Edizione nº 163 : Il guerriero della luce e il nuovo anno

Sapendo aspettare

Il guerriero della luce ha bisogno di tempo per se stesso. E usa questo tempo per il riposo, la contemplazione, il contatto con l’Anima del Mondo. Sia pure nel mezzo di un combattimento, egli riesce a meditare.

In alcune occasione, il guerriero si siede, si rilassa e lascia che tutto cií² che sta accadendo intorno a lui continui ad accadere. Guarda tutto cií² che lo circonda come se fosse uno spettatore, non tenta di crescere né di sminuirsi – si limita ad abbandonarsi senza resistenza al movimento della vita.

A poco a poco, tutto cií² che sembrava complicato comincia a diventare semplice. E il guerriero ne gioisce.

Scoprendo l’obiettivo

Quando si vuole una cosa, l’intero Universo cospira a favore. Questo, il guerriero della luce lo sa.

Pe tale ragione, sta molto attento con i pensieri. Nascosti sotto una serie di buone intenzioni vi sono desideri che nessuno osa confessare a se stesso: la vendetta, l’autodistruzione, la colpa, la paura della vittoria, la gioia macabra di fronte alla tragedia degli altri.

L’Universo non giudica: cospira a favore di cií² che desideriamo. Per questo, il guerriero ha il coraggio di guardare verso le ombre della propria anima e cerca di illuminarle con la luce del perdono.

Il guerriero della luce è signore dei propri pensieri.

Comprendendo la routine

Vi sono momenti in cui il cammino del guerriero attraversa dei periodi di routine. Egli, allora, applica un insegnamento di Nachman di Bratislava:

“Se non riesci a concentrarti, o sei annoiato per la tua giornata, devi soltanto ripetere una semplice parola, perché questo fa bene all’anima. Non devi dire altro, ma solo ripetere questa parola senza sosta, innumerevoli volte. Ed essa finirí  per perdere il suo significato, e poi acquisterí  un significato nuovo. Dio aprirí  le porte e tu finirai per usare questa semplice parola per dire tutto cií² che desideravi”.

Quando è forzato a svolgere lo stesso compito varie volte, il guerriero utilizza questa tattica e trasforma il suo lavoro in preghiera.

Celebrando l’anno che si conclude

Il guerriero ha vissuto tutti i giorni dell’anno che è passato e, anche se ha perduto delle grandi battaglie, è sopravvissuto ed è ancora qui. Questa è una vittoria. Una vittoria che è costata momenti difficili, notti di dubbio, interminabili giorni di attesa. Sin dai tempi antichi, celebrare un trionfo fa parte del rituale stesso della vita.

La commemorazione è un rito di passaggio.

I compagni notano la gioia del guerriero della luce e pensano: “perché fa questo? Potrebbe deludersi nel suo prossimo combattimento. Potrebbe attirare la furia del nemico”.

Ma il guerriero conosce il motivo del proprio gesto. Egli trae beneficio dal miglior regalo che la vittoria è in grado di dare: la fiducia.

Il guerriero celebra l’anno che è passato per avere pií¹ forze nelle battaglie del domani.

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