del do ut des non sempre porta i risultati sperati, anzi non li porta quasi mai. Paradossalmente ciò che di più arricchisce non è il dare per ricevere ma il dare e basta. Quelli che fanno di tutto un mercato al massimo finiscono con l’aver un bel conto in banca ma la vita è qualcosa di più di questo e se guardiamo ciò che ai nostri tempi accade vediamo che purtroppo molti se lo sono dimenticato. Dove sono tutti questi grandi mercanti? Dove sono tutti questi doni che hanno ricevuto grazie alle loro furberie? Dov’è la loro gloria e chi è che l’ha mai cantata? Forse sono sotto due metri di terra. Oppure, diventati vecchi, sono da qualche parte soli, senza nemmeno riuscire a muoversi o a parlare, più simili a mummie che a uomini, a contemplare il fallimento della loro esistenza (questo ovviamente accompagnati da un’avvenente e giovane badante). E i loro amici (ne avranno pure comperato qualcuno) dove sono? Gli affetti, l’amore e tutte quelle cose inutili che tuttavia finiscono sempre e tragicamente con l’essere indispensabili se si vuole vivere, com’è che non sono riusciti a comprarle?
Può darsi che io sia solo l’ennesimo Don Chisciotte della Mancha e che dunque a furia di leggere sia diventato un folle ma sono convinto che alla fine ci sono più cose in cielo e in terra che in tutta la filosofia liberista.
E si dica pure che è stupido o infantile credere che donando gratuitamente si faccia qualcosa di utile, tanto di questi tempi ormai si nega pure la luce del sole.
Un Abbraccio.
[quote comment="11429"][quote post="50"]Credo che la vera gioia nel “DONARE” sia quella della gratuità del gesto, non è come seminare un campo per il solo scopo di raccogliere, donare con gratuità deve essere un gesto “senza ritorno”. [/quote]
mmmm…sinceramente la ritengo una cosa abbastanza stupida ed infantile….certamente ognuno ha il suo modo di vedere il mondo…però davvero non credo sia applicabile nella realtà…basta che ti fai un esame di coscenza per renderti conto che forse non mi sbaglio.
Però ripeto: è il mio modo di vedere le cose, non voglio giudicare nessuno.[/quote]
Probabilmente hai ragione tu, ma io so vivere soltanto così…quindi non so come funziona per te o nel tuo mondo. “Infantile” lo ritengo quasi un complimento, visto che al giorno d’oggi siamo tutti così “adulti” da non riuscire a cogliere le gioie dei piccoli gesti. Non mi sono mai aspettata niente in cambio, forse “facendomi un esame di coscienza” posso pensare che NON mi sarei aspettata “tradimenti” come risposta alla mia “fedeltà” oppure “cattiverie gratuite” come risposta alla mia “sincerità nei rapporti”. Mi è più facile dirti che “non mi aspetto alcune cose” piuttosto che dirti “mi aspetto qualcosa in cambio”. Potresti provare anche tu qualche volta a “donare, o donarti” senza aspettarti un ritorno…ti assicuro che è piacevole molto di più di quando agisci sperando o aspettando che l’altro “restituisca” ciò che ha avuto.
“Stupido”…mmmmm…. non credo si possa giudicare in modo così grossolano e superficiale un atteggiamento che Qualcuno mi ha insegnato, e per cui ha dato la Sua Vita solo e soltanto per Amore senza aspettarsi niente in cambio…cambiando in modo sostanziale la “realtà” di molte persone.
[quote post="50"]Credo che la vera gioia nel “DONARE” sia quella della gratuità del gesto, non è come seminare un campo per il solo scopo di raccogliere, donare con gratuità deve essere un gesto “senza ritorno”. [/quote]
mmmm…sinceramente la ritengo una cosa abbastanza stupida ed infantile….certamente ognuno ha il suo modo di vedere il mondo…però davvero non credo sia applicabile nella realtà…basta che ti fai un esame di coscenza per renderti conto che forse non mi sbaglio.
Però ripeto: è il mio modo di vedere le cose, non voglio giudicare nessuno.
[quote comment="11376"]
Poi suggerisco a chi ha detto: “la gioia di donare senza aspettarsi nulla in cambio” di abbandonare questa strada…chiunque fa qualcosa deve aspettarsi qualcosa in cambio, così come il contadino semina per poter un giorno raccogliere.[/quote]
Credo che la vera gioia nel “DONARE” sia quella della gratuità del gesto, non è come seminare un campo per il solo scopo di raccogliere, donare con gratuità deve essere un gesto “senza ritorno”.
sinceramente non condivido appieno tutte le affermazioni di Paulo.
perchè l’amore puo’ essere anche contemplativo, a patto che questa contemplazione non diventi un eremo.
Sulle gioie e sui dolori invece sono pienamente daccordo: l’Amore è vita, e come tale DEVE essere vissuto in tutte le sue sottilissime pieghe.
Poi suggerisco a chi ha detto: “la gioia di donare senza aspettarsi nulla in cambio” di abbandonare questa strada…chiunque fa qualcosa deve aspettarsi qualcosa in cambio, così come il contadino semina per poter un giorno raccogliere.
Nina Grazie, ti leggo solo ora; un pensiero è già un dono prezioso oggigiorno.
Scrivo molto, leggo, va bene così per ora, un giorno poi forse, diverrò qualcos’altro.
Bello il brano, proprio quello che ti accade con “l’Amore per sempre”, che poi però di fatto così on è stato.
Buone e belle cose, a Te ed a Tutti gli altri, Ciao Paulo!
[quote comment="11357"]
“Amare troppo significa, in sostanza, essere ossessionate da un uomo e chiamare questa ossessione amore, permettendole di condizionare le vostre emozioni e gran parte del vostro comportamento…. Significa anche misurare il grado del vostro amore dalla profondità del vostro tormento”.
“Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama abbastanza se stessa da non voler più soffrire.”
Ti auguro di trascorrere una buona giornata! :)[/quote]
Kevin,
posso comprendere il tuo stato d’animo e il vuoto che ti riempie l’animo. E’ molto difficile “sopravvivere” al vero Amore, quando ogni posto, ogni ricordo, ogni sguardo ti riportano ad esso.
E’ verissimo quello che tu dici:”Chi ha subito un danno diventa pericoloso, sa di poter sopravvivere”. Però è falso che non hai più niente da perdere: c’è ancora la tua dignità di essere umano, ti pare cosa da poco?
Ti invito a volerti un po’ di bene in più e ad assecondare i tuoi desideri di evasione da una realtà dolorosa con mezzi “naturali”: la compagnia degli amici, la musica, un film, un buon libro, uno spettacolo teatrale, una corsa a perdifiato nel parco…
Dai, :) sono sicura che ce la farai, anche se ora vedi solo nero!!! Visto che non posso fare niente per te, ti do il mio sostegno morale… altro non posso fare, mi dispiace tanto. Non vorrei mai vedere nessuno soffrire.
Ti offro come spunto di meditazione questo brano di R. Norwood, avvertendoti di avere l’accortezza di sostituire la parola “donna” con “uomo”!
“Amare troppo significa, in sostanza, essere ossessionate da un uomo e chiamare questa ossessione amore, permettendole di condizionare le vostre emozioni e gran parte del vostro comportamento…. Significa anche misurare il grado del vostro amore dalla profondità del vostro tormento”.
“Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama abbastanza se stessa da non voler più soffrire.”
Ti auguro di trascorrere una buona giornata! :)
[quote comment="11234"] Kevin, :) spero che il tuo discorso dei quattro bicchieri sia solo una metafora!!! Non vale la pena ridursi così per un amore finito! Mi sembra che tua sia molto giovane: guardati intorno, vedrai che troverai la tua “persona speciale”!!! Dai, forza! Dimenticherai, col tempo… Devi avere fede!
Ah! Una cosa importante: per favore, evita di ferire chi non lo merita! Non causare agli altri una inutile sofferenza![/quote]
Nina,
non ci sono metafore nella vita reale, ed anche quattro calici al giorno sono pochi, a colmare il vuoto lasciato da un vero Amore. Tutt’altro che giovane, né attendo, né cerco più la ‘persona speciale’, senza fede, naufrago. Ma ti rassicuro, “chi ha subito un danno diventa pericoloso, sa di poter sopravvivere”. Solo il Divino sa quanta ragione scorgo nelle tue parole, del non causare inutili sofferenze ad altri.. è più facile che scambiarsi un bacio, a volte ti senti diverso e quasi malato.
Vi leggo con piacere, grazie.
Carissima Lù, conoscevo il racconto da te citato e devo dire che il commento dei tuoi ragazzi è semplicemente genuino e veritiero. Dovremmo davvero tornare tutti quanti un pò più “bimbi” e riscoprire le bellezze che da “bravi ciechi” da tempo non notiamo più. La condivisione, il donarsi nel donare, il donare senza aspettarsi nulla in cambio ma godendo pienamente anche della gioia nel saper ricevere.
Spesso, pur non essendo ciechi, non ci sforziamo minimamente di guardare e vedere tutte le ricchezze di cui disponiamo e di cui potremmo rendere partecipi molti altri….
Grazie Lù :-)
PS mitica Censora sei diventata supervelocisssssima! :-) Kisses for you!
2PS Jama tu potrai sperimentare tutti i risotti che ti pare….ma non puoi pretendere compagnia! Magari il gorgonzola con le noci mettili su una bella pizza e ce la mangiamo tutti insieme al pub! :-)
Oggi vi faccio sbirciare tra i quaderni a righe dei ragazzi di terza….
E’ il commento ad un racconto, preparato in occasione dell’inaugurazione religiosa dell’anno scolastico. Vi confesso, che mi sono commossa dopo averlo letto.
Si parla d’Amore. Non dell’Amore tra un uomo e una donna, ma comunque d’Amore.
Sono convinta che questo sentimento, sia totalizzante. Non ama le definizioni, né ambiti circoscritti.
L’ amore non solo “è”, ma l’amore, soprattutto, “fa”.
Come in un romanzo di Coelho….e in una canzone di Fossati….
Vi lascio ai mie ragazzi. C’è molto da imparare.
Io, ho solo corretto gli errori….e “ingentilito” con qualche sinonimo.
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La finestra (Racconto, autore ignoto)
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale. A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente,dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro ” Penso che volesse farle compagnia, farla sentire meno triste e meno solo, distrarla un po’. Penso volesse farle coraggio come meglio poteva” disse.
___________
Il commento dei ragazzi…..
Spesso parliamo di collaborazione e di condivisione, parliamo di valori e sentimenti quasi come delle astrazioni, dimenticando che tutto passa attraverso vere e reali relazioni con gli altri. Cos’è la collaborazione se non rendersi conto di ciò che manca all’altro? Cos’è il dono se non il dare la propria attenzione alle necessità dell’altro? E cos’è il presente se non dare il massimo valore alle cose e alle persone? L’uomo vicino alla finestra avrebbe potuto lamentarsi tutto il tempo della propria condizione di malato e, non bastasse, anche cieco. L’altro si sarebbe sentito più solo, più triste e insieme avrebbero dato luogo ad un continuo rammarico, ad una desolante situazione. Il loro dolore sarebbe aumentato, sarebbe stato un fitto elenco di amarezze.
Ma donando un po’ di colore e calore, di tenerezza e fantasia, raccontando la vita, l’uomo della finestra ha dimezzato la sofferenza, ha dato la speranza, ha reso più leggera la permanenza in ospedale. Così facendo, dando una mano ad un nuovo amico, ha aiutato anche se stesso, si è allontanato un po’ anche dalla propria malattia.
“E’ donando che si riceve”. L’augurio è che questa bella frase del cristianesimo non sia solo un insieme di parole, dette e sentite in una omelia, ma piuttosto una semplicissima regola di vita, un modo di essere.
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Buon Fine Settimana …..
NEEEVVVVIICCCCAAAA!!!!!! WHAWWWHHHHOOOOO!!!!!
Paulo, tu non lo sai….nè puoi saperlo, ma ho sempre amato visceralmente San Paolo e proprio quei versetti dei Corinzi.
Tutta la mia Fede, si è giocata la sua partita sull’Inno all’Amore di Saulo, l’uomo accecato sulla via di Damasco.
Cerco di essere fedele a quelle poche, sublimi, parole.
Cerco di dare vita a quelle sapienza secolare.
La sapienza che parte dal cuore, non dalla mente e diventa Fede.
Fede non solo in DIO, ma nella Vita.
Fede profonda nell’Amore, con tutte le sue sfumature.
Fede in Eros, Philos e Agape.
Ti ho già ringraziato per il DONO SUPREMO.
MA ORA TE LO GRIDO: GRAZIE PAULO..
Cara LU,
sono qua solo un pò impegnato in questi ultimi giorni, tra mercatini :-) e lavoro :-(
Fantasia e voglia di “provare”, per me contano molto.
Sono due cose che servono alla Vita.
La prima evita la “routine” quotidiana, la seconda evita rimpianti.
Come dice MG bisognerebbe evitare di “non fare”, per non dover dire in futuro “avrei potuto”.
Pensate al miracolo per cui voi siete qua, al mondo.
Quante probabilità ci potevano essere che i vostri genitori si incontrassero?
Quante volte i vostri genitori hanno fatto all’amore?
Quanti gli spermatozoi di vostro padre e quanti gli ovuli di vostra madre?
Un calcolo difficilissimo, con numerose variabili e scarsissime probabilità di successo !!!!
Perché è toccato proprio a voi ?????
Ed un miracolo del genere volete sprecarlo così ????
Ognuno è libero di fare le proprio scelte o “non” scelte, ma non rinunciate mai all’amore per scelta, sarebbe un vero spreco, secondo me.
Tornando al risotto con le mele :-) come sperimento è andato abbastanza bene, solo che l’ho condito con il parmigiano, sapore un po’ deboluccio, la prossima volta proverò con il gorgonzola.
Mi ricordo in Norvegia ad un pranzo ci servirono carne di renna, con purè di patate e marmellata di frutti di bosco, fui l’unico ad assaggiarla e mangiarla, e devo dire mi piacque molto :-)
Ma non abbiate paura per chi non ha voglia di sperimentare, al Pub vi posso sempre fare la classica pasta al burro o con il pomodoro :-)
Un Bacione
Carissimo Daniele, riesci sempre ad emozionarmi. Ti Quoto…..
”L’amore di una persona non è mai ovvio, richiede fatica riceverlo e molta fatica in più mantenerlo è nostro ma allo stesso tempo non lo è, è come un’ombra che non possiamo mai catturare, è come il fumo che fugge quando crediamo d’averlo preso e farà sempre ciò che vuole poiché questa è la sua natura, esso non ci chiede di possederlo, ché non possiamo, ma semplicemente di viverlo”.
GRAZIE.
Carole, con profonda dolcezza, vorrei dirti, se posso, di provare a guardare anche oltre i ricordi. Dieci anni sono davvero molti. Sei proprio sicura che l’uomo di cui hai parlato, non sia l’ennesimo espediente, elaborato dal cuore, per evitare di ferirsi di nuovo????. Talvolta ci si attacca ai sogni, per non vivere o per evitare di soffrire ancora. Il mare c’è anche a dicembre, e non sempre è burrascoso….. Non lo dimenticare.
Ti abbraccio
Caro Erase, anche “se oggi ti è preso così” “perché hai il cuore ferito”, hai amato, hai vissuto, come ricorda, Carole. In rete ho trovato, questa bella citazione…. :-) Te la giro : “Non piangere perchè è passato, gioisci che sia successo”….
E dimentica…..quello che ti ha scritto Nina!!!! :-) Talvolta, è davvero impossibile!!!! Colpa del suo Pessimismo Cosmico….Vedrai che le passa!!!! :-)
JAMA ….. ma dove sei finito?????????? Io te lo avevo detto di non giocare coi fornelli!!!! Ecco ben ti sta , così la smetti con il risotto con le mele!!!!! :-) Un mega bacione…. Maria Giovanna, per carità, aiutaci a farlo rinsavire!!!!! Immagina, se al pub, ci serve i suoi manicaretti!!! Avvelenamento di massa!!! :-)
NIIIINNNNNAAAA avevo chiesto una tregua.!!!!Ma, a quanto pare, si spara persino sulle bandiere bianche . Paulo, ribadisci questo divieto , nella tua convenzione. :-)
Ma non posso non replicare a quanto scrivi. Sorrido, perché, devo farlo proprio io e in questo periodo delicatissimo della mia vita. Sai a che cosa sto pensando? A Pirandello!!!! Mi sembra, davvero, di essere stata catapultata sul palcoscenico di una sua tragicomica commedia . Tocca , a me, proprio a me, restituire la Speranza. E ti dirò di più, sembra proprio una costante, ultimamente.!! :-)
Non credo che esistano cesure- è ovviamente un mio convincimento- tra ciò che leghi un uomo e una donna, da ciò che definiamo amore per il prossimo o perseguimento di un ideale.
Sono solo forme diverse d’amore. E mi spingo oltre. Può davvero cogliere il significato dell’amore, chi ignora, amando un uomo o una donna, l’empatia, la comprensione, il perdono, la generosità?
L’amore, non attiene all’idea , all’ideale, altrimenti si confina un’esperienza pragmatica tra le nebbie dell’Olimpo. L’amore è un’esperienza pratica, che può essere solo esercitata. E va condivisa col proprio uomo e senza il proprio uomo: nel lavoro, coi figli, con gli amici.
Non esistono i sentimenti, senza le persone. Altrimenti si è scaraventati nel mondo delle pure astrazioni filosofiche, il mondo delle idee platoniche. Esistono i sentimenti perché esistono gli uomini che li incarnano. Uomini che esercitano la propria la libertà : libertà di essere generosi o meschini, leali o falsi, trasparenti o nebulosi. Esistono “amori ridicoli” , perché ci sono persone egoiste e ingenerose.
D’Annunzio, Provenzano, Hitler hanno avuto delle compagne, ma non hanno certo amato.
Per dire “ti amo”, bisogna aver imparato a dire “ti amo” alla Vita e dirlo soprattutto quando non si ha accanto nessuno. Altrimenti, la perdita dell’amore, può davvero diventare cinismo, e l’amore non è cinismo, né calcolo, né esercizio arbitrario di potere.
Altro è la seduzione, che risponde al bisogno narcisistico di mietere vittime, di collezionare scalpi sul campo di battaglia, per rafforzare un Io immaturo, fragile e infantile.
Ma la seduzione non è l’amore, perché per sedurre talvolta si finge e all’amore attiene solo la sincerità e la spontaneità.
I greci, parlavano dell’Amore , con tre sostantivi: Eros, Philos, Agape.
Eros, la scintilla iniziale, per spingersi con Philos oltre e scorgere i sentieri della condivisone, dopo la dolce stagione dell’innamoramento. ..L’ Amore, quindi, che è assai diverso dall’attrazione e diviene avventura comune: dialogo, reciproca protezione, progettualità e persino indipendenza o scelte indipendenti. . Poiché l’amore è sì condivisione, ma non fantasia fusionale….
E poi l’Agape, l’amore che divora, l’amore dei mistici, l’amore di Isabelle e il suo compagno sulle sponde del fiume Adour. L’amore, che fa persino percepire i moti dell’amato, che non conosce parole, ma è pura intuizione. . L’Amore sacro, quello disteso oltre le comuni coordinate spazio-temporali. Capace di vivere, nonostante la morte e che nei santi, fa operare miracoli.
Ma i greci, ci raccontano anche dell’altro. Inventarono una flessione verbale, solo per il “noi”, poiché dall’unione di chi esprime, accanto ad un altro, dei sentimenti- amore o amicizia- nasce sempre qualcosa di totalmente diverso…e arricchente. Davvero, un’altra coniugazione..
L’amore somiglia alla Fede, non va confinato lontano dal nostro universo. Dio, non ama solo i cieli e le Chiese. San Paolo, lo aveva intuito, perché quello che dice nei Corinzi, vale anche per un uomo e una donna, un amico ed un’amica, una madre e un figlio…..
Faccio, pertanto anch’io, :-) un copia- incolla
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“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore , sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
2E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore , non sono nulla.
3E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l’amore , niente mi giova. L’amore è paziente, è benigno l’amore ; non è invidioso l’amore , non si vanta, non si gonfia, 5non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. 7Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. . L’amore non avrà mai fine.”…..
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La differenza, attiene solo alle persone, che ogni giorno si giocano la propria partita coi sentimenti e l’amore. L’Amore non chiede di essere allontanato, ma di essere praticato. Con gli altri e con se stessi. Non solo col proprio compagno/a.
Talvolta si cade, altre ci si rialza , un po’ come sull’altalena di Maria Giovanna, ma mai arrendersi se non all’amore.
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Ok, Nina???? Abbandona, il Pessimismo Cosmico!!!!!
Cuore, il più semplice degli organi umani, una pompa, prende sangue e rende sangue, prende amore e rende amore.
L’amore è “naturale” non ha bisogno di regole, consigli, manuali…
L’amore è per tutto e per tutti.
Per i genitori, per i figli, per i nonni, per il patner, per la musica, per la lettura, per il giardinaggio, per la cucina, per il campeggio, per lo sport, per le auto …….
Passione. Amore.
Amore è ciò che ti da felicità.
Ossessione. Dolore.
Se non sei felice non è amore.
Non esistono feriti in amore, perchè o non era amore o ha smesso di esserlo. La guerra fa vittime, la pace non può farne.
“E coloro che non sono mai stati feriti dall’amore non potranno mai dire: “ho vissuto”. Perché non hanno vissuto”
Beh, se è vero che il nostro obiettivo nel mondo è “apprendere ad amare”, non so se qualcuno qui possa affermare con assoluta certezza che questo obiettivo non sia un obiettivo comune per tutti. Cos’altro può spingerci a vivere? I soldi? Il lavoro? Il successo personale? Il chiudere bottega a fine giornata e sentirsi appagati per ciò che si è fatto? Cos’è che dà vita a tutto ciò che facciamo?
In questo blog spesso ho letto “tutto e il contrario di tutto”; spesso ho citato la canzone di Cammariere “l’amore è quello che ti pare o pare a me, l’amore è rosso come il mare ma il mare è blu..”, proprio perché ogni persona percepisce questo sentimento in maniera molto soggettiva, ognuno ha il suo e indiscutibile modo per viverlo o non viverlo.
Forse è anche vero che l’unico Amore è quello divino, ma è anche vero che siamo qui grazie a quell’Amore e nessuno può sottrarsi a questo immenso Dono.
Non mi piace l’espressione “feriti d’amore”, nonostante io sia stata “rasa al suolo” più di una volta non ho mai pensato che l’Amore possa soltanto essere un’arma letale…
Oggi ho sicuramente difficoltà a “nominarlo, definirlo, classificarlo”, troppi eventi mi hanno destabilizzata e quindi ho imparato a non “definire”, ma sinceramente il mio Cuore oggi è sereno perché posso affermare: “ho vissuto”.
Bisogna mettersi al servizio dell’Amore, siamo chiamati a questo, chi non risponde a questa chiamata non può neanche dire che l’Amore non esiste perché non l’ha sperimentato né si è sforzato di viverlo.
Carissima Lù, certo che di bastonate ne abbiamo prese e forse per questo ci siamo “ritrovate qui”, ma se anche stessimo facendo tutto per un fatto puramente “egoistico”, credo che oggi nessuno potrebbe incolparci per questo, del resto l’Amore per sé stessi è anche un comandamento di Dio “ama il prossimo tuo come te stesso”, beh oggi è arrivato il momento di cambiar rotta e cominciare davvero a volerci più bene, ad Amarci e ad Amare…o almeno “provarci” :-)
Kevin i tuoi quattro bicchieri di vino bevili in compagnia mi raccomando e sorridi perché lo zahir è un evento passeggero!
Carole bella l’immagine dell’amore mentre contempli il mare, sei una persona serena nonostante le tue disavventure e questo dimostra che l’Amore ce l’hai nel cuore; e come giustamente dice Daniele “l’amore possiamo solamente Viverlo” e in Amore non si “perde” mai nessuno proprio perché non si perde ciò che non si possiede.
Nina, credo che comunicare sia comunque una cosa importante, come qui nel blog anche oltre queste pagine se ce n’è la possibilità e la volontà. Una cosa non esclude l’altra. L’importante è comunicare.
Un abbraccio
Se penso all’amore, il primo sentimento che mi viene naturale associare , è la rabbia. Una rabbia incontenibile, furiosa, fredda. Rabbia allo stato puro. Non voglio mai più sentirmi così. Mai più.
Voglio stare da sola, in compagnia di me stessa e delle ombre del passato. Per me ormai è un discorso chiuso, ho persino oltrepassato gli intenti della convenzione: io ripudio l’amore.
Però in questo mio rifiuto del flusso vitale, paradossalmente, c’è tanta gioia, tanta soddisfazione: ho realizzato i miei sogni. Finalmente, come diceva Filippo Tommaso Marinetti, ho ucciso il chiaro di luna. Mi sento molto futurista, in questo periodo della mia vita.
In realtà, sono alquanto squinternata, non fateci caso. Perché, cara Luana, dietro i miei costrutti aristotelico-cartesiani, si nasconde una caotica e disordinata affermazione di me stessa… E il mio io, in perenne divenire, anela al paradossale e all’assurdo come via privilegiata per raggiungere un barlume di verità.
Scusate la pesantezza del discorso. :)
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Kevin, :) spero che il tuo discorso dei quattro bicchieri sia solo una metafora!!! Non vale la pena ridursi così per un amore finito! Mi sembra che tua sia molto giovane: guardati intorno, vedrai che troverai la tua “persona speciale”!!! Dai, forza! Dimenticherai, col tempo… Devi avere fede!
Ah! Una cosa importante: per favore, evita di ferire chi non lo merita! Non causare agli altri una inutile sofferenza!
Erase,
quando ti lasci andare, scrivi divinamente bene.
Sono estasiata dai tuoi racconti, da questi squarci di vita quotidiana che ci fanno entrare un po’ nella tua anima… (quel che resta di essa).
Certo che ti concedi a piccole dosi, evitando accuratamente di esporti troppo: è forse paura, indifferenza o timidezza questo tuo modo di schivare l’altro? E la tua mancanza di coraggio può giustificare la tua riottosità di fronte ad un legame che si fa sempre più stretto e che tu tendi a rifuggire? Quello che voglio dire è che, secondo me, con la ragazza che raccoglieva le foglie dei pioppi, forse sei restato troppo ai margini della sua vita… Ma questa, ovviamente, è solo l’impressione che io ho avuto leggendo il tuo post…
Non ti faccio più domande, perché so già che non risponderai. Resterai, muto, a guardare.
Cerca solo di non farti del male.
Ciao Luana ciao MG, prime prode guerriere a rispondere.
Sono rimasta con gli occhi allargati nel leggere quest’ultima di Paulo.
Proprio ieri, un’amica, mi ha detto che temevo troppo a buttarmi, anzi a ributtarmi. Nel temere di dare fastidio, “corteggiando”.
Si tratta sempre del ragazzo, ora uomo di cui vi ho già scritto. Sono passati dieci anni, e sto ora ascoltando un cd, dove lui suona. Si, ferita sono stata, e tanto.
Eppure sono ancora qua, con questa freccia nel cuore, che ho provato a togliere, ma nemmeno il tempo ci è riuscito.
Non sono triste, le ferite sono cicatrizzate, ma quando cambia il tempo, fanno ancora male! Ogni tanto la feccia si fa sentire, sanguina il cuore, ma ora con la musica nelle orecchie mi cullo e medico.
Musssssicaaaaaaaaaa… posso dire di avere vissuto, anzi di vivere, intensamente
Amore è anche guardare il mare in tempesta e amare l’esserci lì per pensare: Quanto è bello il mare (la mer in francese) !” Ma non per questo mi butto, con tempesta, si può solo affogare. Aspetto il bel tempo, l’estate. L’amore è paziente.
Ferito nel cuore.
Ho gli occhi stanchi. Stanchi di guardare. E le labbra, anche loro. Stanche di cercare parole. Ma soprattutto stanche di cercare… altri occhi. Quelli che tu soltanto conosci. Ci sono poi da qualche parte? Me lo chiedo ogni giorno quando mi sveglio, quando cammino senza mèta o semplicemente quando torno a casa. Come stai? Questa domanda mi martella dentro, eppure non è davvero una domanda. E’ un’esclamazione. Chissà, come stai tu! Io come sempre, con questa smania di capire dietro la quale nascondo la mia mancanza di coraggio. Se ne avessi, non starei qui, ma lontano mille miglia da questo posto. Forse me ne starei a guardare il fiume che placido scorre sotto i tuoi occhi e a quell’acqua di un verde intenso. Non lo vedi il fondo, eppure c’è. L’unica cosa che distingui è quel verde ferruginoso, pesante, immobile. Lo guardi e sembra quasi voglia spingerti in basso, ma poi un soffio di vento ed ecco un’increspatura leggera, quasi impercettibile. E il verde si fa più chiaro, la canna ondeggia e con la punta sfiora l’acqua in un bacio. Si forma un piccolo cerchio concentrico, un altro più largo a racchiuderlo, un altro…Eccoli, i pioppi! Scrosciano mille suoni di foglie. Quanto mi piacciono i pioppi con il loro tronco marrone e rugoso! Poi veniva l’autunno e bisognava rastrellare le loro larghe foglie e metterle in grandi buste verdi. Ogni mattina ne ammucchiavi a migliaia. Non finivano mai. C’era sempre qualcuno che aveva un giardino dove ammucchiava foglie e grandi buste verdi. Non io. Io non avevo un giardino. Non dovevo ammucchiare le foglie nè buste. Non mi restava che guardarle. Sì, guardavo le foglie mentre scivolavano mute al suolo, dopo aver compiuto la loro ultima piroetta. Mi mancava avere un giardino: ne avrei voluto possedere uno anche io. Anche io avrei voluto ammucchiare foglie secche in grandi buste verdi.
Oggi mi è presa così.
L’amore è un sentimento perfetto creato per creature perfette.
A noi esseri umani, misere e meschine creauture, non è dato di provare un sentimento così nobile e disinteressato.
Quello che a noi sembra amore in realtà è solo un sentimeneto finalizzato ad ottenere un vantaggio per ciascun partner. La procreazione, l’esaltazione narcisistica della personalità, l’elevazione sociale, la protezione, l’accudimento, il possesso dell’amato bene… e si potrebbe continuare per un bel po’.
Dal cuore umano, carico di grettezza e bassezza morale, non può che uscire un sentimento che rende infelice il resto dell’umanità per l’eternità.
Ovviamente, sempre in nome dell’amore.
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P.S. Scusami tanto Paulo, ma l’amore non è come la guerra.
E’ infinitamente peggio. L’amore può distruggere un essere umano pur lasciandolo in vita. Forse è una delle armi di distruzione più potenti: ti annienta in una frazione di secondo. E tu, non fai in tempo a fuggire che ti ha già colpito. Dritto al cuore. Ora sei inerme, in balia del tuo aguzzino che si fa beffe di te chiamandoti “amore”. Amore, amore, amore = infinito dolore.
E’ l’amore il nostro personale inferno.
Solo chi riesce a non amare diventerà libero.
Ciao Paulo,
per necessità o virtù, mi sono dovuto appellare spesso all’Art.2 negli utlimi tempi, e con molto stupore ho potuto notare di quanto una donna poi reclami il fatto di non essere più corteggiata, nonostante non mi ricambiasse delle medesime emozioni.
Che forse a volte le donne non corrispondano nell’immediato coi propri sentimenti per paura di essere ferite? Non lo so, ma da due anni a questa parte mi capita di continuo.
Aggiungerei quindi un Art. x dove ‘x’ è il rifiuto, nel senso che qualsiasi essere umano, così come molti altri esseri viventi, impazziscono all’idea di essere rifiutati anche dalle persone di cui non erano interessati, o da cui non erano attratte.
Un commento personale all’Art.5 invece: ho usato tempo e sofferenza come medicamento, eppure sono ancora malato e vado aggravandomi e contagiando altre persone.
Temporaneamente ho portato la dose di vino da due bicchieri al giorno, a quattro.
Vostro
Kevin
Erase,
toccato dove, come, quando e perchè? Che cosa vuoi dire? Cosa intendi?
Dammi una sola ragione per cui dovrei scrivere ad una persona che non conosco.
Dammi una sola ragione per cui dovrei scrivere ad una persona che lo scorso anno è entrata in questo blog, ha offeso alcuni frequentatori con parole aspre, è rientrato qualche mese dopo con il nome di Enigma, è riapparso un paio di mesi fa, SEMPRE senza chiedere scusa né spiegare il suo comportamento!!! Ammesso che il primo e il secondo Erase siano la stessa persona…
In fondo, tu non hai detto nulla di te: io so solo che hai attraversato un oceano di dolore… un po’ poco per fidarmi di te, secondo i miei parametri.
Ti sembro dura? Probabilmente lo sono: è una mia caratteristica. Considera però che l’anno scorso, quando tutti ti attaccavano, solo io ti ho concesso il beneficio del dubbio: devo pensare che ho fatto male, visto che le tue spiegazioni ancora non arrivano? O pensavi davvero che io avessi dimenticato? E’ una parola che non esiste nel mio vocabolario: spesso mi capita di perdonare ma di dimenticare mai.
Un’ultima cosa. A me non piace avere comunicazioni private con gli altri utenti del blog. Preferisco lo scambio pubblico di idee. Mi sembra più aggregante. Possiamo continuare a scambiarci le nostre opinioni ancora su questo spazio che Paulo gentilmente ci mette a disposizione.
Do per scontato che tu sia d’accordo. :)
Mi spiego meglio.
L’amore nasce dall’attrazione fisica o dall’apprezzamento di altre qualità? L’amore verso una persona è desiderio di appropriarsi dell’altro o volontà (narcisistica) di mostrare i propri lati migliori o volontà di fare il bene (!) dell’altro?
E se l’amore fosse solo un desiderio irrazionale che mira al possesso dell’amato? E se i sentimenti fossero solo un miraggio nel deserto della nostra anima? Se fossero solo pie illusioni?
E se dire “ti amo” fosse troppo impegnativo per un essere umano? Se fosse solo riservato agli dei?
Sì, va bene, ma in pratica: che cos’è l’amore?
Quando parliamo di amore, di che cosa stiamo parlando?
Di amore tra due partner, di amore per l’umanità, di amore per il prossimo, di amore per un ideale…?
L’amore (tra due partner), è forse il più sublime atto di egoismo.
A volte, sarebbe meglio fare un passo indietro e non amare.
Per il bene di entrambi.
L’amore nobilita l’uomo o è l’uomo a nobilitare l’amore?
Ok, Paulo, :-) :-). Lo hai voluto tu !!!! Oggi , mi sento davvero una “peste”!!!! :-) :-)…
E, quindi, Codice e Convenzione alla mano, continuo sul faceto……… e ti rubo la penna!!!!!
Art. 5 Bis. Ribadendo, quanto precedentemente sancito, si sollecita , nella fase successiva alla “rottura”, di cancallere dal pc e dal cellulare tutte le mail e i numeri telefonici del “sospirato bene” e affidare all’oblio- senza acredine o irresponsabile sentimento di vendetta- ogni traccia del passato.
Consumare il “Tempo delle ferite”, in perfetta solitudine evitando di visionare, nelle tediose serate senza luna, VHS o CD a contenuto “pallido-sentimental-romantico”- si suggerisce di sfuggire come la peste,Il “Saturno, contro”, ma anche “La Bella e la Bestia”, visto gli effetti collaterali riscontrati i molti pazienti , affetti da analoga patologia. :-) Evitare, altresì, i cantautori, musica classica , ma anche Bublè. La casistica riscontra dati poco edificanti. Meglio , non rischiare.
Si consiglia di leggere quanto di più razionale il mercato editoriale offra: manuali sui fossili, classificazione dei metalli, il manuale del piccolo chimico. La fisica quantistica. Le scienze della Terra. Elementi di economia bancaria e flussi finanziari. Per gli amanti della filosofia, solo Aristotele, Cartesio , la logica kantiana , l’idealismo tedesco, Sartre.
Praticare con estrema tenacia e costanza, la feconda arte del “volersi bene”, evitando sciagurate considerazioni quali “ che stupido/a sono stata” “ che imbecille” “che ingenuo/a” e tutte le frasi che la provvidenziale censura impone ….. E, se proprio, non ci si riesce, telefonare anche in tarda serata, ai propri amici che sono lì….a dirti, per la 354.987.676 volta, che 1) NON C’E’ COLPA AD AVER AMATO 2) HAI SOLO INCONTRATO LA PERSONA SBAGLIATA 3)PROPRIO QUELLA CHE NON TI MERITAVA”. Continuare per la 354.987.676, a commentare ,in nome dell’amicizia, ma “fingendo spudoratamente”, che hanno proprio ragione!!!!! Ma , immolarsi sull’ara dell’amicizia, al fatidico e profetico “TROVERAI CHI TI AMERA’ DAVVERO”. FINGERE DI CREDERCI CON TUTTO IL CUORE e solo dopo congedarsi col “Dolce Notte”……
Comma 1. Poiché l’amore, è sottoposto ai bizzarri capricci di Cupido, evitare fortemente, ogni generalizzazione che includa, senza pietà alcuna, tutti gli Uomini- o tutte le Donne- nelle medesime categorie. Si raccomanda altresì e vivamente, di evitare di leccarsi le ferite , o peggio, riempire il “vuoto d’amore”con un malcapitato/a di passaggio, che nessuna colpa avrebbe se non quella di trovarsi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.
Comma 2. Evitare , nella fase successiva alla “rottura”e ai “rimpianti dell’amor perduto” di praticare l’estrema cautela e il totale disincanto. Evitare atteggiamenti da iceberg, l’estrema razionalità, la totale disillusione che mal si accorderebbero con future ed ipotetiche frecce di Cupido. Annientare sul nascere spiccioli e sofistici sillogismi, del tipo: “L’amore è sofferenza/ Io ho sofferto/Non amando, non soffrirò”. Denigrare , se possibile, visioni radicali e terroristiche della vita, e riaccostarsi, a cadenza quindicinale, a qualche raccolta di “sonetti”. E’ sconsigliabile, se non a fine terapia, autori quali Shakespeare, Petrarca, Neruda . Se proprio non si riesce a rinunciare a Shakespeare, leggere nella fase acuta della patologia, solo le TRAGEDIE.
Comma 3. Nella fase successiva, quella dell’obiettività , del realismo, e “dell’amor finalmente archiviato” si raccomanda un salutare abbandono narcisistico . Coccolarsi in ogni modo, persino dilapidando in futili orpelli il proprio portafoglio. Riscoprire gli hobby e una sana vita all’aperto. Praticare, se è possibile un po’ di sport. Lavorare sino a tarda sera e concedersi piccoli piaceri quotidiani, persino spazzare con ossessiva solerzia il pavimento o infornare manicaretti da “nouvel cousin”. Si raccomanda , di evitare di diventare cinico, critico, diffidente, di fronte a qualsiasi tentativo di conversazione che provenga dall’altro sesso. Contare, in questo, caso “fino a dieci”, prima di girare sui tacchi e allontanarsi. Declinare , però, per qualche tempo e senza ricorrere alle mani, qualsiasi invito per un caffè o una “improponibile e inopportuna” cena a due. Rispondere con un semplice “No, grazie”, imbastendo con innocente disinvoltura una delle 3.472 scuse, pronte all’uopo.
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E per rispondere, a Maria Giovanna, aggiungo, un altro Comma, ma metto da parte l’ironia……
Sforzarsi di riacquistare il Sorriso e la Speranza, nonostante il panico , il terrore, il disincanto e in quei rari frangenti, non dimenticare mai , che qualsiasi “cosa”, si sia consumata in passato, in nome dell’amore, Gibran da sempre ricorda “Quando amate, non dite ho Dio nel cuore, ma io sono nel cuore di Dio”. ….
La Comunione nell’Amore: dovrebbe essere questo l’unico giuramento che leghi davvero un uomo e una donna, e aggiungo, senza imbarazzo, che mi piacerebbe accarezzare l’idea, che possa esserci qualcuno con quale dire persino “per sempre”….
Al dì la delle convenzioni, delle regole, delle firme su un registro . Al di là della sofferenza, vissuta sulla propria pelle, al di là degli sforzi per non archiviare in un anonimo tribunale una promessa fatta davanti ad un prete.
Perché talvolta amare significa, un reiterato crederci, e per anni farsi solo del male con notti in bianco e giorni senza affetto. Le menzogne , la freddezza, gli ansiolitici. Persino il suo volermi buttare nelle braccia di un altro, pur di continuare con la facciata, l’ipocrisia e il “sacro vincolo”. E io non ho potuto che dire No, gridando, come una furia mitologica . No, a quella assurda farsa dell’amore. Perché, per me , l’amore è davvero sacro. Non si regala a chiunque, né ci si accontenta di chiunque.
Ma questo è stato il mio Matrimonio e sfido chicchessia a dirmi che ciò sia amore.
Non ho giurato di amare “il vincolo” , davanti ad un prete.
Si deve essere in due, per costruire. E l’amore si può solo costruire in due. L’amore richiede pazienza, comprensione, responsabilità, rispetto e sensibilità. Ha bisogno di essere costantemente protetto, difeso, alimentato. Richiede grande grandissima maturità personale , generosità e il coraggio di giocarsi la propria vita , donandola, per amore e solo per amore, al proprio compagno. Ed essere totalmente ricambianti in questo.
Significa persino saper perdonare. Mettersi in discussione e rivedere le proprie posizioni, dimenticare l’orgoglio e chiedere anche scusa.
Non addossarti, Maria Giovanna, colpe che non hai. Io l’ho fatto, fallo anche tu.
Ai figli, si deve insegnare la nobiltà e la sincerità nei sentimenti. Null’altro. Il resto, è vuota retorica.
Ti abbraccio, con tutto il cuore.…..
Ti voglio un mondo di bene. Non farmi piangere, però…. Uffa, Maria Giovanna, Manaaaggiaaaaaaaaa a teeeeeee!!!!!
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SU, SU……. Giriamo pagina, Accidenti!!!! Avevo iniziato così bene, oggi!!!!!! Via le malinconie…!!! Chiedo, miei cari amici, una tregua!!!!!! A proposito di amicizia , amici e sentimenti ….., mi venite in mente voi due , :-) :-) caro Erase e cara Nina…. :-) :-) !!!!!
Non è certo una cattiva idea scrivere una convenzione su questo tema, speriamo soltanto che non resti lettera morta come la maggior parte delle convenzioni. Questo anche perchè essendo in amore tutto possibile è probabile che anche queste regole siano calpestate. Oltre a ciò alcuni articoli andrebbero completati. Ad esempio quando si dice di cercare la compagnia di altre persone bisognerebbe anche specificare il fatto che tale compagnia deve essere costituita da gente che sia in grado di comprendere la situazione del “ferito” e di mettersi nei suoi panni. In caso contrario infatti l’effetto sarebbe l’opposto. Non vi è infatti cosa peggiore per un ferito d’amore della compagnia di chi l’amore più che viverlo lo ostenta. Sarebbe infatti come per un affamato sedere a un tavolo senza poter mangiare ma potendo solo osservare un uomo corpulento che s’ingozza.
Giustamente viene affermato che l’amore è una cosa assai pericolosa, ma purtroppo pochi a volte se ne rendono conto. Bisogna farne buon uso e mai vederlo come un qualcosa di scontato, di ovvio, noioso. Non si può stare con una persona solo perchè la società lo impone o per fare bella figura di fronte agli altri come purtroppo spesso capita.
Come tutte le grandi avventure anche in amore sono molti i pericoli e spesso si finisce col soccombere. In certi momenti è molto difficile riprendersi ma il più grande insegnamento che tutti questi dolori ci danno è forse questo: L’amore di una persona non è mai ovvio, richiede fatica riceverlo e molta fatica in più mantenerlo è nostro ma allo stesso tempo non lo è, è come un’ombra che non possiamo mai catturare, è come il fumo che fugge quando crediamo d’averlo preso e farà sempre ciò che vuole poichè questa è la sua natura, esso non ci chiede di possederlo, ché non possiamo, ma semplicemente di viverlo.
Un Abbraccio
Copio e incollo ciò che ho scritto nell’edizione precedente perchè credo sia più inerente al tema qui proposto.
Prima però volevo dirti Paulo, che ho sorriso leggendo questa “convenzione dei feriti d’amore”, perché non credo ci possano essere “regole o condizioni” uguali per tutti, soprattutto paragonandole a feriti di guerra.
Non che non condivida molte delle cose qui elencate, ma sorrido perchè alcuni articoli sono davvero particolari :-) poi magari scriverò quali, ora ho pochissimo tempo ma ci tenevo a pubblicare un mio pensiero qui.
Proprio parlando d’Amore, stamattina dicevo che la formula durante la celebrazione del Sacro Vincolo del Matrimonio dovrebbe essere “Accolgo Te come Dono di Dio finchè questo Amore mi farà sentire Vivo/a”, cambiando la frase “finchè morte non ci separi…”, perché so, avendolo vissuto sulla mia pelle, che non esiste solo la “morte corporale”; c’è una “morte” peggiore; muore il rispetto per sè stessi, muoiono i sentimenti di rispetto e fiducia che sono fondamentali in un rapporto a due.
Non credo che Dio, il Dio Amore, il Dio Padre e Madre, possa tenere di più ad un giuramento che non alle persone, Suoi Figli, che quel giuramento l’hanno pronunciato.
Spero con tutto il cuore che non sia così…
Un abbraccio
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POST (copia-incolla)
Mia carissima Lù, ho sorriso per la tua citazione de “Il Dono Supremo” :-) perché l’ho acquistato anche io giusto qualche giorno fa ed è simpatica questa serie di “coincidenze”.
Bellissime le riflessioni di Paulo, semplici e naturali perché secondo me provengono da un cuore che Ama.
——-
“L’Amore è la regola che riassume tutte le altre regole.
L’Amore è il comandamento che giustifica tutti gli altri comandamenti.
L’Amore è il segreto della vita (…)”
“(…)Amore è vita.
L’Amore non si esaurisce e, di conseguenza la Vita non cesserà finché ci sarà Amore.
E’ questo che Paolo intende mostrarci: l’Amore è presente come il Dono Supremo nel fondo di ogni cosa creata, giacchè esso permane, mentre tutte le cose finiscono.
L’Amore è qui: esiste in noi adesso, in questo preciso momento.(…)”
“(…)E’ arrivato il momento di smettere di analizzare l’Amore. Ora dobbiamo sforzarci affinchè tutti gli ingredienti descritti entrino a far parte di noi.
Il nostro obiettivo nel mondo è questo: apprendere ad amare.
La vita ci offre migliaia di occasioni per imparare ad amare. In ciascun giorno della propria vita, ogni uomo e ogni donna troveranno sempre un’ottima opportunità per consegnarsi all’Amore.
La vita non è una lunga festa, ma un costante apprendistato (…)”
(Henry Drummond, Il Dono Supremo – P.Coelho)
Un abbraccio a tutti e buon apprendistato :-)
Paulo…ma sei impazzito???? :-) :-)
Ma come ti è venuto in mente, irriverente birbante, di proporre tale “sconsiderato” , “rovinoso” e “devastante”… motivo di riflessione..????
Temo, che Babbo Natale, sarà con te assai parsimonioso….
Solo cenere e carbone, sotto l’albero dell’ “irresponsabile” Paulo Coelho…. :-) :-)
Un bacione, mio carissimo Paulo…. ma stavolta è proprio il caso di dire………… mannnaggggia a teeeeeee a PAAAAUUUULLLLOOOOOO!!!!!!
Io, cedo il testimone…..!!!! :-) :-) :-)Fatevi avanti, prodi guerrieri…io passo il turno!!!!!!!