By Paulo Coelho
The Warrior of Light pays attention to small things because they can severely hamper him.
(Manual of the Warrior of Light)
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By Paulo Coelho
The Warrior of Light pays attention to small things because they can severely hamper him.
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By Paulo Coelho
A group of wise men met together in a castle in Akbar to discuss God’s works; they wanted to know why he had left creating man until the sixth day.
‘He wanted to get the Universe sorted out first so that we could have all its marvels at our disposal,’ said one.
‘He wanted to experiment with animals first so that he wouldn’t make the same mistakes when he created us,’ argued another.
A wise Jew turned up at the meeting. He was told the subject of discussion: ‘In your opinion why did God create man only on the final day?’
‘Very simple,’ said the wise man. ‘So that whenever we were afflicted by pride, we could reflect that, in the Divine scheme, even a mere mosquito had priority over us.’
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Is it a condition, in a novel, that the war of the good should always win over the bad, even that in reality we face other experiences?
I may sound romantic, but when you use violence to fight violence, you generate more violence. We are free because we are committed without being forced to do so. Evil is more related to our attitudes to other people, and from other people towards us. Evil lives into the details. Everything is a matter of attitude.
I do believe that a person has a personal legend to fulfill, and his/her attitude will either help or destroy his/her neighborhood. What is a personal legend? It is the reason why we are alive. We have dreams, that are not necessarily the dreams that our parents, or society has for us. So, we must get rid of the idea of fulfilling what people expect us to do, and start to do what we expect from our lives. This is in The devil and Miss Prym: “dare to be different”. You are unique, and you have to accept you as you are, instead of trying to repeat other people’s destinies or patterns.
Insanity is to behave like someone that you are not. Normality is the capacity to express your feelings. From the moment that you don’t fear to share your heart, you are a free person.
Racconta una leggenda medievale che, nel paese che oggi conosciamo come Austria, la famiglia Burkhard – composta da un uomo, una donna e un bambino – era solita animare le fiere di Natale recitando poesie, cantando ballate di antichi trovatori e facendo giochi di prestigio per divertire le persone. Ovviamente, non avanzava mai il denaro per acquistare dei regali, ma l’uomo soleva ripetere a suo figlio:
- Lo sai perché il sacco di Babbo Natale non si svuota mai, anche se ci sono tanti bambini su questo mondo? Perché, malgrado sia pieno di giocattoli, a volte ci sono cose più importanti da consegnare, i cosiddetti “regali invisibili”. In una famiglia divisa, egli cerca di portare l’armonia e la pace nella notte più santa della cristianità. Dove manca l’amore, deposita un seme di fede nel cuore dei bambini. Dove il futuro sembra nero e incerto, porta speranza. Nel nostro caso, quando Babbo Natale viene a farci visita, l’indomani siamo tutti contenti di essere ancora vivi e in grado di fare il nostro lavoro, che è quello di rallegrare le persone. Questo, non dimenticarlo mai.
Il tempo passò, il bambino si trasformò in un ragazzo e, un giorno, la famiglia si trovò a passare davanti all’imponente abbazia di Melk, che era stata appena costruita.
- Padre mio, vi ricordate che tanti anni fa mi avete raccontato la storia di Babbo Natale e dei suoi regali invisibili? Io penso di avere ricevuto una volta uno di questi regali: la vocazione a diventare prete. Vi dispiacerebbe se adesso facessi il primo passo verso ciò che ho sempre sognato?
Sebbene avesse molto bisogno della presenza del figlio, la famiglia comprese e rispettò il suo desiderio. Così bussarono alla porta del convento, dove furono accolti con generosità e amore dai monaci, che accettarono il giovane Buckhard come novizio.
Arrivò la vigilia di Natale. E proprio quel giorno accadde a Melk un miracolo speciale: la Madonna, portando fra le sue braccia il Bambino Gesù, decise di scendere sulla terra per visitare il monastero.
Orgogliosi, tutti i religiosi formarono una lunga fila, e ciascuno si fermava davanti alla Vergine, cercando di rendere omaggio alla Madre e al Figlio. Uno di loro mostrò i bellissimi dipinti che decoravano il locale, un altro mostrò un esemplare di una Bibbia che aveva richiesto cento anni per essere manoscritta e illustrata, un terzo recitò i nomi di tutti i santi.
All’ultimo posto della fila il giovane Buckhard attendeva ansioso. I suoi genitori erano persone semplici, e tutto ciò che gli avevano insegnato era lanciare in aria alcune palle e fare dei giochi di prestigio.
Quando arrivò il suo turno, gli altri religiosi avrebbero voluto concludere gli omaggi, perché l’antico prestigiatore non aveva nulla di importante da dire e avrebbe potuto pregiudicare l’immagine del convento. Eppure, in fondo al suo cuore, anch’egli sentiva un’immensa necessità di offrire qualcosa di sé a Gesù e alla Vergine.
Pieno di vergogna, sentendo su di sé lo sguardo di riprovazione dei fratelli, egli trasse dalla tasca alcune arance e cominciò a lanciarle verso l’alto e a riprenderle con le mani, creando dei bei circoli nell’aria, proprio come soleva fare quando lui e la sua famiglia giravano per le fiere della regione.
Fu solo in quell’istante che il Bambino Gesù cominciò a battere le mani per la gioia in braccio alla Madonna. E fu verso di lui che la Vergine tese le braccia, lasciando che tenesse un po’ il bambino, che continuava a sorridere.
La leggenda si conclude dicendo che, per via di questo miracolo, ogni duecento anni un nuovo Buckhard bussa alla porta di Melk e viene accolto: e fintanto che egli si trova lì, i “regali invisibili” sono in grado di trasformare il cuore di tutti coloro che lo conoscono.
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