Edizione nº 171 : L’atto di scrivere – il testo (fine)

by Paulo Coelho on April 30, 2008

Nel Guerriero della Luce Online precedente, ho parlato della lettura, della penna e della parola. Termino qui con alcune riflessioni sul testo finale.

Prima di tutto, ripeto quel che ho già detto: chiunque ha sempre una bella storia da raccontare, ed è proprio della condizione umana condividere con gli altri un po’ della propria esperienza. Forse mi domanderete: e l’editore? Come pubblicare queste esperienze?

In realtà, oggigiorno esistono varie piattaforme per questo (come internet o il giornale locale, per esempio) e ci sarà sempre qualcuno interessato a ciò che scrivi. Tuttavia, se anche non ci fosse, scrivi per il piacere di scrivere.

A mano a mano che la penna traccia le parole sul foglio, le tue angosce scompaiono, e rimangono le gioie. Per questo, è necessario avere il coraggio di guardare nel profondo di se stessi, portare tutto ciò nel mondo esterno e avere più coraggio ancora per ammettere che, un giorno, quello che hai scritto potrà (e dovrà) essere letto da qualcuno.

E se fosse qualcosa di molto intimo?

Non devi preoccuparti. Migliaia di anni fa Salomone scrisse queste parole: “Ciò che è stato è ciò che dovrà essere; e ciò che si è fatto, lo si tornerà a fare; non v’è nulla, dunque, di nuovo sotto il Sole” (Ecclesiaste 1:9).

Ossia: se migliaia di anni fa non c’era niente di nuovo, immagina adesso! I nostri sentimenti di gioia e di angoscia sono sempre gli stessi, e non dobbiamo nasconderli. E anche se sotto il sole non c’è niente di nuovo, permane ancora la necessità di tradurre tutto ciò per noi stessi e per la nostra generazione. 

Jorge Luis Borges disse una volta che in realtà esistono soltanto quattro storie da raccontare:

A] una storia d’amore tra due persone

B] una storia d’amore fra tre persone

C] la lotta per il potere

D] un viaggio.

Pur tuttavia, nel corso dei secoli gli uomini e le donne hanno continuato a raccontare queste storie, ed è il momento che tu faccia la stessa cosa. Grazie all’arte della scrittura, entrerai in contatto con il tuo universo sconosciuto e, alla fine, ti sentirai un essere umano ben piú capace di quanto giudicassi. 

La stessa parola può essere letta in maniera diversa. Scrivi mille volte “amore”, per esempio, e in ognuna di queste volte il sentimento sarà distinto. 
Una volta che le lettere, le parole e le frasi sono vergate sul foglio, la tensione necessaria perché ciò avvenga non ha piú ragione di esistere. 

Dunque, la mano che le scrive riposa, e sorride il cuore di chi ha osato condividere i propri sentimenti.

Chi passerà accanto a uno scrittore che ha appena completato un testo, noterà che il suo sguardo è assente, e che lui sembra distratto.

Ma lui – soltanto lui – sa che ha rischiato molto, che è riuscito a sviluppare il proprio istinto, che ha mantenuto l’eleganza e la concentrazione durante tutto il processo, e ora può concedersi il lusso di sentire la presenza dell’universo, vedendo che la sua azione è stata giusta e meritata. Gli amici piú intimi sanno che il suo pensiero ha cambiato dimensione, ora si trova in contatto con tutto l’universo: egli continua a lavorare, ad apprendere tutto ciò che quel testo ha portato di positivo, a correggere gli eventuali errori e ad accettare le sue qualità.

Scrivere è un atto di coraggio. Ma vale la pena rischiare.  
 
E i critici? 

Leggi le biografie: nessuno ne è sfuggito, in qualsiasi campo. Da James Joyce, che fu considerato dal rispettabile “Times” un pervertito, fino a Orson Welles, il genio del cinema, definito da Umberto Eco una persona mediocre.

Tu vai avanti. Perché spetta agli scrittori scrivere, ai lettori leggere e ai critici criticare. Invertire questa scala sarebbe, come minimo, sconsigliabile. Quasi tutti i giorni, io ricevo qualche messaggio elettronico di gente che si sente personalmente attaccata quando legge qualche cosa di negativo su di me nella stampa.

Io ringrazio per la solidarietà, ma spiego che questo fa parte del gioco. Sono criticato sin da quando ho scritto “L’alchimista” (il “Diario di un mago” è passato relativamente inosservato dalla stampa, se non per alcuni servizi giornalistici che parlavano dello scrittore, ma che quasi mai si riferivano al contenuto del libro).

Ho già visto molti scrittori riscuotere un enorme successo di pubblico, ma che, nel ricevere l’inevitabile lapidazione della critica, si avviano in due direzioni. La prima è che non riescono piú a pubblicare un libro: ed è il caso di “Il Profumo”, di Patrick Suskind. All’epoca, il suo editore (che è anche il mio editore in Germania) pubblicò due intere pagine sui giornali locali – una con la critica che stroncava il libro, e l’altra con i librai che affermavano di adorarlo. “Il Profumo” si rivelò uno dei maggiori successi di vendita di tutti i tempi. In seguito, Suskind pubblicò una raccolta, due libri che aveva scritto prima del grande successo, e poi uscí di scena. 

Nel secondo caso, gli scrittori si sentono intimiditi e tentano di compiacere la critica al libro successivo. Susanna Tamaro aveva riscosso un plauso enorme da parte del pubblico (e una valanga di attacchi della critica) con “Va dove ti porta il cuore”. Il suo libro successivo, “Anima Mundi”, molto atteso dai lettori, sostituí alla poesia semplice e meravigliosa del titolo precedente una complessità che le fece perdere i lettori fedeli, e alla fine non piacque neppure ai critici.

L’altro esempio è Jostein Gaarder. “Il mondo di Sofia” conobbe un successo mondiale, perché sapeva trattare la storia della filosofia in una maniera diretta e piacevole. Ma questo non piacque né ai critici né ai filosofi. Gaarder cominciò allora a complicare il suo linguaggio, e finì per essere abbandonato dai lettori, pur continuando a essere detestato dai critici.

A quanto pare, nei paragrafi precedenti anch’io ho cominciato a giudicare. Perché? Criticare è facilissimo – quello che è difficile è scrivere libri.

Ne “Lo Zahir”, il personaggio principale (un famoso scrittore brasiliano) afferma di essere in grado di indovinare esattamente quel che sarà detto del suo nuovo libro, che deve ancora uscire: “Ancora una volta, nei tempi turbolenti in cui viviamo, l’autore ci fa fuggire dalla realtà”. “Frasi brevi, stile superficiale”. “L’autore ha scoperto il segreto del successo – marketing”.

Proprio come il personaggio principale de “Lo Zahir”, io non mi sbaglio mai. Ho fatto una scommessa con un giornalista brasiliano, e ci ho colto in pieno.

Concludo questo testo con una frase del drammaturgo irlandese Brendan Behan:

“I critici sono come gli eunuchi in un harem. Teoricamente sanno qual è la maniera migliore di fare, ma non riescono ad andare oltre”.

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eleonora December 13, 2011 at 6:02 pm

grande..

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Jama May 10, 2008 at 11:13 pm

Altre volte mi hanno chiesto se qualcuno sia mai rimasto vivo nella camera a gas. Era difficilissimo, eppure una volta una persona è rimasta viva. Era un bambino di circa due mesi. C’era una mamma che stava allattando questo bambino. La mamma era morta e il bambino era attaccato al seno della mamma.

Shlomo Venezia

***********************************

Tanti Auguri Mamma

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Michaela May 7, 2008 at 9:23 am

Carissimo Paulo,
ho provato un piacere immenso leggere il tuo post.
Il tema da te trattato è una domanda che da tempo avrei voluto rivolgerti ma non ho mai osato perchè mi sono messa nei tuoi panni ed ho pensato che quotidianamente riceverai proposte di scrittori in erba che bramano un tuo consiglio sul dono dello scrivere. Già dono perchè ho sempre pensato che scrivere sia una prerogativa di molti ma una virtù di pochi. Io scrivo da qunado avevo quindici anni. Non so con esattezza il momento in cui ho cominciato a farlo ma so quale sentimento mi ha spinto a farlo: il desiderio di comunicare le mie vere emozioni senza avere il timore di essere derisa o criticata. Non perchè temo le critiche, anzi, ho sempre ritenuto che ascoltare le critiche possa essere utile per esulare dal proprio poco obiettivo punto di vista e mettersi nei panni di chi ti sta leggendo.
Io credo che le critiche non facciano male perchè viene stroncato il lavoro di un anno o più, ma il fatto che non venga colto il reale messaggio che si tenta di inviare, questo è quello che maggiormente temo. Ne ho avuto dimostrazione facendo leggere il mio manoscritto ad una persona a me vicino e non ha saputo cogliere il messaggio contenuto, questo perchè non conosceva tutta la storia. Ad un passaggio io ridevo e lei non capiva perchè, in parte ciò aveva del fascino. In compenso però ha tirato fuori in me la capacità di osservare dettagli che fino a quel momento non riuscivo a cogliere. Quindi, mi è stata utile la sua critica.
Sono perfettamente d’accordo con quanto dici sul modo di scrivere. Hai perfettamente ragione. Trovo che la difficoltà più grande nello scrive sia quello di far passare il messaggio cercando di farlo capire al maggior numero di persone possibile. Il tuo modo di comunicare con immediatezza mi ha permesso di avvicinarmi a te. Ed ho provato ammirazione ed un pò invidia per come tu riesca a far passare pensieri anche complessi con una tale naturalezza da risultare comprensibile anche ad un bambino. In questo, secondo me consiste la grandezza di uno scrittore. Sto provando a raggiungere questo obiettivo senza perdere la mia impronta. E’ difficile, ma non impossibile. Quel che so di certo è che non smetterò mai di scrivere.
Besitos a tutti!!!

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Nina May 3, 2008 at 3:53 pm

Caro Paulo,
quello che tu dici a proposito dei critici, lo posso rapportare a me stessa. Nell’ultimo periodo, dopo una vita passata nel quasi totale disaccordo con il resto della pubblica opinione, mi sono scoperta abbastanza intollerante alle solite critiche. Ora basta. Ho deciso di non ascoltare più nessuno. Io non penso che tutte le critiche facciano crescere. Forse qualcuna sì, ma la maggior parte sono dettate da cattivi sentimenti. Poiché, però, l’essere umano non può fare a meno di esprimere giudizi, la maggior parte dei quali gratuiti, io ho deciso che farò altrettanto!!! Vorrei tanto vivere nella tranquillità e nell’armonia: sarà mai possibile Paulo?

Un caro saluto a tutti gli amici del blog, a Paulo e, ovviamente, alla nostra mitica Censora! :) :) :)

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