Edizione nº 170 : L’atto di scrivere

“Esistono due tipi di scrittori: quelli che fanno pensare, e quelli che fanno sognare” dice Brian Aldiss, che mi ha fatto sognare per molto tempo con i suoi libri di fantascienza. Pensando ad una sua frase e al mio mestiere, ho deciso di scrivere tre testi sul tema. Io penso che, teoricamente, ogni essere umano su questo pianeta abbia per lo meno una buona storia da raccontare ai suoi simili. Ecco, a seguire, qualche mia riflessione su alcuni punti importanti nel processo di creazione di un testo.

Il lettore

Lo scrittore deve essere, soprattutto, un buon lettore. Quello che si aggrappa ai libri accademici e non legge ciò che gli altri scrivono (e a questo proposito non sto parlando solo di libri, ma anche di blogs, di colonne sui giornali, ecc.) non conoscerà mai le proprie qualità e i propri difetti.

Dunque, prima di cominciare qualsiasi cosa, ricerca gente che sia interessata a condividere la propria esperienza attraverso la parola.

Non dico: “ricerca altri scrittori”.

Dico: incontra persone con abilità differenti, perché scrivere non è diverso da qualsiasi altra attività svolta con entusiasmo.

I tuoi alleati non saranno necessariamente quelle persone a cui tutti guardano, meravigliati, affermando: “non c’è nessun altro migliore”. Anzi, al contrario: è gente che non ha paura di sbagliare e, dunque, sbaglia. Per ciò, non sempre il suo lavoro è riconosciuto. Ma è questo tipo di persona che trasforma il mondo e che, dopo molti errori, riesce a fare qualcosa di giusto che farà la grande differenza nella sua comunità.

Sono persone che non possono restare ad aspettare che le cose accadano, per poi poter decidere quale sia il modo migliore di raccontarle: esse decidono a mano a mano che agiscono, pur sapendo che questo può essere molto rischioso.

Convivere con queste persone è importante per uno scrittore, perché egli ha bisogno di capire che, prima di porsi davanti al foglio di carta, deve essere abbastanza libero per cambiare direzione a mano a mano che il suo immaginario viaggia. Quando termina una frase, lo scrittore deve dire a se stesso: “mentre scrivevo, ho percorso un lungo cammino. Ora termino questo paragrafo con la consapevolezza di avere rischiato molto e dato il meglio di me”.

I migliori alleati sono quelli che non la pensano come gli altri. Per ciò, fintanto che ricerchi i tuoi compagni non sempre visibili (giacché raramente avviene l’incontro tra il lettore e lo scrittore), credi nella tua intuizione e non badare ai commenti altrui. Le persone giudicano sempre gli altri avendo come modello le proprie limitazioni – e talvolta l’opinione della comunità è carica di preconcetti e paure.

Unisciti a coloro che non hanno mai detto: “è finita, devo fermarmi qui”.Perché, come all’inverno fa seguito la primavera, niente può avere fine: dopo che avrai raggiunto il tuo obiettivo, sarà necessario ricominciare di nuovo, usando sempre tutto ciò che hai appreso nel cammino.

Unisciti a coloro che cantano, raccontano storie, si godono la vita e negli occhi mostrano di avere gioia. Perché la gioia è contagiosa, e riesce sempre ad impedire che le persone si lascino paralizzare dalla depressione, dalla solitudine e dalle difficoltà.

E racconta la tua storia, foss’anche solo perché la legga la tua famiglia.

La penna

Tutta l’energia del pensiero finisce per manifestarsi nella punta di una penna. Certo, possiamo anche sostituire questa parola con biro, tastiera di un computer, matita, ma penna è piú romantico, non è vero?

Torniamo al tema: la parola finisce per condensare un’idea.

Il foglio di carta è solo un supporto per questa idea.

Ma la penna rimarrà sempre con te, e bisogna sapere come utilizzarla.

Sono necessari periodi di inattività – una penna che scriva sempre finisce per perdere la consapevolezza di ciò che fa. Dunque, lasciala riposare ogni qualvolta sia possibile e preoccupati di vivere e incontrare i tuoi amici. Quando tornerai alla scrittura, troverai una penna contenta, dalla forza intatta.

La penna non ha consapevolezza: essa è un prolungamento della mano e del desiderio dello scrittore. Serve a distruggere reputazioni, a far sognare, a trasmettere notizie, a delineare belle frasi d’amore. Dunque, sii sempre chiaro nelle tue intenzioni.

La mano è il punto in cui si concentrano tutti i muscoli del corpo, tutte le intenzioni di colui che scrive, tutto lo sforzo per condividere ciò che sente. Non è solo una parte del tuo braccio, ma una estensione del tuo pensiero. Tocca la tua penna con lo stesso rispetto che un violinista nutre per il suo strumento.

La parola

La parola è l’intenzione finale di chiunque desideri condividere qualcosa con il proprio simile.

William Blake diceva: tutto ciò che scriviamo è frutto della memoria o dell’ignoto. Se dovessi dare un suggerimento, direi: rispetta l’ignoto e ricerca in esso la tua fonte di ispirazione. Le storie e i fatti rimangono gli stessi, ma quando apri una porta nel tuo inconscio e ti lasci guidare dall’ispirazione, vedrai che il modo di descrivere ciò che hai vissuto o sognato è sempre molto piú ricco quando il tuo inconscio sta guidando la penna.

Ogni parola lascia nel tuo cuore un ricordo – ed è la somma di questi ricordi che forma le frasi, i paragrafi, i libri.

Le parole sono flessibili come la punta del tuo pennino e capiscono i segnali del cammino. Le frasi non esitano a deviare il loro corso quando scoprono o intravvedono una opportunità migliore.

Le parole possiedono la qualità dell’acqua: contornare le rocce, adattarsi al letto del fiume, talvolta trasformarsi in un lago e poi, una volta colmata la depressione, proseguire per il proprio cammino.

Perché la parola, se scritta con sentimento e anima, non dimentica che la propria destinazione è l’oceano di un testo, e che prima o poi lo raggiungerà.

(termina nel prossimo numero)
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16 Responses to “Edizione nº 170 : L’atto di scrivere”


  1. 1 young

    dopo aver avuto per tanto tempo l’indirizzo del blog di paulo chiuso in un cassettino sulla mia scrivania, oggi ho deciso di visitarlo e ciò che ha scritto era proprio quello che avevo bisogno di sentire…proprio come quando l’universo decide di comunicarti qualcosa, ogni evento ogni coincidenza si incastra morbidamente dando corpo ad una risposta positiva a ciò che voglio fare..
    da tempo penso che mi piacerebbe scrivere qualcosa ma forse per pigrizia o per paura non ho mai trovato il tempo, nascondendomi dietro l’affaccendarsi del quotidiano…oggi mi hai dato la mia risposta e poi mettere su carta i tuoi pensieri trasformandoli in parole che vanno oltre il segno raggiungendo l’emozione che suscita in noi hanno bisogno di una penna è più romantico di certo…grazie

  2. 2 antonella previdi

    Egr. Sig Coelho, non so se Lei potrà mai leggere queste mie parole: io le Sue le ho lette tutte avidamente e quando finivo un Suo libro mi veniva voglia di ricominciare da capo ancora e ancora. Lo so, sembra stupido e, forse, lo è ma mi piacerebbe avere da Lei una frase che mi permettesse di vedere la luce dentro di me , di trasformarmi in alchimista di me stessa. Vedo la mia vita inutile e che scorre velocemente. Non posso più scrivere perchè mio marito mi sta urlando nelle orecchie! Spero ” a presto”. Antonella

  3. 3 MG

    Carissima Antonella,

    anche se non ti conosco, mi hai suscitato molta tenerezza con le tue parole. Ecco quanto potere riescono ad avere le parole, riescono a far “conoscere” qualcosa di qualcuno anche senza vederlo mai!

    Paulo di sicuro ti ha già detto quella frase che a te serviva, attraverso i suoi scritti, secondo me hai già dentro di te tutto quello che serve per capire che la vita non può di certo essere inutile, altrimenti non saresti stata a scrivere “con tuo marito che ti urlava nelle orecchie” :-) Magari la prossima volta urlagli un bellissimo “ASPETTTTTTTTTA UN ATTTTTTTTTTTTIMOOOOOOOOOO CHE SONO IMPEGNATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!” :-)
    Come dice Young nel suo post “proprio come quando l’universo decide di comunicarti qualcosa..:”, dovremmo però prestare più ascolto e leggere tutti i segnali che ci si presentano lungo il Cammino per riscoprirci e scoprire tutto ciò che è li fuori e che aspetta di essere “scoperto”.

    In questa edizione è davvero difficile scrivere qualcosa, eppure paradossalmente questa è l’edizione dove si invita alla scrittura, mah mah…come siamo strani noi bloggerrrrrrrrrrrrrrrr. Sarà che forse fino ad oggi si è scritto tanto, almeno per quanto mi riguarda, ho scritto fiumi di parole, ma a prescindere se sia stato utile o no, a me è piaciuto farlo e non me ne pento affatto. Ho conosciuto un po’ di più me stessa, ho conosciuto poi alcune Belle Persone grazie al mio scrivere qui, ne ho conosciute anche di meno belle, e non ne ho conosciute altre..quindi non è niente inutile nella vita!

    Un abbraccio affettuoso

    PS Mitica Lù, Nina, Jama, Daniele, Andrea, Michaela, Carole, Wilma, Giulia, Marco, Butterfly e tutte le “meteore” di questo blog, sarebbe bello scrivere almeno un saluto in questa edizione no?! :-)
    2PS beh la nostra mitica Censora sarà contenta di non avere più tanto lavoro da fare con le autorizzazioni dei nostri post :-) Baci Censorissima

  4. 4 carole

    Visto che c’è l’invito a scrivere Non so se è in tema, e se supererà l’occhio vigile della censora, ma scrivo. Titolo: Proteggere la bellezza. Non so se avete mai letto le prime pagine del racconto di Dostoevskij. “ il sogno di un uomo ridicolo”. A volte mi sento proprio così, ridicola. Mi preoccupo per un sacco di cose, mentre la gente vive secondo la filosofia del “carpe diem”. Mi sento stupida nel preoccuparmi per il futuro. Dove abito esiste una zona archeologica che risale all’età del bronzo. Vi è l’acropoli, un villaggio formato da capanne ovali tutte vicine, un muro grande e una necropoli. Amo molto questa zona, e quando sono triste, arrabbiata con il presente, trovo rifugio nel passato, il tempo in cui l’uomo viveva in armonia con la natura. Nella zona stanno facendo dei lavori per permettere, a dir loro, l’agevole fruizione. Per quanto mi riguarda, sembra che stiano deturpando sia il paesaggio, che buona parte della necropoli, con stradine, cemento, appianamenti con ruspette. Ho scritto due lettere e le ho spedito a sindaco e soprintendenza; ho girato varie @mail, e mi sento ridicola. Con tutte le ingiustizie che ci sono nel mondo, io “mi pigghiu collera” per quattro pietre? Beh! Provate a toccare la pietra della Mecca! Non scrive forse la costituzione che c’è libertà di religione? Quella zona è il “mio” tempio alla Baudelaire, e pur sentendomi ridicola, non posso fare a meno di arrabbiarmi contro i profanatori. Nessun rispetto va al popolo dell’ossidiana? Non sono quattro pietre, ma sono pietre che testimoniano un volere lasciare un’eredità, una “corrispondenza di amorosi sensi”. Pensare che la gente ci farà il giro “commerciale” senza onorare la memoria, non mi va proprio giù.
    Noi viviamo nel progresso, nelle comodità, nell’usa e getta, nelle serate passate davanti alla tv ad ammirare ballerine mezze nude, in mezzo a uomini dal doppio petto.
    Mio figlio già si chiede quando dovrà smettere di andare a scuola; la nozionistica gli sta stretta. Vuole sapere quando sarà libero di andare a pescare. Sinceramente, se deciderà di essere pescatore-contadino non glielo impedirò. Sarà di certo più felice di chi corre per arrivare alla propria scrivania in orario.
    Voilà una citazione del libro “I cento passi”: “Uno… potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così…in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere!… e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è esiste… nessuno si ricorda più com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza… E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?”
    E per chiudere in bellezza un ammonimento degli indiani Cree: “Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto. Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.” W la povera terra.

  5. 5 Jama

    Parole che si susseguono l’un l’altra a formar pensieri
    Parole che rimbalzano su questo schermo bianco
    Parole che contro ogni logica esprimono logicità
    Parole che nascono e che moriranno

    Parole che vai dicendo ma non ascoltando
    Parole dal suono piacevole ma dal significato oscuro
    Parole che meglio non dire per non soffrire
    Parole erette come un muro

    Parole che son sempre le stesse ma sempre diverse
    Parole che fanno rima, sinonimi e contrari
    Parole date e mantenute
    Parole promesse da marinari

    Parole ah! conoscerle tutte
    Parole lasciate come segno del tuo passaggio
    Parole di cui si è perso il significato
    Parole scritte come un vecchio saggio

    ***********************************************
    Poiché non sapevo cosa scrivere su questo post, ho scritto tutto ciò che mi passava per la testa, chiedo scusa in anticipo :-)

    Jama

  6. 6 Marco

    Colgo l’occasione al volo, datami da MG, di salutare tutti i blogger di questo interessante e profondo blog.Un saluto particolare alle persone che tengono “vivo” il blog nelle loro discussioni e riflessioni……Lù, MG, Nina e Jama. Sappiate comunque che vi leggo sempre anche se non vi scrivo.(troppo semplice direbbe qualquno, ma per adesso gira così…..) Un abbraccio e un saluto sincero e affetuoso. Marco

  7. 7 MG

    Grande Marco! :-) Anche se meriteresti una bella tirata d’orecchie…. sono felicissima di rileggere il tuo nome!
    Mi manca molto leggere te e gli altri “vecchi blogger”, anche perchè io con Jama, Andrea, Lù e a volte Nina, comunico anche in altri modi…oltre questo blog.
    Cerca di farla girare un pò diversamente se ti riesce :-) così che questo blog sia per tutti un bel fuoco attorno al quale raccontarsi e non solo per i soliti quattro gatti…
    Un abbraccio e grazzzzzzzzzzzzie :-)

  8. 8 Luana

    Si scrive per fissare gli attimi. Si scrive per inchiodare la malinconia. Si scrive per raccontare una storia con cui fondere i propri giorni. Si scrive e si torna a scrivere: si impugna la penna e si è di nuovo su una foglio bianco: scene sempre uguali, per tornare a far parlare la parte più vera di sé.
    Chissà perché, ma scrivo pagine davvero “mie”, quando vorrei piangere, per tre giorni di seguito. E’ sempre stato così: impugnare quella penna e buttare su un notes pensieri, emozioni, nostalgie. E’ catartica la scrittura, lo è sempre stato. Per anni non sono riuscita a scrivere utilizzando il pc. Ho sempre avuto un rapporto totale con la carta e le penne colorate.

    Talvolta, invece, si sfoglia un libro e può accadere che prenda forma., con sintassi diverse, quelli che sono anche i tuoi pensieri. Con alcuni autori c’è alchimia profonda tanto che sembra che giungano nel momento opportuno. Sei atteso , proprio da quelle parole, che ti dicono che non sei l’unico “pazzo” di questo pianeta.

    Succede con pochi autori. Grazie, Paulo!

    Un bacione e un caro abbraccio a tutti voi!
    Uno speciale a Mg, Nina, Jama …..ma a tutti gli altri anche una sonora tirata d’orecchi! Marco, non vale, e poi Daniele, Carole, Wilma, Micaela, Andrea, Erase, …. dove siete finiti…e poi per le meteore, oltre Giulia, la mitica Artemide…un bacio ovunque voi siate
    Un benvenuto a Young e Antonella

  9. 9 Nina

    Mi fa piacere ritrovare un amico che pensavo di non sentire più, Marco, mi riempie di gioia vedere che altri amici si sono aggiunti - Young e Antonella (a proposito: Antonella non mollare!)- mi rende felice ritrovare tutti i mitici frequentatori dello Jama’s Pub: Mg, Luana, Jama, Carole … E’ bello ritrovarsi! :)
    ————————————————————-

    Le parole sono importanti. Riflettono secondo me la personale visione del mondo di ognuno. Ci sono parole antipatiche, quelle che non useresti mai per niente al mondo, parole ambigue che donano sempre un po’ di misteriosa incertezza al discorso, parole arcaiche, da usare con parsimonia per non appesantire troppo il discorso, parole barocche, per donare splendore dorato a pensieri troppo scarni …

    La carta su cui fissare i propri pensieri è come il libro della vita: a volte va riempito con il frutto della nostra meditazione, ma a volte è preferibie lasciarlo bianco. La vita fluisce anche senza la nostra volontà ed i nostri desideri sono piccolissimi di fronte alla forza travolgente della vita.

  10. 10 Nina

    Una massima zen anche per voi: :)
    Un monaco domandò al maestro Pai-chang:
    “Ho cercato in tutti i modi il Buddha, ma non l’ho ancora trovato. Come mai?”
    “Perché cerchi il bue mentre lo stai cavalcando.”

    ***
    Dedicata a tutti quelli che stanno cercando: non immaginate ciò che desiderate nei posti più lontani e insoliti, perché potrebbe essere… sotto i vostri occhi! :)

  11. 11 MG

    Eh già…è proprio bella questa rimpatriata!
    Manca ancora un pò di gente all’appello ma non demordiamo :-)
    Carole che belle parole appassionate per la tua terra, e ti fanno anche molto onore altrochè sentirti stupida e ridicola!

    Nina credo che nessuno di noi possa smettere di cercare, credo che sia lo stimolo migliore per vivere pienamente la propria vita. Non bisogna fermarsi, anche quando crediamo di aver “trovato” ciò che volevamo no?! E’ vero quello che dici circa il cercare lontano da noi, a volte quello che cerchiamo è addirittura dentro noi stessi! :-)
    Jama e Luana in questi spazi virtuali ormai stiamo davvero facendo “strage di parole” :-)

    C’è sicuramente chi ha deciso di non parlare-scrivere più, forse non lo ritiene necessario, forse non crede ci possa più essere alcuno scambio, forse addirittura ha voltato pagina e questo blog non è che acqua passata… come del resto succede nella vita di certe persone. Ognuno è libero di condividere o no, ognuno è libero di decidere con chi parlare e con chi no, qui ci sono stati molti “buoni combattimenti” e molte altre volte invece sono stati evitati perchè avrebbero “offeso” o “ferito” oltremodo le persone; oppure forse non sono stati combattuti perchè non avrebbero cambiato nè aiutato nella ricerca della Leggenda Personale di nessuno….
    Se si scende “in campo” bisogna essere anche consapevoli di cosa potrebbe accadere…
    Vabbè, non mi prendete per pazza (che magari un pò lo sono davvero), ma dovevo scrivere questa cosa già da un pò… e ora l’ho fatto!

    Spero di leggere ancora tanti altri post in questa edizione :-) Forza forza che la birra ve la offro…non c’è problema!

  12. 12 Nina

    L’unico libro che può essere considerato inutile, è quello che non lascia alcuna traccia nel lettore. Così come possono essere considerate inutili le persone che non donano nulla della propria anima.
    Non mi riferisco a nessuno in particolare (ci mancherebbe!), è solo una mia idea sulla letteratura e sull’umanità che volevo condividere in questo spazio dedicato all’atto di scrivere.

    Al contrario, Paulo ci ha donato personaggi e pagine indimenticabili, memorabili! GRAZIE, PAULO! :)

    P.S. Come avete trascorso il ponte del 25? Tutto bene? Mi raccontate qualcosa? :) :) :)

    Un saluto alla mitica Censora! :)

  13. 13 Alfio Nazareno

    ciao a tutti, sembra proprio un pomeriggio dedicato a ciò che amo fare di più… scrivere… proprio quando sembrava che ne avessi perso la voglia…

    ci sono attimi in cui le parole perdono la forza… e allora riteniamo di non avere più bisogno di comunicare… fin quando un raggio di sole, il sorriso di un bambino, il profumo di una pesca o un qualsiasi avvenimento apparentemente insignificante non risvegliano in noi la magia di vivere… e con essa la poesia ritorna a impossessarsi delle parole che prendono forma dalla nostra penna o dalla nostra bocca…

  14. 14 Luana

    Carole….è bellissimo quello che hai scritto! Mi hai emozionata nel profondo. L’attaccamento alle proprie radici, la difesa, del patrimonio culturale, che ci identifica, è un omaggio generoso alla nostra storia, alla nostra identità.
    Dimenticare il passato, o profanarlo, è uno scempio.
    Pari al masacro degli alberi e del pianeta.

    Altri massacri furono compiuti, quando, si cercò di tacitare la coscienza e l’etica degli uomini, bruciando libri…..perchè i libri sono “pericolossissimi “, svegliano le coscienze…!!!

    Voglio ricordare una frase di Borges, che credo, possa adattarsi non solo alle pagine di qualche manoscritto ,ma a tutto ciò che ci identifica nel profondo, sia che si chiami albero o monumento neolitico…..

    “Ho sempre immaginato il Paradiso, come un’immensa Biblioteca”!

    Dolce Notte….

    P.s bacioni a tutti: contenta Mg? Quasi tutti hanno risposto all’appello! :-)

  15. 15 MG

    no no no mia carissima Lù, tu da bravissima e mitica prof dovresti “fare l’appello” e vedresti che ci sono un sacco un sacco di assenti “ingiustificati”…quindi SBRIGATEVI altrimenti non sarete riammessi :-) !!!!!

    saluti a tutti

    PS e su…non fate tanto i preziosi….che lo siete anche se scrivete giusto un ciao! sarà contenta anche la mitica Censora :-)

  16. 16 MG

    Volevo regalare alle pagine di questo blog questo scritto trovato sul blog del coordinatore di Consequenze e che ho già inoltrato a qualcuno di voi :-) Beh io in questa edizione del blog ho già dato…ora tocca a voi!
    Un abbraccio :-) _________

    Salve, sono l’errore, sono il cavallo zoppo, il triste sognatore.
    Sono il pazzo furioso, l’insano vagabondo, sporcizia e malodore.
    Sono il non invitato, il non più frequentato, il “mi dispiace è tardi”.
    Sono anche il vizio, il fallimento e l’autodistruzione.
    Io sono l’abbandono, sono il difetto, lo scarto.
    Sono stato il lusso, lo spreco, la follia.
    Ma nasco da un rifiuto, perciò sono anche il dubbio, la non rassegnazione.
    Sono sopravvivenza, tentativo.
    Ero il coraggio, ora sono un cecchino e sono un avamposto.
    Il primo a spegnersi e il primo a riapparire. Forse sono perfino spiegazione.
    Certo, non sono processione, supplica e servilismo.
    Sono spesso sconfitta, mi si legge negli occhi ma attento, sono un lampo e so volare.
    Tra un’ora potrei essere il sorriso. :-)
    (Rio de Janeiro, 1991)

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