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	<title>Comments on: Edizione nº 157 : Frammenti di un diario inesistente</title>
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	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 00:19:32 +0000</pubDate>
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		<title>By: MG</title>
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		<dc:creator>MG</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 17:09:28 +0000</pubDate>
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		<description>" (...)Non capiva che anche lui era una persona come tutte le altre, anche se udiva gli angeli e riceveva di tanto in tanto qualche ordine da Dio: era talmente convinto di sapere ciò che voleva da essersi comportato proprio come coloro che non avevano mai preso una decisione importante nella vita. Era sfuggito al dubbio. Alla sconfitta. Ai momenti di indecisione. Ma il Signore era generoso e lo aveva condotto sull’abisso dell’inevitabile per dimostrargli che l’uomo deve SCEGLIERE, e non ACCETTARE, il proprio destino… Ci sono momenti in cui Dio pretende obbedienza. Ma ce ne sono altri in cui desidera mettere alla prova la nostra volontà, e ci sfida a comprendere il Suo amore. Noi abbiamo capito questa volontà quando le mura di Akbar sono state rase al suolo: esse hanno aperto il nostro orizzonte e hanno consentito a ciascuno di noi di vedere ciò di cui era capace. Abbiamo smesso di riflettere sulla vita, e abbiamo deciso di VIVERLA.(...)
(MonteCinque- P.Coelho)

Può essere che molti non si trovino mai sull'abisso dell'inevitabile.
Può anche essere che ci siano persone capaci di programmare la propria vita, come la ragazza di Copacabana, e che riescano a viverla secondo i propri piani prestabiliti.
Può essere che ci siano persone che abbiano pecore a sufficienza e siano contenti della propria vita.
Ma a me non è andata così; l'abisso dell'inevitabile si è presentato tante volte ma, sbagliando, non l’ho mai vissuto come un privilegio donatomi dal mio Signore così generoso.
Oggi posso cominciare a pensare che invece Dio mi ha concesso una possibilità enorme di “scegliere” una strada piuttosto che un’altra.
Decisioni difficili, sofferte, piante con lacrime amare e nascoste, perché non riesco bene a comprendere quanto il mio Signore mi stia mostrando.
La mia vita, come le mura di Akbar, è stata rasa al suolo parecchie volte ma io non ho subito pensato ai nuovi orrizonti..; ho pensato che stavo meritando quei “castighi”. 
Nuovi orizzonti si aprono ma non siamo sempre pronti a vederli, io non pensavo di esserne capace, non sono stata educata in questo senso.
Spesso ho chiesto a Dio di darmi una “vita normale”, una di quelle vite in cui si hanno pecore a sufficienza, una vita di quelle dove, nonostante tutto, si va avanti e non si cambia strada.
Oggi vivo un’altra volta sull’abisso dell’inevitabile e prego Dio di darmi tutta la forza necessaria per scegliere e non accettare il mio destino; se Lui mi sta mostrando così la Sua generosità devo pensare che un motivo deve averlo per forza!
Un abbraccio a tutti

PS Paulo grazie di cuore….</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; (&#8230;)Non capiva che anche lui era una persona come tutte le altre, anche se udiva gli angeli e riceveva di tanto in tanto qualche ordine da Dio: era talmente convinto di sapere ciò che voleva da essersi comportato proprio come coloro che non avevano mai preso una decisione importante nella vita. Era sfuggito al dubbio. Alla sconfitta. Ai momenti di indecisione. Ma il Signore era generoso e lo aveva condotto sull’abisso dell’inevitabile per dimostrargli che l’uomo deve SCEGLIERE, e non ACCETTARE, il proprio destino… Ci sono momenti in cui Dio pretende obbedienza. Ma ce ne sono altri in cui desidera mettere alla prova la nostra volontà, e ci sfida a comprendere il Suo amore. Noi abbiamo capito questa volontà quando le mura di Akbar sono state rase al suolo: esse hanno aperto il nostro orizzonte e hanno consentito a ciascuno di noi di vedere ciò di cui era capace. Abbiamo smesso di riflettere sulla vita, e abbiamo deciso di VIVERLA.(&#8230;)<br />
(MonteCinque- P.Coelho)</p>
<p>Può essere che molti non si trovino mai sull&#8217;abisso dell&#8217;inevitabile.<br />
Può anche essere che ci siano persone capaci di programmare la propria vita, come la ragazza di Copacabana, e che riescano a viverla secondo i propri piani prestabiliti.<br />
Può essere che ci siano persone che abbiano pecore a sufficienza e siano contenti della propria vita.<br />
Ma a me non è andata così; l&#8217;abisso dell&#8217;inevitabile si è presentato tante volte ma, sbagliando, non l’ho mai vissuto come un privilegio donatomi dal mio Signore così generoso.<br />
Oggi posso cominciare a pensare che invece Dio mi ha concesso una possibilità enorme di “scegliere” una strada piuttosto che un’altra.<br />
Decisioni difficili, sofferte, piante con lacrime amare e nascoste, perché non riesco bene a comprendere quanto il mio Signore mi stia mostrando.<br />
La mia vita, come le mura di Akbar, è stata rasa al suolo parecchie volte ma io non ho subito pensato ai nuovi orrizonti..; ho pensato che stavo meritando quei “castighi”.<br />
Nuovi orizzonti si aprono ma non siamo sempre pronti a vederli, io non pensavo di esserne capace, non sono stata educata in questo senso.<br />
Spesso ho chiesto a Dio di darmi una “vita normale”, una di quelle vite in cui si hanno pecore a sufficienza, una vita di quelle dove, nonostante tutto, si va avanti e non si cambia strada.<br />
Oggi vivo un’altra volta sull’abisso dell’inevitabile e prego Dio di darmi tutta la forza necessaria per scegliere e non accettare il mio destino; se Lui mi sta mostrando così la Sua generosità devo pensare che un motivo deve averlo per forza!<br />
Un abbraccio a tutti</p>
<p>PS Paulo grazie di cuore….</p>
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