Archives for July 2009

Fear

Fear is a powerful tool. Society uses it to scare us about everything, and to keep us on the track. Family uses it to force to follow their dreams, not our dreams. It took me a long way and I paid a very high price to follow my dream. I’m wondering what to think about Fear, why do people try to instigate this fear in eveybody? And the best option is that, in your opinion, we have, to not respect this unnatural fear and move forward towards our dream.

Thank you,
Paulo

Quote of the Week

Unhappy people hate to be reminded that happiness exists. Save your energies!

Loneliness

As Elvis Presley says : “Are you lonesome tonight?” and when you’re alone, what do you really do? How do you deal, how do you cope with yourself? Is it a burden? Or is it for you a way to dive deep into your soul and understand yourself? In my case, it’s both.

Sometimes I feel really alone, and I have no one to talk to. Sometimes there is this moment that I really need to be alone and to understand what’s going on, not in the world, but within myself. So, your thoughts on loneliness, that very very strange feeling that once a day or a week, we do feel.

Love,
Paulo

The new WOL issue n°203 is out!

Issue nº 203 – The Four Forces
Edií§í£o nº 203 – As quatro forí§as
Edición nº 203 – Las cuatro fuerzas
Édition nº 203 – Les quatre forces
Edizione nº 203 – Le quattro forze

Le quattro forze

Il padre Alan Jones dice che, per la costruzione della nostra anima, abbiamo bisogno delle Quattro Forze Invisibili: amore, morte, potere e tempo. íˆ necessario amare, perché siamo amati da Dio. íˆ necessaria la consapevolezza della morte, per capire a fondo la vita. íˆ necessario lottare per crescere – ma senza cadere nella trappola del potere che cosí­ otteniamo, perché sappiamo che esso non vale niente. Infine, è necessario accettare che la nostra anima – anche se eterna – in questo momento è intrappolata nella tela del tempo, con le sue opportunití  e i suoi limiti.

Prima forza: amore

La moglie del rabbino Iaakov passava la vita cercando un motivo per discutere con il marito. Iaakov non rispondeva mai alle provocazioni.

Fino a che, durante una cena con alcuni amici, il rabbino finí­ per discutere ferocemente con la moglie, soprendendo tutti i commensali.

– Che cosa è successo? – gli domandarono. – Perché hai abbandonato il tuo costume di non rispondere mai?

– Perché mi sono accorto che la cosa che maggiormente turbava mia moglie era il fatto che rimanessi in silenzio. Comportandomi cosí­, io restavo distante dalle sue emozioni.

“La mia reazione è stato un atto d’amore, e sono riuscito a farle capire che ascoltavo le sue parole”.

Seconda forza: morte

Subito dopo morto, Juan si ritroví² in un luogo bellissimo, circondato dalle comodití  e dalla bellezza che sognava. Un tipo vestito di bianco gli si avviciní²:

– Hai diritto a cií² che vuoi.

Affascinato, Juan fece tutto quello che aveva sognato di fare nella vita. Dopo molti anni di piaceri, cercí² il tipo in bianco. Gli disse che aveva ormai provato tutto e ora aveva bisogno di un po’ di lavoro per sentirsi utile.

– Questa è l’unica cosa che non posso ottenere – disse il tipo in bianco.

– Passerí² l’eternití  morendo di noia! Preferirei mille volte stare all’inferno!

– E dove credi di essere?

Terza forza: potere

– Ho passato gran parte della giornata pensando a cose cui non dovevo pensare, desiderando cose che non dovevo desiderare, facendo piani che non dovevo fare.

Il maestro indicí² una pianta e domandí² al discepolo se sapesse che cos’era.

– Belladonna. Mangiare le sue foglie puí² uccidere.

– Ma non puí² uccidere chi semplicemente la contempla. Allo stesso modo, i desideri negativi non possono causare alcun male – se tu non te ne lasci sedurre.

Quarta forza: tempo

Un carpentiere e i suoi assistenti viaggiavano in cerca di materiale quando videro un albero gigantesco.

– Non dobbiamo perdere il nostro tempo – li esortí² il mastro carpentiere. – Per tagliarlo, impiegheremmo molto. Se vogliamo fare una barca, essa affonderí , tanto è pesante il tronco. Se decideremo di usarlo per la struttura di un soffitto, le pareti dovranno essere esageratamente resistenti.

Il gruppo proseguí­. Ma uno degli apprendisti commentí²:

– íˆ un albero tanto grande e non serve a niente!

– Ti sbagli. L’albero ha seguito il suo destino alla sua maniera. Se fosse uguale agli altri, noi lo avremmo gií  tagliato. Ma poiché ha avuto il coraggio di essere diverso, rimarrí  forte e vivo per lungo tempo.

Les quatre forces

Le père Alan Jones dit que, pour la construction de notre í¢me, nous avons besoin des Quatre Forces Invisibles : l’amour, la mort, le pouvoir et le temps. Il est nécessaire d’aimer, parce que nous sommes aimés par Dieu. La conscience de la mort est nécessaire, pour bien comprendre la vie. Il faut lutter pour grandir – mais sans tomber dans le piège du pouvoir que nous obtenons ainsi, parce que nous savons qu’il ne vaut rien. Enfin, il faut accepter que notre í¢me – bien qu’elle soit éternelle – est en ce moment prisonnière dans la toile du temps, avec ses opportunités et ses limitations.

Première force : l’amour

L’épouse du rabbin Iaakov ne cessait de chercher un motif pour discuter avec son mari. Iaakov ne répondait jamais aux provocations.

Et puis, au cours d’un dí®ner avec des amis, le rabbin finit par se disputer férocement avec sa femme, surprenant tout le monde í  la table.

« Que s’est-il passé ? demandèrent-ils. Pourquoi as-tu abandonné ton habitude de ne jamais répondre ?

– Parce que j’ai compris que ce qui perturbait ma femme, c’était surtout le fait que je me taise. En agissant ainsi, je restais í  l’écart de ses émotions.

« Ma réaction a été un acte d’amour, et j’ai réussi í  lui faire comprendre que je l’écoutais. »

Deuxième force : la mort

Dès qu’il mourut, Juan se trouva dans un endroit très beau, entouré du confort et de la beauté dont il ríªvait. Un individu víªtu de blanc s’approcha :

« Vous avez droit í  tout ce que vous voudrez. »

Ravi, Juan fit tout ce qu’il avait ríªvé de faire au cours de sa vie. Après plusieurs années de plaisirs, il alla trouver l’individu en blanc. Il lui dit qu’il avait tout expérimenté, et qu’il avait maintenant besoin d’un peu de travail pour se sentir utile.

« C’est la seule chose que je ne puisse pas obtenir, dit l’individu en blanc.

– Je vais passer l’éternité í  mourir d’ennui ! Je préfèrerais mille fois íªtre en enfer !

– Et oí¹ donc pensez-vous que vous íªtes ? »

Troisième force : le pouvoir

« J’ai passé une grande partie de ma journée í  penser í  des choses auxquelles je ne devrais pas penser, í  désirer des choses que je ne devrais pas désirer, í  faire des projets que je ne devrais pas faire. »

Le maí®tre indiqua une plante et demanda au disciple s’il savait ce que c’était.

« La belladone. Elle peut tuer celui qui mange ses feuilles. Mais elle ne peut pas tuer celui qui simplement la contemple. De míªme, les désirs négatifs ne peuvent causer aucun mal – si vous ne les laissez pas vous séduire. »

Quatrième force : le temps

Un charpentier et ses auxiliaires voyageaient í  la recherche de matériel quand ils virent un arbre gigantesque.

« Ne perdons pas notre temps, dit le maí®tre charpentier. Le couper nous retardera. Si nous voulons fabriquer un bateau, il coulera, tellement son tronc est lourd. Si nous décidons de l’utiliser pour la structure d’un toit, les murs devront íªtre d’une extríªme résistance. »

Le groupe poursuivit sa route. L’un des apprentis déclara :

« Un si grand arbre, et il ne sert í  rien !

– Tu te trompes. Il a suivi son destin í  sa manière. S’il était semblable aux autres, nous l’aurions déjí  coupé. Mais parce qu’il a eu le courage d’íªtre différent, il restera vivant et fort très longtemps. »

Quote of the Week

Anyone who interferes in the destiny of others will never discover his own.
(The Alchemist)
Paulo Coelho

Quote of the Week

The warrior of light projects his thoughts beyond the horizon. He knows that if he does not do anything for the world, no one else will.
(The Manual of The Warrior of Light)
Paulo Coelho

La domanda senza risposta

La domanda senza risposta

Questa è una domanda che ormai da tempo ho cancellato dalla mia testa, proprio perché non so darvi una risposta.

Non sono l’unico. Nel corso di tutti questi anni, ho convissuto con persone di ogni tipo: ricche, povere, potenti e concilianti. In tutti gli sguardi che hanno incrociato il mio, ho sempre trovato che mancasse qualcosa – e sto pensando anche a guerrieri, saggi, gente che non avrebbe niente di cui lagnarsi.

Alcune persone sembrano felici: semplicemente non ci pensano. Altre fanno progetti: avrí² un marito, una casa, due figli, una casa in campagna. Fintanto che sono occupate con questo, sono come tori in cerca del torero: non pensano, si limitano ad andare avanti. Ottengono la loro automobile, a volte ottengono persino la loro Ferrari, pensano che in questo risieda il senso della vita, e non si pongono mai la domanda. Ma, nonostante tutto, nei loro sguardi c’è una tristezza che neppure queste persone sanno di avere.

Non so se tutti siano infelici. So che le persone sono sempre occupate: a lavorare oltre l’orario, a badare ai figli, al marito, a occuparsi della carriera, del diploma, di cosa fare domani, di cosa manca da comprare, di cosa occorre possedere per non sentirsi inferiore, ecc.

Poche persone mi hanno detto: “sono infelice”. La maggior parte mi dice “sto benissimo, ho ottenuto tutto cií² che desideravo”.

Allora io domando: “cos’è che ti rende felice?”

Risposta: “Ho tutto cií² che una persona potrebbe sognare – famiglia, casa, lavoro, salute”.

Io domando di nuovo: “Ti sei mai soffermato a pensare se questo è tutto nella vita?”

Risposta: “Sí­, questo è tutto”.

Insisto: “Allora il senso della vita è lavoro, famiglia, figli che cresceranno e ti lasceranno, moglie o marito che si trasformeranno in amici piuttosto che in veri innamorati. E il lavoro un giorno terminerí . Che farai quando questo accadrí ? ”

Risposta: non c’è risposta. Cambiano argomento. Ma c’è sempre qualcosa di nascosto: il proprietario di una ditta che non ha concluso l’affare che sognava, la casalinga che vorrebbe avere piú indipendenza o piú denaro, chi si è appena laureato che si domanda se abbia scelto lui la propria carriera o l’abbiano scelta per lui, il dentista che avrebbe voluto fare il cantante, il cantante che avrebbe voluto fare il politico, il politico che avrebbe voluto essere uno scrittore, lo scrittore che avrebbe voluto fare il contadino.

In questa strada in cui mi trovo a scrivere questa colonna e guardo le persone che camminano, potrei scommettere che tutti sentono la stessa cosa. La donna elegante che è appena passata spende i suoi giorni tentando di fermare il tempo, controllando la bilancia, perché pensa che da questo dipenda l’amore. Nell’altro marciapiede vedo una coppia con due bambini. Vivono momenti di felicití  intensa quando escono per andare a spasso con i figli, ma nello stesso tempo il loro inconscio pensa al lavoro che puí² mancare, alle tragedie che possono accadere, a come liberarsene, a come proteggersi dal mondo.

Sfoglio le riviste delle celebrití : tutti che ridono, tutti lí­ contenti. Ma siccome io frequento questo ambiente, so che non è cosí­: è vero che tutti ridono o si divertono in quel momento, in quella foto, ma la sera, o la mattina, la storia è sempre un’altra. “Che farí² per continuare a comparire nella rivista?” “Come dissimulare che non ho piú il denaro sufficiente per mantenere il mio lusso?” “O come gestire il mio lusso per renderlo maggiore, piú appariscente di quello degli altri?” “L’attrice con cui in questa foto sto ridendo e festeggiando, domani potrebbe rubarmi la parte!” “Sarí² vestita meglio di lei? Perché sorridiamo, se ci detestiamo?”

Insomma, concludo con i versi di Jorge Luis Borges: “Ormai non sarí² felice, e questo non importa/ ci sono molte altre cose a questo mondo”.

Solo questo?

Sri Ramakrisna racconta che un uomo stava per attraversare un fiume quando il maestro Bibhishana si avviciní², scrisse un nome su un foglio, che legí² sulla schiena dell’uomo, e disse:

– Non avere paura. La fede ti aiuterí  a camminare sulle acque. Ma nell’istante in cui perderai la fede, annegherai.

L’uomo ebbe fiducia in Bibhishana e comincií² a camminare sulle acque, senza alcuna difficoltí . A un certo punto, perí², proví² un desiderio immenso di sapere che cosa il maestro avesse scritto sul foglio legato alla sua schiena.

Lo prese e lesse cií² che vi era scritto:

“Oh dio Rama, aiuta quest’uomo ad attraversare il fiume”.

“Solo questo?”, pensí² l’uomo. “Chi è questo dio Rama, in definitiva?”

Nel momento in cui il dubbio si insedií² nella sua mente, egli sprofondí² e annegí² nella corrente.

La question sans réponse

La question sans réponse

C’est une question que je me suis depuis longtemps retirée de la tíªte, justement parce que je ne sais pas y répondre.

Je ne suis pas le seul. Au cours de toutes ces années, j’ai fréquenté toutes sortes de personnes : riches, pauvres, puissantes et installées. Dans tous les yeux qui ont croisé les miens, j’ai toujours pensé qu’il manquait quelque chose – et j’inclus lí  des guerriers, des savants, des gens qui n’auraient pas de quoi se plaindre.

Certaines personnes semblent heureuses : simplement elles n’y pensent pas. D’autres font des projets : je vais avoir un mari, une maison, deux enfants, une maison de campagne. Tant qu’elles sont occupées avec cela, elles sont comme des taureaux cherchant le torero : elles ne pensent pas, elles vont de l’avant. Elles acquièrent une voiture, quelquefois míªme une Ferrari, elles trouvent que le sens de la vie est lí , et elles ne se posent jamais la question. Malgré tout, les yeux de ces personnes portent une tristesse qu’elles-míªmes ignorent.

Je ne sais pas si tout le monde est malheureux. Je sais que les gens sont toujours occupés : ils font des heures supplémentaires, s’occupent des enfants, du mari, de la carrière, du diplí´me, de ce qu’il faut faire demain, ce qu’il reste í  acheter, ce qu’il faut avoir pour ne pas se sentir inférieur, etc.

Peu de gens m’ont dit : « Je suis malheureux. » La plupart me disent : « Je vais très bien, j’ai obtenu tout ce que je désirais. »

Alors je demande : « Qu’est-ce qui vous rend heureux ? »

Réponse : « J’ai tout ce dont une personne pouvait ríªver – famille, maison, travail, santé. »

Je repose la question : « Vous íªtes-vous déjí  arríªté pour vous vous demander si c’était tout dans la vie ? »

Réponse : « Oui, c’est tout. »

J’insiste : « Alors le sens de la vie, c’est le travail, la famille, les enfants qui vont grandir et vous quitter, une femme ou un mari qui deviendront des amis plus que de vrais amoureux. Et le travail se terminera un jour. Que ferez-vous quand cela arrivera ? »

Réponse : il n’y a pas de réponse. Ils changent de sujet. Mais il y a toujours quelque chose de caché : le patron d’entreprise n’a pas encore conclu l’affaire dont il ríªvait, la ménagère aimerait avoir plus d’indépendance ou plus d’argent, l’étudiant qui termine ses études se demande s’il a choisi sa carrière ou si on l’a choisie pour lui, le dentiste voulait íªtre chanteur, le chanteur voulait íªtre politicien, le politicien voulait íªtre écrivain, l’écrivain veut íªtre paysan.

Dans la rue oí¹ j’écris cette colonne et regarde les gens marcher, je peux parier que tout le monde ressent la míªme chose. La femme élégante qui vient de passer gaspille ses journées í  essayer d’arríªter le temps en contrí´lant la balance, parce qu’elle pense que l’amour en dépend. De l’autre cí´té de la chaussée, je vois un couple avec deux enfants. Ils vivent des moments d’intense bonheur quand ils sortent se promener avec leurs enfants, mais en míªme temps leur subconscient pense í  l’emploi qui peut manquer, aux tragédies qui risquent d’arriver, au moyen de s’en libérer, de se protéger du monde.

Je feuillette les magazines people : tout le monde rit, tout le monde est content. Mais comme je fréquente ce milieu, je sais que ce n’est pas vrai : tout le monde rit ou s’amuse í  ce moment-lí , sur cette photo, mais le soir, ou le matin, c’est toujours une autre histoire. « Que vais-je faire pour continuer í  apparaí®tre dans ce magazine ? » « Comment masquer que je n’ai plus assez d’argent pour maintenir mon luxe ? » « Ou comment administrer mon luxe en le rendant plus grand, plus expressif que celui des autres ? » « L’actrice avec qui je ris et fais la fíªte sur cette photo peut me voler mon rí´le demain ! » « Suis-je bien mieux habillée qu’elle ? Pourquoi sourions-nous, si nous nous détestons ? »

Enfin, il me reste les vers de Jorge Luis Borges : « Je ne serai plus heureux, et cela n’a pas d’importance/il y a beaucoup d’autres choses dans ce monde. »

C’est tout ?

Sri Ramakrishna raconte qu’un homme s’appríªtait í  traverser une rivière quand le maí®tre Bibhishana s’approcha, écrivit un nom sur une feuille, l’attacha sur le dos de l’homme et dit :

« N’ayez pas peur. Votre foi vous aidera í  marcher sur les eaux. Mais í  l’instant oí¹ vous perdrez la foi, vous vous noierez. »

L’homme fit confiance í  Bibhishana, et il commení§a í  marcher sur les eaux, sans aucune difficulté. Mais í  un certain moment, il eut un immense désir de savoir ce que son maí®tre avait écrit sur la feuille attachée sur son dos.

Il la prit, et il lut ce qui était écrit :

« í” Dieu Rama, aide cet homme í  traverser la rivière. »

« C’est tout ? pensa l’homme. Qui est ce Dieu Rama, finalement ? »

Au moment oí¹ le doute s’installa dans son esprit, il fut englouti et se noya dans le courant.

A pergunta sem resposta

A pergunta sem resposta

Essa é uma pergunta que já tirei há muito tempo da cabeí§a, justamente porque ní£o sei respondíª-la.

Ní£o sou o único. No decorrer de todos estes anos, convivi com todo tipo de pessoas: ricas, pobres, poderosas e acomodadas. Em todos os olhos que cruzaram com os meus, sempre achei que estava faltando algo – e estou incluindo aí­ guerreiros, sábios, gente que ní£o teria nada para se queixar.

Algumas pessoas parecem felizes: simplesmente ní£o pensam no tema. Outras fazem planos: vou ter um marido, uma casa, dois filhos, uma casa de campo. Enquanto estí£o ocupadas com isso, sí£o como touros em busca do toureiro: ní£o pensam, apenas seguem adiante. Conseguem seu carro, í s vezes conseguem até sua Ferrari, acham que o sentido da vida está ali, e ní£o fazem jamais a pergunta. Mas apesar de tudo, os olhos traem uma tristeza que nem estas pessoas sabem que tem.

Ní£o sei se todo mundo é infeliz. Sei que as pessoas estí£o sempre ocupadas: trabalhando além da hora, cuidando dos filhos, do marido, da carreira, do diploma, do que fazer amanhí£, o que falta comprar, o que é preciso ter para ní£o sentir-se inferior, etc.

Poucas pessoas me disseram: “sou infeliz”. A maioria me diz “estou ótimo, consegui tudo o que desejava”.

Entí£o pergunto: “o que lhe faz feliz?”

Resposta: “Tenho tudo que uma pessoa podia sonhar – famí­lia, casa, trabalho, saúde”.

Pergunto de novo: “Já parou para pensar se isso é tudo na vida?”

Resposta: “Sim, isso é tudo”.

Insisto: “entí£o o sentido da vida é trabalho, famí­lia, filhos que ví£o crescer e lhe deixar, mulher ou marido que se transformarí£o mais em amigos que em verdadeiros apaixonados. E o trabalho vai terminar um dia. O que fará quando isso acontecer? ”

Resposta: ní£o há resposta. Mudam de assunto. Mas sempre existe algo escondido: dono de empresa que ainda ní£o fechou o negócio que sonhava, a dona de casa que gostaria de ter mais independíªncia ou mais dinheiro, o recém-formado se pergunta se escolheu sua carreira ou a escolheram por ele, o dentista queria ser cantor, o cantor queria ser polí­tico, o polí­tico queria ser escritor, o escritor quer ser camponíªs.

Nesta rua onde escrevo a coluna e olho as pessoas caminhando, posso apostar que todo mundo está sentindo a mesma coisa. A mulher elegante que acaba de passar gasta seus dias tentando parar o tempo, controlando a balaní§a, porque acha que disso depende o amor. No outro lado da calí§ada eu vejo um casal com duas crianí§as. Eles vivem momentos de intensa felicidade quando saem para passear com os filhos, mas ao mesmo tempo o subconsciente pensa no emprego que pode faltar, nas tragédias que podem acontecer, como se livrar delas, como se proteger do mundo.

Folheio as revistas de celebridades: todo mundo rindo, todo mundo contente. Mas como freqüento este meio, sei que ní£o é assim: está todo mundo rindo ou se divertindo naquele momento, naquela foto, mas de noite, ou de manhí£, a história é sempre outra. “O que vou fazer para continuar aparecendo na revista?” “Como disfarí§ar que já ní£o tenho dinheiro o suficiente para sustentar meu luxo?” “Ou como administrar meu luxo fazíª-lo maior, mais expressivo que o dos outros?” “A atriz com quem estou nesta foto rindo, celebrando, pode roubar meu papel amanhí£!” “Será que estou mais bem vestida que ela? Por que sorrimos, se nos detestamos?”

Enfim, fico com os versos de Jorge Luis Borges: “Já ní£o serei feliz, e isso ní£o importa/ há muitas outras coisas neste mundo”.

Só isso?

Sri Ramakrisna conta que um homem estava preste a cruzar um rio quando o mestre Bibhishana se aproximou, escreveu um nome numa folha, amarrou-a nas costas do homem, e disse:

– Ní£o tenha medo. Sua fé lhe ajudará a caminhar sobre as águas. Mas no instante em que perder a fé, vocíª se afogará.

O homem confiou em Bibhishana, e comeí§ou a caminhar sobre as águas, sem qualquer dificuldade. A certa altura, porém, teve um imenso desejo de saber o que seu mestre havia escrito na folha amarrada em suas costas.

Pegou-a, e leu o que estava escrito:

“í“ deus Rama, ajuda este homem a cruzar o rio”.

“Só isto?”, pensou o homem. “Quem é esse deus Rama, afinal?”

No momento em que a dúvida instalou-se em sua mente, ele submergiu e afogou-se na correnteza.

¿Qué es la felicidad?

¿Qué es la felicidad?

Esa es una pregunta que ya la borré hace mucho de mi cabeza, justamente porque no sé responderla.

No soy el único. En el transcurso de todos estos años, he convivido con todo tipo de personas: ricas, pobres, poderosas y acomodadas. En todos los ojos que se cruzaban con los mí­os, siempre me pareció que faltaba algo – e incluyo a los guerreros, y a los sabios, gente que no tendrí­a nada de qué quejarse.

Algunas personas parecen felices: simplemente, no se plantean el asunto. Otras hacen planes: tendré un marido, una casa, dos hijos, una casa de campo… Mientras se encuentran ocupadas realizando esa lista, son como toros embistiendo: no piensan, sólo avanzan. Consiguen su coche, a veces consiguen hasta su Ferrari, les parece que en eso consiste el sentido de la vida, y no se hacen nunca la pregunta de arriba. Pero, a pesar de todo, los ojos arrastran una tristeza de la que estas personas ni siquiera son conscientes.

Yo no sé si todo el mundo es infeliz. Lo que sé es que las personas están siempre ocupadas: trabajando más tiempo del que les corresponde, ocupándose de los hijos, del marido, de la carrera, del diploma, de lo que harán al dí­a siguiente, de lo que hay que comprar, de lo que hay que tener para no sentirse inferior, etc.

Pocas personas me dijeron: “Soy infeliz”. La mayorí­a me dice: “Estoy de maravilla. Conseguí­ todo lo que querí­a”.

Entonces, les pregunto: “¿Qué es lo que te hace feliz?”

Me responden: “Tengo todo lo que cualquiera puede desear: familia, casa, trabajo, salud…”

Les pregunto de nuevo: “¿Alguna vez te paraste a pensar si eso era todo en la vida?”

Y responden: “Sí­, eso es todo”.

Insisto: “En ese caso, el sentido de la vida es el trabajo, la familia, los hijos que crecerán y acabarán marchándose, la mujer o el marido que con el tiempo se transforman más en amigos que en auténticos enamorados. Y el trabajo terminará un dí­a. ¿Qué harás cuando llegue ese momento?”

Llegados a este punto, no me responden. Se van por las ramas. Pero siempre queda algo escondido: el empresario que aún no hizo el negocio que soñaba, el ama de casa a la que le gustarí­a disponer de más independencia y más dinero, el que acaba de conseguir su tí­tulo en la facultad se pregunta si fue él quien escogió sus estudios o si alguien los eligió por él, al dentista le habrí­a gustado ser cantante, el cantante hubiera querido ser polí­tico, el deseo del polí­tico era ser escritor, y el escritor es un labrador frustrado.

En la calle donde escribo esta columna y observo a las personas que pasan, apuesto a que todo el mundo esta sintiendo lo mismo. Esta mujer tan elegante dedica sus dí­as a intentar parar el tiempo, controlando la báscula, porque piensa que de eso depende el amor. En la acera de enfrente se ve a una pareja con dos niños. El hombre y la mujer viven momentos de intensa felicidad cuando salen a pasear con sus hijos, pero al mismo tiempo el subconsciente se preocupa del empleo que podrí­a faltar un dí­a, de las tragedias que pueden llegar en cualquier momento, y piensa en cómo librarse de ellas, cómo protegerse del mundo.

Hojeo las revistas de famosos: todo el mundo riéndose, todo el mundo contento. Pero como frecuento este medio, sé que la realidad es otra: todos aparecen riendo o divirtiéndose en la foto, en aquel momento, pero por la noche, o por la mañana, la historia es diferente. “¿Qué voy a hacer para seguir apareciendo en las revistas?” “¿Cómo voy a disimular que ya no tengo el dinero suficiente para mantener esta vida de constantes lujos?” O “¿Cómo hago para aumentar mi lujo, para hacerlo más llamativo que el de los demás?” “La actriz con la que aparezco en esta foto, riéndonos las dos, celebrando algo, ¡mañana me puede robar el papel!” “¿Estaré mejor vestida que ella? ¿Por qué sonreí­mos, si nos detestamos?”

En fin, me quedo con los versos de Jorge Luis Borges: “Ya no seré feliz. Tal vez no importa. Hay tantas otras cosas en el mundo”.

No cuestionar la búsqueda

Cuenta Sri Ramakrisna que un hombre se aprestaba a cruzar un rí­o cuando el maestro Bibhishana se aproximó, escribió un nombre en una hoja, la ató a la espalda del hombre y le dijo:

– No tengas miedo. Tu fe te ayudará a caminar sobre las aguas. Pero en el instante en que pierdas la fe, te ahogarás.

El hombre confió en Bibhishana y comenzó a caminar sobre las aguas, sin ninguna dificultad, A cierta altura, no obstante, sintió un inmenso deseo de saber lo que su maestro habí­a escrito en la hoja atada a sus espaldas.

La cogió y leyó lo que estaba escrito:

“¡Oh, dios Rama, ayuda a este hombre a cruzar el rí­o”

“¿Sólo esto?”, pensó el hombre. “¿Quien es este dios Rama, al fin y al cabo?”

En el momento en que la duda se instaló en su mente él se sumergió y se ahogó en la corriente.

Quote of the Week

Just before a dream is fulfilled, the Soul of the World decides to test everything that was learned on the journey.
(The Alchemist)
Paulo Coelho

Soulmates

I’m in my fourth marriage. I’ve been married with three people that I really loved and I’m sure they loved me, but somehow our marriage didn’t work out together, so they left, I left, and now everybody is happy. Then I met Christina and we’ve been together for 30 years.

Sometimes it takes a lot of risks, because we’re in love with someone, we’re not happy and we know that there is someone out there who is connected to us but we don’t take the risks. Sometimes we are with our soulmates but we don’t recognize.

Let’s talk about soulmates!

The Triangle

One week ago I posted a Forum on soulmates and we had over 1.000 comments.
But love has no rules, and sometimes you may fall in love with the same intensity with two different people. Then you are facing something that you didn’t expect and this affects your life. So this week the forum is about the Triangle, falling in love with two people, at the same time with the same intensity. Please share your opinions and experiences here.
Love
Paulo

About the Blog

I’ll make some changes in this blog. Since couple of months, most of the readers complains that they can’t keep pace with daily updates because there are many interesting things to read but very little time. What we are going to do from now on : we are going to keep the Forum and Workshop basicly. And I’ll interfere as less as I can, because this blog is a place of discussion between readers. It’s the reader who understands my books and discuss. I’ll read your posts, your comments and try to interfere, to explain if I see the necessity. So, we are going to update the blog once a week. And from time to time, I’ll express my opinion on current affairs in my blog.

Thank you,
Paulo

Angels

This is a gift from a reader, Agnieska from Poland it is the painting of my guardian angel.
I wrote a book about angels I believe in angels. The book is called The Valkyries, it takes place in the Mojave Desert and there (and not only there) I had a very strong experience with angels.
Having said that: I want you to share in this forum your experience with angels.
Meaning, moments that you know that your angel is taking you out of trouble; moments that you know that your angel is helping you to get the things that you want.
And of course I want you to discuss with us your beliefs in angels. This very important because even though people talk a lot about angels, they are not truly paying attention. Normally because they dont notice that angels use other people to talk, to act for us.