Monthly Archive for January, 2007Page 2 of 3

Edizione nº 138: Secondo peccato capitale: avarizia

Definizione del dizionario: dal latino Avaritia, sostantivo femminile. Attaccamento eccessivo al denaro; meschinità; taccagneria.

Definizione della Chiesa Cattolica: va contro il Nono e il Decimo Comandamento (Non desiderare la donna altrui, non bramare cose altrui). Inclinazione o desiderio disordinato di piaceri o beni.

Per il filosofo Seneca: i poveri vogliono sempre qualche cosa, i ricchi vogliono molto e gli avari vogliono tutto.

Una storia dei Padri del deserto: “Sant’uomo” disse un novizio all’abate Pastor “ho il cuore colmo di amore per il mondo e l’anima libera dalle tentazioni del demonio. Qual è il mio prossimo passo?

L’abate chiese al discepolo di accompagnarlo nella visita a un malato che aveva bisogno dell’estrema unzione. Dopo che ebbero confortato la famiglia, l’abate notò che, in uno degli angoli della casa, c’era un baule.

“Che cosa c’è lì dentro?” domandò.

“I vestiti che mio zio non ha mai usato” disse il nipote del malato. “Comprava tutto, ha sempre pensato che si sarebbe presentata l’occasione per indossarli, ma alla fine sono rimasti a marcire lì dentro.”

“Non dimenticare quel baule” disse l’abate Pastor al suo discepolo quando uscirono. “Se nel cuore hai dei tesori spirituali, mettili in pratica ora. Altrimenti marciranno.”

Testo di commento sulla crisi economica asiatica del 1997: i broker compravano e vendevano, convinti che il mondo non sarebbe cambiato e che loro non dovessero fare altro che continuare a investire e veder crescere le loro fortune. Non si preoccupavano dei danni che stavano provocando alla moneta (della Malesia). All’improvviso, 500 miliardi di dollari scomparvero dalla circolazione. E al momento di render conto a tutti quelli che avevano perduto i loro risparmi accumulati nel corso degli anni e con molti sacrifici, rispondevano: “E’ colpa del mercato.” Ebbene, il mercato erano loro.

La morte e l’avarizia: la Morte e l’Avarizia guardavano gli uomini che lavoravano febbrilmente per cercare diamanti in un fiume. “Sono venuta qui a portare via alcune anime” disse la Morte. “Consegnami un terzo di queste persone e me ne andrò via.”

“Essi mi appartengono, sono miei schiavi” rispose l’Avarizia. “Non ho nulla da consegnarti.”

La Morte allora sfiorò l’acqua con il suo bastone magico e la avvelenò. A poco a poco, tutti quelli che si trovavano lì morirono.

“Perché mi hai rubato tutti i miei schiavi?” urlò l’Avarizia, arrabbiatissima.

“Perché tu non hai voluto darmene neanche uno” fu la risposta.

In un discorso: a causa della sua incapacità di produrre, il popolo ebreo è parassita e il suo obiettivo è schiavizzare altri popoli. Essi si servono dell’avarizia per manipolare la stupidità della classe media ( Adolf Hitler, preparando il terreno per l’Olocausto, che costò la vita a sei milioni di ebrei).

Molti secoli prima, diceva il rabbino Moshe ben Maimon: il Signore ha inviato agli uomini i suoi messaggeri, chiamati malattie. La Provvidenza Eterna mi ha incaricato di occuparmi della loro salute. Che l’amore per ciò che faccio mi guidi in ogni momento. Che giammai l’avarizia, o la sete di potere, o il desiderio di riconoscimento mi accechino e mi facciano dimenticare che l’obiettivo di un uomo è dare ciò che ha di meglio a un altro uomo.

Il consiglio di Tao Te Ching: i cinque colori accecano gli occhi degli uomini. Le cinque note assordano gli orecchi. I cinque gusti danneggiano il palato. Le corse e le cacce scatenano nel cuore passioni furiose e selvagge.

I beni che sono difficili da ottenere causano ferite di fronte a ostacoli pericolosi. Per questo motivo (…) il saggio rifiuta ciò che è superficiale e preferisce immergersi in profondità.

(segue: La Lussuria)

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