Non sono mai stato propenso a tornare al passato: penso che il presente sia il risultato di tutto quello che abbiamo vissuto e che basti vedere come ci comportiamo in questo momento per capire le benedizioni e correggere le maledizioni.
Ma, ora che il giornalista Fernando Morais sta indagando nella mia vita, ho deciso di dare uno sguardo anch’io ad alcuni appunti sul mio apprendistato con J., mio amico e maestro nella Tradizione di RAM. Per la maggior parte, sono annotazioni scritte tra il 1982 e il 1986. Tanti anni fa, pubblicai alcuni dei suoi dialoghi su questa colonna, e benché la reazione dei lettori fosse stata ottima, pensai che era sufficiente. Eppure, rileggendo alcuni quaderni impolverati (ormai non lo faccio più, non prendo appunti né scrivo diari), ho scoperto delle cose molto particolari. Nelle prossime quattro colonne, trascriverò quegli appunti che mi sembrano più interessanti.
Un pomeriggio, in un bar di Copacabana, dopo una settimana di lunghe pratiche spirituali senza alcun risultato, domando:
- Spesso mi sento ignorato da Dio, anche se so di averLo accanto. Perché è tanto difficile stabilire un dialogo con la Divinità?
- Da una parte, sappiamo che è importante ricercare Dio. Dall’altro, la vita ci allontana da Lui – perché ci sentiamo ignorati dalla Divinità, o perché siamo occupati con il nostro quotidiano. Questo ci suscita un senso di colpa molto profondo: o pensiamo che stiamo rinunciando troppo alla vita a causa di Dio, o riteniamo che stiamo rinunciando troppo a Dio a causa della vita.
“Questa apparente duplice legge è una fantasia: Dio è nella vita, e la vita è in Dio. Se riusciremo a penetrare nell’armonia sacra del nostro quotidiano, ci troveremo sempre sulla strada giusta, perché le nostre incombenze quotidiane sono anche le nostre incombenze divine.”
- Ma che tipo di pratica posso adottare, in modo da poter credere veramente a quello che mi stai dicendo?
- Rilassati. Quando intraprendiamo il nostro cammino spirituale, vogliamo tanto parlare con Dio – e finiamo per non ascoltare quello che Egli ha da dirci. Perciò, è sempre consigliabile rilassarsi un po’. Non è facile: noi abbiamo la tendenza naturale a fare sempre la cosa giusta, e riteniamo che riusciremo a migliorare il nostro spirito se ci impegneremo senza sosta.
- Mi stai dicendo che devo essere passivo e non tentare di migliorare me stesso?
- Dipende da come vedi il tuo lavoro. Possiamo pensare che tutto ciò che la vita ci offrirà domani è ripetere quello abbiamo fatto ieri e oggi. Oppure, se presteremo attenzione, noteremo che nessun giorno è uguale all’altro. Ogni mattina porta con sé una benedizione nascosta: una benedizione che vale solo per quel giorno e che non può essere serbata o riutilizzata. Se non usiamo questo miracolo oggi, esso andrà perduto.
- Ma non c’è un modo sicuro di stabilire questo dialogo con la Divinità, con la meditazione, per esempio? O con l’impegno nel tentativo di migliorare se stessi tutti i giorni?
- La tua domanda mostra un uomo impegnato per un’idea, e basta tenere sempre presente questo punto interrogativo che tutto s’incastrerà. Le condizioni ideali che tu stai cercando non esistono. Certi difetti non riusciranno mai a essere eliminati. Il trucco consiste nel sapere che, malgrado tutti i tuoi difetti, c’è una ragione per il fatto di trovarti qui, e che tu devi onorarla.
“Cerca di superare i limiti ai quali sei abituato. Sii, per dieci minuti al giorno, quella persona che hai sempre desiderato essere. Se il problema è l’inibizione, forza la conversazione. Se il problema è la colpa, cerca di sentirti approvato. Se pensi che il mondo ti ignori, cerca coscientemente di attirare tutti gli sguardi. Prima o poi passerai per qualche altra situazione difficile, ma ne vale la pena.”
“Chi riesce a essere quello che ha sognato per dieci minuti al giorno, sta già facendo un grande progresso.”
Decisi allora di provocarlo, citando uno scritto buddista che parla delle sei difficoltà di vivere in una casa: dà lavoro costruirla, dà ancora più lavoro pagarla, deve essere sempre riparata, può venire confiscata dal governo, continua sempre a ricevere visite e ospiti indesiderati, serve da nascondiglio per atti condannabili.
Secondo lo stesso testo buddista, vi sono sei vantaggi nel vivere sotto un ponte: lo si può trovare facilmente, il fiume ci mostra come la vita sia passeggera, non ci suscita il sentimento dell’invidia, non ha bisogno di recinti, passa sempre qualche persona nuova con cui parlare, non c’è bisogno di pagare l’affitto.
Conclusi poi dicendo che era una bella filosofia, ma che, almeno nel mio paese, quando vediamo qualcuno che vive sotto i ponti e i viadotti, abbiamo la certezza che il testo sia in errore.
J. rispose:
- Il testo è bello, ma nel nostro contesto è davvero sbagliato. Questo, tuttavia, non deve servire per alimentare la nostra colpa. Noi ci sentiamo colpevoli per tutto quello che di autentico c’è in noi: per il nostro stipendio, le nostre opinioni, le nostre esperienze, i nostri desideri nascosti, il nostro modo di parlare – ci sentiamo colpevoli persino per i nostri genitori e i nostri fratelli.
“E qual è il risultato? La paralisi. Ci vergognamo di fare qualsiasi cosa che sia diversa da quello che gli altri si aspettano. Non esponiamo le nostre idee, non chiediamo aiuto. E questo lo giustifichiamo, dicendo: Gesù ha sofferto, e la sofferenza è necessária.”
“Gesù ha attraversato molte situazioni di sofferenza, ma non ha mai cercato di rimanervi. Non si può occultare la vigliaccheria con scuse di questo tipo, altrimenti il mondo intero non va avanti. Perciò, se vedi qualcuno sotto un viadotto, vai ad aiutarlo, perché lui fa parte del tuo mondo.”
- E cosa fare per cambiare questo?
- Abbi fede. Credi che sia possibile, e comincerai a cambiare tutta la realtà intorno a te.
- Nessuno può affrontare questo compito da solo. Io vedo che la maggior parte delle persone non ha fede sufficiente.
- A volte noi critichiamo la mancanza di fede degli altri. Non siamo in grado di capire le circostanze in cui questa fede si è perduta, né cerchiamo di alleviare la miseria di un nostro fratello – che crea la ribellione e l’incredulità nel potere divino.
“L’umanista Robert Owen percorreva l’interno dell’Inghilterra, parlando di Dio. Nel XIX secolo, era comune servirsi di manodopera minorile nei lavori pesanti, e Owen si fermò, un pomeriggio, nei pressi di una miniera di carbone – dove un ragazzino di dodici anni, malnutrito, trasportava un pesante sacco di minerali.
‘Sono qui per aiutarti a parlare con Dio’, disse Owen.
‘Grazie tante, ma non lo conosco. Deve lavorare in un’altra miniera’, fu la risposta del ragazzino. Com’era possibile che un bambino, in quelle condizioni, credesse in Dio?”
- Ti rimando la domanda? Come fare perché ciò possa essere possibile?
- Oltre alla fede, abbi pazienza. Cerca di capire che non sei solo, quando desideri che la Giustizia Celeste si manifesti anche su questa terra. Nel Medioevo, le cattedrali gotiche venivano costruite da più generazioni. Questo impegno prolungato aiutava i partecipanti a organizzare il pensiero, a ringraziare e sognare. Oggi, il romanticismo è finito: tuttavia, il desiderio di costruire permane in molti cuori, si tratta solo di essere disposti a incontrare le persone giuste.
è facile, certo, filosofare con la tavola imbandita, un tetto in testa, un letto comodo… non può certo pensare alla filosofia il bimbo che deve sgobbare in miniera e portare i soldi a casa… ma meditare si, questo lo si può fare sempre e comunque… in qualsiasi momento del quotidiano basta mettersi un pochino dentro il proprio cuore e con lui andare un po’ in giro per questo mondo, per l’universo, per l’infinito… e sentirsi così parte di Infinito….
Poi si continua, ma così pieni di infinito che le meschinità dell’umano non hanno più senso, e si guarda con serenità e Amore a tutto e tutti, per cui non c’è più il povero del rione vicino al mio, ma ci sono io vicino povera insieme al povero e ciò che io ho, di cultura, di materiale, di “sentire” è mio e del povero… e di tutti
“Cerca di capire che non sei solo, quando desideri che la Giustizia Celeste si manifesti anche su questa terra. Nel Medioevo, le cattedrali gotiche venivano costruite da più generazioni. Questo impegno prolungato aiutava i partecipanti a organizzare il pensiero, a ringraziare e sognare. Oggi, il romanticismo è finito: tuttavia, il desiderio di costruire permane in molti cuori, si tratta solo di essere disposti a incontrare le persone giuste.”
Io credo di averne trovate molte di persone “giuste per me” qui in questo blog e, se anche non “costruiamo cattedrali insieme”, ci stiamo forse aiutando a vicenda a “riorganizzare i pensieri”, e non mi sento stupida (come mi capitava prima) quando “ringrazio” e quando “sogno”. Il senso di solitudine spesso mi assale e mi logora, ma so che poi passa, me ne convinco sempre di più e quindi cerco di resistere, allontano lo zahir e cerco di guardarlo sotto un’altra luce, se è vero che nulla capita a caso nella vita, allora cercherò di capire il senso di tutto questo evitando “sprechi di energia”. Ogni giorno possiamo scegliere di essere “vivi” ed io voglio essere “viva”!
Grazie dei sorrisi che mi regalate…mi piace molto sorridere!
A presto!
Ebbene sono tornato, sono tornato dopo un viaggio di lavoro, senza computer, senza contatti con il mondo reale, e ammetto che in qualche modo, nella lontananza mi è mancato questo piccolo punto di incontri, che seppur virtuale risulta essere a volte più vero e genuino della vita reale. L’esempio lo porta lo stesso Coelho quando riporta che “ci vergognamo di fare qualsiasi cosa che sia diversa da quello che gli altri si aspettano. Non esponiamo le nostre idee, non chiediamo aiuto.”; be credo que in questo piccolo mondo, tutti noi faciamo esattamente il contrario, parliano, discutiamo, ci arrabbiamo e a volte sorridiamo. Sarebbe bello e affascinante poter costruire intorno a noi, nel mondo fisico (non lo chiamerò reale) un mondo come quello che vediamo ed abbiamo o avete costruito in questo Blog; Ma sappiamo che molto spesso rinunciamo a porre il primo mattone per la nostra cattedrale. Pensate a quante persone “giuste” abbiamo l’opportunità di incontrare, pensate a quante non notiamo o non vogliamo notare, magari domani, accanto a noi sulla metro, sull’autobus, in una macchina in coda a nostro lato. Quante opportunità ci regalerà il domani? E’ una domanda a cui nessuno può rispondere, forse l’unica cosa è cercare di vedere il lato buono della moneta, “vivere” guardando oltre, ritornare a pensare a le cose, le opportunità, che la vita ci regala in continuazione. Certo che parole di questo tenore, dette dal sottoscritto, potranno apparire come una classica pacca sulle spalle, un incoraggiamento a tutti voi, e anche a me stesso perche “oltre alla fede, abbi pazienza. Cerca di capire che non sei solo, quando desideri che la Giustizia Celeste si manifesti anche su questa terra”. Grazie a tutti voi per non farmi sentire solo. Anche a me piace sorridere e ostinatamente voglio tornare a sorridere, nonostante tutto.
Grazie MG per l’appello del “dove sei Andrea”; sono stato lontano per lavoro e scappato per 24 ore per vedere il mio presunto incastro perfetto e cercare di capire se potrò costruire non la mia cattedrale ma la mia piccola chiesetta, un mattone nuovo è stato messo, credo. Però non so se avrò la forza, perchè bisogna averne tanta forse troppa per terminare il lavoro. A furia di parlare di incastri assumerò probabilmente la forma di un pezzo di puzzle, però non ho ancora deciso che forma assumere e di quale scatola farò parte, magari una scatola per puzzle per bambini o ninos, almeno continuerebbero ad utilizzarmi e magari a cercare di incastrarmi con pezzi con “compatibili”. A che vita difficile…..immaginati poi a quante volte mi porterebbero alla loro bocca per succhiarmi una gamba o una spalla….che vitaccia.
A risentirci a presto, magari leggendo i tuoi consigli che in fondo mi mancano un pò.
diventa difficile parlarecon DIO,perchè noi schematizziamo un’idea di come le cose dovrebbero andare ,anche perchè conosciamo solo una maniera di dialogare, quella di parlare:formulare domande e aspettare delle risposte…..l’Onnipotente ci conosce,prima ancora di pensare,Lui sa….se solo a volte ,facessimo silenzio intorno a noi ,se solo non ci ubriacassimo di rumori ,di parole,di pensieri,di affanni, se solo avessimo piu’ fede, piu’ voglia di crederci veramente…..se solo amassimo anche le nostre miserie il” povero” sentirebbe il nostro amore……nel mio piccolo proprio perchè vedo intorno a me poca gioia poca sensibilità e tanta infelicità anche tra “chi “non manca di niente mi impegno a costruirmi la mia gioia nonostante l’affanno e non permetto a me stessa di perdermi mai,amo spero e credo…..e cerco di spronare chi mi è accanto….se cado,mi do il tempo necessario per riacquistare le forze e di nuovo in piedi…..ci vuole tempo per costruire cattedrali….ma che meraviglia ricercare i materiali…..
“Vidi un povero,
Tremava, aveva freddo,
aveva fame.
Mi arrabbiai e dissi a Gesù:
“Perchè tutto questo,
perchè non fai nulla?”
Gesù non disse niente.
Quella notte poi mi rispose:
“Certo che ho fatto qualcosa.
Ho fatto te!”.
La vergogna, la paura, ci impediscono di compiere quel gesto per cui eravamo destinati, la paura del giudizio degli altri ci “paralizza” e ci rende incapaci di esprimere il nostro amore. per non parlare poi dell’ossessione della solitudine, ci logora e ci distrugge… spesso ci sentiamo ignorati dal mondo, da Dio e dagli altri che ci circondano, spesso non sentiamo ricambiato un nostro grande amore, e allora ci arrabbiamo con il mondo, con noi stessi con tutti e con Dio. non abbiamo la pazienza di aspettare e di credere che nella vita ogni cosa avverrà nel momento più propizio quando il “tutto” è allineato.. non è facile, a volte diventa quasi impossibile saper attendere.. lo riteniamo assurdo, e continuiamo ad allontanarci da colui che ci ha dato la vita… che ci permette di Vivere! Preghiamo solo per chiedere, preghiamo solo per cercare un appiglio nelle situazioni di crisi, ma siamo cosi intenti a domandare che il nostro cuore è sordo alla sua parola, non siamo più in grado di udire null’altro che le nostre grida di lamento, dimenticando quanto sia importante ogni momento della nostra vita e quanto siamo importanti noi nella nostra semplicità e nella nostra nullità… perchè noi siamo un nulla iportante, una parte del tutto… credo che sia importante trovare la capactià in noi di leggere in profondità ogni istante della nostra vita, e viverlo per ciò che è… un momento di estasi o un momento difficile che però porta sicuramente in seno qualcosa di buono… e non bisogna sempre soffrire, pensando che se lo facciamo allora saremo ripagati come Gesu sulla croce che ha ottenuto la vita dopo la morte… dobbiamo riscoprire una fede pura, fare una scommessa, e giocarsi il tutto e per tutto fidandosi di colui che ci ha creati, vedendo ogni istante come un dono dai cui poter trarre qualcosa di buono…
Viviamo ogni istante della nostra vita, viviamo l’oggi, non il domani… impariamo dal nostro passato ma non facciamone delle bende per il nostro futuro… continuiamo a vivere questa avventura sempre cercando di dare il massimo perchè sentiamo di doverlo fare.. seguiamo la nostra luce interiore che illumina il nostro cammino… e quando vedermo una sola impronta in terra ricordiamoci della nostra scommessa e ringraziamo Dio perchè saremo totalmente nelle sue braccia, nella sua custodia per l’eternità!!
Vi racconto una storia.
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Il fuoco cucinava una pannocchia di mais lungo la sponda del fiume. Il bambino, addentandola, pensava che fosse la pannocchia di mais più buona che avesse mai mangiato… era la sua prima pannocchia mangiata insieme al padre, rubata in un campo lì vicino. Le sue piccole mani cercavano di trattenere a se’ quel momento della sua vita, in cui sentiva così stranamente vicino quell’uomo che, più di chiunque altro, lo aveva fatto soffrire con la mancanza del suo amore. Il bambino pensava che, tutto considerato, il padre dovesse avesse un ottimo motivo per essere lontano dalla sua vita. Lo guardava con la coda dell’occhio, senza chiedergli se il padre gli volesse bene come in realtà stava pensando di fare… e continuava a masticare la pannocchia più buona della sua vita.
Qualche anno dopo
Il videogioco lampeggiava appena acceso, attendendo la moneta di qualcuno che perdesse un po’ di tempo con lui. La macchina per fare il gelato girava, nel retro del bar che il padre aveva in gestione. Il bimbo entrò, chiedendo al padre qualche moneta per giocare. All’entrata del bar, sulla sinistra, questo fantastico gioco elettronico rubava tutti i giorni il tempo ai giovani del paese, e anche il bimbo voleva provare a buttarci dentro un po’ del suo. Tanto, sapeva di essere piccolo e di avere tutto il tempo del mondo per cambiare la sua vita. Non lo poteva fare nell’orario di apertura del bar, essendo ancora minorenne, così lo faceva il giovedì quando il locale rimaneva chiuso e nessuno lo vedeva. Così, entrato nel retro, il padre lo afferrò e lo fece sedere sulle ginocchia chiedendo al figlio se gli volesse bene. Il bimbo non rispose, o forse disse di sì anche se fu una cosa che non sentiva di dire… la sentiva dentro, ma in realtà era già risentito con il padre al punto di sentirsi umiliato per quella domanda fatta in realtà troppo tardi. Il padre cercava di recuperare parte della sua vita e della sua famiglia, in un raro momento di lucidità…
Quasi trent’anni dopo, il bimbo sente ancora di non aver mai risposto a quella domanda. Pensa al videogioco che lo aspettava per buttarci dentro un po’ del suo tempo, a cui ritornò con la mano piena di monetine e la sensazione di spendere molto più di quello che potesse capire allora…
Molti anni dopo
Il giovane uomo entrò. Nella stanza d’ospedale, lo zio vegliava il fratello tenendosi la testa fra le mani. Il padre del giovane uomo, con le ultime forze, sollevò a malapena l’unico braccio che poteva muovere ed abbracciò il suo unico figlio. Non poteva più nemmeno parlare, ma con gli occhi disse addio e gli fece capire quanto gli volesse bene.
Qualche giorno prima, in uno dei rari momenti della nostra vita in cui il tempo si ferma, i due avevano discusso al capezzale del padre. La discussione finì con una frase in cui il padre disse al figlio che se fosse stato come lui, da giovane, non si sarebbe trovato lì ora. Si erano detti quanto si volevano bene nonostante tutto, nonostante la vita fosse stata così avara con loro e fra di loro…
Ci avevano messo ventisei anni, per dirsi queste semplici parole. Ora il padre moriva. Sapeva però, alla fine, di aver detto a suo figlio che lo amava. Moriva con il rimpianto di aver negato a suo figlio moltissimi momenti di vita in comune. Lasciava ben pochi ricordi di se’.
Il figlio, da parte sua, lasciava andare il padre con il rimpianto di non essere stato più forte delle debolezze del suo genitore, perdendo così quell’occasione.
Ingenuo ed orgoglioso, aveva pensato di avere tutto il tempo del mondo, e non fu così…
Oggi
Mi è venuta così, stasera. Perchè so che voi la leggerete con attenzione. E perchè so che qualcuno fra di voi potrà utilizzare i miei sbagli e sarà ancora in tempo per rimediare. Così, sarà come se lo avessi fatto io stesso, e curerò un pezzetto in più del mio cuore.
Grazie.
Andrea
“Noi ci sentiamo colpevoli per tutto quello che di autentico c’è in noi: per il nostro stipendio, le nostre opinioni, le nostre esperienze, i nostri desideri nascosti, il nostro modo di parlare – ci sentiamo colpevoli persino per i nostri genitori e i nostri fratelli. E qual è il risultato? La paralisi. Ci vergognamo di fare qualsiasi cosa che sia diversa da quello che gli altri si aspettano. Non esponiamo le nostre idee, non chiediamo aiuto. E questo lo giustifichiamo, dicendo: Gesù ha sofferto, e la sofferenza è necessária.”
“Gesù ha attraversato molte situazioni di sofferenza, ma non ha mai cercato di rimanervi. Non si può occultare la vigliaccheria con scuse di questo tipo, altrimenti il mondo intero non va avanti. Perciò, se vedi qualcuno sotto un viadotto, vai ad aiutarlo, perché lui fa parte del tuo mondo.”
E quello sotto il viadotto potresti essere tu stesso, ci aggiungo io. già abbiamo parlato in precedenza dell’aiutare gli altri e prendersi addosso i loro problemi. questo unito alla convinzione della “sofferenza necessaria” che ci viene predicata in tutte le salse dalla cultura cristiana in cui siamo cresciuti - con tutto il rispetto per i credenti e le persone di chiesa, sia chiaro, ma almeno una piccola riflessione su certi eccessi è doverosa - sono due ingredienti sufficientemente esplosivi per la vita di una persona.
cercare di essere felici non è egoismo, cercare di amare ed essere amati in modo sereno e consapevole non è essere incoscienti o rovinafamiglie, cercare di non farsi soffocare dai problemi degli altri, anche se sono i nostri familiari, non è menefreghismo. per noi stessi, per rispetto verso la nostra persona dobbiamo avere il coraggio di guardare ogni giorno nella nostra anima e ascoltare ciò che dice il cuore, e dobbiamo trovare un equilibrio fra ciò che è giusto per noi e ciò che non nuoce agli altri. difficile, ma non impossibile. comunque doveroso.
siamo una bella squadra, Nina. ci scambiamo pensieri, ascolto, emozioni e sorrisi. ci sediamo intorno al fuoco. e qualcosa stiamo di certo costruendo, MG, forse non cattedrali, ma qualche mattoncino di serenità per le nostre giornate.
26/10/06 ore 23.30
Paulo, io non ho niente contro te ne contro il tuo Dio (mi siete simpatici entrambi), ma adesso te la faccio io una domanda: perché ogni volta che penso di vedere un po’ di Luce accade sempre qualcosa che mi stronca le gambe? Io non ce la faccio più a tenermi in piedi !!!!! Sono stanco !!!
Martedì sera ero a cena da una ragazza che lavora con me. Abbiamo giocato con suo figlio (per dovizia di particolari dirò che la prima volta che era rimasta incinta due anni fa, ha perso la figlia in pancia il giorno prima del parto) e parlato in generale con lei e suo marito, mi raccontava dei suoi fratelli e di come era contenta che le cose per il fratello maggiore, più o meno mio coetaneo, si stavano mettendo bene (divorziato da un annetto, con tre figli aveva ricominciato la sua vita aprendo una pasticceria che adesso cominciava a ingranare e le cose iniziavano ad andare un po’ meglio anche con la sua ex-moglie). Stamani mattina quando sono arrivato in ditta ho saputo che D. oggi non veniva a lavoro perché suo fratello (quel fratello di cui avevamo parlato l’altro ieri) è morto in un incidente stradale in moto ieri pomeriggio. L’unica cosa che sono riuscito a fare è stato quella di inviargli questo SMS “Ho saputo di tuo fratello. Non ho parole.”
Paulo, perché !?!?!?!?!?!?!?!?
Dimmi, quando la settimana prossima tornerà a lavorare che cosa le devo dire ?????
Ti prego aiutami.
JAMA
PS
In uno degli ultimi post della precedente edizione qualcuno diceva che viveva con una gran paura di morire, io ti dico che la paura più grossa è quella di vivere. Si soffre solo da vivi. Solo chi rimane vivo soffre per la perdita di una persona cara. Quando l’angelo della morte verrà a prenderti non aver paura di lui, in fondo viene a liberarti. Ma non vivere ogni momento con la paura che arrivi altrimenti avrai sprecato l’unica possibilità che ti è stata concessa di vivere.
Goditi tutte le ore, i minuti, i secondi di ogni giornata perché per questi la formula “soddisfatti o rimborsati” non vale un accidente.
Per tutti, scusatemi ma in questo momento non sono in grado di rispondere a nessuno, mi spiace.
****************
ore 00.30
MG benedetta figliola riesci sempre a stupirmi anche nei momenti di disperazione. Dopo aver postato quanto poco fa, mi sono cmq messo a leggere i vostri post della precedente edizione, di questa settimana (perché oltretutto è stata una dura settimana lavorativa, domani abbiamo una visita ispettiva importante ed ho dovuto sistemare un sacco di cose facendo qualche nottata) e che ti vado a leggere …..“Ci han concesso solo una vita, soddisfatti o no qua non rimborsano mai!”…..
certo Nina che sono curiosa di sapere chi è la predestinata, ma forse è meglio lasciare che le cose vadano come devono andare… e se a lui dà fastidio saperlo prima che accada?
Mughetta grazie per la dritta sul canto irlandese…l’ho già scaricato ed è molto molto bello. Sono ancora più contenta di averlo dedicato a Lù per il suo compleanno, anzi Luana se ti riesce ascoltalo perchè io ne ho trascritto solo un pezzzzettttino!
E’ vero, Paulo, mi sono sempre sentita in colpa per tutto ciò che di autentico è in me, difficilmente lo lascio uscire, con il risultato che la “paralisi” governa la mia vita.
Non sono però pentita di questo mio atteggiamento mentale perché lo metto in atto soprattutto per non mancare di rispetto alle altre persone, anche quando si meriterebbero risposte taglienti e brusche.
Mi sono spesso domandata cosa sia l’autenticità.
E’ forse il desiderio di verità? Oppure è il bisogno di far uscire dalla nostra bocca o di far trasparire con i nostri atteggiamenti tutto ciò che ci viene in mente?
Forse sono una delle poche persone che odia la verità.
Per me è una parola che non ha senso: innanzitutto perché la verità oggettiva non esiste; poi perché si usa spesso questa parola per mascherare la nostra aggressività nei confronti degli altri. “Ti dico la verità”, “Lo dico per il tuo bene”: quanta falsità, moralismo e perbenismo si nascondono dietro queste frasi!!! Quanto desiderio di ferire l’altro!
Preferisco una pietosa bugia. Detta con sensibilità, con empatia, con delicatezza. I miei migliori amici sono bugiardi. Fingono. Ingannano. Mentono. Omettono. Ma mi rispettano perché sanno che io, in quel momento, non sarei in grado di sostenere la “realtà” nuda e cruda.
E allora aspettano il momento giusto per la rivelazione, momento che potrebbe non arrivare mai. Ma a loro non importa della “verità”: hanno a cuore soprattutto il mio benessere.
Tu, Paulo, scrivi che il romanticismo è finito.
E’ così. L’inclinazione alla fantasticheria, all’idealismo, al sentimentalismo non sono più presenti nella concezione della vita di molte persone. Francamente, non so se sia un bene o un male. So che è un dato di fatto. La vita scorre mentre noi costruiamo una vita sempre più improntata al pragmatismo. E’ un processo irreversibile?
Oppure, se voltiamo l’angolo, possiamo vedere “la vie en rose”?
Una volta, molti anni fa, qualcuno mi scrisse:”Hai cambiato i colori del mio cielo”. Poi, mi ha pugnalato alle spalle. Per molti anni, il mio cielo è stato nero. Ora, con la maturità unita all’acquisizione di una nuova serenità, posso dire di vederlo così com’è, cioè azzurro.
Ma NON chiedetemi mai più di osservare un cielo rosa. Non lo sopporterei.
Stasera vorrei che tutti voi poteste essere veramente con me al JAMA’S PUB, perchè ho bisogno di amicizia e amore, perchè ho bisogno di non pensare, perchè ho bisogno di cantare e suonare, perchè ho bisogno di bere e fumare, perchè ho bisogno di parlare e ascoltare, perchè ho bisogno di abbracciare e essere abbracciato, perchè ho bisogno.
Stasera vorrei essere daltonico per vedere rosa ciò che è nero, azzuro ciò che è grigio, bianco ciò che è rosso.
Stasera vorrei essere un mago per trasformare le lacrime in sorrisi, il dolore in amore, la tristezza in spensieratezza.
Stasera vorrei che una piuma fosse più pesante di tutti i nostri problemi messi insieme.
Stasera voglio sognare rimanendo sveglio, perchè è l’unico modo che invece ho per stare con tutti VOI e credere in tutto ciò che vorrei.
JAMA
Bentornato Andrea! Prima di “ascoltare” gli altri post volevo subito dirti che sono contenta di leggerti e soprattutto leggere “del primo mattone”..allora magari questa chiesetta sarà la “benedizione” che Qualcuno ti concede, quindi “occhio!” mi raccomando. Ti sono vicina e poi ti ringrazio perchè io mi lascio contagiare ed entusiasmare da chi “osa seguire il proprio cuore”
Ti abbraccio
Gabriele grazie per quello che scrivi:
“Viviamo ogni istante della nostra vita, viviamo l’oggi, non il domani… impariamo dal nostro passato ma non facciamone delle bende per il nostro futuro… continuiamo a vivere questa avventura sempre cercando di dare il massimo perchè sentiamo di doverlo fare.. seguiamo la nostra luce interiore che illumina il nostro cammino…”
Me lo ripeto spessissimo anche io in questo periodo e ieri qualcuno mi ha mandato una mail con una presentazione power point che alla fine diceva proprio questo: “..dopo tutto, oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri; vivi pienamente ogni giorno, ogni respiro, e soprattutto, ogni amico!”
Sembrano solo belle parole da sfoderare al momento opportuno, ma vorrei diventasse totalmente la mia “filosofia di vita”. Spero di ricordarmene ogni mattina e ringraziare ogni sera se ci sono riuscita almeno un pò.
Jama…ti sono vicina. Andrea, ben tornato.
A domani…..ho letto i vostri post…..ma non ho letto ciò che ha scritto Paulo. State davvero diventando molto importanti…..
A presto… domani finalmente è sabato.
Lu
p.s….studierò anche l’irlandese…..grazie, mg!!!!! e se non riesco…. sicurissimo…..vi chiedo aiuto… A che servono del resto gli amici? Brava Mg….. !!!! Anche per via delle colonne portanti……lasciamole alle cattedrali…..noi siamo solo piccolissimi “uomini”….!!!!!
“I miei migliori amici sono bugiardi. Fingono. Ingannano. Mentono. Omettono. Ma mi rispettano perché sanno che io, in quel momento, non sarei in grado di sostenere la “realtà” nuda e cruda.”
Nina allora forse è il caso che io ti chieda scusa, evidentemente è successo che io abbia potuto mancarti di rispetto con il mio “spirto guerrier ch’entro MI (ti) rugge”. Il problema è che io credo di essere proprio l’esatto opposto dei tuoi amici e la mia ti assicuro che non è falsa modestia (anche per ciò che riguarda il problema leader..). Sono arrivata a questo punto della mia vita proprio perchè non riesco a mentire e proprio perchè non riesco a NON dire. Siamo belli anche perchè siamo diversi…quindi..altro giro altra corsa. Ci si arricchisce sempre grazie alla “diversità”, ma bisogna sempre cercare di comprendersi a vicenda, altrimenti il dialogo si interrompe.
Buona serata e a presto
Jama Jama…. benedetto anche tu che nei miei momenti neri riesci a farmi sorridere e a volte davvero mi fai venire i brividi con tutte ’ste coincidenze!
Ma benedetto tu che hai un cuore così grande da farci entrare ANCHE tanta sofferenza e tanti perchè perchè perchè…, ma soprattutto tanto “amore” per la vita con la quale ti incavoli ogni giorno e cerchi di capire e ti perdi e ti ritrovi…benedetto perchè sei VIVO!
Tra un pò è un anno che è morta la bimba di due miei ex compagni di classe con i quali siamo rimasti molto legati anche dopo la scuola. La piccola C. aveva 10anni e per una banalissima influenza è stata portata in ospedale visto che aveva iniziato a non rispondere più ai genitori e a stare malissimo, lì non si sono accorti che il virus le aveva provocato una miocardite fulminante, è andata via lasciando rabbia, dolore, sgomento perchè potevano accorgersene in tempo e invece…
Jama voglio solo dirti che sono andata a Cosenza non per portargli le mie condoglianze…sono andata a condividere con loro “il silenzio”, perchè non esistono parole, non ci sono lacrime, non ci sono spiegazioni, rimane solo un grande silenzio.
Un abbraccio
PS Ma quanto ci mancano i tuoi test/quiz/test…
So di essere una voce fuori dal coro, so di attirarmi critiche e richiami sulla durezza della vita, ma io sono un sognatore, seppur nella confusione non riesco a perdere il mio ottimismo, se non avessi questa risorsa probabilmente sarei chiuso nella mia stanza a guardare il soffitto sdraiato sul letto. Tutti noi, chi prima e chi dopo, ha dovuto affrontare prove durissime, come la perdita delle persone care, e prima o dopo continueremo ad affrontare i medesimi drammi. Ma la vita ha con sè anche la morte, nessuno può considerarsi immortale, a parte qualche ex premier. Non riesco, scusate, a leggere queste righe senza vedere in esse una parte di ottimismo; quando il maestro dice “Oltre alla fede, abbi pazienza. Cerca di capire che non sei solo, quando desideri che la Giustizia Celeste si manifesti anche su questa terra. Nel Medioevo, le cattedrali gotiche venivano costruite da più generazioni. Questo impegno prolungato aiutava i partecipanti a organizzare il pensiero, a ringraziare e sognare. Oggi, il romanticismo è finito: tuttavia, il desiderio di costruire permane in molti cuori, si tratta solo di essere disposti a incontrare le persone giuste” io leggo in queste parole la speranza, e la voglia di ricercare la condivisione per un futuro migliore. Il romanticismo non è scomparso o finito, è solo addormentato in tutti noi. Sta a noi liberarlo dalle braccia di Morfeo e riportarlo alla luce. I tempi attuali rendono i romantici anacronistici, esseri al di fuori di schemi. Ma preferisco uscire dagli schemi ed appartenere adun mio mondo piuttosto che ridurmi e assogettarmi alla massa. Non sono un cristiano, non hoo forse la fortuna di esserlo, sono una persona come tante, però vedo la vita come una via piena di speranza e di opportunità. Coehlo stesso scrive che è un bene che l’idea della morte ci accompagni nella vita, per farci comprendere che il tempo deve essere vissuto perchè non sappiamo quando il nostro tempo finirà. Vivere la vita, però nel rispetto delle altre persone, mantenendo i nostri pensieri ed obiettivi ben chiari.
Tutto qui, ora potrete sparare a zero su quello che ho appena scritto, potrete criticare e giudicare, però rimane il fatto che vedo la vita così, come un bicchiere mezzo pieno, seppur confuso, seppur vivendo con un peso sulle spalle, però ottimista. E ben venga un cielo rosa nella vita!
Cara Mughetta,
Ho letto il tuo commento e in particolare m’ha colpito questo passaggio:
“questo unito alla convinzione della “sofferenza necessaria” che ci viene predicata in tutte le salse dalla cultura cristiana in cui siamo cresciuti - con tutto il rispetto per i credenti e le persone di chiesa, sia chiaro, ma almeno una piccola riflessione su certi eccessi è doverosa - sono due ingredienti sufficientemente esplosivi per la vita di una persona.”
Devo ammetterlo, è capitato spesso anche a me di conoscere predicatori confusi e persi in illusioni del genere. E alla fine, e lo scrivo non senza sorridere pensando al mio misero passato, mi capitò pure di credeci a questa sofferenza necessaria. Eppure ho capito presto come tutto ciò sia falso. Quando infatti la Chiesa parla di sofferenza certo non intende il rifiuto della felicità. Essa infatti non è altro che ciò che tutti noi doviamo cercare. Da sempre l’umanità tende a al suo Creatore e Lo cerca per riunirsi a Lui. E solo in Lui possiamo trovare la perfetta felicità. Ma questa ricerca, o meglio sarebbe dire, questo ritorno a Colui che ci chiama a sè non avviene tramite digiuni, rispetto di regole severe, autofagellazioni ecc.. Gli stessi martiri non furono tali perchè scelsero di morire nei modi più strani e dolorosi ma vengono definiti tali in quanto testimoni della fede in Dio. Non ebbero paura di fronte alla morte e furono in grado perfino di perdonare i loro carnefici tanto era grande il loro amore per il prossimo. Ma ciò come detto non per il gusto di soffrire o per altre simili idiozie bensì perché sapevano che quella sofferenza sarebbe stata soltanto una cosa passeggera e nulla gli importava di morire poiché erano coscienti del fatto che rimanendo fedeli a Dio Egli li avrebbe accolti nel Suo regno. Avrebbero potuto anche loro vivere una vita normale e tranquilla fuggendo ogni minima pena. Avrebbero potuto anche loro rimanere persone inutili che si compiacciono del buon giudizio degli altri. Ma non l’hanno voluto perché sapevano che c’era Qualcuno di più grande per il quale vale la pena di vivere e anche di morire. E certamente non potevano non essere coscenti del fatto che il Signore non ci vuole sofferenti ma felici. Ben conscevano e apprezzavano i doni che da Lui ogni giorno ricevevano e in Lui erano e sono felici. La sofferenza dunque non va cercata ma semmai affrontata come un nemico. Non mi risulta infatti che per essa sia mai stato preparato un posto nella Gerusalemme Celeste. Dove sta scritto infatti che che nel Regno dei Cieli sarà pianto e stridore di denti? Mi pare piuttosto che stia scritto che là gli afflitti saranno consolati e che la felicità sarà eterna. E se dunque non vi è posto lì per la sofferenza significa che essa sarà annientata così come la morte in quanto nemica. Dobbiamo dunqe sforzarci e andare avanti per quanto essa ci ostacoli il cammino. Quando andai a Santiago non vi era giorno che non si soffrisse. Ben mi ricordo quanto dolore ci accompagnava e quanto bevessi la sera per scacciarne almeno una parte. Non ero molto resistente al dolore e per questo usavo l’alcool come medicina. Non fuggivo di fronte a questo nemico che voleva impedirmi di raggiungere la meta bensì lo affrontavo anche se ovviamente non da solo ma con l’aiuto di birra e altre varie bevande ché se no non ce l’avrei fatta. Così come nel cammino anche nella vita quotidiana possiamo scegliere tra due possibilità: fuggire la sofferenza e non arrivare alla meta oppure affrontarla come possiamo chiedendo aiuto se necessario per combatterla. Capita spesso che le cose vadano male e spesso molti perdono la loro fede proprio perché non vogliono combattere la sofferenza. Vogliono la felicità subito ma che ottengono se non l’esatto contrario? E quante volte tutti noi abbiamo preteso che un altro risolvesse tutti nostri problemi senza accontentarci solamente del suo aiuto per quanti piccolo fosse. Quante volte invece di chiedere aiuto si cerca piuttosto di approffittarsene dell’altro sbolognandogli tutti i nostri problemi per andarcene leggeri e tranquilli per la nostra strada. Quante volte di fronte al nemico invece di sguainare la spada siamo fuggiti per vigliaccheria.
Sono daccordo con te quando dici:
“cercare di essere felici non è egoismo, cercare di amare ed essere amati in modo sereno e consapevole non è essere incoscienti o rovinafamiglie, cercare di non farsi soffocare dai problemi degli altri, anche se sono i nostri familiari, non è menefreghismo.” e “dobbiamo trovare un equilibrio fra ciò che è giusto per noi e ciò che non nuoce agli altri.” Non mi pare però che la Chiesa abbia mai detto il contrario. Il punto è semmai cosa s’intende per “essere felici”.
Ciascuno di noi infatti ha diverse priorità e diversi modi di cercare la Felicità. Come nel Cammino ci sono diverse vie e si può scegliere se fare più o meno chilometri tanto vengono contati solo gli ultimi cento. Così nella vita non importa se la via per la Felicità sia aiutare i lebbrosi in india e dedicarsi totalmente a loro oppure dare soltanto una mano nella propria parrocchia. Ciascuno fa quel che può e tutti verranno ricompensati ugualmente. Ma dobbiamo stare attenti a cosa vogliamo veramente perchè come nel Cammino bisogna farsela tutta a piedi così nella vita non possiamo pretendere di rimanere passivi e felici delle cose terrene e pensare poi di poter esser accolti nella Dimora Celaste. Non possiamo trovare la Felicità eterna se cerchiamo quella materiale ed effimera. Non possiamo nascondere il nostro talento e pretendere di guadagnare così qualcosa. Bisogna rischiare. È meglio infatti perdere una battaglia ogni tanto per poi vincere la guerra piuttosto che non combattere non schierarsi e rinunciare alla vittoria solo per qualcosa che come l’abbiamo ricevuto comunque ci sarà tolto.
È facile dunque sbagliarsi e confondersi perchè chiaramente una persona che vede nel riempirsi la pancia la somma felicità (come disse Papa Benedetto XVI “C’è molta sporcizia nella Chiesa”) considererà masochismo quello di chi semplicemente rinuncia a molte cose materiali perché per lui sono superflue per ottnere la Felicità vera in altri modi. Non deve però nemmeno stupire il fatto che proprio chi non vuole soffrire e scappa di fronte a tutto spesso dà a vedere agli altri che ama la sofferenza per essere da loro lodato. Il fatto che ce ne siano tanti non vuol dire però che la dottrina cristiana insegni ciò. Mi ricordo semmai che fu detto: “Essi [gli ipocriti] hanno già avuto la loro ricompensa.”
Un abbraccio.
Andrea sei un grande!
Da parte mia ti assicuro solo critiche positive su ciò che hai scritto…oltretutto credo di essere “un’inguaribile romantica” (incredibile romantica-Vasco Rossi)checccccchè se ne dica (e lo dico io per prima) sul fatto che io sia una iena! Quindi cosa altro aggiungere alle tue parole “I tempi attuali rendono i romantici anacronistici, esseri al di fuori di schemi. Ma preferisco uscire dagli schemi ed appartenere ad un mio mondo piuttosto che ridurmi e assogettarmi alla massa…Vivere la vita, però nel rispetto delle altre persone, mantenendo i nostri pensieri ed obiettivi ben chiari.”
Vero, verissimo che si vive spesso “in confusione” ma forse proprio perchè “chi più sa più dubita”?! Il rispetto è imprescindibile, l’ho detto tante volte, rispetto verso sè stessi e verso gli altri, se anche l’ottimismo a volte proprio non c’è, rimane la spinta ad andare avanti e vivere ogni respiro con tutta l’intensità che merita, e anche io penso spesso di vivere “in un mondo mio” anzi lo chiamo “il mio rifugio” dove trovo riparo ogni volta che mi serve riprendere un pò di forze! E per citare ancora il grande Vasco mi piace moltissimo “Stupendo” -”…mi rendo conto che il tempo vola
e che la vita poi è una sola…E mi ricordo chi voleva al potere la fantasia…erano giorni di grandi sogni sai, erano vere anche le utopie”
Grazie grazie Andrea perchè non sono solo utopie quelle in cui crediamo!
Jama! “ho bisogno di cantare e suonare, perchè ho bisogno di bere e fumare, perchè ho bisogno di parlare e ascoltare, perchè ho bisogno di abbracciare e essere abbracciato” Ora ho fatto direttamente copia-incolla, potrei scriverle anche io quindi me le prendo e me le incollo!!!… E guarda un pò io l’abbraccio te l’ho dato ancora prima di leggere il post!
Ora ti dico che se appena autorizzano altri post leggo che anche tu hai citato Vasco oppure pensavi di citarlo oppure prima o poi l’avresti citato…beh va a finire che penserò di essere io la “tua predestinata”!!! (ridiiiii che scherzo!)
Lùùùùù grazzzzzzzzzie e meno male meno male che ci sei!!!!! (anche se ti fai un pò desiderare ultimamente….)
Come ve lo dico?!
Vi potrei dire che vi scrivo mentre mi asciugo le lacrime che proprio non riesco a controllare,
vi potrei dire che l’ho messo “con le spalle al muro” ancora oggi e mi ha risposto come non speravo rispondesse,
vi potrei dire che in questo momento se morissi sarei felice..
vi potrei dire che per l’ennesima volta MG è stata stupida a fidarsi del suo cuore
vi potrei dire che avevano ragione tutti quelli che mi dicevano “ma figurati tu credi alle favole”
vi potrei dire che ho sentito cose che mi hanno scandalizzata: fare l’amore con la propria moglie ha un significato diverso rispetto a prima e succede sempre più di rado…ma è sempre amore
vi potrei dire di essere stata giudicata come assolutista ed intransigente perché gli ho detto che l’amore si fa con tutto il proprio essere, con il cuore e con la mente e con rispetto e con desiderio e con passione etc. etc.
vi potrei dire che ha tirato Dio in ballo perché prima o poi lo fulminerà per tutto il male che sta creando intorno a sé, ma non prevede un modo per dire a sua moglie che esiste MG nel suo cuore da quasi un anno
vi potrei dire che si è sentito offeso dal mio giudizio rispetto a “certe famiglie standard” a “certe coppie standard” che ho già incontrato nella mia breve ma intensa vita
vi potrei dire che la mia visione della vita e dei sentimenti è davvero una visione “da povera pazza”
vi voglio però dire che le mie lacrime finiranno, lo so, ci sono già passata, nessun dolore dura in eterno ed esistono anche dolori peggiori (anche se in questo momento è questo per me il peggiore!)
Vi voglio anche dire che la prima cosa che ho fatto chiudendo la telefonata con “quel signore” è stata scrivervi
Vi voglio dire che questo dolore immenso e che mi soffoca in questo momento DEVE assolutamente portarmi qualcosa di buono!
Vi vorrei chiedere di non giudicarmi “patetica” ve ne prego. Non piango davvero mai..e quando lo faccio è perché ho toccato il fondo, ho sempre “un’ombra nera bastarda” che da anni mi tiene compagnia e mi fa sentire sempre “in equilibrio sopra la follia”
“Ma forse è proprio questo il senso del tuo vagare..forse davvero ci si deve sentire alla fine un pò male, forse alla fine di questa triste storia, qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio. Per vivere davvero ogni momento, con ogni suo turbamento e come se fosse l’ultimo… Ed un pensiero le passa per la testa, forse la vita non è stata tutta persa, forse qualcosa si è salvato, forse davvero non è stato poi tutto sbagliato, forse era giusto così, forse ma forse ma siiiiiiii” (Sally- Vasco Rossi)
PS Prestatemi un pò della vostra energia…ve la renderò appena posso!
Cara MG, non posso dirti altro che hai ragione tu, non esiste la parola moglie in amore. Quando si ama realmente qualcuno lo si ama e basta. Non esiste un amore diviso, no esistono due sistemi per fare l’amore. Da una parte si fa sesso, meccanico e per un proprio piacere personale dell’ego e fisico, dall’altra c’è solo amore che coinvolge tutto a favore dell’altro. Evidentemente non hai avuto la fortuna di trovare la persona giusta. Questi sono momenti duri, difficili da affrontare, e dio solo sa quanto terrore provo solo all’idea che la mia chiesetta venga demolita da una persona che ritenevo diversa. Fortunatamente per me non è così (almeno per ora - alla scadenza dell’anno ti dirò) però il pensiero e i timori sono una costante. Ma chi è il pazzo mi chiedo…è pazza colei che ama o colui che approfitta di una parola così importante per dare sfogo e ragione al proprio ego? Ma io un’idea me la sono fatta, a voi dire quale sia. Però MG guarda sempre il lato bello della moneta, sforzati, per quanto sia duro e difficile, di trovare il lato positivo delle cose. La vita è tua e solo tua, condividerla con qualcuno sappiamo bene entrambi che è un impegno, una sfida e forse tutti e due, avendo esperienze in qualche modo simili (anche se in questo caso ci vede da parti contrapposte) desideriamo trascorrerla con il nostro incastro perfetto. Ora l’incastro perfetto nel tuo caso dovrebbe essere tanto “pazzo” da progettare una vita con te, dovrebbe essere tanto “pazzo” da trovare la via per cercare di stare insieme a te, tanto pazzo da fuggire per venire a stare anche qualche ora con te (accidenti io devo fare dei salti mortali per fare 1400 km in aereo!!). Lascia che dica solo una cosa, evidentemente non è l’incastro perfetto, quindi giusto provare dispiacere, ma non per aver perso una persona ma solo di aver perso tempo per questa persona. Io credo sempre che il tempo sia galantuomo, credo che la vita non possa riversare solo ombre, ma che dia a tutti, in modo diverso le giuste ore di luce e di calore. Qui, in questa pagina, forse non te ne sarai accorta, forse non vuoi ammetterlo (mi riferisco alla storia del bel gruppo) ma probabilmente hai persone che in questo istante soffrono insieme a te, anche nel silenzio, tutti accumunati da un sottile filo, da un unico valore che molti chiamano amicizia. Non è demagogia, la mia affermazione non deve essere considerata un bugia per sollevare l’anima piangente ma è la verità. A partire da Jama, mughetta, Giulia e tutti gli altri che scrivono per qualche minuto della loro giornata su questo blog, che leggono e vivono insieme a noi le nostre esperienze e la nostra vita, forse ( ma so bene che questo anche se non lo ammentti in cuor tuo lo sai ) ti sono più vicine di quanto sembra. Sai tante volte anche io mi sono sentito perso nel buio, però immagino sempre che la galleria abbia una fine, che prima o poi terminerà, e allora potro rivedere le mie mani, le mie gambe e dire a me stesso ce l’ho fatta, sono uscito da solo, con le mie gambe da questa storia. Abbi pazienza e fede nel futuro, davvero!! Credici veramente, la sofferenza lasciala a chi vuole soffrire, tu tieniti la gioia di aver scoperto, lungo il tuo viaggio, che alcune persone non sono come sembrano, sia nel bene (pensa a noi) che nel male (pensa a quel lui un pò patetico). Io purtroppo per qualche giorno non potrò darti quella energia che ti serve, partirò lunedi e rientrerò solo per il fine settimana, però non deludermi come non lo hai fatto fino ad ora. Altrimenti dove lo trovo un altro grillo parlante brava come te.
Daniele ti leggo sempre con attenzione.
Se non sei un prete magari sarai parte di un gruppo di carismatici o rinnovamento dello spirito (non ricordo bene i nomi), lo dico solo perchè il modo di parlare mi ricorda persone che ho conosciuto e che appunto facevano parte di questi gruppi. Io oggi non so più come definirmi magari sono “anarchica” anche nella mia religione (?!) magari potrei essere una seguace di Martin Lutero (che ammiro molto), ma so di sicuro di voler andare in Chiesa per nutrirmi del corpo di Cristo che ha scelto di morire anche per la mia felicità. Ma se un Uomo muore per me, anzi, se L’Uomo muore per rendere la mia vita più felice e più consapevole…perchè io non dovrei ricercarla su questa terra?! Allora perchè tu dici: “Non possiamo trovare la Felicità eterna se cerchiamo quella materiale ed effimera”. Io voglio, anzi vorrei, cercare l’amore di Dio anche attraverso ciò che mi circonda su questa benedetta terra che Lui ci ha dato, io vorrei essere amata da Dio anche attraverso le persone che Lui mi mette accanto, io vorrei cercare la felicità che Lui mi ha messo a disposizione su questa terra che non è e non deve essere solo “una valle di lacrime”! Daniele io non credo più che “il distacco” sia quello che intende la Chiesa, una marea di “regole” da seguire….quando invece Dio è venuto a liberarci! Io vorrei sentire tutta quella libertà che Dio mi ha concessa e non voglio sentirmi imprigionata da falsi moralismi: “questo è giusto, quell’altro è peccato, rinuncia alla tua vita qui che poi avrai la tua ricompensa…” Allora cosa devo sperare di riscuotere al più presto la mia ricompensa nei cieli?! Se mi auguro la morte non onoro la vita che Dio mi ha dato e allora se l’unica vera felicità la avremo lì nei cieli cosa sto a fare qui?! Sarà che ho molta confusione in testa, ma molta di questa la devo proprio alla Chiesa e a quelli che fanno “bei predicozzi” ma “vivono” poco quello che predicano!
Scusa se sembro polemica, ma io davvero vivo una situazione borderline e non è sempre facile, ma ti assicuro nemmeno “comodo”. Vorrei solo dire che io non accetto l’idea di soffrire qui in terra perchè poi avrò una ricompensa…proprio non l’accetto. La sofferenza esiste e la conosco, ma non ho mai pensato “ah che bello così Dio poi mi renderà ancora più felice quando sarò con Lui”, non credo che devo fare “buone azioni qui per meritarmi la vita eterna”, io so che Dio mi ha voluta qui per Amore e mi sforzo per vivere e per ricercare questo Amore in ogni mio giorno.
A presto!
Daniele!!!!!!!!!!! Mannaggggia a te che mi fai piangere!!!!!! Stavolta però le lacrime ti assicuro sono di un altro sapore.
Ti scriverò più tardi, ora vado un pò sulla spiaggia, c’è il sole ed io al sole mi ricarico…almeno spero!
Sei una persona davvero speciale Andrea, lo sapevo, lo sentivo che eri così!
A presto!
Dio, noi, l’amore universale! Che triade! A volte soli davanti al bisogno, altre ancora rassicurati e fiduciosi che no, non è possibile le cose possano andare sempre così male, che qualcuno da lassù “deve” aiutarci a dipanare i pasticci interiori ed esterni in cui la vita ci pone… e ci viene voglia di urlare, di dire basta…ma è giusto? O forse è meglio dire:” Cambierò queste mie sorti, mi vestirò di nuovo e con queste nuove spoglie finalmente avrò il coraggio di uscire da tutto, divinità o meno…”? Prendiamo le redini della nostra vita come un generale in battaglia, che con efficaci ordini e strategie al di sopra di ogni povera, fragile emotività va…
Guerrieri della luce? Sì, mi piace, guerrieri con Dio se lo sentiamo vicino e con Dio se non lo sentiamo….alziamoci, l’importante è partire verso qualche orizzonte, e se di terra lontana si tratta la troveremo… se qualcuno non sente il nostro incedere noi grideremo più forte e i nostri passi lasceranno solchi. Non restiamo in disparte, non aspettiamo chissà cosa chissà chi… artefici o no del nostro destino, feriti, piangenti o cicatrizzati l’importante è salire, andare…e nel tragitto dare magari la mano a qualcuno che si è seduto un attimo. Poi il vento trasporterà lontano i segni dei nostri respiri,e chissà che prima o poi non si diventi una compagnia di cuori in cammino.
ANDREA!!!! Sorry ho sbagliato nome volevo dire ANDREAAAAAA mi fai piangere per quello che mi hai detto….
Andrea ho sbagliato solo perchè avevo appena scritto a Daniele e perchè ero appena “sveglia”…
ANDREA GRAZIEEEEEE!!! ma soprattutto grazie a Dio che esistono persone come te, anzi UOMINI come te!
Andrea oltre ad avermi fatto piangere dalla gioia per il calore che ho ricevuto dalle tue parole, sappi anche che mi hai fatto sorridere paragonandomi “al grllo parlante” (cosa che faceva anche lui)…ma non voglio fare la fine di quel povero povero povero grilletto io!!!
Lo dicevo all’inizio che questa poteva essere un’isola felice, ma per fortuna voi esistete realmente, non siete virtuali, magari ci sono legami forti e spero duraturi qui come magari non avviene “là fuori”.
Ora sono tornata dalla messa, mi è piaciuta una preghiera che diceva “affinchè possiamo vedere con gli occhi del cuore”…beh in questo momento sono abbastanza cieca, oppure preferisco esserlo almeno per un pò, il mio cuore ha visto fin troppo, e per ciò che ho scritto prima a Daniele, credo che rifiutare la sofferenza per me oggi sia più che altro un dovere!
Andrea, spero tu riesca a leggere prima di lunedi queste mie parole. Ti auguro una buona settimana, torna presto però!
Sei una bella persona e ti auguro tutto il bene del mondo!
Ok ora però vado al mare….è tardissimo!
Baci
PS Lù ho anche pensato di scriverti che fai bene a non rimetterti in gioco, ad avere paura di innamorarti…ma poi non credo che alla fine oggi possa consigliarti qualcosa di “sensato”, quindi ti mando solo un abbraccio e fatti viva appena puoi “sorella mia”
Questa volta non scrivo DI te ma scrivo a TE, così se riuscirai ad arrivare in questo blog, troverai le mie parole di “benvenuto”! Anzi, non sono parole mie, sono dei Subsonica che tanto CI piacciono..
”Ritorno sui miei passi e adesso contali bene. Il tempo che è passato non è una buona ragione.Ho idea che non mi basti lo scambio di un’opinione e neanche l’imbarazzo con cui mi mostri le scuse! La muta del serpente nasconde il tuo vero nome. Di chiacchiere suadenti sono già stato a lezione, baciando la fiducia con un rasoio a due lame.
Ti farò male più di un colpo di pistola, è appena quello che ti meriti. Ci provo gusto me ne accorgo ed allora NON MI VERGOGNO DEI MIEI LIMITI E LIVIDI. Come ti gira dopo un colpo di pistola, ti vedo un po’ a corto di numeri. Ci provo gusto me ne accorgo ed allora, mon mi seccare coi tuoi alibi!
Durante questo tempo, ho vomitato rancore. Ho ricucito i pezzi, ricominciato a sperare.
Avevi tutto quanto, anche IL MIO SOGNO MIGLIORE, hai preso ciò che serve senza ritegno nè onore !!!!..”
(Colpo di pistola- Subsonica)
La rabbia deve uscire perché altrimenti mi infetta le ferite e non voglio avvelenarmi ancora la vita, meglio far uscire il peggio di sé senza vergogna, io provo un’immensa rabbia ma non credo sia odio, non potrei augurarti mai del male, ce n’è già tanto in giro…
Il sole mi ha ricaricata e non pensavo potesse esplodermi questa rabbia in corpo. Passerà di sicuro ma devo gettartela addosso altrimenti continuo a farmi solo del male e non voglio più che accada!
Come dice il mio caro (dico sul serio per me è una persona cara) Paulo in “Il diavolo e la signorina Prym”:
-L’uomo ha bisogno di quello che ha in sè di peggiore, per raggiungere ciò che di migliore esiste in lui-
Io ho nel cuore un oceano di rabbia che non riesco mai a convogliare nella giusta direzione se non su me stessa. Io ho pensieri tremendamente rabbiosi che mi paralizzano, la incanalo nelle parole ed è per questo che “massacro” qualcuno a volte anche in maniera spropositata. Lui mi ha accusata spesso di questo, cioè di farlo passare nel giro di pochi minuti da angelo a diavolo, ma io poi credo che in ognuno di noi ci siano entrambi. Devo far uscire la mia parte peggiore, quella che urla contro chi mente, che urla con chi mi prende in giro, che urla con chi parla parla e non vive ciò che dice. Sono assolutista?! Sarei assolutista a pensare che la sincerità ed il rispetto tra esseri umani dovrebbe essere un dovere e non un optional?! Bene allora datemi pure dell’assolutista, sono così e mi piace pure esserlo. Vero che l’ho massacrato, gli ho detto cose orribili, la rabbia accecante era poi più verso la mia stupidità nel non aver capito prima e nel non essermi fermata “in tempo”… La rabbia esplode facendomi dire tante cretinate del tipo “mi viene voglia di chiamare casa tua e fare due chiacchiere con la tua signora” CHE STUPIDA SONO!!! Lascio che la rabbia passi e devo farlo sul serio, non credo che gli parlerò più perchè sono sicura che tornerei per l’ennesima volta sui miei passi. In 11mesi almeno 20volte gli ho detto “non ci sentiamo più”! L’ultima volta è stata ieri e spero e mi auguro di avere forza necessaria perchè quella di ieri resti davvero l’ultima! I giochi al massacro non mi piacciono e non mi sono mai piaciuti, ci sono meccanismi contorti dai quali non si esce facilmente, il bisogno reciproco era tra questi. In teoria so benissimo che non è il bisogno a dovermi legare a qualcuno, ma nella pratica è quasi automatico che ciò accada. Ok ora mi fermo, oggi è stata una giornata piena di sole che per fortuna “non era di cartone” (lo sciopero del sole- bandabardò). Allora spero di essermi un pò svuotata, il sole ha scurito un pò di più la mia pelle ma mi ha anche schiarito un pò l’anima.
Vivo il mio oggi con tutto il bene e tutto il male, ma continuo a voler scegliere la strada del bene…quindi niente più “colpi di pistola”.
Beh MG visto che sei un membro del triumvirato di questo “gruppo” e quindi un leader come me parlerò prima un po’ con te (Nina scherzo
cerco di smorzare un po’ di questa aria funeste).
è solo per rendere l’idea) alla fine ero completamente esausto e vuoto fisicamente e mentalmente, completamente rigenerato :-). Quindi visto che sono in tour per tutta Italia compra un biglietto e vai e balla (anzi potete provarlo tutti tanto il biglietto costa solo 13 euro)
ti stralcerò tre canzoni (che mi hanno accompagnato in quel periodo di lacerazione), l’ultima è di Povia forse considerata un po’ banale ma a mio parere ci sono delle piccole verità nascoste.
Che dire, ripeto secondo il mio personale pensiero non esiste l’anima gemella o incastro perfetto, è una delle tante cose in cui ci hanno spinto a credere. Esistono persone con le quali stiamo bene insieme e se siamo fortunati dura per tutta la vita altrimenti dureranno il tempo per cui sono destinate a durare (un giorno, un mese, un anno…)
Quando Paulo dice “Oggi, il romanticismo è finito” secondo me sbaglia nel senso che è una delle tante cose che sono sempre esistite ed esisteranno, solo che quando l’uomo l’ha scoperto, come sempre succede, ne ha parlato così tanto da farsi venire un indigestione con il risultato che oggi ne ha quasi il rifiuto. L’invenzione dell’anima gemella nasce proprio da quel delirio e in quel tempo in cui l’uomo ha scoperto il romanticismo.
Quando chiedevo se si può amare più di una persona era questo, è difficile lasciare o confessare il tradimento a qualcuno a cui comunque vogliamo bene e ha stima di noi, eros philos agape ci sono tanti modi di amare non so quale e quanti siano quelli giusti ma ci sono tutti.
Se non fossi stato io a decidere, la mia ex-moglie non me lo avrebbe mai confessato e non avrebbe mai preso la decisione perché comunque mi voleva e mi vuole bene tutt’ora, e come nonostante tutto anch’io le voglio bene (sto parlando di affetto non di amore). Saremmo sicuramente ancora insieme, io nella completa inconsapevolezza di cosa stava succedendo e lei nei suoi sensi di colpa e tradimenti, una delle tante “certe coppie standard”.
Non ti giudico patetica, anzi sei normale come lo siamo tutti noi, mi dispiace solo per quel tuo “Non piango davvero mai…” perché piangere come ballare è una delle cose più belle e rigeneranti che esistano, quando finiscono le lacrime finisce anche il dolore, se le lacrime le tieni dentro ci rimane anche il dolore.
Questa volta sento che un consiglio posso dartelo, ieri sera sono andato al concerto della BandaBardò, ho ballato per due ore di seguito, la maglietta era completamente mezza di sudore (si lo so non è una bella immagine quella che sto descrivendo
Visto che hai citato Vasco e per alleggerire un po’ il conto che ti devo pagare
SENZA PAROLE (Vasco Rossi)
Ho guardato dentro una bugia
e ho capito che e’ una malattia
che alla fine non si può guarire mai
e ho cercato di convincermi
che tu non ce l’hai
Ho guardato dentro casa tua
e ho capito che era una follia
avere pensato che fossi soltanto mia
e ho cercato di dimenticare
di non guardare
E ho guardato la televisione
e mi e’ venuta come l’impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu
che tu mi rubi l’amore
ma poi ho camminato tanto e fuori
c’era un gran rumore
che non ho più pensato a tutte queste cose
E ho guardato dentro un’emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perchè non si comanda al cuore
E va bene così
senza parole senza parole
E va bene così senza parole
e va bene così
E guardando la televisione
mi e’ venuta come l’impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu
che tu mi rubi l’amore
ma poi ho camminato tanto e fuori
c’era un grande sole
che non ho più pensato a tutte queste cose
E va bene così senza parole
E va bene così senza parole
DILLO ALLA LUNA (Vasco Rossi)
Guardami quando ti parlo
guarda se è vero
guardami quando mi parli
guarda se tremo
mmmmhh! smettila di parlare
guardando il muro
e se qual cosa mi devi dire
dimmelo duro
guarda in faccia la realtà
e quando è dura
sarà sfortuna
sfortuna
guardala in faccia la realtà
è più sicura
guardala in faccia la realtà
e meno dura
se c’è qualcosa che non ti va
dillo alla luna
può darsi che porti fortuna
dirlo alla luna
guardami in faccia quando mi parli
se sei sincera
se mi guardi quando mi parli
non sei sicura
la voglio in faccia la verità
e se sarà dura
la chiamerò sfortuna
maledetta sfortuna.
VORREI AVERE IL BECCO (Giuseppe Povia)
Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
Concentrato e molto attento
Sì, ma con la testa fra le nuvole
Capire i sentimenti
quando nascono e quando muoiono
Perciò vorrei avere i sensi
per sentire il pericolo
Se tutti quanti lo sanno
ma hanno paura che l’amore è un inganno
Oh, ce l’ha fatta mia nonna
per cinquant’anni con mio nonno in campagna
Più o meno come fa un piccione
Lo so che è brutto il paragone
però vivrei con l’emozione
di dare fiducia a chi mi tira il pane
Più o meno come fa un piccione
l’amore sopra il cornicione
Ti starei vicino nei momenti di crisi
e lontano quando me lo chiedi
dimmi che ci credi, e che ti fidi
Un giorno avevo il vento
che mi accompagnava su una tegola
A volte sono solo e mi spavento,
cosa ci fanno due piccioni in una favola?
Se tutti quanti lo sanno
ma hanno paura che l’amore è un inganno
Oh, me l’ha detto mia nonna
«Lo sai quante volte non pensavo a tuo nonno?»
Più o meno come fa un piccione
e mica come le persone
che a causa dei particolari
mandano per aria sogni e grandi amori
Camminerò come un piccione
a piedi nudi sull’asfalto
Chi guida crede che mi mette sotto
ma io con un salto, all’ultimo momento
volerò ma non troppo in alto
perché il segreto è volare basso
e un piccione vola basso
ma è per questo che ti fa un dispetto
ma è per questo che anche io
non lo sopporto
Noi però alla fine resteremo insieme
Più o meno come fa un piccione
Nina se essere leader vuol dire essere tra quelli più presenti in questo blog posso dirti che forse non è tanto bello, perché vuol dire che nella vita di tutti i giorni non ho molti amici con cui parlare come con voi, grazie per avermelo fatto notare. In effetti passare la domenica davanti ad uno schermo digitando parole e pensieri su una tastiera come adesso, senza un contatto umano un confronto diretto e immediato pensando comunque di essere ad un tavolo a parlare con delle persone (che invece leggeranno tutto ciò domani o chissà quando) beh in effetti è un po’ da fuori di testa. Cercherò di affrontare e risolvere anche questo mio problema.
Molti anni fa una persona molto cara mi pugnalò alla schiena tradendo la mia amicizia da allora non l’ho più sentita, ma non ho smesso di credere all’amicizia e di cercare nuovi amici. In alcuni periodi dell’anno e anche in diversi paesi io l’ho visto il cielo rosa durante il tramonto ma solo perché lo era veramente non perché qualcuno me lo avesse detto. Ognuno ha la sua di verità e per lui è sempre la migliore, forse ha la necessità di dirtela per continuare a crederci lui per primo. Tu puoi crederci oppure limitarti ad ascoltarla prendendo solo quel qualcosa che, secondo te, di buono c’è. Se i tuoi amici ti mentono perché sanno che tu non vuoi sapere la verità, beh credo che siano veramente dei buoni amici (non sto facendo ironia), un vero amico ha a cuore la felicità dell’altro e cerca di proteggerlo anche dalla verità. Un piccolo stralcio anche per te, si dica mai che faccio preferenze
E’ l’amico e’
una persona schietta come te
che non fa prediche e non ti giudica
tra lui e te e’ divisa in due la stessa anima
però lui sa, l’amico sa
il gusto amaro della verità
ma sa nasconderla e per difenderti
un vero amico e’ anche un bugiardo
(Dario Baldambembo)
Nina ti ho definita cometa solo perché la tua presenza qui è come quella delle comete ciclica ma con un lungo periodo di rotazione, capisco che tu come altri hai la necessità di silenzio e di ascoltare anziché di parlare va bene niente da dire, ma sappi che a me come agli altri (credo, smentitemi pure se non è così) interessa conoscere i tuoi pensieri e di chi come te a volte sceglie il silenzio per qualsiasi motivo, ormai la mia guerra al “silenzio” penso sia nota a tutti.




Vorrei sapere chi ti ha messo in testa le seguenti sciocchezze:
“Io no. Non ci riesco. Perché non ho più speranze, non mi sento viva e non penso che la mia esistenza possa migliorare. La tristezza, lo sconforto si impadroniscono di me, sempre più spesso. Non riesco proprio a descrivervi il mio stato d’animo. Non sono brava ad esprimermi.”
Mi sembri molto chiara e ti esprimi molto bene, anche troppo a volte, a proposito cosa sono “le mie geremiadi”
“Tra me e gli altri c’è sempre stata una barriera invisibile, un muro di incomunicabilità. Non riesco a farmi capire e accettare per quello che sono.
Già, ma chi sono io?!”
Una splendida persona un po’ sfortunata come quasi tutti noi. Barriera invisibile? Muro di incomunicabilità? Non mi pare assolutamente, certo che se stai in silenzio è difficile leggerti nel pensiero
“Soprattutto mi manca l’Amore. Non lo troverò mai più, lo so, lo sento. Ho deciso di arrendermi e appendere le scarpette al chiodo. Ho smesso di cercare e di guardarmi intorno. Io sono invisibile agli uomini. Non mi notano, non si accorgono della mia esistenza.”
Che insalata di “cavolate” è mai questa ??? A proposito di scarpette ricordati che alla festa del ballo della predestinata la scarpetta la devi provare pure tu
“Ovviamente la mia autostima è a zero. Perché comunque so che è anche colpa mia: se le persone mi trattano con indifferenza è perché in me c’è qualcosa che non va: non ho carisma, non sono brillante, mi lamento spesso… Non gli do torto. Neanche io sopporterei una persona come me.”
Gne gne gne Guerriero che parole mai sono queste !? Ti sembra questo il modo di parlare !?
“Se non fossi completamente astemia, anche io andrei al pub a bere e a fumare, come Jama! In questo momento, vorrei solo stordirmi … ma non so come si fa!”
Vale quanto detto a MG, un bel concerto della BandaBardò indossi le tue scarpette e balli come una forsennata…. alla fine sarai completamente stordita e rigenerata
Quando ti ho chiesto che sensazioni avevi su di me mi riferivo alla mia anima perché per quanto ne so io è lacerata in mille pezzi e tutte le volte che tento di rimetterla insieme accade sempre qualcosa che distrugge il mio operato. Cmq grazie lo stesso e visto che esiste una predestinata (scusami ma la cosa mi fa un po’ sorridere
non ti offendere) qua dentro, farò come dice MG organizzerò un ballo e vi farò provare a tutte la scarpetta di vetro
A presto
Sono uscito sul terrazzino per fumarmi una sigaretta, oggi sulle mie colline c’è il sole, ho fatto un giro di 360° su me stesso con lo sguardo verso l’orizzonte per guardarvi tutti negli occhi.
….quindi a meno che il suddetto non sia tuo padre puoi scrivere tutto quello che vuoi ne saremo tutti felici. La cattiveria non deve alimentare altra cattiveria, ripeto quello che ho detto qualche post fa “Se ti senti furbo e migliore di me cercando di ingannarmi, probabilmente della vita non hai capito un accidente, la persona da compatire se tu non io. Io so di essere dalla parte della ragione perché ho creduto in te, chi sbaglia sei tu che hai cercato di approfittarti di me. Probabilmente avrai vinto una battaglia ma di sicuro hai perso la guerra.”
sono nato il 12 giugno e se guardi su uno di quei libri dove dicono come sei in base al giorno in cui sei nato ci leggi il giorno dell’insano e ostinato ottimismo.
che finalmente potrà riposarsi.
e si sente importante) non pensi a ciò che credi che ti manchi? A me per esempio manca proprio ciò che hai te: una compagna magnifica, due figli bellissimi, e tanto amore intorno a me. Se vuoi facciamo a scambio 

Come siete belli, grazie di esistere.
Ora cercherò di rispondere un po’ a tutti in modo un po’ più telegrafico non prendetevela ma siete veramente tanti
Luceopaca una domanda se tuo padre ti dicesse che non sai camminare allora che faresti smetteresti di camminare ??? Qui solo il “buon censore” ha potere decisionale
Andrea il mio bicchiere non è mai ne mezzo pieno ne mezzo vuoto lo bevo sempre tutto
Andrea B. Tu cosa mi puoi dare? Beh l’amicizia sarebbe già una gran cosa di più non posso chiederti :-). Con i miei genitori vado molto d’accordo sono delle persone squisite hanno sempre rispettato tutte le mie scelte e aiutato quando avevo bisogno, ti ringrazio lo stesso, se vuoi dirò una volta in più a mio padre che gli voglio bene (da parte tua). Sono felice per la tua vita familiare, la piccola credo che sia essere veramente speciale. Ah ecco si una cosa puoi farla per me dalle un bacio ad entrambe da parte mia, visto che non ho figli sarà un po’ (per la durata del bacio) come se ne avessi.
Antonio Superman la follia per me è non avere inibizione di sorta, se vediamo un uomo per strada che d’improvviso si mettere a ridere o a parlare per conto suo pensiamo sia un folle, per me è solo uno che non si fa troppi problemi, fa quello che gli va di fare senza temere il giudizio degli altri. La follia è una gran cosa finche non lede altri esseri umani. I più grandi geni del passato erano considerati dei folli. L’amore più grande per me non esiste ce ne sono tanti e come quando ad un bimbo chiedi vuoi più bene alla mamma o al papà…. non ha senso.
Marco si il prossimo anno 40 anni quindi festa grande al JAMA’S PUB. Non capisco una cosa “non ho più scritto ma ho deciso di “ascoltare”, perchè in questo momento è più importante saper ascoltare che dire….” Beh se tutti allora ci mettiamo ad ascoltare chi parla qua dentro??? L’unico contento sarà il “buon censore”
Silvia benvenuta non vedo l’ora di leggere qualcosa di qualcuno che è felice come te.
Gaby scusa per il “qualcuno” a cui facevo riferimento in un post precedente ma ero completamente di fuori dove scrivere di getto e non mi ricordavo il tuo nome. Comunque perché invece di pensare ogni giorno alla morte (guarda che poi quella si monta la testa
Daniele che dire sono contento per te, mi sembra che non hai bisogno di nulla, che il cammino ti ha dato quello che cercavi. Hai trovato un buon equilibrio. Fino da quando hai raccontato della tua storia con la ragazza Persiana ho provato un senso di ammirazione per tanta capacità. Complimenti e auguri.
Mughetta sono un po’ in ritardo ma come si dice, meglio tardi che mai :-). Per la mia esperienza queste relazioni non portano mai niente di buono e non si risolvono quasi mai per quanto impegno tu ci possa mettere. A parte il fatto che lui mi pare si sia già espresso quindi non vedo perché insistere. Comunque il fatto di non provare affetto per lei non lo trovo strano visto che per te in questo momento è una rivale. Per cui non capisco il senso di colpa che hai. Io il senso di colpa lo avevo per ciò che stavo facendo a lui non per quello che provavo e non provavo per lui. Anche a te un bel concerto della BandaBardò non farebbe male (non pensate che mi diano delle percentuali sulla vendita dei biglietti eh !? :-)) Basta pensare a lui su, su il letargo è finito esci fuori dalla tana e vai a caccia
Artemide, cometa-meteora. Beh anche te perché non vedi di accelerare il periodo di rotazione e passi un po’ più spesso? Intanto complimenti finalmente qualcosa di bello “Mi rendo conto che non si può tacere perchè si e’ nati per comunicare” questo è proprio un bel pensiero. Mamma mia anche se le due domande sembrano banali sono in realtà molto difficili e mi provocano strane sensazioni (sono semplici domande o cosa?).
*Cosa realmente significa amare/essere una coppia?
*Cosa non vorreste mai che l’altro/a faccia a voi?
Io ti rispondo semplicemente con la parola “rispetto”. La vita di coppia per me è fondata oltre che sull’amore ovviamente, sul rispetto. Quindi essere una coppia significa rispettarsi ed io non vorrei mai essere mancato di rispetto.
Per tutti gli altri saluti saluti saluti e a presto.
Mg…piangi le tue lacrime, piangile tutte perchè non c’è peggiore cosa che far finta che tutto vada bene , ignorando il proprio dolore. Vorrei dirti mille cose, tutte quelle che chiedi. Vorrei dirti che passera, perchè davvero tutto passa, anche se ora il tuo cuore a pezzi..
Vorrei dirti che le lacrime d’amore, vorranno sempre il tributo di chi ha fatto piangere per amore…..
Vorrei dirti di guardare avanti, anche se avrai voglia solo di riempire la testa della mancanza di chi ami…….
E’ il dolore, il dolore di un cuore che urla….
Mi spiace, mi spiace davvero molto. Ma capirai, sicuramente la ragione, di queste lacrime. Forse - lo so, che adesso nemmeno l’idea è inconcepibile- c’è di meglio per te…. e c’è sicuramente!!!! Credici anche tu!!!!!
Dai , Mg, Coraggio…. ti stringo le mani…
Sono sicura che lo fa ciascuno di noi….ti siamo tutti vicino
Luana
MG! Allora! Che lavoro è!? Ti sembra questo il modo!?
Non ho fatto in tempo a consigliarti di andare al concerto che già ti sei messa a cantare una loro canzone.
La vogliamo finire o no con tutte queste coincidenze !!!
Sai Jama, ho letto i tuoi post, sono sempre molto attento a ciò che scrivi però, a mio modestissimo parere la tua frase (che riporto di seguito) sembra più una frase scaramantica per rendere più dolce un boccone amaro “ripeto secondo il mio personale pensiero non esiste l’anima gemella o incastro perfetto, è una delle tante cose in cui ci hanno spinto a credere”. Se non vuoi usare la parola incastro perfetto allora potrei utilizzare affinità elettive. Non ti racconterò di quanto mi capita ora, di quanto sia tutto diverso e stranamente pieno di segni il mio cammino, non ti dirò di aver capito solo guardando negli occhi, o interpretando un silenzio, tante cose di lei che nessuno sapeva. Non ti dirò di quanto vi sia, seppur a distanza, una persona che sento così vicino, infinitamente vicino. Se tu vuoi continuare a credere che l’incastro perfetto non esiste be libero di farlo ma ti assicuro che c’è.
Devo confessare una cosa MG, ho trascorso tutta la domenica solo per vedere e sopratutto sapere come stavi, su come potevi aver reagito al giorno nero (o bianco) della tua vita. Ammetto che ero curioso e preoccupato un poco per (cambio personaggio) per la vocina della mia coscienza. Sai questa cosa della vocina mi perseguita da un pò, da quando domando a persone care, ed ormai scomparse da questa terra, di darmi delle indicazioni. Lo so sembro pazzo, probabilmente qualcuno mi etichetterà con un visionario o un venditore di fumo ma posso assicurarti che tutto ciò che arriva tramite questa vocina dentro di me ha una ragione, o almeno deve averla altrimenti potrei correre direttamente in una casa di cura per problemi mentali. Come ho detto la vocina mi ha fatto comprare il primo libro di Coehlo, pensa su una nave, e l’ho divorato trovando risposte alle mie domande. La ricerca poi è continuata ed ora mi trovo qui, a scrivere a te, che forse qualcuno desiderava che io incontrassi, come ha voluto e fortemente voluto che ritrovassi lei, a distanza di 13 anni, a 1360 kilometri da casa mia, senza alcun riferimento o nome o telefono. Sembra una storia tratta da un film ma a volte tutto si avvera, tutto va come deve andare, o come desideri che vada. Sono ottimista, lo so e vorrei che tu approfittassi di questa mia sovrabbondanza di tale peso o fortuna per vedere la vita in maniera un pò diversa. Non sono speciale, l’ho sempre detto, ho solo forse una sensibilità diversa, forse più attento a certi particolari, forse più attento di altri perchè da tempo sentivo il bisogno di riavere ciò che mi è mancato per troppo tempo. Be certo che se tu mi avessi detto una frase del genere forse ti avrei detto “fallo! forse è giusto così, forse è quel momento che aspetto per trovare una via per usicre da questo modo di vivere”. Però io sono io, e lui è diverso da me. Sai ci sono certe volte che mentre fuggo in clandestinità ho la paura e la speranza che accada qualche cosa (stupido vero?), la voglia e il timore che tutto quello che faccio venga alla luce del sole. Poi però mi rendo conto che non posso fare un discorso egoista, oltre a me c’è lei, sopratutto lei (il mio incastro perfetto) che ha a sua volta una famiglia e due bambini, e allora torno ad essere uno stupido calcolatore. Be torniamo a te altrimenti passo il tempo a raccontare la storia di uno psicopatico visionario.
Mi dispiace per averti fatto piangere, non era mia intenzione, pensa che è una delle ultime cose che desidero, vedere piangere una donna (accetto solo lacrime di gioia o felicità). Comunque credo che le lacrime versate siano solo un riflesso del tuo malessere, che passerà perchè ieri non esiste più, e tutto cambia con una tale rapidità e facilità che a volte non ce ne rendiamo neanche conto. Sai quando incontro lei penso al passato e al tempo che non ho poturo vivere con lei e divento malinconico, ma poi rifletto e mi ripeto che ora, adesso sarà il mio passato e se lo vivo male, se non approfitto dell’istante anche questo momento diventerà un pezzo di tempo sprecato, buttato senza possibilità di recuperarlo. Adesso, grazie anche a lei, o al momento particolare che vivo, vedo la vita così come deve essere vissuta. Certo potrebbe essere migliore, potrei essere con lei in questo momento tra “nuvole e lenzuola” (con te ho capito che bisogna parlare con i testi delle canzoni) ma so che quello che vivo è “la “benedizione” che Qualcuno ti concede” quindi accetto ciò che mi viene regalato, offerto come un dono meraviglioso, indipendentemente da tutto e da tutti. Sai cosa dovresti fare? Chiama la tua migliore amica, e andate in un bel ristorante, magari elegante e con tende lunghe appese alle finestre, una bottiglia di vino rosso e brindate a ciò che la vita vi riserverà, vedrai che svoltando in una direzione potrai ritrovare tutto ciò che credi sia perso nel tempo e nei ricordi. Se è capitato a me perchè non dovrebbe succedere la stessa cosa ad ogni persona che calpesta questo pianeta? Non pregherò dio, non pre