Edizione nº 188 – Il pino di St. Martin

Alla vigilia di Natale, il parroco della chiesa del piccolo villaggio di St. Martin, sui Pirenei francesi, si preparava a celebrare la messa quando comincií² a sentire un profumo delizioso. Era inverno, da tempo i fiori erano scomparsi – ma ora c’era quell’aroma gradevole, come se la primavera fosse arrivata fuori tempo.

Incuriosito, uscí¬ dalla chiesa per scoprire l’origine di una tale meraviglia, e vide un ragazzo seduto davanti alla porta della scuola. Accanto a lui, c’era una specie di albero di Natale dorato.

– Ma che bell’albero! – disse il parroco. – Sembra che abbia toccato il cielo, visto che irradia un’essenza divina! Ed è di oro puro! Dove l’hai trovato?

Il giovane non si mostrí² molto felice al commento del prete.

– íˆ vero che questo che sto trasportando è diventato sempre pií¹ pesante a mano a mano che camminavo, e le sue foglie si sono indurite. Ma non puí² essere oro, e io ho paura della reazione dei miei genitori.

Il ragazzo raccontí² la sua storia:

– Ero uscito stamattina per andare nella grande cittí  di Tarbes, con il denaro che mia madre mi aveva dato per comprare un bell’albero di Natale. Ma, attraversando un abitato, ho visto una donna anziana, sola, senza una famiglia con cui celebrare la grande festa della Cristanití . Le ho dato un po’ di soldi per la cena, perché ero sicuro che avrei potuto ottenere uno sconto per il mio acquisto.

“Arrivato a Tarbes, sono passato davanti alla grande prigione, dove c’erano varie persone che aspettavano l’ora della visita. Erano tutte tristi, perché avrebbero passato la notte lontano dai loro cari. Ho udito alcune di loro dire che non erano riuscite a comprare neppure una fetta di torta. Immediatamente, mosso dal romanticismo della mia etí , ho deciso che avrei diviso il mio denaro con quelle persone, che ne avevano bisogno pií¹ di me. Avrei tenuto solo una minima somma per il pranzo; il fioraio è amico della nostra famiglia, di sicuro mi avrebbe dato l’albero, e io avrei potuto lavorare per lui la settimana seguente, pagando cosí¬ il mio debito”.

“Invece, arrivato al mercato, ho saputo che il fioraio che conoscevo non era andato a lavorare. Ho tentato in tutte le maniere di trovare qualcuno che mi prestasse il denaro per comprare l’albero in un altro posto, ma invano”.

“Mi sono convinto allora che sarei riuscito a pensare meglio a cosa fare se avessi avuto la pancia piena. Quando mi sono avvicinato a un bar, un bambino che sembrava straniero mi ha domandato se potevo dargli qualche moneta, visto che non mangiava da due giorni. Siccome ho immaginato che una volta il bambino Gesí¹ deve aver fatto la fame, gli ho consegnato quel poco denaro che mi restava e mi sono avviato verso casa. Sulla via del ritorno, ho spezzato un ramo di un pino; ho tentato di sistemarlo, di tagliarlo, ma a poco a poco si è indurito, come se fosse di metallo, ed è ben lungi dall’essere l’albero di Natale che mia madre si aspetta”.

– Mio caro – disse il prete – il profumo di quest’albero non lascia dubbi che sia stato toccato dai Cieli. Lascia che ti racconti il resto di questa tua storia:

“Appena hai lasciato la donna, lei ha chiesto immediatamente alla Vergine Maria, una mamma come lei, di restituirti questa benedizione inattesa. I parenti dei detenuti si sono convinti di aver incontrato un angelo e hanno pregato ringraziando gli angeli per le torte che sono state comprate. Il bambino che hai incontrato ha ringraziato Gesí¹ perché la sua fame era stata saziata”.

“La Vergine, gli angeli e Gesí¹ hanno ascoltato la preghiera di coloro che erano stati aiutati. Quando hai spezzato il ramo del pino, la Vergine vi ha messo il profumo della misericordia. A mano a mano che camminavi, gli angeli sfioravano le sue foglie trasformandole in oro. Infine, quando tutto era pronto, Gesí¹ ha guardato il lavoro e lo ha benedetto. D’ora in poi, chi toccherí  questo albero di Natale avrí  i suoi peccati perdonati e i suoi desideri esauditi”.

E cosí¬ è stato. Racconta la leggenda che il pino sacro si trova ancora a St.Martin. Ma la sua forza è tanto grande che tutti coloro che aiutano il prossimo alla vigilia di Natale, non importa quanto lontani siano dal piccolo villaggio dei Pirenei, ricevono la sua benedizione.

(ispirato a una storia hassidica)