La prossima settimana celebreremo (25 luglio) il giorno di San Giacomo di Compostela. L’anno scorso, ho rifatto il pellegrinaggio insieme a mia moglie, per celebrare i miei vent’anni dal Cammino.
Mi ricordo di un pomeriggio in cui, seduto in un giardino di Leon, guardavo il fiume che scorre.
Accanto a me, Christina – mia moglie – sta leggendo un libro. In Europa comincia la primavera, ormai possiamo rimettere in valigia i maglioni. Abbiamo viaggiato in auto tutti questi giorni, passando per alcuni luoghi che hanno segnato le nostre vite (Christina ha fatto il Cammino di Santiago nel 1990). Pur avendo viaggiato senza fretta, abbiamo percorso 500 km in meno di una settimana.
Acqua minerale. Caffè.
Persone che conversano, persone che camminano.
Persone che prendono anch’esse il caffè e l’acqua minerale.
Allora torno indietro nel tempo di vent’anni, a un pomeriggio di luglio o agosto del 1986, un caffè, un’acqua minerale, persone che conversano e camminano – solo che stavolta lo scenario sono le pianure che si stendono dopo Castrojeriz, il mio compleanno si sta avvicinando, sono uscito da Sant Jean Pied-de-Port già da un po’ di tempo, e mi trovo poco oltre la metà della strada che conduce a Santiago de Compostela.
Velocità dell’andatura: 20 km al giorno.
Guardo davanti a me, il paesaggio è monotono: anche la guida sta bevendo il suo caffè in un bar che sembra sorto dal nulla. Guardo dietro di me, lo stesso paesaggio monotono, con l’unica differenza che la polvere del suolo reca le impronte delle suole delle mie scarpe – ma è solo questione di tempo, il vento le cancellerà prima che sia scesa la sera.
Tutto mi sembra irreale.
Che sto facendo qui? Questa domanda continua ad accompagnarmi, anche se sono ormai passate varie settimane.
Sto cercando una spada. Sto compiendo un rituale di RAM, un piccolo ordine all’interno della Chiesa Cattolica, senz’altri segreti o misteri se non il tentativo di comprendere il linguaggio simbolico del mondo. Sto pensando che sono stato ingannato, che la ricerca spirituale non è altro che una cosa senza senso o logica, e che sarebbe stato meglio rimanere in Brasile, ad occuparmi delle cose di cui mi occupo sempre.
Sto dubitando della mia sincerità in questa ricerca perché è molto faticoso cercare un Dio che non si mostra mai, pregare alle ore giuste, percorrere cammini strani, mantenere una certa disciplina, accettare ordini che mi sembrano assurdi.
Si tratta di questo: dubito della mia sincerità. In tutti questi giorni Petrus ha detto che il cammino è di tutti, delle persone comuni, il che mi lascia piuttosto disilluso. Io pensavo che tutto questo impegno mi avrebbe dato un posto di rilievo tra i pochi eletti che si avvicinano ai grandi archetipi dell’universo. Pensavo che avrei finalmente scoperto quanto siano vere tutte le storie sui governi segreti di saggi nel Tibet, sulle pozioni magiche capaci di suscitare amore là dove non c’è attrazione, di rituali in cui all’improvviso le porte del Paradiso si aprono.
Ma quello che Petrus mi dice è esattamente il contrario: gli eletti non esistono. Tutti sono prescelti se, invece di domandarsi “che cosa sto facendo qui”, decidono di fare qualcosa che risvegli l’entusiasmo nel loro cuore. È nel lavoro con entusiasmo che risiede la porta del paradiso, l’amore che trasforma, la scelta che ci porta a Dio.
È questo entusiasmo che ci mette in connessione con lo Spirito Santo, e non le centinaia, le migliaia di letture dei testi classici. È la volontà di credere che la vita è un miracolo che permette ai miracoli di accadere, e non i cosiddetti “rituali segreti” o gli “ordini iniziatici”. Insomma, è la decisione dell’uomo di compiere il proprio destino che lo fa essere realmente un uomo – e non le teorie che egli elabora intorno al mistero dell’esistenza.
E ora sono qui. Poco oltre la metà del cammino che mi conduce a Santiago de Compostela. Se le cose sono tanto semplici come dice lui, perché questa avventura inutile?
In questo pomeriggio a Leon, nel lontano 1986, io non so ancora che tra sei o sette mesi scriverò un libro su questa mia esperienza, che già procede accanto alla mia anima il pastore Santiago in cerca di un tesoro, che una donna chiamata Veronika si accinge ad ingerire alcune pillone nel tentativo di suicidarsi, che Pilar arriverà davanti al fiume Piedra e scriverà, piangendo, il suo diario.
Tutto quel che so è che sto facendo questo assurdo e monotono Cammino. Non esistono né fax né cellulare, i rifugi sono pochi, la mia guida sembra continuamente irritata, e io non ho modo di sapere che cosa sta succedendo in Brasile.
Tutto quel che so in questo momento è che sono teso, nervoso, incapace di conversare con Petrus, perché mi sono appena reso conto che non posso piú riprendere a fare ciò che facevo prima – anche se ciò significa rinunciare a una discreta somma di denaro alla fine del mese, a una certa stabilità emotiva, a un lavoro che ormai conosco e del quale domino alcune tecniche. Ho bisogno di cambiare, di proseguire verso il mio sogno, un sogno che mi sembra puerile, ridicolo, impossibile da realizzare: diventare lo scrittore che segretamente ho sempre desiderato essere, senza averne mai il coraggio.
Petrus finisce di bere il suo caffè, la sua acqua minerale, mi chiede di pagare il conto e di rimetterci subito in cammino, perché mancano ancora alcuni chilometri fino alla prossima città. Le persone continuano a passare e a conversare, a guardare con la coda dell’occhio i due pellegrini di mezza età, pensando che c’è tanta gente strana a questo mondo, sempre pronta a tentare di rivivere un passato che ormai è morto (*). La temperatura deve aggirarsi sui 27o C perché è pomeriggio inoltrato, e io mi domando silenziosamente, per la millesima volta, se non avrò preso la decisione sbagliata.
Volevo forse cambiare? Penso di no, ma in fin dei conti questo cammino mi sta trasformando. Volevo conoscere i misteri? Penso di sí, ma il cammino mi sta insegnando che i misteri non esistono, che – come diceva Gesú Cristo – non vi è nulla di occulto che non sia stato rivelato. Insomma, tutto sta avvenendo esattamente al contrario di quanto io mi aspettavo.
Ci alziamo e cominciamo a camminare in silenzio. Sono immerso nei miei pensieri, nella mia insicurezza, e Petrus starà pensando – immagino – al suo lavoro a Milano. Si trova qui perché in qualche modo è stato obbligato dalla Tradizione, ma probabilmente spera che questa camminata finisca presto, per poter tornare a fare ciò che gli piace.
Camminiamo per quasi tutto il resto del pomeriggio senza parlare. Siamo isolati nella nostra convivenza forzata. Santiago de Compostela si trova piú avanti, e io non posso immaginare che questo cammino mi condurrà non solo a questa città, ma anche a tante altre città del mondo. Né io né Petrus sappiamo che questo pomeriggio, nella pianura di Leon, io sto camminando anche verso Milano, la sua città, dove arriverò quasi dieci anni dopo, con un libro intitolato “L’alchimista”. Io sto camminando verso il mio destino, tante volte sognato e altrettante volte negato.
Fra qualche giorno arriverò esattamente nel luogo dove oggi, vent’anni dopo, sto scrivendo queste righe. Sto camminando verso ciò che ho sempre desiderato, e non ho fede, né speranza, che la mia vita si trasformi.
Ma proseguo. In un futuro lontano, in uno dei bar dove passerò fra alcuni giorni, c’è già mia moglie seduta a leggere un libro, e ci sono anch’io, digitando questo testo su un computer che, qualche minuto dopo, lo invierà tramite internet al giornale su cui sarà pubblicato.
Sto camminando verso questo futuro – in questo pomeriggio d’agosto del 1986.
(*) nell’anno in cui feci il pellegrinaggio, solo 400 persone avevano percorso il Cammino di Santiago. Nel 2005, secondo statistiche non ufficiali, 400 persone passavano- ogni giorno – davanti al bar di cui si parla nel testo.
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“Che sto facendo qui? Questa domanda continua ad accompagnarmi, anche se sono ormai passate varie settimane.”
Carissimo Paulo, io mi pongo la stessa domanda quasi tutti i giorni, ma per me sono passati tanti anni ormai….
“Sto camminando verso ciò che ho sempre desiderato, e non ho fede, né speranza, che la mia vita si trasformi.”
Carissimo Paulo, ognuno di noi compie il proprio Cammino, io nel mio spesso mi sento senza fede nè speranza, tutto sembra molto monotono, già visto, già vissuto ed è per questo che invece credo che alla fine tutto questo dovrà avere un senso molto più “alto”, la continua ricerca e la curiosità di sapere dove sto andando… questo forse trasformerà la mia vita.
Sono giorni pesanti, stanchi, vissuti con gran fatica…ma tutto questo sono sicura mi servirà… deve essere così!
Grazie Paulo
Saluti a tutti
Gsl, anche se non hai scritto direttamente a me, mi va di dirti una cosa.
Credo che parlare d’altro e non di cose pertinenti all’edizione del blog sia stato un pò di tutti noi.
Il silenzio molto spesso non serve, soprattutto perchè, come dice Andrea, nessuno ci ricorderà per i pensieri più nascosti (che forse sono quelli più veri…) Se sei arrivato qui evidentemente un motivo ci sarà, così come lo è stato un pò per tutti. Non ho un pensiero ben preciso su cuore-cervello (amore-logica), probabilmente non mi sono mai posta il problema visto che nella mia vita non riesco mai a distinguere bene quando funziona uno piuttosto che l’altro.
Sapevo che prima o poi anche tu saresti arrivato qui, e non ho alcun potere paranormale… quelli sono un’esclusiva di dirah; è solo che credo ci sia un “tempo giusto” per ogni cosa anche quando si pensa di essere “fuori tempo” ormai.
Saluti a tutti e buona giornata
Ciao a tutti,
ho appena letto il tema e mentre scrivo sto riflettendo.
Qualche anno fa la mia vita è stata stravolta da una serie di eventi che mi hanno cambiato la vita, credo, per sempre. In quel periodo, non vi era attimo che non pensassi perchè proprio a me, perchè io e non qualcun’altro. Più volte mi sono sentita ripetere che non bisogna chiedersi” perchè” ma pensare che le cose accadono e basta. Da quel giorno ho riflettuto molto su questo, l’avrò ripetuto tante di quelle volte” le cose accadono e basta” e questo è tutto! In quel periodo l’unica cosa che mi fece rimanere a galla era la mia profonda fede in qualcosa che ho sempre sentito vicino a me soprattutto nei momenti di profonda tristezza e solitudine dell’anima. Più volte, il mio pianto è stato chetato improvvisamente senza una spiegazione plausibile. Il mio cuore trovava conforto e tutto taceva. Ora a distanza di anni rivedo la mia vita come da una grande bolla d’aria e mi sembrano lontani quei momenti tristi. Molte cose ho preferito far finta di dimenticare, ma una cosa è sempre viva in me: quella sensazione che non mi abbandona mai, come un braccio invisibile che mi cinge le spalle e mi sorregge nei momenti difficili!Il detto veritiero:>. Mai cosa più saggia fu detta! Questo pensiero è per te cara MG(cuginetta). Prova ad andare oltre! Oltre la tristezza di questi momenti, oltre la convinzione che tutto non cambi, oltre tutto il malessere che ti pervade. Pensa che oltre tutto questo ci sia la tua vita che ti sta aspettando. Tutto questo non è altro che un modo di vedere di che pasta sei fatta. Combatti da buona guerriera! Sfodera la tua spada e combatti!Un bacio
Credo che ogni tanto faccia bene un pò a tutti rileggere queste cose, così il Cammino diventa un pò più “leggero”, e si prosegue pensando di poter essere “migliori” di ieri nonostante tutto…
Grazie Paulo
“Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza. Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto “si” quando avrebbe voluto dire “no”.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: ‘
perché ha passato queste esperienze e non ha perduto la speranza di essere migliore”
(Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce)
Michaela sei davvero una cara e bella persona, ti dico un grazie ma non per formalità, te lo dico perchè il tuo “abbraccio” virtuale è sentito e sincero…pochi riescono a trasmettere in lontananza queste emozioni, tu sei tra quei pochi
Grazie!
Dirah, sei di nuovo sparito…come era prevedibile, come fanno tutti quelli che vivono due, tre, quattro vite… che si rifugiano nella propria tana quando sanno che si sta per essere “stanati” o “sgamati”. Avevo intuito chi potessi essere (resto meravigliata di me stessa, visto che è la seconda volta che mi capita), ora ne sono sicura. Ovvio il tuo modo di fare…ovvio che tu non potevi scrivere se non “cazzate”. Non meritavi questo post, lo scrivo ugualmente più per un “debito” nei confronti di una persona speciale che tu non meritavi assolutamente di conoscere, e anche per chi legge queste pagine.
Faresti bene a vivere la “vergogna” lontano da qui e lontano da chi non ti merita… io sono davvero indignata con chi, come te, usa e strumentalizza i sentimenti ma soprattutto le persone soltanto per un tornaconto personale. Credo che gli animali a volte abbiano “più cuore”..
Per gli Amici-Blogger ho una stupenda notizia da darvi!!!! La mitica mitica mitica Prof del blog vi manda i saluti e ci assicura che tornerà presto…. Lei è una VERA DONNA e una VERA GUERRIERA, ma soprattutto una Persona degna di questo nome!
Baci Lù e grazie grazie grazie…mi hai fatto un regalo bellissimo!!!!
Sono le 21.40..la serata è limpida e il sole ormai ci sta lasciando piano piano, come se la sua lentezza fosse creata per non dare fastidio agli occhi. Sono stanco, si..è stata un settimana intensa, però serena, in fondo dopo ogni temporale arriva il sole, dopo ogni gocce o ogni lacrima arriva il sole o il sorriso, è sempre stato così, basta fermarsi ed aspettare che tutto passi.
Sono qui in attesa della mia amica, che prima o poi comparirà, perché in qualche modo sappiamo di ritrovarci, sappiamo che parlare aiuta, che parlare ci arricchisce di qualche cosa, di qualche sentimento e a volte di qualche sorriso. Sono qui che aspetto, e mi accendo la sigaretta della sera, e apro la mia birra, un rumore sordo e metallico e l’idea di qualche cosa di fresco in questa calda notte fa si che mi senta subito bene. Il sapore aspro e dolce scende per la gola e il fresco mi arriva allo stomaco, una bella sensazione, nel silenzio della casa, senza tv, senza radio, silenzio che ho il potere di rompere, ma che a volte, forse troppo poche, non ascoltiamo.
Questa settimana è stata faticosa, molto, ho lavorato molto, forse male, ma la coscienza mi dice che ho fatto tutto quello che ero in grado di fare, questione di esperienza, questione di apprendere, ma il tempo aiuterà, anche in questo caso la tempesta passerà ed allora arriverà il sereno. Sono seduto davanti al mio computer e scrivo queste parole nel silenzio perché credo che scrivere sia come ripulire l’anima, la scrittura è il mio modo di scaricare la tensione, la fatica, lo stress, e a volte, purtroppo, l’ansia, che lancio addosso a chiunque e colpisco, con la forza della rabbia che cova dentro me. Lo so non è giusto,lo so, ma l’impulsività è uno dei miei peggiori difetti e anche uno dei miei pregi. Spinto dal cuore, sempre, senza timori vado lungo l’onda delle passioni. Purtroppo o per fortuna è così. Ho imparato molte cose, ho imparato che il silenzio e la solitudine sono compagni odiosi quando non li cerchi, sono compagni che ti schiacciano tra le risate, tra il loro puro divertimento, pero sono amici impedibili quando li cerchi, quando sono tuoi compagni ed alleati. Strano modo di essere, vero? I sorsi di birra scendono e le parole salgono, che strana teoria elementare birra=parole, brutta ma efficace. Ho imparato che l’attesa uccide più del desiderio, che il vuoto riempie più di un’emozione, che la paura si mostra ed il coraggio si nasconde, ho imparato molte cose, ho imparato che l’attesa è più faticosa dell’azione, ho imparato che il silenzio è più rumoroso di un grido, ho imparato che le ferite che fanno più male sono quelle che non si vedono, ho imparato che la solitudine è quella che ti fa più compagnia. Strano mondo vero?
Strano certo, ma è una tale bellezza viverlo……
Ciao EMMEGI,
quando ho concluso il mio precedente intervento, non a caso ho scritto che volevo aggiungere qualcos’altro, e questo era riferito soprattutto a te che riempi questo luminoso angolo di mondo con profondi interventi, sempre stimolanti e ricolmi di tenacia e speranza.
E’ bello davvero leggere “la mia Viva amica MG”, condivido sull’aggettivo (non sarebbe sensato affermarlo anche sul sostantivo).
Anche io, come te, per metabolizzare.. per capire, per sentire meglio, spesso mi ubriaco letteralmente di musica, e della poesia che molte(issime) canzoni racchiudono.
Pensieri a volte ermetici, criptici come un altro bel guerriero suole definire che, al contrario, spalancano i valichi ..di cuore e mente :-), rafforzando alcune convinzioni o desideri che navigano in noi.
Mi spiego meglio.
Hai citato ad esempio il testo di Pino Daniele (all’apparenza semplice guaglione napoletano.. poveri coloro che pensano questo..) bene, quel testo anche io lo canticchio spesso, soprattutto nelle prime strofe, ed è sconvolgente, perchè sembra che l’artista parli al posto di noi stessi, mi fa pensare: allora c’è qualcun altro che avverte, vive, sensazioni, emozioni, o angosce, così complesse e riesce a comunicarlo in modo così straordinario, così efficace.
Certa poesia a mio avviso urla, ma spesso passa inosservata e resta solo piacevole “musica leggera”.
Grazie grazie per questa tua citazione.
A proposito ne avrei anche una io:. non è che un giorno vedremo Nina volare.. fra le corde dell’altalena ?? (quella di MG naturalmente :-)).
Perdonate la sciocchezza ma mi è venuta spontanea e mi ha fatto sorridere, ma voleva essere solo un pensiero per ricordare l’impareggiabile Faber al quale, avvolto nella sua nuvola di fumo di sigaretta ho stretto la mano qualche mese prima che se ne andasse.
Un saluto anche a Daniele che ammiro moltissimo per la chiarezza e per la semplicità con cui espone le proprie idee ed i propri concetti ricordandoci fra l’altro che “le idee non si uccidono!”; e ad Andrea, che non è il solo a possedere molti sottoscala, molti rovesci, molti sotterranei nel cuore, e per questo a volte deve subire alcune sciabolate.
Concludo salutando ancora Nina (bellissimo nome molto particolare per me) che ha palesato molti dubbi su di me beccandomi in palesi contraddizioni ma che mi invita a scrivere ancora.
Sorry ma non riesco a mantenere il vostro passo..
Grazie per l’attenzione, torno su..
Ho le lacrime agli occhi…mi succede spesso ultimamente e chiedo scusa a tutti voi…..
Ma se c’è una cosa che non so proprio fare è mentire….nemmeno davanti ad uno schermo e a dei tasti di un pc.
Ho sempre pensato- forse razionalizzando- o per timore o forse stupido pudore, che il dolore fosse un fatto privato da chiudere fuori dalla porta insieme ad un mondo che talvolta non si comprende.
Perchè è il tempo del dolore per me, ora….
Torno, non senza emozione,a condividere uno spazio….che non è solo virtuale, ma molto molto altro.
E credo che sia inutile parlare di vicende, annotare nomi, …..perchè aldilà delle vicende, dei nomi, ciò che resta è il moto del cuore, incomprensibile e inconcepibile come sempre…..alieno da assiomi, motivazioni, spiegazioni…..
Talvolta è vertigine, altre lacerazione….
Staccionate sui sentieri della vita e silenzi che sanno urlare, come ricorda Andrea.
Si cade, ci si rialza, resta talvolta un’ immensa Nostalgia…
Un passo su un cammino tracciato, una carezza e uno schiaffo al cuore….
Un bacio a tutti voi, Lu
Mg, mi hai commossa nel profondo:GRAZIE!!!!!!!!!!!!!.
Ciao Giesseelle
Le mie “sciabolate” non sono altro che miei pensieri, molto spesso purtroppo non riesco a dosarli, ma sono pur sempre miei pensieri. Non li esprimo di certo con l’intenzione di far del male o ferire qualcuno, magari invece è per provocare delle reazioni in chi le riceve ed ottenere io qualche spiegazione su alcuni comportamenti che sinceramente non capisco.
De Andrè è stato il mio “primo amore” e come tutti i primi amori dicono non si scordano mai, non gli ho mai stretto la mano…ma lui di certo accompagna la mia vita da quando avevo almeno 13-14anni…quindi è davvero un bel compagno di viaggio. Mi ha trasmesso l’amore per la musica ma soprattutto la ricerca di significato in qualsiasi cosa facciamo, in una che poteva apparire una “semplice canzone” lui parlava di storie vere, di drammi sociali…con la sua Poesia indimenticabile. Ok, stamattina è davvero dura carburare visto che ho dormito pochissimo e tra un pò parto per qualche giorno… speriamo di riposare almeno un pò!
“..ho visto Nina volare
tra le corde dell’altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
luce luce lontana
che si accende e si spegne
quale sarà la mano
che illumina le stelle…”
PS grazie per avermi citato questa canzone…
Andrea…mio caro Amico

bella immagine quella di te che bevi birra fredda davanti al pc e mentre aspetti qualcuna che non arriva, scrivi i tuoi pensieri più semplici e genuini…
Non mi hai spiegato nulla riguardo l’intervento precedente (vedi le “gite in mare”) ma avrai qualche giorno “libero da me”…quindi datti da fare per scrivere qualcosa che mi faccia capire un pò di più cose che vorrei ma non riesco davvero ad afferrare.
Le sciabolate (o sprangate) non sono “cattive” te lo assicuro e credo che tu in fondo già lo sappia questo. Quelle che ho lanciato a qualcun’altro erano sì cattive…anzi io con quella gente arriverei ad essere ancora più “cattiva” ma poi mi dico che non ne vale la pena a sprecare il fiato.
Tante cose ci siamo detti in questi mesi, ed io ti ringrazio per l’Amicizia che hai per me….ok ok ora non lasciamo che Plinsky mostri il suo lato debole…con tutte ’ste carinerie…
PS ci sentiamo…visto che a scrivere mi sarà un pò difficile!
Salutissimi a tutti e spero di leggere la mitica prof al mio ritorno!
Jama
sei davvero una “meravigliosa creatura”!!!!! thanks…
Carissimo Paulo,
dopo vent’anni guarda quante persone percorrono insieme a te (virtualmente e non) il Cammino di Santiago! Te lo saresti mai aspettato?! Avresti mai pensato che una comunità così grande si sarebbe mossa insieme a te? Grazie per tutto quello che hai scritto e grazie soprattutto per la tua voglia di condividere tutto con noi, lettori di diversi Paesi e di differenti età, accomunati tutti dal tuo stesso identico desiderio di sperimentare la vita!
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Andrea,
grazie per aver condiviso con noi le tue sensazioni, i tuoi stati d’animo, le tue emozioni: è sempre bello percorrere insieme un cammino che fa crescere, che fa riflettere, che mette in guardia da errori e contraddizioni tipiche dell’animo umano.
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Gsl,
Cosa posso dire della tua ironia fuori posto, dei tuoi sottintesi, dei tuoi pensieri (apparentemente) slegati tra loro?!! Quando scrivi, non me ne vergogno, non capisco nulla di quello che vuoi dire. Sei criptico (non solo tu: ce ne sono altri in questo blog che giocano a fare i depositari del sommo sapere!!!).
se ti avessi conosciuto bene … non ti avrei certamente invitato a scrivere ancora!!!
Non penso proprio che mi vedrai volare dall’altalena: è più probabile che ti butti giù io!
(Ed io non parlo per metafore…!)
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Mg,
Mi hai commosso perché credi così tanto nell’amicizia che sei come una ventata di aria fresca in questo mondo in cui la competizione è (spesso)l’unico valore di riferimento.
sei grande, grande, grande: di più, oserei dire Mitica, unica impareggiabile!!!
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Wow!!!
:)
Non ci posso credere! La mitica Prof è tornata in questo blog!
Mg, pensa tu alla musica!
Bisogna festeggiare! Jama, forza, apri il pub, non importa se è domenica, facciamo una grande festa con Paulo e la nostra Censora e tutti gli altri del blog! Si festeggia alla grande, capito Andrea, la birra… la berrai con noi!!!
Forza Luana, vedrai che questa festa ti rimetterà a posto!
Dance!!!
Perché rifiutare la paura? Perché aver paura di aver paura?
In fondo credo che proprio la paura di morire è quella che ci spinge a vivere. Se non avessimo paura di morire attraverseremmo la strada con il rosso, oppure guideremmo contromano in autostrada, cammineremo su un cornicione di un palazzo, ci aggrapperemmo ad una rete elettrificata…..
Non credo che esista nessuno immune alla paura, il problema è saperla affrontare o perché no, conviverci. Vero è che quando ti assale, sei impreparato e le reazioni possono essere molteplici e non sempre le stesse, e ti senti indifeso, un debole, un perdente, ma in fondo la paura è una percezione che ci hanno donato per imparare a difenderci e a sopravvivere. Non c’è da vergognarsi di avere paura, è un altra cosa che ci hanno impresso.
“Qualcuno” ha preso quel bambino che c’è in noi e gli ha detto quello che può fare, quello che può dire e quello che può pensare, quello che non può fare, quello che non può dire e quello che non può pensare.
JAMA
Un ufficiale di nome Riko, un grande filosofo, una volta chiese a Nansen, un maestro Zen piuttosto singolare, di fargli luce sull’antico problema dell’oca nella bottiglia.
“Se un uomo mette un pulcino d’oca in una bottiglia” chiese Riko “e lo nutre finche è cresciuto, come potrà far uscire l’oca senza ucciderla o senza rompere la bottiglia?”
Nansen battè le mani con vigore e urlò “Riko!”
“Si maestro!” rispose l’ufficiale con un sobbalzo.
“Vedi… “ disse Nansen “l’oca è fuori”
L’oca non è mai stata rinchiusa da nessuna parte, è sempre stata libera. L’interrogativo viene posto in un koan Zen.
Lo Zen non è una religione, ne un dogma, ne un credo; lo Zen non è neppure un indagare, ne una ricerca; non è filosofia. L’essenza dell’approccio Zen è questa: tutto è come dovrebbe essere, non manca nulla. Tutto è perfetto in questo istante. La meta non è altrove; è qui, è ora. Il domani non esiste. Questo preciso istante è l’unica realtà. Per questo nello Zen non vi è alcuna distinzione tra metodo e obbiettivo, tra tecnica e finalità.
Tutte le filosofie e tutte le religioni del mondo hanno creato dualismo; sebbene continuino a parlare di non dualità, hanno creato nell’uomo una personalità divisa. Questa è stata la più grande calamità abbattutasi sul genere umano: tutte quelle persone, desiderose di fare del bene, hanno creato un uomo schizofrenico.
Quando separate la realtà tra mezzi e fini, dividete l’uomo stesso, perché la realtà più vicina all’uomo, è l’uomo stesso. La sua consapevolezza viene divisa. Vive qui ma non veramente, è sempre altrove, da qualche altra parte; è sempre alla ricerca, indaga continuamente, senza mai vivere, senza mai essere. Ha sempre qualcosa da fare, per diventare più ricco, più potente, più spirituale, più santo, più beato, vuole sempre qualcosa di più, sempre di più….. e questa continua ansia di avere di più lo rende teso e angosciato, mentre si lascia sfuggire tutto ciò che l’esistenza gli offre. Il suo interesse è rivolto a una meta lontana e Dio è li accanto. I suoi occhi sono fissi sulle stelle, e Dio è dentro di lui. Per cui, la cosa più importante da capire sullo Zen è che l’oca non è mai stata nella bottiglia.
E’ una semplice questione di percezione, occorre diventare attenti e presenti, occorre svegliarsi. L’oca è nella bottiglia finchè sogni. Se sei sveglio, l’oca non è mai stata nella bottiglia. E nel sogno non esiste affatto un modo per fare uscire l’oca dalla bottiglia. O l’oca morirà oppure dovrà rompere la bottiglia, e nessuna di queste due alternative è concessa: non si deve rompere la bottiglia , né si deve uccidere l’oca. Ma come si può fare uscire quest’oca bella pasciuta? Questo è un koan.
Un koan non è un semplice enigma, poiché non ha soluzione. Un enigma può essere risolto, devi solo trovare la risposta. La troverai, basta un po’ di intelligenza, in quanto un enigma non è mai veramente irrisolvibile.
Un koan non ha soluzione, non puoi risolverlo, puoi solo dissolverlo. E per dissolverlo devi spostare il piano del tuo essere dallo stato di sogno allo stato di veglia. Nel sogno l’oca è nella bottiglia e non vi è modo di tirarla fuori senza rompere la bottiglia o senza ucciderla; pertanto, se continuiamo a restare nel sogno, l’enigma non ha soluzione, non esiste via d’uscita.
Ma una via d’uscita c’è, e non ha nulla a che fare con l’enigma, ricordalo. Devi svegliarti. E questo non ha nulla a che vedere con la bottiglia e nemmeno con l’oca. Devi svegliarti: tu sei messo in gioco! Ecco perché Nansen non rispose alla domanda.
Questa non è una risposta alla domanda, non ha niente a che fare con la domanda, è irrilevante, inconsistente. Ma la risolve; di fatto, la dissolve.
Da “Una perfetta imperfezione – Ama ciò che sei” OSHO
Dall’Edizione n°125: Sul cammino di Santiago, 1986
1. luana Ago 14th, 2006 at 7:49 am Quota
Il potere dello “strano Cammino di Santiago”……
Ho sempre trovate bellissime le parole di Paulo, sono innamorata della sua alchimia letteraria, le sue parole fanno danzare l’anima…
E’ splendida ad esempio la preghiera che Petrus, nello “strano cammino di Santiago”, pronuncia di fronte alla Croce . Sono parole meravigliose, perché sorprendentemente semplici ed autentiche…
Del resto il Cammino di Santiago è il Cammino delle persone comuni…….non potrebbe essere altrimenti!!!!…..
Ma c’è di più…..Insieme a milioni di lettori, sul Cebreiro, ho capito anch’io di essere figlia di un Dio della gioia, un Dio che ridesta in ciascuno il potere di “trasformare quello che fai in quello in cui credi”……
Questo è davvero un potere infinito, ma spesso lo dimentichiamo, inghiottiti come siamo dai marosi che la vita ci pone dinanzi ….
Non dovremmo, invece, mai dimenticarlo…..
Grazie Paulo, per aver condiviso con noi la tua esperienza…..
Luana
Ehi !!!!! Prof. è veramente bello rivederti e rileggerti, cominciavo a pensare che non saresti più apparsa in questo blog. Forse sarà una coincidenza, chissà! ma guarda strano ricominci proprio da questa Edizione n°151 : Vent’anni dopo.
Forse oggi hai iniziato un nuovo cammino, lo spero di cuore per te, e non pensare di averti lasciato qualcosa alle spalle altrimenti potrebbe essere che sei sempre sullo stesso cammino.
Un abbraccio
JAMA
MG, benedetta figliola un grazie “speciale” a te per come sei e per quello che fai.
Ancora una volta con il cuore e non con la mente, come sai comportarti tu, sei riuscita a capire chi mentiva dando false informazioni su Luana e sei riuscita a scuotere in lei il desiderio di tornare tra noi. MG il tuo “cuore” è un dono davvero, davvero prezioso.
“ Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda. E lui si dice - Il mio fiore è la in qualche luogo – Ma se la pecora mangia il fiore, è come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero! E non è importante tutto questo!” - Il Piccolo Principe
GRAZIE
JAMA
Cari amici appena tornato dal Cammino di Santiago cosa appare sulla discussione del blog di Paulo??? Proprio il Cammino di Santiago…. sarà un caso??? No amici nulla accade per caso, il “cammino” è segnato e scritto, basta saperlo leggere e interpretare. Io ho fatto solo una settimana, ma vi dico che è stata la “COSA” che mi ha dato di più in assoluto nella mia vita, consiglio a tutti di farlo. Per adesso torno al lavoro, poi vi spiegherò….
HOLA
BUON CAMMINO A TUTTI
Con immenso affetto.
Marco
E’ bellissimo essere di nuovo qui, tutti insieme!
Dopo tanti mesi siamo riusciti a ritrovarci, a proseguire quel cammino che avevamo iniziato un anno fa. Sembra ieri, vero, ma è già passato tanto tempo … dodici mesi in cui siamo cresciuti, maturati, abbiamo cambiato vita e sperimentato nuovi sentieri, sì, proprio quel sentiero nascosto, a cui non avevamo fatto caso e che ci ha condotti ad una splendida radura.
Marco penso anch’io che non sia solo una coincidenza, ma qualcosa di più: forse quel “segno” che stavamo cercando… Mi raccomando, quando potrai, dovrai farci il resoconto del viaggio!
Jama, concordo con te sul grande cuore di Mg che ogni volta ci stupisce con le sue perfette intuizioni.
Concludo qui questo mio post in questo assolato pomeriggio estivo, ringraziando tutti voi per quello che siete. Cioè fantastici!
Post della serie “Come eravamo”.
Spinta da ciò che ha scritto Jama, mi sono presa la briga di guardare i nostri primi post… un tuffo nel passato!
Quanti amici sono passati e poi “scomparsi” da questo blog! Che fine avranno fatto? Artemide, Gianluca (con il suo Zahir personale), Giulia Mughetta, Andrea B.,Paola, Rosalia, Silvia, Lieve Piuma …
Se ci state leggendo, fateci avere vostre notizie!
Ci sono stati anche dei disturbatori, ma il loro apporto non resterà sui libri di storia di questo blog perché hanno pensato solo a distruggere senza proporre nessuna alternativa costruttiva.
I grandi temi di discussione:l’incastro perfetto (MG!), il ragioniere dei sentimenti (ti ricordi Luana?), l’anima gemella, la fondazione del pub (Jama!), se incontrarsi o no (Marco), quanto conta l’aspetto esteriore etc. etc. etc.
(non che adesso sia cambiata molto, ma almeno cerco di “darmi una calmata”!!!)
Quante discussioni ci sono state tra di noi nel passato!!! In particolare sono rimasta stupita dalla mia “animosità” verbale: ero veramente insopportabile!
Il primo commento in assoluto è stato quello di Luana e riproposto da Jama; Mg ha iniziato a postare poco dopo, io solo a settembre (ero molto lugubre in quel periodo!).
Le storie d’amore, iniziate, terminate, interrotte,riprese sono state in assoluto il leit motif dei nostri commenti su questo blog: come amare, perché, fino a che punto, in nome di cosa… Quanti pianti abbiamo fatto insieme e quante risate dopo aver scampato il pericolo!!! L’Amor che move il sole e l’altre stelle!
Ormai le nostre vite si sono intrecciate e stiamo percorrendo insieme a Paulo una parte di cammino… Chissà in che direzione stiamo andando… Ora non ce ne accorgiamo e non siamo in grado di capire dove siamo diretti: ci riusciremo solo tra qualche mese o tra un anno, volando in alto.
Come dice Jama, per ora godiamoci il presente!
Buon pomeriggio a tutti!
“Paulo Coelho in un recente passaggio in TV (io guardo la TV massimo 2 minuti al mese.. e becco proprio lui nello schermo) ha affermato che l’amore è.. e rimane un mistero, non si sa perchè ci si innamori ma, in ogni caso, non deriva da ragionamenti logici.”
Ciao GSL, ho visto anche io quell’intervista mentre ero a pranzo dai miei genitori (ho smesso di vedere la TV un pò di tempo fà, non ha molto da dare, preferisco un libro o della musica o perchè no, anche il silenzio a volte).
Paulo, per come l’ho capito io, ha detto l’amore è….
non è un mistero, “è” e basta. Infatti ha aggiunto anche che noi non ci chiediamo perchè mangiamo o perchè andiamo a lavorare quindi perchè chiedersi cos’è l’amore? E’ bello accettarlo per quello che è e per quello che ti fa provare, ma domandarsi il perchè o cos’è non ha senso, non è un mistero.
Un saluto, Jama
Ho letto più volte il tuo intervento Nina ma non riesco a capire perché tanta ferocia nei miei confronti. Cosa vuol dire “se ti avessi conosciuto bene.. non ti avrei certo invitato..” Cosa hai conosciuto di me. Cosa ho scritto di tanto incomprensibile, di tanto subdolo e sbagliato. Cosa sarebbero questi miei sottintesi.
Sono andato a rileggere quello che ho scritto e non mi sembra di essere così criptico. Al contrario, mi è sembrato di essere stato più volte (ahimè) molto superficiale persino banale rispetto alla profondità di altri.
Certo non sono un letterato, mi sono espresso e mi esprimo come posso: ognuno scrive ciò che sente e lo scrive, credo, nel modo migliore che gli riesce, alcuni arrivando ad affermare chiaramente i propri pensieri complicati oppure ovvi, altri tentando di spiegarli in qualche modo, siano stati sentimenti, dubbi, idee o quant’altro, pur tuttavia rimanendo ancora oscuri e quindi incomprensibili per chi li legge.
Ma questo non può essere addebitato come una colpa grave o addirittura mettere in discussione la buona fede la lealtà di chi ha provato a scrivere.
Sono davvero avvilito di avere letto queste righe, in mezzo ad altre dove distribuisci elogi “a nastro” a molti (peraltro meritatissimi) riservando invece a me un commento così negativo, tanto da farmi provare un forte senso di vergogna (per qualcosa che però non capisco) e che mi ha messo alla gogna in una pubblica piazza.
Davvero non capisco!!
Non capisco il perché di tutto questo tuo accanimento, quale ragionamento ti ha portata a farmi questo,
E ancora “io che gioco a fare il depositario del Sommo Sapere ?!? ” Ma cosa vuoi dire ?!? Con i miei interventi ho provato a toccare il tema dell’amore, della solitudine dove ho cercato di esprimere le mie piccole convinzioni usando soprattutto il cuore.
Io, al contrario, non so quasi nulla non sono depositario proprio di un bel niente e spesso ho ringraziato i vostri interventi che mi hanno arricchito e illuminato, tant’è che mi interressava più leggere voi che non la lettera di Paulo e, proprio per questo, sono sempre andato fuori tema. (ma MG, per questo, mi ha compreso e perdonato).
Anche sul fatto della mia puerile citazione di DeAndrè, che hai con estrema delicatezza definito “ironia fuori posto..”, l’ho affermato che era uno scherzo.. una sciocchezza detta in confidenza.
Mi piaceva usare una sua canzone per citare due belle persone, MG e te Nina, che tanto avete dato e date a questo spazio. E di questo MG mi ha pure ringraziato.
Tu invece non hai neanche letto bene il testo perché si parlava nel tuo caso di “Volare” non di buttarti giù.
Se volevi offendere, cacciarmi fuori sbattendomi la porta in faccia sappi che ci sei riuscita!
Probabilmente da vecchia buona frequentatrice del blog ti sei sentita autorizzata ad esprimere giudizi verso chi tenta di aggregarsi ad un gruppo.
Non ti chiedo spiegazioni, non ce ne sono mi è davvero bastato ciò che hai scritto e non credo che si possa “invertire” la rotta.
Pensa che idiota che sono, mi era addirittura sembrato di averti fatto, come si suol dire, una buona impressione, come io l’ho avuta nei tuoi confronti ammirando, fra l’altro, la tua cultura che traspariva in molti tuoi interventi nei quali ci hai regalato, in modo appropriato, frasi tratte dalla più nobile letteratura.
Ti auguro tutto il bene di questo mondo e, giuro, che lo dico sul serio, vorrei però che in futuro tu provassi un solo istante a provare come ci sente ad essere (pubblicamente) calunniati e a torto giudicati, ti renderesti conto dell’infamia che mi hai gettato addosso.
In ogni caso si dice che le legnate fanno anche bene, che aiutano più di ogni altra cosa a capire dove si è sbagliato. Mi prometto di rifletterci su e forse, grazie a te, potrò migliorare un attimo.
Infine lasciami ancora dire che è stato ancora avvilente leggere, dopo essermi visto da te sbattuto fuori un momento prima, della tua iniziativa dove inviti tutti a festeggiare il ritorno di una persona amata.
A questo proposito mi azzardo a darti un consiglio: limitati a ballare e ad ascoltare buona musica ma a non bere, poiché i gradi alcolici (persino quelli saccarometrici della birra) evidentemente ti annebbiano, ti fanno leggere cose non scritte e, quindi, potresti massacrare nuovamente qualcun altro.
Forse questo tuo conciso delirio nei miei confronti deriva da un uso smodato dei liquidi forniti dallo Jama’s Pub.
Mi dispiace di tutto questo, mi dispiace aver imbrattato con questo penoso lamento (lo ammetto) questo posto, non avrei mai voluto.
Non è una rabbiosa reazione, ne esco in ogni caso sconfitto, ma non potevo almeno non rispondere e palesare tutto il mio sdegno, respingendo fermamente queste accuse, verso chi si permette con quattro parole (infarcite con altrettanto inopportune faccine sorridenti) di screditare un uomo.
Chiedo scusa a chiunque di voi, e chiedo scusa anche a te Nina, (pur sapendo perfettamente che è troppo comodo chiedere scusa e che le scuse non servono a niente!!!), non volevo prendere in giro nessuno, non ho mai usato sottintesi, né usato metafore, ho cercato di dire qualcosa di me, ho provato a partecipare, ho cercato di interloquire con alcuni di voi che mi hanno risposto, e volevo continuare a dare il mio piccolo contributo visto che qualcuno mi aveva persino apprezzato.
Ho pochissimo tempo ed ho saltato diversi pezzi di notti per leggervi e qualche volta rispondere.
E ne sono stato contento perchè questo posto è davvero unico e speciale ed è veramente doloroso doverlo abbandonare.
Grazie grazie a tutti, ed un saluto senza distinzioni a tutti voi.
ps
Jama e Andrea siete davvero due uomini con un’intelligenza ed un cuore immenso!!
Grazie Jama per le tue parole e la tua dolcezza.. Grazie Nina per la prenotazione al pub..Sai Nina, vorrei prendermi una sbronza memorabile…spero mi terrai compagnia….!!!!!!!!!
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Annoto, seguendo le briciole di questa Coincidenza, ciò che lo scorso anno avevo lasciato in sospeso…. La splendida preghiera di Petrus…..
…Petrus posò lo zaino sul terreno e si inginocchiò . Mi chiese di fare la stessa cosa.
“Adesso pregheremo. Pregheremo per l’unica cosa che sconfigge un pellegrino quando trova la propria spada: i Vizi Personali. Per quanto egli apprenda dai Grandi Maestri a maneggiare la lama, il suo peggior nemico sarà sempre una delle sue mani. Pregheremo perché , qualora tu riesca a trovare la tua spada , la impugni sempre con la mano che non tradisce”.
Erano le due del pomeriggio , e non si udiva alcun rumore. Petrus iniziò a pregare:
“Abbi pietà, Signore, perché siamo pellegrini in cammino verso Compostela, e questo può essere un vizio. Nella tua infinita pietà, aiutaci a non utilizzare mai la Conoscenza contro noi stessi.
“Abbi pietà di coloro che provano pietà verso se stessi , e che si ritengono buoni e trascurati dalla vita, e sostengono che non meritavano le cose che gli sono accadute, giacchè costoro non riusciranno mai a combattere il Buon Combattimento. Ma abbi ancora più pietà di coloro che si dimostrano crudeli con se stessi, che scorgono soltanto cattiveria nei propri atti e che si considerano colpevoli per tutte le ingiustizie del mondo. Perché costoro non hanno conosciuto la Tua legge che dice: ‘Persino i capelli del vostro capo sono contati.’
“Abbi pietà di coloro che comandano e di coloro che servono per molte ore di lavoro, e si sacrificano in cambio di una domenica in cui ogni negozio è chiuso e non esiste alcun posto dove andare. Ma abbi ancora più pietà di coloro che santificano le proprie opere e si spingono oltre i limiti della propria follia , e finiscono indebitati o inchiodati alla croce per i loro fratelli. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice:’Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.’
“Abbi pietà perchè l’uomo può dominare il mondo e non combattere mai il Buon Combattimento con se stesso. Ma abbi ancora più pietà di coloro che hanno vinto il Buon Combattimento con se stessi, e adesso si trascinano fra angoli e bar della vita, perché non sono riusciti a sconfiggere il mondo. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice:’Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.’
“Abbi pietà di coloro che hanno paura di impugnare la penna, il pennello, lo strumento o l’attrezzo, perché pensano che qualcuno lo abbia già fatto meglio di loro, e non si sentono degni di entrare nella possente magione dell’Arte. Ma abbi ancora più pietà di coloro che hanno impugnato la penna, il pennello, lo strumento o l’attrezzo, trasformando la loro ispirazione in una forma meschina di orgoglio nel sentirsi migliori degli altri. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice: ‘Non c’è niente di nascosto che non debba essere scoperto, né di occulto che non debba essere conosciuto.’
“Abbi pietà di coloro che mangiano, bevono e ingrassano, ma sono infelici e solitari nella loro pinguedine. Ma abbi ancora più pietà di coloro che digiunano, censurano, proibiscono e si sentono santi, e girano per le piazze predicando il tuo nome. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice: ‘Se io rendo testimonianza di me stesso,la mia testimonianza non è vera.’
“Abbi pietà di coloro che temono la Morte e ignorano i numerosi regni che hanno attraversato e le molteplici morti che hanno già vissuto, e sono infelici perché pensano che, un giorno, tutto finirà. Ma abbi ancora più pietà di coloro che hanno già conosciuto le loro numerose morti, e che oggi si giudicano immortali. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice:’Se uno non è nato di nuovo , non può vedere il regno di Dio’.
“Abbi pietà di coloro che divengono schiavi del legame di seta dell’Amore, e si reputano padroni di qualcuno, e provano gelosia, e si uccidono con il veleno, e si torturano perché non riescono a vedere che l’amore è mutevole come il vento e come tutte le cose. Ma abbi ancora più pietà di coloro che muoiono per paura d’amare, e rifiutano l’amore in nome di un Amore Maggiore che non conoscono. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice:’Chi beve l’acqua che io gli darò non avrà mai più sete.’
‘Abbi pietà di coloro che riducono l’Universo a una spiegazione, Dio a una pozione magica, e l’uomo a un essere con necessità fondamentali che hanno bisogno di venir soddisfatte, perché queste persone non udranno mai la Musica delle Sfere. Ma abbi ancora più pietà di coloro che possiedono la fede cieca, e nei laboratori trasformano il mercurio in oro, e sono circondati da libri sui segreti del Tarot e il potere delle Piramidi. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice: ‘Il regno dei cieli è per chi assomiglia ai bambini’.
“Abbi pietà di coloro che non vedono nessuno oltre a se stessi, e per i quali gli altri sono uno scenario sfocato e distante quando percorrono la strada nelle loro automobili, e si richiudono negli uffici con l’aria condizionata all’ultimo piano, e soffrono in silenzio la solitudine del potere. Ma abbi ancora più pietà di coloro che hanno offerto tutto , e sono premurosi, e cercano di vincere il Male soltanto con l’Amore. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice:’Chi non ha la spada venda il mantello e ne compri una.’
“Abbi pietà, Signore, di noi che cerchiamo e osiamo impugnare la spada che ci hai promesso, e che siamo un popolo santo e peccatore sparpagliato sulla terra. Perché non riconosciamo noi stessi, e molte volte pensiamo di essere vestiti mentre siamo nudi, di aver commesso un crimine quando, in realtà, abbiamo salvato qualcuno. Non dimenticarti, nella Tua pietà, di tutti noi che leviamo la spada ora con la mano di un angelo ora con la mano di un demonio: esse stringono la medesima impugnatura. Perché siamo al mondo, continuiamo a essere nel mondo e abbiamo bisogno di Te. Abbiamo sempre bisogno della Tua legge che dice:’Quando vi mandai senza borsa, senza bisaccia e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?’.
Petrus aveva terminato la preghiera. C’era silenzio intorno. La mia guida guardava fissamente il campo di grano davanti a noi.
(P. Coelho. “Il Cammino di Santiago”)
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Grazie Paulo,è una carezza per l’anima questa preghiera….
Una preghiera che rispondere ai tanti silenzi che si rincorrono tra i tasti del mio portatile e da giorni nella mia testa…e non ho voglia di aggiungere altro.. Fare solo il vuoto e lasciar parlare le emozioni, anche se fanno male…E’ l’altra metà della vita:il buio nella Luce.
Buon Anniversario, Paulo.
Un abbraccio , Lu
P.s. Un bacio alla Censora!!!! Marco,inizia a raccontare….!!!!!!!
“ad Andrea, che non è il solo a possedere molti sottoscala, molti rovesci, molti sotterranei nel cuore, e per questo a volte deve subire alcune sciabolate” Parto da questo spunto di Gsl solo per dire, che una contraddizione che per certi versi è vero posseggo molti sotterranei del cuore _(la descrizione del sottoscale mi pare non consona e in qualche modo riduttiva del valore che possiede quello che provo) verissimo direi. Sono sotterranei in cui mi sono però perso e cerco di trovare la strada per raggiungere l’uscita. Seguendo le correnti d’aria, seguendo i rumori, e seguendo anche le voci di molti amici e amiche, tra cui annovero ovviamente la Plinsky istituzionale :-). Non so come finirà la mia ricerca non lo posso sapere, come Paulo non sapeva di percorrere una via che avrebbe ritrovato nel futuro, non sapendo che alcuni luoghi o alcuni persone esistevano già in un altro tempo. Non lo so, però sai GSL, l’unica cosa che posso dire, e con questo non aiuto di certo MG a comprendere la mia visione (in verità attendo di dare una risposta non appena avrò capito o forse accettato la mia condizione), che il tempo fornirà la risposte e fornirà tutto quanto. Però giusto credere nel destino ma mai lasciare tutto nella mani di quest’ultimo, in qualche modo sto compiendo una mia strada, o sotterraneo, che certamente mi farà comprendere le cose.Oggi ad esempio ho compreso che l’amore non si può elemosinare, perchè non sarebbe amore, sarebbe solo compassione, sarebbe solo una piccola goccia rispetto al mare, quindi oggi è stato un giorno che valeva la pena di essere vissuto e se ci pensiamo ogni giorno possiede sempre un piccolo gioiello che ci porta ricchezza. Le sciabolate? Non ho capito se ti riferisce alle sciaboloate della vita o alle “sciabolate” della mia mitica MG. Se fosse il primo caso ti dico che non ho mai avuto paura di riceverle perchè in fondo che male possono mai fare? Io sono vivo. Io sono qui a scrivere ed in fondo il mio non è altro che un piccolo problema rispetto ad altri. E se la tua nota fosse riferita ad MG, be ti dico, gli amici sono qui per questo, sono qui per farti aprire gli occhi, sono una voce critica a volte, ma non per questo tutto deve essere considerato un atteggiamento ostile, anzi, a guardare bene il tutto, vorrei ricevere più spesso sciabolate di questo genere (marchese de sade
)
) In ogni caso, spero di non urtare la vostra pazienza parlando, a volte di argomenti che poco interessano gli aspetti dell’argomento delle varie edizioni.
Mg prometto che quando avrò le risposte probabilmente ci berremo una birra insieme al pub
Nina, lo so, ho scritto poco in questi ultimi tempi, forse perchè avevo ritenuto di poter fare a meno del supporto di amici e compagni di viaggio, ma in questo momento riscopro alcune cose che mi avevano aiutato, riscopro persone del blog che in fondo non avevo mai abbandonato. Una cosa però è certa, io dono ed ho sempre donato a piene mani i miei sentimenti ed i miei stati d’animo, e continuerò a farlo perchè a donare mi sento stranamente ricco (chissà se vale anche per gli euro
Bentronata Luana, una volta dissi ad una cometa di passaggio che qui trovi le anime che possono in qualche modo accompagnare la tua vita, certo paradossalmente lontane però vicinissime. Quindi bentornata… che altro dire, prendi una sedia e ordina qualche cosa da bere, credo che solo guardando i nostri volti, ed i nostri sorrisi per averti di nuovo tra di noi, potrai capire che al mondo non si è mai soli.
Ehi Gsl,
time out! Io ho ascoltato il tuo lungo monologo, ora tocca a me parlare!
Ho la sensazione che tu stia cercando di fare la vittima; cercherò però di concederti il beneficio del dubbio e di credere che il tuo sia solo uno sfogo estemporaneo.
Non ho bisogno di chiederti scusa perché non ti ho “messo alla gogna”, come dici tu: ho solo espresso le mie perplessità su quello che scrivevi. Già un’altra volta ti avevo detto che facevo fatica a capirti e che avevo bisogno di conoscerti meglio. La tua reazione così emotiva mi ha permesso di comprendere “qualcosa” in più di te. In un certo senso il tuo sfogo è stato salutare perché ti sei aperto di più.
Cercherò ora di rispondere ad alcuni quesiti presenti nel tuo ultimo intervento.
6) Se vorrai “andartene” da questo blog, sappi che io non ti ho cacciato. Nessuno l’ha fatto. E’ una tua libera scelta. Non cercare di farmi sentire in colpa perché sono impermeabile ai ricatti emotivi. Né riuscirai a farmi sentire una “carnefice”. Io ho solo espresso le mie opinioni e te le ho argomentate. Così si usa in democrazia. Se vorrai chiuderti nella tua torre d’avorio, fai pure. Mi permetto, però, di dirti che non è un atteggiamento saggio anche perché, dal tuo lungo sfogo, sono usciti fuori alcuni tratti del tuo carattere su cui varrebbe la pena lavorare per migliorare te stesso. Sempre se tu lo vorrai.
1) Questo blog è fatto da persone “reali” che hanno sentimenti reali. Qui non si finge e non ci si nasconde: ognuno è quello che è, con i suoi pregi e le sue debolezze. Il fatto che io ti abbia detto determinate cose che possono averti ferito rientra nel quotidiano scambio comunicativo tra due o più persone. Non è un invito ad andartene! Sapessi quante volte, nei mesi passati, ho “litigato” con altre persone del blog!!! Nessuno di noi, però, ha mai pensato di andarsene: una discussione è solo una discussione, non devi prenderla come un atto di lesa maestà! Capita anche nella vita di tutti i giorni, no?! Devi ridimensionare il mio commento: in questo blog io non sono nessuno!!! Rappresento solo me stessa e parlo solo per me! Io vorrei spendere due parole in difesa della discussione: in questo mondo in cui molti giocano a fare il politically correct, io sono rimasta una delle poche accese sostenitrici delle virtù della (sana) discussione: ma vuoi mettere un bel contraddittorio in cui ci si confronta, ci si chiarisce, si dialoga per cercare una mediazione?
2) Secondo punto, forse il più importante. Io uso le faccine per far capire il mio tono di voce: leggero, ironico, non offensivo. Quando io ti ho scritto: “Gsl, se ti avessi conosciuto bene … non ti avrei certamente invitato a scrivere ancora!!! “ intendevo solo fare una battuta! Altrimenti non avrei messo la faccina! Ti assicuro, non volevo essere … feroce !!! Purtroppo, quando parlo, spesso faccio battute: è il mio modo di essere (in fondo sono sempre una figlia di Mercurio, una pestifera Gemelli!!! ), non saprei essere diversa… Difficilmente io riesco ad essere seria e compassata: io rido persino di me stessa!!! Capisco, comunque, che le battute possono non piacere, questo è un altro discorso. In genere, i miei amici ridono, perché dal tono della voce capiscono le mie intenzioni. In questo blog, in cui regna la parola scritta, sono costretta ad usare le faccine per far capire i miei intenti!
3) Ironia fuori posto. Non alludevo alla canzone, ma a questa frase: “(soggetto Mg) che riempi questo luminoso angolo di mondo con profondi interventi, sempre stimolanti e ricolmi di tenacia e speranza. E’ bello davvero leggere “la mia Viva amica MG”, condivido sull’aggettivo (non sarebbe sensato affermarlo anche sul sostantivo).”
Il fatto che tu condividessi che Mg è “viva” ma non è una tua “amica” mi ha spiazzato. Ti spiego, ho pensato:” Se non è una sua amica, allora la considera una nemica… (sì, va bene, lo ammetto, sono un po’ manicheista …!) Ma se è una nemica perché le fa dei complimenti così esagerati?!!! Forse vuole fare dell’ironia fuori posto e affermare il contrario?!
Sembrerà, forse, un ragionamento contorto, ma poi ho aggiunto che non mi vergognavo di dire che non ti capivo quando parlavi: da qui l’aggettivo criptico, cioè enigmatico, misterioso. Tutto qui. La potenza dei malintesi!
4) Battuta dell’altalena. Va bè, questa non la spiego neanche: era veramente solo una battuta! Mi piaceva l’idea di spingere te giù dall’altalena! Vedo che non hai apprezzato!
5) Pub. Non capisco perché per te è avvilente leggere del mio invito allo Jama’s Pub per festeggiare il ritorno di Luana! Io ho invitato TUTTI i frequentatori del blog! Vuoi forse dire che a te non piace festeggiare? O non ti è simpatica Luana? Ti informo comunque che io sono da sempre rigorosamente astemia. Sono sempre lucida e ben presente a me stessa. Non bevo, non fumo, non ballo!
Ciao!
Nina
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“Chiedo scusa a chiunque di voi, e chiedo scusa anche a te Nina, (pur sapendo perfettamente che è troppo comodo chiedere scusa e che le scuse non servono a niente!!!), non volevo prendere in giro nessuno, non ho mai usato sottintesi, né usato metafore, ho cercato di dire qualcosa di me, ho provato a partecipare, ho cercato di interloquire con alcuni di voi che mi hanno risposto, e volevo continuare a dare il mio piccolo contributo visto che qualcuno mi aveva persino apprezzato.”…..
Di cosa ti devi scusare, Gsl?
Sai in questo spazio abbiamo sempre condiviso emozioni e piccoli frammenti di vita. Abbiamo pianto a volte, abbiamo riso, ci siamo virtualmente ritrovati allo Jama’s Pub e talvolta ci siamo anche accapigliati .Carezze e sciabolate, come accade anche nella vita….
E ognuno ha sempre dato il suo piccolo contributo, piccolo e minuscolo, strappando a volte un sorriso, altre un motivo di riflessione…
Abbiamo reso difficile la vita alla “censora”, per le innumerevoli e immancabili fughe dal tema proposto da Paulo….
Abbiamo imparato a stimarci nel rispetto delle diversità individuali e abbiamo anche alzato la voce talvolta, perché siamo fortunatamente imperfetti, limitati, contradditori…e in questo tremendamente veri.
Ma mai nessuno si è permesso di giudicare e tanto meno di scagliare pietre….
Abbiamo condiviso solitudini, ma anche piccole gioie .Ci siamo arricchiti nella condivisione e ogni piccolo contributo dato con schiettezza e sincerità, è sempre stato apprezzato….
Qualche sciabolata, specie se inaspettata può ferire ….se si è fraintesi ,ma ti assicuro che si parla sempre con passione, aldilà degli stati d’animo momentanei, degli equivoci, delle proiezioni, o della mera ricerca di parole altisonanti e citazioni….
Ti do, pertanto, il mio benvenuto …e aspetto di arricchirmi, magari anche “scontrarmi”con i tuoi contributi ….
Ti aspettiamo al Nina’s Pub… :-)!!!!!
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Andrea, grazie di cuore per il bentornata e poi vorrei dirti molto di più….
Purtroppo non ci riesco, perché leggere nero su bianco, su questo strano e meraviglioso blog,… “l’amore non si può elemosinare”….mi riporta a più di un sms da me invitato, con lo stesso identico testo….e mi si frantuma l’anima, come uno specchio rotto.
E allora mi blocco, perché non è sempre vero, almeno per me in questo momento, che scrivere sia catartico….. ora mi spezza il cuore. Mi fa male ricordare, mi fa male ascoltare musica, mi fa male aprire il pc….perchè tutto mi porta in un’unica direzione… La direzione scelta non da me, non dalla mia ragione, ma dal mio cuore….e quando il cuore decide è abisso…..
E allora rimango in silenzio ….e non mi consola nemmeno aver amato con tutta l’anima,totalmente senza risparmiare nulla al dare, con dolcezza e generosità, con lacrime , dubbi, col cuore, con la testa, col corpo. Resta il silenzio dell’assenza , ma riempie anche il vuoto che sento dentro…
Resta un volto, una voce, un’anima…resta un sogno non vissuto..come un romanzo ,lasciato a metà….perchè si deve essere in due.
Resta il pianto, una sigaretta, una minerale accanto al mouse.
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Jama, Nina….dove è finito tutto l’ entusiasmo di appena un anno fa????
Non sarò più la stessa, perchè l’amore è….,.ma cambia totalmente se è stato solo Amore….
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Notte, Lu
Luana, è vero, un anno fa eri “piena di vita”, di nuova energia e di una invidiabile carica vitale che ti ha portato in poco tempo a scrivere dei post memorabili che sono stati il fulcro di lunghe ed appassionate discussioni.
Ora, dopo un lungo periodo di silenzio, sei ricomparsa nel blog un po’ sottotono, più meditabonda, assorta in pensieri amari e crudeli.
Cosa ti ha cambiato? L’amore lacerante, il dolore straziante per questa storia che doveva sconvolgere la tua esistenza ed invece ha travolto solo te, nella profondità della tua anima? Oppure ti ha cambiato questa estenuante altalena di aspettative poi tradite, con la conseguente delusione che ogni volta apre nell’anima un solco sempre più profondo?
Hai impiegato molte energie in questa storia, le hai terminate tutte ed ora ti trovi a vagare in una landa deserta dove l’unica fonte di ristoro è rappresentata dall’acqua delle tue lacrime…
Lava il tuo dolore, riprenditi i tuoi spazi, concedi a te stessa una tregua: ricorda che solo chi non ama non sbaglia mai! Vedrai che l’entusiasmo pian piano riaffiorerà, unito alla consapevolezza che l’amore genera se stesso e non si esaurisce mai. Né si esaurisce nel rapporto di coppia.
Prendi l’impeto dal vento, la forza dalla terra, il calore dal fuoco, la freschezza dall’acqua, rigenerati a contatto con la Natura che è lo specchio di Colui che l’ha creata.
Sarai una nuova creatura, pronta per un nuovo cammino.
Ti auguro tanta fortuna, Luana, e spero che tu non debba aspettare molto per tornare di nuovo a sorridere alla luna…
Un abbraccio.
Nina