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	<title>Comments on: Edizione nº 158 : Tutto si muove</title>
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	<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 16:51:36 +0000</pubDate>
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		<title>By: Luana</title>
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		<dc:creator>Luana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 00:14:25 +0000</pubDate>
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		<description>Eccomi!….. Una giornata da 48 ore alle spalle. E’ iniziata con il fisioterapista. Polso dolorante, “il buongiorno”  a Maria Giovanna… e la prima battaglia della giornata: convincere il fisioterapista, che col mio lavoro non rubo soldi allo Stato. Tutto vano,  e domani , mi aspetterà implacabile , nella  stessa  stanza d’ ospedale.!!!  Seconda battaglia: il traffico e vincerla  arrivando  in orario a scuola, nonostante mia madre.  Lì cerco di riannodare le fila con i miei alunni, manco da due settimane. Colpa, che non mi perdono.  La sfida più dura coi ragazzi di terza: non ne vogliono proprio sapere del complemento di argomento e di materia e in parte li capisco, ma non sono ancora riuscita ad inventarmi un modo “diverso” di fare grammatica. Ma il dramma si consuma , nel dopomensa…..  Le ragazzine di prima, hanno bevuto una strana postura. Pare puntini rossi mescolati con la minerale. E ora stanno male!!! A nulla è servito il sacrificio di Primo, il collega di musica. Ha bevuto la “cicuta”,  ma non gli perdonano di essere sopravvissuto! Fortunatamente, passa. Alla fine, ci  ridiamo persino su,  ma si cercherà di sciogliere  l’Arcano. Hanno la mia parola, domani busserò alla porta del re. E il preside, verrà informato. Basta aver invocato, sua maestà, e passa persino il “pizzicore”alla gola.  
Poi, inizio  a ridere, con la splendida Cristina, la collega di lettere….
Mi racconta, nell’ora di buco, che ha “saggiamente” deciso di  diventare cocainomane. Non ne può più di andare a letto alle nove di sera, per essere poi in cattedra il giorno dopo. Vuole vivere,divertirsi sino alle sei del mattino, come Briatore. Il marito è dalla sua: diventeranno cocainomani con le nozze d’oro. A nulla serviranno le grida del figlio, della nuora e del nipotino. 
Mi regala, un’ora di leggerezza e butto giù il quarto caffè. Le sigarette non le conto più, da molto. Nina, mi arriva con un sms…..e poi a casa, finalmente!!!!
I bimbi, la cena……e i vostri post!!!!
E il clima, si fa diverso. 
Dannatamente, diverso. Intimo. Soffuso. 
Vorrei sdrammatizzare, ma non ci riesco.  
Da dove comincio???
Come faccio a risponderti Erase? 
Io l’ho visto, l’ho toccato l’amore. L’ho sentito sulla pelle. Ma non negli occhi di chi mi ha guardata e non è una colpa. Io non accuso nessuno. Non giudico, non l’ho mai fatto, con nessuno. Mai.
E avrei motivi, per gridare. Ma poi grido solo con me stessa. E brucio le stelle.
Ma l’ho sentito l’amore. Nemmeno questa, è una colpa. O forse è proprio la colpa che non mi perdono.
Ho avuto la terribile “sfortuna”  di avere due genitori che si amavano. Oltre la quotidianità e nella quotidianità. Ho visto mio padre commuoversi come un bambino, lui più saggio e con dieci anni in più,  tra le braccia di mia madre.  L’ho visto alterarsi e litigare con lei. L’ho visto giocare, prenderla in giro , discutere e sognare con lei. L’ho visto  dividere preoccupazioni e i  pochi soldi , ma  pretendere con gioia infinita giornate solo per loro,  senza figlie tra i piedi… e gioire di NIENTE, se non l’ essere in due. L’ho visto  parlarle alle tre di notte, mentre lei dormiva accanto a lui e  al suo piatto e continuare a parlarle sapendo che non l’avrebbe ascoltata, perché consapevolissimo che stava dormendo. Ma illudersi che potesse ascoltarlo.
“L’ho visto” mandarla via da un ospedale, perché certo che il giorno dopo la donna che amava sarebbe stata sola e morire per questo  solo come un cane  in un ospedale di Bologna..  e, andarsene, pronunciando ad un camice…. “Sto bene, dottore……”.
“L’ho visto svenire”, lui un omaccione di un metro e ottanta, perché mentre nascevo non si perdonava di farla comunque soffrire. 
“l’ho visto sorridere” nonostante i debiti per la casa, l’ho “visto” talmente innamorato della vita, da non dimenticare la vicina di casa, i suoi quattro figli e il marito disoccupato….e altro.
“l’ho visto generoso, leale, vitale” e  suoi auguri continuano comunque  ad arrivare ogni Natale,  sempre con  una cassetta d’arance. Ricordo di chi l’ha conosciuto, più di trent’anni fa. E non sappiamo nemmeno da dove arriva quella cassa d’arance. Nemmeno , un grazie. Mamma ,dice, Verona.
“ L’ho visto pazzo e  irriverente” con  la “buona educazione” di mia madre e strapparle non il sorriso, ma momenti di furore e nervosismo, perché capace di metterla in discussione. 

Scrivi.. Ci si incontra, ci si incrocia, ci si lascia. E’ vero.

Scrivi anche, l’amore non può finire, se non è un surrogato dell’amore. 
E’ vero anche questo.  


Ma ora sono triste, terribilmente. 
Sono in compagnia di un RE.
Un RE di Cuori.

Vado a letto. Ti chiedo e vi chiedo scusa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi!….. Una giornata da 48 ore alle spalle. E’ iniziata con il fisioterapista. Polso dolorante, “il buongiorno”  a Maria Giovanna… e la prima battaglia della giornata: convincere il fisioterapista, che col mio lavoro non rubo soldi allo Stato. Tutto vano,  e domani , mi aspetterà implacabile , nella  stessa  stanza d’ ospedale.!!!  Seconda battaglia: il traffico e vincerla  arrivando  in orario a scuola, nonostante mia madre.  Lì cerco di riannodare le fila con i miei alunni, manco da due settimane. Colpa, che non mi perdono.  La sfida più dura coi ragazzi di terza: non ne vogliono proprio sapere del complemento di argomento e di materia e in parte li capisco, ma non sono ancora riuscita ad inventarmi un modo “diverso” di fare grammatica. Ma il dramma si consuma , nel dopomensa…..  Le ragazzine di prima, hanno bevuto una strana postura. Pare puntini rossi mescolati con la minerale. E ora stanno male!!! A nulla è servito il sacrificio di Primo, il collega di musica. Ha bevuto la “cicuta”,  ma non gli perdonano di essere sopravvissuto! Fortunatamente, passa. Alla fine, ci  ridiamo persino su,  ma si cercherà di sciogliere  l’Arcano. Hanno la mia parola, domani busserò alla porta del re. E il preside, verrà informato. Basta aver invocato, sua maestà, e passa persino il “pizzicore”alla gola.<br />
Poi, inizio  a ridere, con la splendida Cristina, la collega di lettere….<br />
Mi racconta, nell’ora di buco, che ha “saggiamente” deciso di  diventare cocainomane. Non ne può più di andare a letto alle nove di sera, per essere poi in cattedra il giorno dopo. Vuole vivere,divertirsi sino alle sei del mattino, come Briatore. Il marito è dalla sua: diventeranno cocainomani con le nozze d’oro. A nulla serviranno le grida del figlio, della nuora e del nipotino.<br />
Mi regala, un’ora di leggerezza e butto giù il quarto caffè. Le sigarette non le conto più, da molto. Nina, mi arriva con un sms…..e poi a casa, finalmente!!!!<br />
I bimbi, la cena……e i vostri post!!!!<br />
E il clima, si fa diverso.<br />
Dannatamente, diverso. Intimo. Soffuso.<br />
Vorrei sdrammatizzare, ma non ci riesco.<br />
Da dove comincio???<br />
Come faccio a risponderti Erase?<br />
Io l’ho visto, l’ho toccato l’amore. L’ho sentito sulla pelle. Ma non negli occhi di chi mi ha guardata e non è una colpa. Io non accuso nessuno. Non giudico, non l’ho mai fatto, con nessuno. Mai.<br />
E avrei motivi, per gridare. Ma poi grido solo con me stessa. E brucio le stelle.<br />
Ma l’ho sentito l’amore. Nemmeno questa, è una colpa. O forse è proprio la colpa che non mi perdono.<br />
Ho avuto la terribile “sfortuna”  di avere due genitori che si amavano. Oltre la quotidianità e nella quotidianità. Ho visto mio padre commuoversi come un bambino, lui più saggio e con dieci anni in più,  tra le braccia di mia madre.  L’ho visto alterarsi e litigare con lei. L’ho visto giocare, prenderla in giro , discutere e sognare con lei. L’ho visto  dividere preoccupazioni e i  pochi soldi , ma  pretendere con gioia infinita giornate solo per loro,  senza figlie tra i piedi… e gioire di NIENTE, se non l’ essere in due. L’ho visto  parlarle alle tre di notte, mentre lei dormiva accanto a lui e  al suo piatto e continuare a parlarle sapendo che non l’avrebbe ascoltata, perché consapevolissimo che stava dormendo. Ma illudersi che potesse ascoltarlo.<br />
“L’ho visto” mandarla via da un ospedale, perché certo che il giorno dopo la donna che amava sarebbe stata sola e morire per questo  solo come un cane  in un ospedale di Bologna..  e, andarsene, pronunciando ad un camice…. “Sto bene, dottore……”.<br />
“L’ho visto svenire”, lui un omaccione di un metro e ottanta, perché mentre nascevo non si perdonava di farla comunque soffrire.<br />
“l’ho visto sorridere” nonostante i debiti per la casa, l’ho “visto” talmente innamorato della vita, da non dimenticare la vicina di casa, i suoi quattro figli e il marito disoccupato….e altro.<br />
“l’ho visto generoso, leale, vitale” e  suoi auguri continuano comunque  ad arrivare ogni Natale,  sempre con  una cassetta d’arance. Ricordo di chi l’ha conosciuto, più di trent’anni fa. E non sappiamo nemmeno da dove arriva quella cassa d’arance. Nemmeno , un grazie. Mamma ,dice, Verona.<br />
“ L’ho visto pazzo e  irriverente” con  la “buona educazione” di mia madre e strapparle non il sorriso, ma momenti di furore e nervosismo, perché capace di metterla in discussione. </p>
<p>Scrivi.. Ci si incontra, ci si incrocia, ci si lascia. E’ vero.</p>
<p>Scrivi anche, l’amore non può finire, se non è un surrogato dell’amore.<br />
E’ vero anche questo.  </p>
<p>Ma ora sono triste, terribilmente.<br />
Sono in compagnia di un RE.<br />
Un RE di Cuori.</p>
<p>Vado a letto. Ti chiedo e vi chiedo scusa.</p>
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