Secondo il dizionario: dal Lat. Justitias, s. f., conformità con il diritto; atto di dare a ciascuno ciò che gli appartiene; equità; insieme di magistrati e delle persone che servono presso di loro.
Secondo Gesù Cristo: Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al male; anzi, se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra. (Matteo 5: 38-39)
In un altro momento del Vangelo: Gesù entrò poi nel tempio di Dio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; e rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe. (Matteo, 21:12)
Secondo Bankei: Durante una delle lezioni del maestro zen Bankei, un allievo fu colto a rubare. Tutti i discepoli chiesero l’espulsione dell’allievo, ma Bankei non fece nulla. La settimana seguente, l’allievo rubò di nuovo. Irritati, gli altri pretesero che il ladro fosse punito.
“Poiché voi siete saggi”, disse Bankei. “sapete ciò che è giusto o sbagliato, e potete studiare in qualche altro posto. Ma questo povero fratello – che non sa che cosa sia giusto o sbagliato – ha soltanto me per insegnarglielo. E io continuerò a farlo”. Un torrente di lacrime purificò il viso del ladro: il desiderio di rubare era scomparso.
Lettera di un condannato a morte: Il braccio della morte è l’arena dove le politiche di Potere, Retribuzione e Violenza sono applicate a un uomo usando cemento e acciaio. Fino al momento in cui quest’uomo si trasforma in acciaio e cemento. Tuttavia, anche se l’acciaio può essere duro, è ancora capace di essere flessibile, e anche se il cuore si è trasformato in cemento, è ancora capace di battere. (Justin Fuller, giustiziato in Texas il 24/08/2006)
Durante l’Inquisizione Spagnola: Nel XV secolo, i padri inquisitori andavano di città in città, riunendo gli abitanti nella piazza principale; dopo una predica, sceglievano aleatoriamente sei o sette persone, che venivano interrogate sulla vita dei vicini; in tutti i casi, queste persone accusavano sempre qualcuno, per paura di essere considerate eretiche.
Nell’applicazione della giustizia: “L’inferno è l’Irak” (risposta di Saddam Hussein, quando uno dei suoi esecutori gridò ‘vai all’inferno’, 29/12/2006)
Nella cerimonia del tè: Noi notiamo la cattiveria negli altri perché conosciamo la cattiveria attraverso il nostro comportamento. Non perdoniamo mai quelli che ci feriscono perché pensiamo che non saremmo mai perdonati. Noi riveliamo la verità dolorosa al prossimo perché vogliamo nasconderla a noi stessi. Ci rifugiamo nell’orgoglio affinché nessuno possa vedere la nostra fragilità. Per questo, ogni qualvolta ti troverai a giudicare il tuo fratello, sii consapevole che sei tu a essere sotto processo. Okakura Kakuso, Il libro del tè, 1904)
In cerca di prove: Anche se inefficace come mezzo di prova e metodo di investigazione, la tortura è stata per secoli il sistema giuridico per scoprire la verità dei fatti. (Paulo Sérgio Pinheiro, Professore Cattedratico di Scienze Politiche)
Secondo il tutore del re di Persia: Quando era piccolo, Cosroes (in seguito Cosroes I) aveva un maestro che riuscì a farlo spiccare in tutte le materie che egli apprendeva. Un pomeriggio, il maestro - apparentemente senza alcun motivo – lo castigò con la massima severità.
Anni dopo, Cosroes salì al trono. Uno dei suoi primi provvedimenti fu di convocare il maestro della sua infanzia ed esigere una spiegazione per l’ingiustizia che aveva commesso.
“Perché mi hai castigato senza che lo meritassi?” domandò.
“Quando vidi la tua intelligenza, seppi subito che avresti ereditato il trono di tuo padre”, rispose il maestro. “E decisi di mostrarti come l’ingiustizia sia capace di segnare un uomo per il resto della vita. Spero che tu non castighi mai nessuno senza motivo”.

