Edizione nº 184 - Sesta virtù cardinale: Coraggio

Secondo il dizionario: Dal latino cor, cuore s.f.; fermezza di spirito, energia davanti al pericolo; intrepidezza; animo; valentia; perseveranza.

Per Gesù Cristo: Voi siete il sale della terra; ma se il sale fosse insipido, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. (Matteo, 5, 13-15)

Nel caldo della lotta: Ieri ho avuto il coraggio di lottare. Oggi avrò il coraggio di vincere. (Bernadette Devlin, attivista politica cattolica nell’Irlanda del Nord)

Tra i padri del deserto: Un gruppo di monaci del monastero di Sceta – fra cui il grande abate Nicerius - passeggiava nel deserto egiziano quando gli comparve davanti un leone. Terrorizzati, si misero tutti a correre.

Anni dopo, mentre Nicerius giaceva nel suo letto di morte, uno dei monaci disse:

- Abate, vi ricordate del giorno in cui incontrammo il leone? Fu l’unica volta che vi vidi aver paura.

- Ma io non ebbi paura.

- Allora perché vi metteste a correre insieme a noi?

- Ritenni meglio fuggire da un animale un certo pomeriggio piuttosto che passare il resto della vita fuggendo dalla vanità.

In un discorso: Il popolo volterà le spalle a coloro che insultano la dignità umana, descrivendo che alcuni devono essere i maestri, altri i servitori. Perché questo trasforma ogni essere umano in un predatore, la cui sopravvivenza dipende dalla distruzione dell’altro. In tal modo, avremo creato una società coraggiosa, che riconosce come tanto i neri quanto i bianchi appartengano alla stessa razza, siano nati uguali, e possiedano gli stessi diritti alla libertà, alla prosperità e alla democrazia. Questa società non dovrà mai accettare di nuovo l’esistenza di prigionieri di coscienza. (Nelson Mandela, che per 28 anni fu prigioniero di coscienza, quando ricevette il premio Nobel per la Pace, 10/12/1993)

Davanti al male assoluto: Due rabbini si prodigano in tutti i modi per portare il conforto spirituale agli ebrei nella Germania nazista. Per un anno, benché spaventati da morire, ingannano la Gestapo (la polizia segreta) e officiano le loro funzioni religiose in varie comunità.

Alla fine vengono arrestati. Uno di essi, terrorizzato da quello che potrà accadere in seguito, non smette di pregare. L’altro passa tutto il giorno a dormire.

- Perché dormi? – domanda il rabbino spaventato. – Non hai paura? Non sai che cosa può accaderci?

- Ho avuto paura fino al momento dell’arresto. Ora che sono in prigione, a che serve avere timore? Il tempo della paura è finito: adesso comincia il tempo del coraggio per affrontare il tuo destino.

Su una spiaggia: Che cosa c’è intorno a te? Non esiste né gioia né coraggio, ma solo terrore in questo bell’imbrunire. Terrore di rimanere solo, terrore del buio che popola l’immaginazione di demoni, terrore di fare qualcosa che non rientri nel manuale delle buone maniere, terrore del giudizio di Dio, terrore dei commenti degli uomini, terrore di rischiare e perdere, terrore di guadagnare e dover convivere con l’invidia, terrore di amare ed essere respinto, terrore di chiedere un aumento, di accettare un invito, di recarsi in luoghi sconosciuti, di non riuscire a parlare una lingua straniera, di non avere la capacità di far colpo sugli altri, di invecchiare, di morire, di essere notato per i tuoi difetti, di non essere notato per le tue qualità, di non essere notato né per i tuoi difetti né per le tue qualità. (in “Il diavolo e la signorina Prym, 1998)

Secondo un saggio: Il coraggio si manifesta negli atti, non a parole. Non è un bluff, non è arroganza o follia. Un uomo coraggioso è colui che osa fare ciò che ritiene giusto e sopporta le conseguenze delle proprie azioni – siano esse politiche, sociali o individuali.

L’uomo può obbedire a un altro uomo per due ragioni: per paura di essere punito, o per amore. L’obbedienza che deriva dall’amore per il prossimo è mille volte più potente della paura del castigo.(Mahatma Ghandi, 1869 – 1948)

4 Responses to “Edizione nº 184 - Sesta virtù cardinale: Coraggio”


  1. 1 Per_Lu

    Pensieri spettinati

    /////

    Mani sulla calda pelle,

    dita scivolano languide nell’intimo che

    pulsa

    crescere

    di piacere

    d’eccitazione

    Bocca che assapora tutto il corpo

    e si socchiude a un avido ritmo.

    Carezze,

    il frutto proibito,

    il godimento

    ad ogni pulsazione,

    un fremito,

    vene rigonfie di linfa.

    Baci che s’adagiano nell’inguine e offuscano i sensi

    odore maschio.

    Una danza

    frenetica

    occhi infuocati,

    labbra socchiuse s’inondano di calore

    Seni comprimono il petto,

    braccia avvolgono i fianchi

    mani stringono le natiche contro il sesso,

    fra le cosce che dondolano,

    corpi che vibrano

    sensualità ed erotismo,

    fuoco.

    Tutto trabocca

    lava che scende e bagna la terra che arde.

    L’estasi.

  2. 2 MG

    Coraggio e Paura credo possano essere due lati della stessa medaglia. Se non si conosce la paura della notte buia non si può trovare il coraggio per superarla…
    Brida è un dono speciale che Paulo mi ha fatto e soprattutto è arrivato al momento giusto!
    Saluti

    PS wow ci stiamo dando a post erotico-sessuali?! non esisteva sede più appropriata direi….

  3. 3 Mary

    Sono felice di aver trovato il suo blog ,:-)
    l’ho vista in tv due sere fa , che raccontava del suo viaggio a Compostela …
    mi salvo il suo link nel mio , così verrò a leggerla spesso , un caro saluto Mary

  4. 4 Per_Lu

    Scusate ragazzi ma ho inviato per errore - parlo dell’ultimo mio post pensieri spettinati - una cosa per un’altra . :-) Pardon !!

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