Edizione nº 197 – La routine della modella

Per scrivere il libro “Il vincitore è solo”, il cui tema centrale è il culto delle celebrità, ho dovuto fare una interessante ricerca sulla routine di coloro che abitano l’immaginario collettivo: le modelle fotografiche. Per quanto esse siano diverse, c’è comunque uno standard di comportamento invariabile, che riporto qui.

A] Prima di andare a dormire, usano varie creme per liberare i pori e mantenere la pelle idratata – viziando così ben presto l’organismo a dipendere da elementi esterni. Si svegliano, prendono una tazza di caffè nero senza zucchero, accompagnata da frutta ricca di fibre – in modo che gli alimenti che ingeriranno durante il giorno transitino rapidamente nell’intesino. Salgono sulla bilancia da tre a quattro volte al giorno: entrano in depressione per ogni grammo in più che indica l’ago della bilancia.

B] Sono tutte consapevoli che in breve tempo saranno superate da volti nuovi, da nuove tendenze, e hanno bisogno di mostrare urgentemente che il loro talento va al di là delle passerelle. Vivono chiedendo alle agenzie di procurar loro un provino, così da poter dimostrare che sono capaci di lavorare come attrici – il grande sogno.

C] Al contrario di ciò che si pensa, si pagano le spese – biglietti, alberghi, e le insalate di sempre. Sono convocate dagli assistenti degli stilisti incaricati del cosiddetto casting, la selezione cioè di quelle che saranno scelte per affrontare la passerella o la seduta fotografica. In quei momenti, si trovano davanti a persone invariabilmente di pessimo umore che si servono di quel po’ di potere che hanno per riversare all’esterno le frustrazioni quotidiane, e non pronunciano mai una parola gentile o incoraggiante: “orribile” è il commento generalmente più udito.

D] I loro genitori sono orgogliosi della figlia che ha comiciato tanto bene, e si pentono di essersi dichiarati contrari a quella carriera – in fin dei conti, le ragazze guadagnano e aiutano la famiglia. I loro fidanzati hanno crisi di gelosia, ma si controllano, perchè fa bene all’ego stare con una professionista della moda. Le loro amiche le invidiano, segretamente o apertamente.

E] Frequentano tutte le feste nelle quali sono chiamate, e si comportano come se fossero molto più importanti di quanto non siano, un sintomo di insicurezza. Lì tengono sempre una coppa di champagne in mano, ma questo rientra solo nell’immagine che desiderano dare. Sanno, infatti, che l’alcool contiene elementi che possono influire sul peso, sicché la loro bevanda preferita è l’acqua minerale naturale – quella gassata, sebbene non influisca sul peso, ha conseguenze immediate sul girovita.

G] Dormono male a causa delle compresse. Sentono parlare di anoressia – la malattia più comune nell’ambiente, una sorta di disturbo nervoso causato dall’ossessione per il peso e l’aspetto, che finisce per istruire l’organismo a rifiutare qualsiasi tipo di alimento. Dicono che a loro questo non succederà. Ma non notano mai quando si instaurano i primi sintomi.

H] Sono approdate direttamente dall’infanzia al mondo del lusso e del glamour, senza passare per l’adolescenza e la gioventù. Quando domandano loro quali siano i piani per il futuro, hanno sempre la risposta sulla punta della lingua: “Facoltà di filosofia. Sono qui solo per potermi pagare gli studi”. Sanno che non è vero. Non possono concedersi il lusso di frequentare una scuola: c’è sempre un provino al mattino, una seduta fotografica nel pomeriggio, una festa a cui devono essere presenti per essere viste, ammirate, desiderate.

Le persone pensano che vivano una vita da favola. E loro stesse vogliono crederci. Finché uno scrittore più curioso decide di non desistere, e proseguire con le domande. Dopo tanta esitazione, finiscono per affermare: “sono nata per essere attrice. Dunque, sono capace di fingere che questa miseria sia la professione più fascinosa del mondo”.

La misura dell’amore

– Ho sempre desiderato scoprire se fossi capace di amare mia moglie come lei ama la sua – ha detto il giornalista Keichiro al mio editore Satoshi Gungi, mentre cenavamo.

– Non esiste nulla al di là dell’amore – è stata la risposta. – E’ l’amore che continua a far girare il mondo e mantiene le stesse nel cielo.

– Questo lo so. Ma come posso sapere se il mio amore è grande a sufficienza?

– Cerchi di scoprire se lei si abbandona, o se fugge dalle sue emozioni. Ma non faccia domande come questa, perché l’amore non è né grande né piccolo: è soltanto l’amore.

“Non si può misurare un sentimento come si misura una strada. Se tu dovessi fare questo, cominceresti a fare paragoni con quello che ti raccontano, o con quello che ti aspetti di trovare. Così, ti ritroverai sempre ad ascoltare una storia, invece di percorrere il tuo cammino personale.”

Comments

  1. Gianpaolo Zanella says:

    Caro Paulo, i tuoi scritti sono molto interessanti. Mi permetto di segnalarti alcuni errori nella versione italiana:
    1- Edizione 197, La misura dell’amore,2°capoverso (stesse): stelle
    2- Edizione 194,penultimo capoverso,4^ riga:(nel): DEL tuo simile..
    3- Edizione 193, 7°capoverso, 3^ riga: (pieni): PIENE
    Ti saluto, con molta stima, Gianpaolo Zanella

  2. Alessandro says:

    Caro Paulo .
    Quelle sono fotomodelle da routine vero ma ci sono anche eccezioni alle regole .
    Si chiamava Antonella nata a Melfi ,era una indossatrice e fotomodella ,il tipo acqua e sapone…oggi suor Elisabetta .
    Un giorno disse :” Dio e’ come un grande stilista. A ciascuno sa cucire l’abito giusto. Figuriamoci quando a indossarlo e’ una che ha molto ..sfilato”.

  3. Claudia A. says:

    Che dire riguardo alla vita che può fare una modella… Credo che alla fine ogni lavoro abbia “il suo perchè” come si usa dire, nel senso che non tutto è ora quel che luccica (quante citazioni!) ed anche quello che ci sembra il lavoro perfetto o senza problemi nasconde le sue battaglie da affrontare, ostacoli o persone da affrontare… L’unica cosa a cui secondo me si deve fare attenzione sono i condizionamenti, mi spiego: nella società in cui viviamo ci sono dei lavori che vengono universalmente catalogati come giusti o migliori, è sempre stato così, una volta poteva essere il posto sicuro in fabbrica oggi il mondo dello spettacolo o professioni tipo avvocato ecc. quindi si tende a perseguire queste strade perchè porta orgoglio nei familiari o perchè fa più “figo”, in definitiva perchè si pensa basti questo per avere IL RISPETTO. Si inizia così dalla scuola iscrivendosi a facoltà rinomate non ascoltando realmente quella che Cohelo definisce la propria leggenda personale che può essere invece il lustrascarpe o l’agricoltore o il muratore! Ogni professione ha la propria dignità che purtroppo troppo spesso viene offuscata dall’ignoranza della gente ed in cima alla piramide dell’ignoranza ci sono quelli che si illudono di avere una posizione che gli permette di guardare dall’alto verso il basso, di disprezzare o deridere. I veri Signori sono quelli che mantengono il rispetto per tutti e voglio fortemente credere che alla fine siano questi ad avere un reale rispetto dalle persone e non solo un rispetto di facciata.
    In conclusione credo che se ognuno nel proprio piccolo, nel quotidiano, anche per solo 5 minuti, avesse un atteggiamento d’umiltà verso chi quotidianamente incrocia sarebbe una piccola goccia, quella goccia di carburante che sommata a tante altre riuscirebbe a muovere un motore che non porterebbe altro che un sorriso… E cosa c’è di meglio di un sorriso!