Edizione nº 128: Sull’immortalità

Sull’immortalità

Come risponde ai cambiamenti l’essere umano?

Male. Sempre molto male. Uno dei miti più diffusi in tutto il mondo – il mito del vampiro – riflette questa idea.

Chi è un vampiro? È qualcuno che, a un certo momento della sua esistenza, è divenuto immortale. Ossia, da quel momento in poi il suo corpo non seguirà più il corso normale della natura: egli sarà giovane per sempre, potrà vivere quanto tempo vorrà, senza dover affrontare i problemi collegati con l’età.

La sua unica dieta è un po’ di sangue tutti i giorni, e la sua unica cautela con la pelle è di evitare la luce del sole – ma, in fondo, si tratta di un prezzo assai piccolo di fronte alle possibilità di una vita eterna.

Eccetto per una cosa: lui si è fermato nel tempo, ma il mondo continua a trasformarsi. Tutto quello cui era abituato comincia a cambiare, ma il vampiro, pur avendo tutto il tempo del mondo per adattarsi a quei cambiamenti, ha desiderato l’immortalità proprio perché era soddisfatto del mondo in cui viveva: non ha alcun interesse a seguire questi cambiamenti.

Immaginiamo un essere umano che sia divenuto vampiro proprio dopo la fine dei Mondiali di calcio del 1986. Poteva fumare senza problemi negli aerei, non doveva rompersi la testa per scegliere il canale televisivo da guardare – le opzioni non era poi tante. Considerava una certa attrice come il suo simbolo sessuale, se ne intendeva di carburatori, lottava per l’ideale socialista, convinto che ben presto l’Unione Sovietica avrebbe avuto dei governanti più capaci e i sogni del popolo (chiamato proletariato)si sarebbero finalmente realizzati.

Un bel giorno s’innamora di una studentessa di sociologia di 22 anni. Ammira la sua bellezza, il suo entusiasmo, il suo idealismo. Le suggerisce di trasformarla in vampiro, ma lei rifiuta – ha visto tanti film dell’orrore. Anche lei è innamorata, non vuole perderlo, ma per proseguire il rapporto pone una sola condizione: che lui non le succhi mai il sangue. Il vampiro non ha altra scelta se non quella di rispettare la parola. Si sposa civilmente, per evitare i crocifissi mortali.

Passano vent’anni – volando, giacchè ci sono state solo altre quattro Coppe del Mondo. L’antica universitaria ora ha 42 anni, lavora in una banca (problemi di disoccupazione), o forse sta scrivendo qualche inutile tesi di master, di dottorato, solo per giustificare una vita da studente professionista. I carburatori sono scomparsi dalla faccia della terra. Lui, con orrore, sfoglia una rivista e vede l’attrice che era il suo simbolo sessuale trasformata in un prodotto ibrido composto di plastica, botulino, silicone, rivestiti da tonnellate di trucco sul viso. Si sente in colpa di avere 200 canali televisivi e guardare solo quelli di sempre.

L’Unione Sovietica si è disgregata. Lui è stato costretto ad abbandonare l’amata sigaretta (anche se non pregiudicava la sua salute, è bene ricordare che il vampiro è immortale), perché è diventato impossibile fumare, sia per le leggi sia per le occhiate dei vicini nei ristoranti. E, ciò che è peggio: tutti parlano di chat, internet, iPod, rave, ecc. Il vampiro tenta di aggiornarsi, ma tutto gli sembra terribilmente complicato, irritante, fuori luogo. Guarda il computer come se vedesse una testa di aglio – con terrore e impotenza, non riuscirà mai a maneggiarlo, anche se qualche volta ci ha provato.

I suoi amici sono in pensione, passano le giornate giocando a carte – neanche loro sanno maneggiare il computer, ma non se ne curano, il gruppo è invecchiato insieme, hanno tutti gli stessi interessi, possono condividere le esperienze.

Il vampiro continua a essere giovane. Immortale. Ora ha davanti a sé la depressione eterna. Tenta il suicidio, uscendo in pieno sole o guardando i crocifissi, solo per scoprire che si trattava di miti creati dalla chiesa e non gli fanno alcun male.

Gli resta un’unica consolazione: ha ancora una personalità politica sulla quale sa tutto (perché tutti gli altri governanti del mondo sono cambiati).

Ma anche Fidel Castro passerà. E niente, assolutamente niente resterà del mondo che il vampiro un giorno ha tanto amato.

74 Responses to “Edizione nº 128: Sull’immortalità”


  1. 1 MG

    C’è una bellissima canzone del mio conterraneo Sergio Cammariere -Cambiamenti del mondo- “..ora, per sempre, come stelle appese al cielo, amanti per l’eternità, superando i compromessi della quotidianietà…senza aspettare i cambiamenti del mondo” Non ho mai pensato che fosse il mondo a cambiare l’uomo, ho sempre pensato il contrario e dal mio punto di vista è giusto che sia così. Siamo noi, insieme, a determinare i cambiamenti di ciò che ci sta attorno, l’Universo agisce con noi e si trasforma con noi. Povero “vampiro”, poverini quelli che (come MG qualche anno fà), credono che rintanarsi nel “proprio mondo” e rimpiangere i tempi passati sia un modo per sopravvivere alla fatica che comporta vivere, vivere! Lasciamo che i cicli si concludano e se ne inizino altri, qualunque essi siano…questa secondo me è vita, è attraverso la morte che si arriva alla resurrezione, altrimenti andremo incontro alla “depressione eterna”
    Baci a tutti

  2. 2 Doriano

    Credo che si riassuma sempre tutto in due termini …… ” paura ” e ” coraggio ” . Paura di vivere veramente , coraggio di vincere la paura ma anche paura di avere coraggio.
    Approfitto per ringraziare ” Paolo” per come riesce attraverso le sue iniziative e i suoi libri a trasmetterci l’entusiasmo e la riflessione con i quali portare avanti in nostro cammino.
    E grazie anche per questo blog che ci permette di interagire fra di ” noi ” .

    Con affetto un abbraccio a tutti.

  3. 3 anna

    Credo che le persone si fermino per la paura di andare avanti, di lottare, di cercare e non perchè completamente soddisfatte di ciò che hanno raggiunto…”adesso ho tutto quello che voglio e mi fermo” è un’affermazione lontana dall’essere uomo. Secondo me ad un certo punto prevale la stanchezza, la sfiducia…non si riesce a rinnovarsi perchè il cambiamento e il mettersi in discussione, la ricerca dello “stupore” costa molta fatica, dunque fermarsi conviene di più…
    Con affetto

  4. 4 maialuisa

    guardando la vita con occhio esclusivamente umano, assistiamo alla
    rappresentazione di una farsa-tragica, interpretata dal vampiro e dal
    bambino che vivono in noi. Ma grazie al cielo abbiamo due occhi,
    metaforici, e con il secondo occhio, quello interiore possiamo vedere un
    più Alto e più vasto orizzonte, quello spirituale; che non ci impedisce
    comunque di sorridere di noi.

    grazie dell’ospitalità

  5. 5 giulia

    “vedi, non c’è coraggio e non c’è paura… ci sono soltanto coscienza ed incoscienza… la coscienza è paura, l’incoscienza è coraggio.” (Moravia)
    guardandomi indietro mi rendo conto che nelle svolte significative un pizzico di sana incoscienza è stato necessario a smuovere situazioni che sembravano cristallizzate nella mediocrità del quotidiano.
    il concetto di vita come continuo cambiamento ed evoluzione è un fatto noto a tutti noi, ben più difficile è rendersi conto che è assolutamente necessario farlo proprio, applicarlo a noi stessi, invece di rimanere cristallizzati nel nostro mondo. facile a dirsi… ma difficilissimo a farsi, soprattutto per le persone che hanno un carattere piuttosto stabile e deciso, simile alla terra, fissa ed “affidabile”. per citare ancora una volta paulo, crescere significa diventare “come un fiume che scorre”, adattarsi di volta in volta agli ostacoli ed alle anse del percorso pur rimanendo sempre noi stessi.

  6. 6 MG

    “Pariamoci come soldati davanti ai nemici e offriamo alle lame delle spade il petto e non la schiena: perché se saremo uccisi moriremo da martiri, ma se vinceremo vivremo come eroi… I patimenti dell’anima dovuti alla sua fermezza dinanzi alle difficoltà e agli affanni sono più degni di onore di una fuga verso zone riparate e sicure. La farfalla che continua a volare intorno alla luce della lampada finchè non si brucia è superiore a un qualsiasi dio che viva tranquillo in un buio cunicolo. Il seme che non tollera il freddo dell’inverno e i cambiamenti della natura non avrà la forza di spuntare, e non potrà rallegrarsi delle bellezze di aprile…” (Le ali spezzate- Kahlil Gibran)
    Questo romanzo è davvero intenso, come negli scritti di Coelho così nelle righe scritte da Gibran ci si può immergere in un’estasi di contenuti dissentanti per l’anima. Speriamo che tutti noi possiamo essere semi capaci di tollerare “i nostri inverni” ed i “cambiamenti della natura”, per poterci rallegrare delle bellezze che ci attendono, quando ci schiuderemo.

    “O Signore, abbi pietà di noi e riaggiusta tutte le ali spezzate”

  7. 7 paola

    Ciao, e ben ritrovati tutti quanti!
    Questo vampiro mi sembra un po’ sfortunato…non è un cattivone…fa quasi tenerezza quando alla fine cerca di riscattarsi e prova a morire. La morte come liberazione.
    In fondo la morte fisica è in assoluto l’evento che accomuna tutti noi esseri viventi, quelli buoni e quelli cattivi, è un’esperienza che tutti noi dobbiamo fare prima o poi. Bisogna usare il verbo dovere non a caso: non è una scelta la morte del corpo.
    La morte dell’anima invece sì. In questo senso siamo noi, più o meno coscientemente, che decidiamo se vivere o morire.
    La vita è un ciclo, e come tale ha i suoi ritmi, è una sfida da cogliere ogni giorno, se non ci adeguassimo a questo saremmo un popolo di morti che cammina.
    Basta guardare uno di quei film demenziali in cui c’è sempre il cattivo che vuole dominare il mondo e diventare immortale, si accanisce contro tutti per ottenere quella cosa, e, alla fine, come il nostro vampiro, rimane solo e sconfitto.
    E allora, secondo me, bisogna scegliere la vita, che è un dono meraviglioso che il Signore ci ha fatto. E scegliendo la vita, quella vera e intensa che ci regala infinite emozioni, impariamo ad accettare anche la morte come parte di essa.
    E soprattutto vivere il momento presente, perchè il passato è lì dietro di noi, è finito ed è stato. Il futuro non lo conosciamo,stiamo piantando oggi i semi per il nostro domani, quindi curiamo il nostro giardino ora, togliamo le erbacce per far posto ai fiori che nasceranno!
    E’ l’anima che non muore mai…
    Buona serata a tutti!

  8. 8 Artemide

    Navigo da giorni nel mondo del virtuale e alla fine vedo che il problema esistenziale rimane lo stesso per molti.
    C’e’ chi decide di esserne cosciente e chi preferisce non guardare.
    Mi chiedo perche’ rimanere immortali se poi non ci si vuol rendere utili per quelli che vediamo passarci vicino?
    L’immortale sa il prima, il dopo e il durante perche’ ha la possibilita’ di vedere tutto.
    Io paragono l’immortale a un fossile di cui non possiamo fare a meno se vogliamo vivere bene il nostro presente.
    C’e’ solo un problema, il cambiamento investe tutto di noi?
    Il cambiamento oggi come oggi per farsi sentire deve urlare!
    Mi correggo, il cambiamento si percepisce solo dopo che e’ stato.
    Pensate a tutti i grandi artisti, geni sono stati degli incompresi perche’ troppo anticipatori dell’epoca che vivevano.
    Oggi cosa accade? Accade che la storia si ripete perche’ gli incompresi vanno via per ottenere altrove di viversi e poi forse ritorneranno da vincitori.
    La morale in tutto questo non c’e', probabilmente l’immortale invece di visionare dovrebbe collaborare con il presente per il futuro.
    Ma il presente e’ capace di ascoltare l’immortale?

  9. 9 Doriano

    SALUTO DELL’ ALBA
    considera questo giorno
    perchè esso è vita
    vera vita della vita

    nel suo corso fugace
    questo giorno racchiude
    tutte le verità
    tutte le realtà
    della tua esistenza:
    la felicità del fiorire,
    la gloria dell’azione,
    lo splendore della bellezza.

    poichè ieri non è che un sogno
    e domani non è che una visione.

    ma l’oggi ben vissuto,
    fa di ogni giorno trascorso
    un sogno di felicità,
    fa di ogni giorno futuro
    una visione di speranza.

    perciò considera questo giorno.

    Non conosco la reale provenienza di queste parole e forse neppure mi interessa ma volevo condividerle con voi tutti……

    Buona giornata

  10. 10 Elanor

    No, non lo credo.
    Il “Presente” non ha mai ascoltato l’Immortale nè lo farà.
    Gli uomini preferisco accontentarsi della loro “piccolezza” piuttosto che alzare il naso da terra.
    Questo atteggiamento è definito “sicurezza”, ma cos’è la sicurezza?
    In fin dei conti di cosa siamo veramente sicuri?

  11. 11 MG

    Pasolini diceva che invecchiando si diventa allegri perchè si ha meno futuro e quindi meno speranze e questo dà un grande sollievo. Aveva cancellato la parola “speranza” dal suo vocabolario, quindi continuava a lottare per verità “parziali”, momento per momento, ora per ora, mese per mese, ma non si poneva programmi a lunga scadenza perchè non ci credeva più.
    Secondo me, anche se sembra una cosa molto deprimente letta così, ha un gran senso. Credo che lui invece avesse ogni giorno, ogni minuto, ogni ora, ogni mese la “speranza”, altrimenti non avrebbe lottato, denunciando ciò che riteneva ingiusto, nemmeno un solo secondo della sua vita come invece ha fatto finchè non l’hanno ucciso. Credo sia un atteggiamento “positivo” non fare programmi a lunga scadenza, anche se fare piccoli progetti rende più piacevole pensare al “futuro” perchè ci si rende conto di non essere padroni del proprio tempo e questo dà sollievo ma anche forza nel vivere ogni secondo come se fosse l’ultimo.
    Ciao a tutti!

  12. 12 MG

    Grazie Doriano! Bellissimo “il saluto dell’alba”, si collega bene a quello che dicevo riguardo Pasolini…cercare di vivere il proprio OGGI intensamente! Speriamo di riuscirci sul serio…(i miei buoni propositi purtroppo durano molto poco in certi periodi).
    Grazie ancora e buona serata!

  13. 13 Jama

    Tutto cambia e noi con loro se ne abbiamo la voglia e la forza sia che siamo mortali o immortali fà parte della nostra natura si chiama “adeguamento” i figli di una volta oggi sono nonni o bisnonni ma prendono l’autobus o usano la macchina come noi anche se quando erano giovani andavano a piedi o con le carrozze, usano il cellulare anche se quando erano giovani a malapena erano a conoscenza della radio e del telefono, vanno da Mac Donald anche se quando erano giovani frequentavano i “vinai” o le “osterie”, guardano la TV per farsi compagnia anche se quando erano giovani assistevano alle “veglie”.
    Ad essere immortali si possono perdere amici e amori, ma anche da mortali possiamo perdere amici e amori …… che cambia ????
    Saluti a tutti.

  14. 14 Artemide

    Ciao Jama,
    leggendo il tuo scritto mi e’ venuto da pensare…cosa significa ADEGUARSI?
    Per me adeguarsi significa reprimere la mia identita’.
    Posso apprendere qualcosa di diverso da me e posso confrontarmi con esso. Non credo di potermi adeguare e credo che chi lo faccia lentamente dimentica chi e’ o chi e’ stato.
    Quanti uomini o donne si adeguano a situazioni che non gli piacciono?
    Veramente viviamo per adeguarci?
    MI STAI PARLANDO DI MASSIFICAZIONE, FORSE?
    L’individuo attrae perche’ e’ sempre diverso da un altro.
    Quei nonni o bisnonni di cui tu parli saremo noi un giorno e non mi va l’idea di sapere che saro’ solo un dito che spinge un bottone o una bocca che mangia un panino veloce.
    Il problema sociale attuale e’ proprio il rischio dell’alienazione.
    Nessuno si chiede piu’ PERCHE’ QUESTO, PERCHE’ QUELLO, PERCHE’, PERCHE’?
    Non so se quei nonni o bisnonni di cui parli siano totalmente felici, probabilmente per non essere travolti hanno scelto di imparare le nuove regole del gioco! Ma si sentono al posto giusto, al momento giusto?

  15. 15 Daniele

    Non è che per forza sia necessario adeguarsi: è nella natura dell’uomo cambiare (volente o nolente). Così se ci pensiamo bene anche il vampiro ha cambiato idea tentando il suicidio sperando così di tornare mortale. Forse il significato di questa storia è che non serve a niente attacarsi alle cose effimere che in quanto tali, per loro natura, fuggiranno via. La cosa più sensata è semmai cercare Colui che veramente è immutabile. Certamente non è facile per nessuno: spesso cadiamo ma poi almeno possiamo alzarci e tornare sulla via della vita eterna perché sappiamo che esiste e che se la chiediamo ci sarà donata. Se tuttavia neghiamo ciò e cerchiamo l’unico conforto in cose di per sè anche belle ma comunque imperfette e temporanee, facciamo la fine del vampiro che preferì alla gioia eterna il dolore nel vedere passare tutto ciò che un giorno gli fu più caro.

    Un abbraccio a tutti.

  16. 16 MG

    D’accordissimo con Artemide sul NON adeguarsi! Si creano grandi depressioni e grandi disagi nell’essere umano proprio quando scatta la parola “adeguamento”. Non ci si può adeguare a tante, troppe cose che riguardano “il nostro tempo”. Certo una visione fatalista è anche molto comoda….tanto la vita va avanti da secoli così e non saremo certo noi a cambiarla. Sbagliatissimo questo concetto secondo me. Il sentirmi spesso “inadeguata” mi ha fatto soffrire per tanto tempo, ora sinceramente capisco che l’essere inadeguati in certe situazioni è davvero un gran dono e per questo devo continuare a vivere scegliendo di essere ciò che sono e non quello che dovrei essere. Il “non attaccarsi alle cose effimere” rischia però di non farci vivere realmente questo nostro tempo, allora io credo sia meglio godere di tutto ciò che ci è stato donato e vivere ogni momento della nostra vita ringraziando Dio e mettendo a frutto tutto ciò che apprendiamo giorno per giorno. E’ troppo utopistico pensare di poter vivere senza “attaccarci” a quello che abbiamo, lo si può fare ma si corre il rischio di vivere come asceti…e non tutti sappiamo esserlo!

  17. 17 MG

    Ehi Luana ma dove sei?!

  18. 18 Jama

    Forse il termine “adeguarsi” non è corretto ma il concetto è quello della selzione naturale. Chi si adatta ai cambiamenti va avanti chi non lo fà muore come per tutte le specie naturali dai dinosauri in poi. Un mio zio che era un buon programmatore negli anni 70 non ha mai voluto sentire parlare di altri linguaggi che non fossero il Cobol o lo Unix (probabilmente erano più affidabili) ma sono morti e con loro è morto professionalmente anche mio zio mandato in prepensionamento anticipato. Negli anni 80 io deridevo chi andava a giro con il telefono e la valigetta delle batterie, adesso ho il cellulare e non sò se riuscirei a farne a meno. Un conto è rispettare e rimanere fedele ai proprio ideali (che cmq nel corso della vita possono cambiare o modificarsi anche loro) un conto è tenere il passo con la socetà in cui vivi a meno che non ti isoli in una qualche comunità che rifiuta il progresso e i cambiamenti. Forse ho fatto esempi solo di tipo tecnologico ma vale per tutto la moda, la musica, le arti, il pensiero …..
    Non puoi essere stazionario, la vita va avanti e progredisce con te o senza di te e se non corri con Lei puoi solo rimanere a rimpiangere come era bello quando…… senza goderti delle cose piacevoli di oggi.
    A 20 anni ero un Dark e un mio amico era un Paninaro, adesso siamo ancora due amici che ridono di come eravamo buffi vestiti e agghindati in quegli strani modi, ma senza rimpianti. Mi sento nel posto giusto e nel momento giusto per l’uomo di oggi che ricorda ma non rimpiange come era un tempo.

    Saluti a tutti.

  19. 19 Elanor

    Anche noi siamo cambiati nel corso della nostra vita, quand’ero piccola ricordo che in casa avevamo un televisore in bianco e nero e non avevamo il telefono, ora ho la tv a colori, il telefono, il cellulare, il pc ( che sembrava chissà che cosa!), tanti nostri modi di vivere sono cambiati.E’ normale perchè il mondo va avanti e noi dobbiamo avanzare con lui anche se tante volte questo “avanzamento” va contro le nostre idee.
    Credo che l’importante sia cercare di trovare sempre il meglio nei cambiamenti, altrimenti dovremmo vivere da eremiti, soli e chiusi nelle nostre idee.

  20. 20 MG

    Credo che ognuno di noi abbia una parte “immortale” e credo proprio che questa sia “l’anima”…quindi probabilmente dovremmo cercare di vivere in modo tale da “alimentarla”, “arricchirla” ogni giorno con tutto ciò che possiamo. Non escludendo mai “l’azione” nella nostra vita di tutti i giorni.

  21. 21 Giuliano

    Parlare di immortalità significa rimanere intrappolati nella gabbia del Tempo, che è il principale responsabile dell’angoscia umana. Il vampiro è infelice perchè vive dentro il Tempo. Ma se scambiamo la parola immortalità con eternità allora la prospettiva cambia completamente e ci rendiamo conto che il cambiamento è pura apparenza, così come il divenire non è che l’apparire successivo delle fotografie di diversi istanti dell’eternità. Tutti gli esseri sono eterni e solo la coscienza di ciò ci può far superare la trappola della mortalità-immortalità.

  22. 22 Fernanda Carincia

    Caro Paulo e Carissimi Amici,

    quello che segue è un estratto del discorso della presentazione ufficiale del mio libro, “Riscoprire la bellezza della vita: guida pratica”, che ha avuto luogo a Roma lo scorso ottobre:

    “In inglese c’è un’espressione che dice “go with the flow” che tradotta significa “seguire il flusso” e si adatta perfettamente all’esempio che sto per fare. Se riusciamo a “seguire il flusso” e il ritmo della nostra vita, tutto diventerà più facile. Molto spesso abbiamo dei problemi o degli ostacoli proprio perché abbiamo smesso di farlo e non ce ne rendiamo conto.
    La nostra vita è musica… Basta fermarci un attimo ad ascoltare in silenzio… Sentiremo il battito del nostro cuore, il nostro respiro e penseremo al sangue che scorre nelle vene, alle nostre cellule che si rigenerano e rinascono continuamente… Esattamente come succede nella vita che è in costante evoluzione e cambiamento e credere che tutto resti immutato è solo un’illusione.

    Il futuro del mondo è nelle nostre mani e se vogliamo realmente essere felici il modo c’è… Possiamo prendere in mano “le redini” della nostra vita e cambiarla radicalmente, non solo prendendoci maggiormente cura di noi stessi, ma anche dei nostri bambini e del nostro pianeta che è la nostra casa.

    I bambini sono gli adulti di domani. Sarebbe meraviglioso sapere sin d’ora che potranno vivere la loro vita e scegliere chi e cosa vogliono essere, che potranno realizzare i loro sogni e godere pienamente di tutto ciò che madre natura ci offre.

    Oggigiorno la parola globale è molto in voga ed io ho deciso di prendermi una “licenza poetica” e di ampliarne il significato. Io scelgo di vedere me stessa, di vivere la mia vita, tutto ciò che mi accade quotidianamente, le persone e le cose che ne fanno parte in modo “globale”.
    Faccio del mio meglio per superare la paura, la pigrizia, la conformità e vedere il mondo e la mia vita ogni giorno con occhi diversi perché in realtà tutto cambia e si evolve.

    Ognuno di noi con un piccolo gesto quotidiano, può fare una gran differenza sia nei propri confronti, sia nei confronti della propria comunità che della società in cui viviamo. Ogni piccolo gesto è come una goccia in un oceano… E’ importante ricordare che l’oceano è immenso proprio perché è formato da tante piccole gocce…

    Credo fermamente che acquisendo la consapevolezza necessaria e agendo in prima persona, possiamo cambiare la nostra vita in positivo e di conseguenza creare un mondo migliore per noi e le generazioni future. L’importante è renderci conto che noi siamo gli unici responsabili e artefici di questo. Io ne sono la testimonianza vivente e ho scritto questo libro con amore dal profondo del cuore per trasmettervi questo messaggio, ma soprattutto spero di riuscire a regalarvi la spinta, la motivazione e l’incoraggiamento per tornare a vivere e ad apprezzare la vostra vita di ogni giorno con gioia, serenità e felicità”.

    Grazie infinite Paulo per avermi ispirato e a tutti voi carissimi amici per avermi letto.

    Con sincero affetto e gratitudine,

    Fernanda Carincia

  23. 23 Daniele

    Cara MG,

    Non attaccarsi alle cose effimere non significa necessariamente divenire un asceta (sarei un ipocrita se affermassi ciò), ma accettare queste cose per ciò che sono senza l’illusione che esse possano durare in eterno. Vivere continuamente nel ricordo di cose passate senza accettare che esse non ci sono più porta solo a perdere il proprio presente che invece c’è ed esiste. Sono dunque daccordo con te quando dici che si deva “godere di tutto ciò che ci è stato donato e vivere ogni momento della nostra vita ringraziando Dio e mettendo a frutto tutto ciò che apprendiamo giorno per giorno” ma non dobbiamo scordarci che così come Dio dona Egli ha il potere di riprendersi ciò che ci ha dato. Ciò tuttavia non significa che non ci donerà qualcos’altro. Ci sono cose che non possiamo tenere in eterno e che dunque, per quanto esse siano buone e a noi care, sono destinate a lasciarci. Possiamo ricordarle ogni tanto così come si rammentano a volte i bei tempi passati e trarne così qualcosa di utile per il presente ma non possiamo vivere rimpiangendole. Facendo così renderemo tutto ciò che è passato inutile e tale sarà anche il nostro presente.
    Non dimentichiamo che a volte il chicco di grano muore e ci lascia ma così facendo porta molto frutto.

  24. 24 MG

    Ciao Fernanda ho visitato il tuo sito e sono rimasta un pò sorpresa leggendo del tuo libro: “Volete riacquistare equilibrio e benessere? Volete ricominciare ad amare voi stessi e ciò che fate? Volete ritornare a sentirvi vivi e ad apprezzare di più la vostra vita tutti i giorni? Allora questo libro è la soluzione che state cercando!” Scusa ma non vorrei sembrare scortese, sono rimasta stupita perchè non credo si possano proporre libri come pozioni magiche, è bellissimo che tu l’abbia scritto con l’intento di portare la tua esperienza e far capire ai tuoi lettori che tu hai trovato “un modo”. Credo che ognuno di noi debba trovare il “proprio modo”, non ci sono rimedi e SOLUZIONI pronte per l’uso (l’ho già scritto altre volte qui). Magari mi sbaglio, ma c’è tanta gente purtroppo che, proprio per cercare soluzioni pronte, va dove non dovrebbe, ed io ho sempre il timore che presi dall’entusiasmo poi possa tutto essere risolto con la lettura di un buon libro… magari fosse davvero così facile! Io leggendo Paulo Coelho ho riscoperto tanti aspetti della mia vita, lui non ha mai offerto soluzioni, ha parlato di sè e della sua vita o della vita di altri attraverso bellissime metafore lasciando parlare la sua anima. Non vorrei sembrare scortese, se così fosse me ne scuso in anticipo, ma mi è sembrata più la pubblicità di “una crema contro le rughe” che non di un libro. Credo che il tuo libro meriti molto visto che parla della tua vita..
    Baci

  25. 25 Luana

    Un caloroso saluto a tutti voi!!!!!
    Sono felice di essere nuovamente in vostra compagnia….
    Ciao Mg!!!! Non sono naufragata nel pelago turbolento di internet :-) ho avuto, solo grossi problemi con la line adsl…..Praticamente “defunta”!!!!
    Ma ora eccomi qua….tra “vecchi” amici, vampiri e domande esistenziali.
    Ho letto i vostri interventi: davvero molto acuti e stimolanti e accomunati, in qualche modo, dall’eterna diatriba “ vivere o accontentarsi di esistere ?”
    Se si parla di evoluzione, di cambiamento, allora l’analisi deve essere collocata entro un ambito che prescinda dall’atto di esistere in quanto tale- sartriano per intenderci- e presupporre che vi sia dell’altro nella vita psichica e interiore dell’essere umano….
    Le termiti non si evolvono. La loro esistenza è scandita da spinte meramente biologiche: nascono, crescono, si riproducono e muoiono (…..e poi chissà!!!!)
    L’uomo a differenza delle termiti, è chiamato a dare un “senso” alla propria vita, a forgiare , tra le pieghe dell’esistenza, il proprio vivere……..
    La vita, la nostra vita, è un atto altamente creativo, al pari di ogni opera d’arte….L’evoluzione e il cambiamento ne sono gli attrezzi: il pennello, la tavolozza, lo scalpello.
    A ciascuno spetta il compito di scegliere i propri attrezzi e vivere ogni fase dell’esistenza : dalla “Nigredo” sino alla “Rubedo”, come ammonivano i vecchi Alchimisti….la luce e l’ombra celate in ogni esperienza di vita.
    Talvolta è necessario adeguarsi: non viviamo come eremiti e inoltre l’incontro con l’altro – che è vitale per la nostra crescita- presuppone anche l’apertura ad eventuali compromessi….
    E’ questo ,secondo me, il nodo cruciale: qual è il confine tra adeguamento e compromesso?
    Cosa siamo disposti a concedere? A cosa, invece, non rinunceremmo mai?
    Kant diceva “ Due cose riempiono l’animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME, E LA LEGGE MORALE IN ME”
    Ciò che dà alla nostra esistenza il carattere di unicità, è il confine stellato del nostro mondo interiore, che mai potrà essere ceduto o barattato….
    Esso non è null’altro se non un’adesione spontanea dell’anima – o coscienza, se si preferisce- ad abbracciare gli immutabili ideali che sempre hanno accompagnato la storia dell’uomo…L’etica, come la definiscono i testi di filosofia…”il corretto agire”
    In questo blog dove ,oggi, si parla di vampiri e cambiamenti, mi sorprendo a considerare che alcuni “concetti” non cambiano mai: sono gli stessi che si udivano nell’agorà di Atene, nel tempio di Gerusalemme o nelle aule tedesche ai tempi di Kant….
    L’essenza dell’uomo rimane immutabile, è in qualche modo atemporale: cambiano gli scenari, ma gli interrogativi sono sempre gli stessi e le risposte, seppur parziali, convogliano sempre verso la stessa direzione…….
    Sul tempio di Delfi, si ammoniva l’umanità col “Conosci te stesso” ….prerequisito essenziale per spingersi poi verso altre ardite considerazioni…
    Qual è la vera natura dell’essere umano? Cos’è che rende l’esistenza, Vita?
    Credo – ed è la mia parziale personalissima e monca visione- che sia l’adesione spontanea , ma sentita come necessità a quegli stessi valori etici che infiammavano i discorsi di Socrate, di Siddharta, Confucio, sino a Gandhi ….senza poi parlare del più grande, il Cristo…..Discorsi che si riassumono nell’amare l’altro come speculare riflesso di quell’amore che dobbiamo a noi stessi….
    L’essenza dell’uomo insita, risolta e definita nell’atto di amare….
    Il riconoscere, poi, nell’amore e solo in esso la nostra intima somiglianza con Dio. La divintità dell’uomo santificata dall’amore …
    Credo che non vi sia nessun altro “imperativo categorico” se non quello di forgiare la nostra esistenza rispondendo all’amore….
    Un amore che Deve farsi anche “azione” ……e non solo emozione…
    Perché è per amore che si invoca la libertà, è per amore che si combatte l’ingiustizia, è per amore che si accoglie l’altro, è per amore che si pronuncia , talvolta, un secco “NO”.

    E allora chi sono i vampiri?
    I Dracula del III Millennio non sono coloro che usano i cellulari, spediscono mail anziché lettere- che si ageduano, a differenza dei Mormoni!!- ma coloro che vivono nella sterilità dei ruoli, che barattano il loro cuore …. Che fanno della loro vita uno sterile e reiterato compromesso….
    Sono i “ragionieri dei sentimenti, le mogli e i mariti che non sono più nemmeno l’ombra di una Moglie e di un Marito, gli amici per convenienza ..persone che hanno rinunciato spontaneamente alla creatività dell’amore per rifugiarsi negli stereotipi… perché nel mondo continueranno ad esserci ragionieri, mogli, mariti, amici…..e ai vampiri non resta che “camuffarsi”….
    Del resto è più facile esistere, che vivere….
    E’ tragica, però, la vita da vampiro. La rinuncia, seppur volontaria, è l’assioma della sua esistenza.
    Un esistere senza amore, senza colore, senza immaginazione, senza ideali… per l’eternità !!!!L’inferno eterno…..
    Vampiri dai mille volti e dai mille ruoli. L’”Uno, nessuno, centomila” di pirandelliana memoria.
    Ma perché scegliere di esistere, se possiamo vivere?
    Forse il vampiro più che dall’aglio è paralizzato dalle proprie insicurezze o forse “vive” nel culto dei traguardi raggiunti, si identifica in ciò che fa e che ha, piuttosto che in ciò che è. Non crede alla divinità insita in lui. Non crede nella forza travolgente dell’amore, che rende ogni individuo un riflesso, seppur piccolo, di Dio ……

    Buona serata a tutti voi…
    Bacioni
    Lu

    P.s Mi raccomando: tutti a letto con una testa d’aglio sotto il cuscino!!!!!! Non si sa mai!!!!
    P.s. Mg,. forse andrebbe riproposta “Lentamente muore” di Neruda…. potrebbe essere più efficace dell’aglio !!!!! :-)

  26. 26 Artemide

    Mi arrendo, la realta’ e’ che siamo tutti sull’isola di Darwin.
    Hai ragione Jama.
    L’unica cosa triste e che gli animali si sono adattati al cambiamento della natura mentre noi siamo in quest’isola dove non e’ solo la natura a decidere per noi! Altri simili ci inducono a lottare per la sopravvivenza.
    Una cosa che gia’, condiziona la nostra evoluzione e l’essere uomo o donna, guardiamo/viviamo le stesse cose ma le immagazziniamo con tempi e in modi diversi.
    Questa la chiamo gia’ lotta alla sopravvivenza, a seguire vengono le porte da aprire nell’arco della vita. Esse sono tante e non e’ detto che apriamo sempre la porta giusta a volte stiamo perdendo tempo.
    Per non parlare delle nostre priorita’ che a volte costano piu’ di quanto possiamo permetterci.
    Quanta gente veramente si sente a casa sua?
    Molti pensano di essere nati nel posto sbagliato al momento sbagliato e soffrono perche’ si sentono inadatti. Tutta questa evoluzione ci fara’ anche bene ma io non ne vedo poi cosi tanta.
    La scenografia cambia ma le storie sono sempre uguali.
    Ancora non abbiamo ben chiaro qual’e’ la nostra vera natura.
    Io vedo un gran caos e un forte passivismo.
    Per andare al passo con i tempi, tutti abbiamo qualsiasi tipo di oggetto super tecnologicamante avanzato. Veramente ci servono tutti questi oggetti e veramente li usiamo?
    Lasciamo che tante cose ci scivolino addosso e poi dopo un po’ ci rendiamo conto che forse avremo potuto migliorare o evitare un determinato fatto/fenomeno. Perche’ oltre che prendere quello che la societa’ ci offre non siamo piu’ costruttivi nella nostra societa’? Forse perche’ non ci viene chiesto di essere costruttivi?

  27. 27 MG

    Lentamente muore

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
    giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
    rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
    bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
    sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
    all’errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
    lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
    sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
    non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
    chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
    giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
    fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
    chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
    respirare.
    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
    felicità.

    (P. Neruda)

    Era un bel pò che non ascoltavo un brano stupendo di p.daniele “tempo di cambiare” che dice: -..i need a new direction..è tempo di cambiare, di non lasciarsi andare, di vivere la vita così..come un angelo o un assassino, ognuno nel suo mondo, ognuno col suo destino..-
    E’ una fatica stupenda quella di VIVERE, decidere di essere “angeli” piuttosto che “assassini” purchè non si diventi “ragionieri dei sentimenti”… Bentornata mitica prof!!! (Luana)

  28. 28 Jama

    Puff… siete quasi tutti un pò troppo complicati nell’esprimervi grandi paroloni, grandi riferimenti, grandi concetti (badate bene non è una critica a Voi ma per me) le cose semplici però sono quelle che poi risultano sempre le migliori alla gente comune come me. Un esempio per tutti è il famoso Gratì (quello per grattare il formaggio) è l’unico che è entrato nella maggior parte delle famiglie a dispetto dei più sofisticati Robot da cucina, proprio per la sua semplicità e quotidianetà d’uso.
    Perchè l’uomo deve per forza rispondere male ai cambiamenti se questi sono migliorativi, perchè per forza si doveva sempre stare meglio quando si stava peggio ???
    Vero è che spesso sono altri che per noi introducono i cambiamenti ma fà parte del progresso, fa parte della natura Umana che probabilmente rispetto alle altre forme di vita è sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di situazioni migliorative per la sua esistenza.
    Probabilmente qualcuno di voi si sarebbe sentito più a suo agio se fosse vissuto nel Medio Evo o all’epoca dei romani (personalmente io sto bene qui dove sono ma il mio pensiero non è il vostro ed io rispetto e non giudico i pensieri altrui) ma siete nati in questa epoca e non potete farci nulla se non cercare il meglio che essa può darvi. Quanti di voi sarebbero disposti a rinunciare a tutto quello che oggi è a vostra disposizione compreso Questo mezzo di comunicazione che permette grossi vantaggi nello scambio di pensieri e la conoscenza quasi immediata di cose che un tempo potevano essere solo il frutto di una lunga ricerca in biblioteche o presso qualche sapiente ???
    Le cose cambiano se parliamo di Consumismo ma questo è un altro problema che non c’entra con i cambiamenti, io ho ancora il mi caro buon vecchio Nokia 3310 che ad oggi mi è più che sufficente, se un giorno riterrò opportuno acquistare qualcosa di più sofisticato che mi faccia vedere con chi parlo, ascoltare la musica, vedere i film e magari farmi un caffè lo acquisterò ad oggi non ne sento la mancanza. Avrei però grossi problemi se dovessi rinunciare del tutto al cellulare che mi permette di avvisare se sono in ritardo, di chiedere aiuto se sono in panne, di parlare con i miei anche se sono fuori casa. Certo vivrei ugualmente come facevo una quindicina di anni fà, ma perchè rinunciare ad un qualcosa che mi facilita un pò la vita ???
    Personalmente non credo che l’uomo risponda male ai cambiamenti altrimenti non esisterebbe il progresso e come le termiti saremmo ancora nelle caverne a cercare cibo, riprodursi e morire.
    L’uomo accetta i cambiamenti e forse anche di più…. li cerca i cambiamenti !!!
    Perchè come tali sono fonte di nuovi stimoli, senza i quali l’uomo sarebbe come una termite. Possono essere giusti o sbagliati, apprezzati o disprezzati ma sono sempre fonte di innovazione, di ricerca, di riflessione e di stimolo per andare avanti e progredire. Nessuno vi obbliga ad accetarli potete chiudervi nel Vostro mondo che più vi piace ma siete sicuri di starci poi così bene ? Non sentite la necessità di nuovi stimoli ?
    Liberi di fare ciò che più vi aggrada non credo che ci sia nessuno che vi forzi a comprare o usare una certa cosa o a pensare ed agire in un certo modo avete la vostra libertà di scelta.

    Saluti a tutti e felice di avervi incontrato.

  29. 29 carmela

    il cambiamento è intrinseco nella vita, infatti l’uomo che non ha voluto “cambiamenti” ha dovuto comunque adattarsi a diventare vampiro…vivere di notte, “mangiare” solo un po’ di sangue..vivere quindi,si, ma non uomo, non essere vivente per come è vita la nostra vita, bensì in una dimensione diversa,non umana. E comunque anche lui, l’immortale, DEVE cambiare, DEVE perchè è immortale, si, ma in una vita che cambia. E deve guardare agli amici invecchiati insieme alla vita come a persone più fortunate di lui, magari, si però io direi sicuramente meno adattabili ai “cambiamenti”, visto che stanno lì, vecchi in una vita intorno cambiata a fare la loro partitina…(ricorda un po’ l’asin bigio del Carducci).. dunque lui, il vampiro immortale, legge, vede i cambiamenti e li recepisce, magari non vi si adatta, ma li recepisce… loro, gli umani “veri”, sono integrati nel contesto, ma non adattati. Del resto frasi come ” era meglio prima”, ” ora non si capisce più niente!”…. sono sulla bocca di tutti… No l’uomo non reagisce affatto bene ai cambiamenti… è un animale d’abitudine e di abitudini… anche quelli più “progressisti”… eppure la vita è un cambiamento continuo… ecco, la vita cambia perchè in quanto vita è universalmente Amore… l’uomo non cambia facilmente perchè in quanto vive è egoisticamente legato al suo proprio io, alle sue proprie cose…(e guai a chi o cosa
    voglia ledere questo stato di beatitudine egocentrica….)
    … l’uomo vivo è in effetti morto alla vita che scorre intorno.

  30. 30 Artemide

    Non volevo essere pedante, mi interessava provocare e sapere quale poteva essere la vostra risposta.
    Probabilmente non si puo’ dire tutto perche’ a volte si menzionano solo piccolo aspetti della propria vita.
    Sicuramente non potevo essere qui a parlare con voi oggi se eravamo nell’ottocento!
    Grazie…all’evoluzione che ci permette di essere utili a chi ha delle difficolta’.
    Grazie…all’evoluzione genuina quella che e’ costruttiva ed elimina le barriere.
    Grazie…a tutti quelli che hanno avuto un ideale e hanno rischiato la vita.
    Grazie…a tutti quelli che ogni giono credono che e’ possibile arrivare all’obiettivo.
    Grazie…a tutti quelli che camminano ogni giorno; osservano e comunicano.
    Grazie…a tutti quelli che ogni giorno ricercano se stessi vivendo di curiosita’.
    Grazie…a chi non deposita in una bara il passato perche’ senza di esso non potremo dare il meglio di noi stessi in questo presente.
    Grazie…a chi dara’ ai futuri nipoti la possibilita’ di iniziare la loro vita da uno scalino piu’ alto di quello esistente.
    Nessun gesto e privo di conseguenze:-).

  31. 31 luana

    Un saluto caloroso- seppur frettoloso- a voi tutti…..
    Mg, stavolta” Lentamente muore” la posto davvero sul mio blog!!!!!:-)
    A presto….
    Bacioni, Lu

  32. 32 luana

    Riposto….. la connessione, va e viene!!!!!
    Voglio esagerare oggi…E’ una poesia di Borges sul senso della vita, scritta sul finire della vita…..
    Può aiutarci a riflettere!!!!
    Aggiungo una considerazione….
    Indro Montanelli, a ottantanni, a differenza dei suoi coetanei che passano le giornate a ricordare, seppe vivere dicendo un “no”…
    Disse di NO al suo editore perchè non gli garantiva quella libertà che per lui era irrinunciabile….
    Fondò un suo giornale….si rimise in gioco!!!!
    E’ morto- come direbbe Mg- da vivo!!!
    Un esempio, per tutti noi……..

    Istanti

    Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita

    nella prossima cercherei di fare più errori

    non cercherei di essere tanto perfetto,

    mi negherei di più,

    sarei meno serio di quanto sono stato,

    difatti prenderei pochissime cose sul serio.

    Sarei meno igienico,

    correrei più rischi,

    farei più viaggi,

    guarderei più tramonti,

    salirei più montagne,

    nuoterei più fiumi,

    andrei in posti dove mai sono andato,

    mangerei più gelati e meno fave,

    avrei più problemi reali e meno immaginari.

    Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente

    e precisamente ogni minuto della sua vita;

    certo che ho avuto momenti di gioia

    ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.

    Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,

    solo di momenti, non ti perdere l’oggi.

    Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,

    una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;

    se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera

    e continuerei così fino alla fine dell’autunno.

    Farei più giri nella carrozzella,

    guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,

    se avessi un’altra volta la vita davanti.

    Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

    Jorge Luis Borges

    A presto…Lu…

  33. 33 MG

    Jama, credo che nessuno qui abbia parlato di rifiuto del “cambiamento”…anzi! Parlo per me e dico che assolutamente ben vengano i cambiamenti, le innovazioni, ma soprattutto ben venga il risveglio delle coscienze! Credo che quando si parla di “non adeguarsi”, non si intende non stare al passo coi tempi ma vivere con coscienza tutto ciò che il nostro tempo ci propone. In “monte cinque” è stupendo il momento in cui Elia deve reagire ad un cambiamento inevitabile, e lì si esprime il vero senso della VITA così come lo concepisco anche io. Forse non sono stata molto chiara e per questo vi trascrivo uno stralcio di questo stupendo scritto di P.Coelho

    “..In quel momento Dio lo sfidava ad affrontarLo, e a rispondere alla Sua domanda:”Perché ti aggrappi tanto a un’esistenza così breve e così piena di sofferenza? Qual è il significato della tua lotta?”
    Allora l’uomo che non sapeva rispondere a questa domanda si rassegnava. Mentre l’altro, quello che cercava un significato all’esistenza, pensava che Dio fosse stato ingiusto, e si accingeva a sfidare lo stesso destino. Era proprio in quel momento che un altro fuoco dei cieli scendeva: non il fuoco che uccide, ma quello che distrugge le antiche mura e concede a ogni essere umano le sue vere possibilità. I codardi non lasciano mai che il proprio cuore sia incendiato da questo fuoco: tutto ciò che essi desiderano è che la nuova situazione torni rapidamente a essere quella di prima, per poter continuare a vivere e a pensare nel modo in cui erano soliti. I valorosi, invece, appiccano il fuoco a ciò che era vecchio, e, sia pure a costo di grande sofferenza interiore, abbandonano tutto, compreso Dio, e vanno avanti.
    “I valorosi sono sempre tenaci.”
    Dal cielo, il Signore sorride contento, perché era ciò che Egli voleva: che ciascuno avesse nelle proprie mani la responsabilità della propria vita. In fin dei conti aveva dato ai propri figli il più grande di tutti i doni: la capacità di scegliere e decidere i propri atti.
    Soltanto gli uomini e le donne segnati nel cuore dalla fiamma sacra avevano il coraggio di affrontarLo. E soltanto questi conoscevano il cammino per tornare al Suo amore, giacchè capivano finalmente che la tragedia non era una punizione, ma una sfida….Elia non aveva mai avuto l’opportunità di vedere che cosa accadeva nei cammini che aveva rifiutato di percorrere. Perché aveva paura di perdere la fede, la dedizione, la volontà. Riteneva che fosse molto rischioso sperimentare il cammino delle persone comuni: alla fine avrebbe potuto anche abituarvisi e amare ciò che vedeva. Non capiva che anche lui era una persona come tutte le altre, anche se udiva gli angeli e riceveva di tanto in tanto qualche ordine da Dio: era talmente convinto di sapere ciò che voleva da essersi comportato proprio come coloro che non avevano mai preso una decisione importante nella vita. Era sfuggito al dubbio. Alla sconfitta. Ai momenti di indecisione. Ma il Signore era generoso e lo aveva condotto sull’abisso dell’inevitabile per dimostrargli che l’uomo deve SCEGLIERE, e non ACCETTARE, il proprio destino… Ci sono momenti in cui Dio pretende obbedienza. Ma ce ne sono altri in cui desidera mettere alla prova la nostra volontà, e ci sfida a comprendere il Suo amore. Noi abbiamo capito questa volontà quando le mura di Akbar sono state rase al suolo: esse hanno aperto il nostro orizzonte e hanno consentito a ciascuno di noi di vedere ciò di cui era capace. Abbiamo smesso di riflettere sulla vita, e abbiamo deciso di VIVERLA.”

    Saluti a tutti

  34. 34 luana

    Grazie Mg, per riaver riproposto queste splendide righe di Paulo….
    E’ un romanzo meraviglioso…
    Credo uno dei più luminosi di Paulo, se non il più lucente………..
    Dio che ci invita a “non riflettere sulla vita, ma a viverla”……
    Che grande insegnamento…..
    A presto……
    Lu.

  35. 35 luana

    Grazie Artemide,
    per quello che hai postato su questo Blog….
    Una folata di aria pura….
    Lu….
    P.s… ma è davvero splendido questo Blog….
    bacioni a voi tutti

  36. 36 MG

    Ehi Lù, (questa sembra quasi una comunicazione di servizio ma non lo è) volevo dire che la tua definizione “ragionieri dei sentimenti!” ha riscosso grandi successi…me ne sono un pò appropriata rivolgendola a qualche “ragioniere” che conosco.

    PS Non si offendano i Ragionieri…anche io ho quel diploma! (ahimè deciso dai miei genitori)

  37. 37 Jama

    Uhm…. allora se qui tutti voi accettate i cambiamenti e come me li cercate per poter migliorare la vostra vita, chi sono e dove sono quelli che non li accettano e come dice Paulo coloro che rispondo “Male. Sempre molto male” ai cambiamenti ?
    Più o meno ho contato una decina di persone nel blog di questo articolo e se non ho capito male tutti quanto accettano e ricercano i cambiamenti quindi statisticamente parlando siamo al 100%, c’è qualcosa che non torna in quello che dice Paulo o io non ho ben capito qualcosa ?

    Grazie a tutti e saluti.

  38. 38 luana

    Ciao Jama.,
    se non si cambia , si muore psichicamente….e interiormente…..
    I cambiamenti si vivono male perchè ci costringono, giocoforza, a rielaborare schemi mentali acquisiti ,nei quali ci siamo identificati e sui quali abbiamo costruito i nostri giorni e i nostri sogni.
    Cambiare, spesso, significa riconoscere lo “scacco al re”…..
    Tantè che talvolta occorrono anni per avere “il coraggio” di pronunciare dei No…
    Entrano in gioco i condizionamenti, i timori, le insicurezze interiori….la paura di non avere più un “ruolo” e doverne indossare altri….
    Se c’è davvero una cosa che richiede un coraggio titanico è proprio l’essere fedeli a se stessi, ai propri valori, alle proprie convinzioni…….perchè questo significa anche tagliare i ponti con vecchi comportamenti, allontanarsi da persone che si sono amate, aver timore di ferire chi ci vive accanto….
    E’ facile adeguarsi nella vita lavorativa, basta avere buona volontà, umiltà e pazienza….e persino il pc diviene un caro amico e non quel “mostro sacro” che sembrava……..
    E’ difficilissimo attuare dei cambiamenti se abbiamo a che fare con i sentimenti….
    L’evoluzione di una persona non si misura solo dalla crescita intellettiva, ma soprattutto dalla sua evoluzione affettiva….
    Certe esperienze dolorossissime, come la scomparsa di un congiunto ,una separazione coniugale, la perdita di un amico, inducono ad una totale ristrutturazione del proprio sè…….
    Sono esperienze forgianti…….perchè si è chiamati a dare delle risposte individualissime di fronte a temi complessi quali l’abbandono , la perdita, la solitudine e quant’altro……
    Inoltre si devenecessariamente confrontarsi con la profondità del proprio mondo interiore….
    Si deve attingere energie solo ed esclusivamente da se stessi, non si può delegare gli altri, anche se si vorrebbe…….
    E’ questo lavoro di scavo su se stessi che però, ci cambia intimamente…..
    E non ci si riconosce più in quello che si è stati in precedenza…..
    E’ il mito dell’araba fenice….che risorge sempre nuova dalla proprie ceneri…….ma solo dopo la proria “morte”………
    In altri contesti, la paura del cambiamento è paralizzante……
    E si rimanda ad un reiterato domani una qualsiasi decisione, sono i giorni in cui ci si accontenta di esistere anzichè vivere…………
    Perchè ci sono e come i “giorni del silenzio”!!!!!.
    Credo che nessuno abbia affermato che sia facile cambiare, anzi….
    Si è posta l’attenzione sul fatto che è inevitabile. ….
    Non si può vivere ignorando ciò che il nostro cuore- anima, coscienza, sè- ci suggerisce,.anche se è doloroso per tutto ciò che la fedeltà a se stessi comporta…. Pùò infatti anche essere sinonimo di nuovi tagli, nuove separazioni, nuove perdite……..
    Ma se così non si facesse il rischio potrebbe essere quello di vivere da dissociati…..da vampiri o “ragionieri”!!!!!
    Non siamo esseri immortali , fortunatamente e quindi anche se con qualche lacrima in tasca cerchiamo di Viverla davvero questa nostra vita….
    Siamo chiamati “solo” a questo……a vivere!!!!!
    Ad ottantanni vorrei poter dire, con Paulo - “Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
    Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride
    e ognuno intorno a te piange.”
    Vivere una vita che ci somigli….. Sic et simpliciter……
    E’ l’augurio che faccio a me stessa e a tutti voi

    A presto…
    Lu

  39. 39 luana

    Ciao Mg…..
    sai cos’è bello davvero?….
    Questo scambio reciproco…..talvolta anche “lessicale”:-)
    E’ davvero vitale!!!!!!
    Grazie a tutti voi e al Grande Alchista che ha fatto sì che ci incontrassimo sulle pagine del suo blog…..
    Bacioni Lu
    P.s Me ne vado al mare….da lunedì si torna al lavoro!!!!!
    Felice domenica a tutti voi…….

  40. 40 MG

    Beh Jama….non che sia così scontato e quindi semplice da intuire..ma direi che scrivendo sul blog del “guerriero della luce” diciamo che non poteva essere proprio diverso da così. Forse qui scrive chi si sente o spera di diventare un vero guerriero della luce e che tra tanti (a volte troppi) timori, ansie, paure e perplessità si sforza di “vivere” a 360° la propria vita.
    Ivano Fossati in una stupenda canzone “la disciplina della terra” dice “..che non si china la testa e non si regala l’intelligenza e la compagnia..e non è il caso d’aspettare mai più!” Qui si condividono idee ed esperienze importanti e per questo ve ne sono grata. Non si china la testa qui, ognuno si sente libero di esprimere ciò che crede e non si cerca approvazione di nessun genere, nessuno regala intelligenza e compagnia…su questo blog avviene però un bellissimo scambio a volte anche intenso. Non siamo “migliori” o “peggiori” di chi non scrive qui o non vive la vita come pensiamo noi sia giusto, nella vita di ciascuno avvengono cose (cambiamenti, tragedie, sorprese) a cui non eravamo pronti o preparati e ognuno trova o si sforza di trovare il modo per “affrontare” la situazione. Non è facile per niente..anzi!
    Baci a tutti

  41. 41 Paola

    Salve a tutti!
    personalmente credo sia naturale avere paura dei cambiamenti,soprattutto perchè non abbiamo a priori la possibilità di capire nè di prevedere se saranno in meglio o in peggio. ma credo senza dubbio che cambiare sia di per sè vivere,e vivere cambiare. non si può fare a meno del cambiamento, interiore soprattutto, che sia cercato o meno, che sia desiderato o no. si va incontro ai cambiamenti, punto e a capo. non si può fare altrimenti. ma mutare fa paura, sebbene spesso ne valga la pena.
    un saluto a tutti… :o)

  42. 42 Gianluca

    Ciao a tutti
    ho letto abbastanza velocemente tutti i commenti (ben 41 al momento in cui scrivo).
    Mi ha colpito molto lo stralcio tratto da Monte Cinque.
    Confesso che l’ho letto molto tempo fa e probabilmente in un momento in cui non ero “ricettivo” per cui non ricordo molto di quel romanzo.
    E’ forse arrivato il momento di riprenderlo in mano e leggerlo.
    Bellissime le cose dette. In questo periodo sto vivendo una sorta di contrasto (termine esagerato) interno con la Chiesa.
    Ho letto alcune opinioni negative verso quanto scrive Paulo.
    Questo mi ha dato molto fastidio in quanto sono una persona obiettiva e ritengo che nei romanzi di Paulo non ci siano pensieri che possano essere in contrasto con la Chiesa.
    Ho letto dei commenti negativi ma molto superficiali.
    Inoltre tutto viene sempre classificato come NewAge.
    Ritengo che lo stralcio tratto da Monte Cinque sia un esempio di come queste affermazioni siano chiaramente campate in aria.

    Grazie MG per averlo proposto.

    ciao

  43. 43 alfredo

    Saluto tutti,
    Penso che sia sempre più sotto gli occhi di tutti la continua evoluzione del
    mondo e tutte le sue componenti. La vita è trasformazione, anche quello che chiamiamo morte, in fondo è trasformazione e, se non rischio di andare nel paranormale, oserei dire è evoluzione. L’essere umano, in fondo, è forse fra i più labili di questa esistenza.
    Ho sempre fatto mio questo pensiero sforzandomi di interessarmi a tutto, personalizzare il poco che ho capito di questo tutto, desiderando di poter avere salute e tempo per capire meglio e dare una mano al mondo, partendo dal presupposto di essere a posto con me stesso e con le mie idee.
    Ad un certo punto della mia esistenza ho scelto di scendere dal treno poichè la mia compagna e madre dei miei figli mi ha sapientemente messo nelle condizioni di abbandonare i bagagli e i figli su quel treno.
    La mia mente si è fermata in quel momento, posso dire di essere in parte morto . Alcuni “controllori” e gente abilitata adibita a certi controlli hanno sentenziato il secondo colpo mortale affermando che è bene , per il più piccolo dei figli, che io stia alla finestra a guardare il treno correre .
    Non voglio farla lunga nè fare il poeta, posso dirvi che ancora non ho capito se mi sono fermato per paura di morire prima del tempo, se per paura di fare più male che bene al mondo, se invece, per avere la possibilità di riflettere e dare il meglio di me a chi sa apprezzarlo .
    Saluto e ringrazio tutti

  44. 44 MG

    Gianluca, ho trascritto quello stralcio di monte cinque proprio perchè anche io, come te, vivo “in contrasto”. Ho ripreso in mano questo scritto di Paulo dopo almeno 4anni e la cosa che mi ha spinto a farlo è stata proprio questo senso di “estraneità” che ho iniziato a provare nei confronti di una Chiesa che non mi rappresenta quasi più. Ho molti amici preti con i quali discuto spesso ma, a parte uno scambio di idee, nessuno di loro riesce a spiegarmi certe cose….(anzi molte) cose che proprio non riesco a capire. Continuo ad andare in Chiesa e a fare la Comunione anche se per alcuni non “potrei”, anzi non “potrò” farlo più nel momento in cui avrò una storia “ufficiale” con un altro uomo. Che strano…finchè resto “solo” una donna separata dal suo ex marito non sono considerata peccatrice e quindi posso far parte della Chiesa…ma se il mio cuore si innamora di un altro uomo…ahi ahi ahi…Dio mi manderà all’inferno se andrò in Chiesa a nutrirmi del Suo Corpo!!! Beh, evito di scrivere tutto ciò che penso…potrei stare delle ore a scrivere e non vorrei annoiare nessuno! In monte cinque Elia ha capito che con il suo Dio può anche incavolarsi…eh già com’è bello potersi arrabbiare e mandare a quel paese qualcuno che ami profondamente, farlo per provocare una reazione e sfidare un sentimento Eterno quale “l’amore” è una sensazione stupenda..qualsiasi sia poi il risultato.
    Alfredo, mi dispiace moltissimo leggere la tua tristezza, la tua amarezza, ma credo che tu quel treno non lo abbia mai abbandonato e non lo abbandonerai mai, un padre rimane tale “sempre”..nessuno può sostituirsi a te e questo deve renderti forte più che mai! Io convivo con il mio ex proprio perchè credo che le nostre figlie abbiano (almeno ancora per un pò) bisogno di averci entrambi vicini (anche fisicamente) a loro. Una famiglia può rimanere unita anche se la coppia “scoppia”, la coppia genitoriale invece continua a vivere. Non scendere mai da quel treno, un figlio ha bisogno di entrambi i genitori e nessuno può sostituirsi a loro!
    Buona domenica a tutti
    1 PS Lù anche se lunedi “torni tra i banchi”…non ti scordar di noi!!!
    2 PS Uno dei miei “tanti lavori” è trascrivere testi al computer..quindi se volete qualche altro “stralcio”….beh chiedete pure!

  45. 45 paola

    Ciao a tutti!
    Dopo alcuni problemi con la mia linea ADSL, sono tornata a leggervi con piacere, scoprendo anche di avere un’omonima…(Paola del 09 Settembre 2006).
    Vi ho letto tutti in un colpo. La cosa più bella di questo blog è quella di imparare ad ascoltare leggendo, avendo poi il tempo di riflettere e pensare. IMPARIAMO AD ASCOLTARE, come dice il Vangelo di oggi.
    La prima cosa che mi è venuta in mente stamattina in chiesa, ascoltando la parola di Dio, è che essa è davvero immortale: è la parola di Dio, a cui tutti gli uomini si rivolgono, che tutti pregano da millenni e millenni…e questa parola è immutata e in evoluzione allo stesso tempo: secondo me la sua evoluzione, il suo “adattamento al progresso del cammino del mondo” sta nel modo in cui gli uomini la ascoltano.
    La parola di Dio è AMORE, e l’amore è VITA!
    Cara MG, anch’io mi trovo in una situazione simile alla tua: all’inizio non avevo nemmeno più il coraggio di entrare in chiesa, mi vergognavo davanti a Dio per aver mancato alla promessa, dato che la decisione di porre fine al mio matrimonio era partita solo da me, ho fatto il passo con grande paura e sofferenza, sono andata avanti con la forza della disperazione, e grande senso di colpa verso i miei bambini.
    Ma non potevo continuare a vivere con questo senso di colpa, altrimenti, prima o poi, sarei tornata sui miei passi, avrei di nuovo abbassato la testa e avrei di nuovo permesso che qualcuno calpestasse la mia dignità, oppure mi sarei ammalata con questo veleno, spegnendo per sempre la luce della mia anima.
    Pregavo senza andare in chiesa, ma sentivo che Dio era sempre presente accanto a me. Poi finalmente mi sono riconciliata con me stessa, e oggi non ho più paura del giudizio di Dio, perchè lui è buono e capisce.
    Alfredo, tieni duro: sei padre, e questa è una cosa che nessuno ti può togliere!

    Un abbraccio a tutti quanti e a presto!!
    Paola

  46. 46 Nina

    Lo scambio epistolare che si è instaurato tra di voi è sorprendente. Siete tutti bravissimi scrittori, sapienti dicitori, custodi tenaci della parola scritta. Tutti avete avuto esperienze “forti”, che vi hanno forgiato, plasmato, arricchito.
    Io no. Io vivo ai margini della vita, le emozioni mi lambiscono appena, le parole mi sfiorano, i ricordi svaniscono. Sono una “dimenticata”, una mentecatta, una misera. Per questo amo Coelho. Per questo lo odio.

  47. 47 luana

    Continuo a sorprendermi per le ripetute Coincidenze che si rincorrono come nuvole sulle righe di questo blog,. ma del resto non fanno che avvalorare quanto sostiene Paulo nei suoi libri :“siamo sempre attesi, al momento opportuno”…..
    Ad Alfredo voglio dire che anch’io ,come Paola, mi trovo nella condizione opposta alla tua : sono io che ho pronunciato il fatidico”basta”, e sto mettendo fine ad un matrimonio che si sta logorando nella sterilità dei ruoli.
    Essere lasciati dalla persona che abbiamo amato è senza dubbio un’esperienza tragica, ma ti assicuro che è altrettanto destabilizzante porre fine in prima persona ad un rapporto nel quale non ci si riconosce più……La sofferenza è la stessa.
    Mi spiace profondamente per la tua amarezza e ti sono idealmente vicina….
    Ma permettimi di dirti che nessuno può arrogarsi il diritto di presupporre cosa sia più giusto per i tuoi figli….
    I figli hanno bisogno di entrambi i genitori….padre e madre…..
    Negare la tua vicinanza significa svilire il ruolo della paternità, che parimenti a quello materno, concorre alla formazione del carattere dei nostri figli.
    Scusami per quanto ti sto scrivendo, ma questo tema mi coinvolge in prima persona….
    Le mie esperienze di vita, mi hanno messo nella condizione di dovermi confrontare con la perdita, poiché mio padre è morto quando ero poco più che una bambina e ho ovviamente sofferto molto… Sono vissuta, specie negli anni dell’adolescenza, condividendo i giorni con quel senso di smarrimento e “abbandono” che la scomparsa di mio padre mi ha , ovviamente, arrecato….
    Separarsi dal proprio coniuge, però non significa fortunatamente perdere un genitore……si perderà un po’ di quotidianità, ma non certo la possibilità di costruire un rapporto d’amore con i propri figli…..…..
    Non permettere che ti si neghi questo “privilegio”, abbiamo molto da dare ai nostri bambini…..madre e padre!!!!!! E l’amore non è fortunatamente una prerogativa solo del genere femminile…..Quanto avrei voluto i baci di mio padre!!!!!!!!
    E poi sai qual è il rischio che potresti correre, specie se tuo figlio è molto piccolo?
    E’ quello che possa crescere con l’idea che tu l’abbia abbandonato……
    Un bambino molto piccolo non ha sovrastrutture complesse , vive solo di emozioni e sensazioni.
    Se non ti potrà vedere penserà che sei tu che lo hai deciso……o si chiederà se non sia stato per colpa sua se si è innescato questo tuo comportamento…..Si chiederà se non è stato così “cattivo” da meritare una punizione del genere….o ti percepirà come il padre “cattivo” che lo ha abbandonato.
    E’ troppo alto il rischio che si corre ed investe te, ma soprattutto tuo figlio, che sta edificando proprio ora le fondamenta del suo carattere e della sua personalità…,Pertanto,. lotta con le unghia e con i denti se necessario!!!!!!!Non mollare, brandisci la spada come un guerriero e sferra colpi!!!!! Io da canto mio ,ti faccio davvero i miei più sinceri auguri….
    A Nina voglio dire che il suo intervento è stato come un “pugno nello stomaco”…….
    Non so davvero quali siano le tue esperienze di vita, del resto se qui si riportano i propri vissuti è unicamente per offrire un motivo di riflessione e non già per ostentare saggezza , “ verità” o quant’altro, ….. Ma mi hai emozionata e molto, chissà forse perché in alcuni momenti della mia vita, mi sono sentita anch’io un relitto, un inutile coccio di vetro alla deriva.
    Beh è proprio difficile l’”arte “ di vivere,ma fortunatamente c’è sempre il sole dietro le nuvole……
    Sarò pure un’ottimista convulsiva, ma siamo noi che coloriamo i nostri giorni….e io Voglio un mondo pieno di colori. Ho vissuto per troppo tempo solo col bianco e il nero!!!!!! E’ ora di munirsi di lenti colorate, per poter dire con Patty Pravo.” la cambio io la vita che non riesce a cambiare me”…..

    Buona serata a tutti voi…
    Bacioni Lu
    P.s Mg non sparirò puoi starne certa : è talmente vitale questa “virtuale” empatia che sento verso ognuno di voi , che non potrei davvero farne a meno. Sto crescendo: mi offrite l’occasione per crescere. Grazie davvero a tutti voi….

  48. 48 Gianluca

    ciao
    lo zahir purtroppo è tornato a trovarmi e sto soffrendo come un cane. Maledetto! Speriamo di riuscire a sconfiggerlo in tempi brevi.

    Alfredo, dai sempre il meglio di te stesso!. Soprattutto ai tui figli. Loro saranno sempre con te.
    Si dice che si verrà giudicati per l’amore che si è donato e non per quello che si è fatto.

    MG, amo gli stralci. Ti chiedo di metterne qualche altro. Scegli tu.

    Nina, perchè dici di vivere ai margini della vita? Non puoi essere dimenticata. Vivi da protagonista la tua vita. E’ bello a dirsi e difficile a farsi ma vale la pena provare.

    torno al mio zahir, quel maledetto
    in alcuni momenti credo di riuscire ad provare amore incondizionato, ma non riesco ad accettare di aver perso quella che credo essere la mia anima gemella. Lei non ne vuole sapere.

    Torno al mio quesito di qualche giorno fa: ma quante anime gemelle esistono?

    è giusto lottare, magari invano?

    sono assai confuso

    ciao a tutti, un sorriso

  49. 49 MG

    Ciao e buona giornata a tutti (anche se per me oggi non è davvero un buon giorno!) Paola, volevo solo chiarire che non mi sento affatto in colpa nei confronti di Dio, sicuramente sono venuta meno ad un giuramento che avevo fatto anche a Lui, ma chi meglio di Lui sa che qui, in questo mondo, non esiste il “per sempre”! Non mi sono mai allontanata dall’Eucarestia e non credo ci sarà mai qualcuno che me lo potrà vietare se non me stessa. Nina, in una stessa giornata può capitare di sentirsi “reietti”, “emarginati”, oppure “desiderati” “forti” “veri guerrieri”; l’ho scritto già altre volte…davvero a volte sembra di vivere un continuo “equilibrio sopra la follia” (Vasco). Però Nina, l’hai scritto, noi ti abbiamo letta, noi sappiamo che sei viva (perchè tu sei viva!), ora c’è qualcuno che sa di te e che spera di leggerti ancora…capito?!?! Gianluca io combatto come te con un maledetto zahir! Ma combatto soprattutto con me stessa, purtroppo non sono una “ragioniera dei sentimenti” e non riesco davvero ad ascoltare anche i buoni consigli: “lascia perdere è solo un sogno”, “non farà mai una scelta”, “distraiti e non pensarci”… ah che bei consigli…magari riuscissi a seguirli! Se con la ragione capisci tante cose e obiettivamente la situazione appare “difficile da realizzare”, dall’altra parte il cuore ti spinge verso “l’impossibile”…allora si rischia davvero di “dar fuori di testa”! Che ci sia “l’anima gemella” o come lo chiamo io “l’incastro perfetto”, si credo proprio che esista, del mio ne conosco il nome e tante altre cose. L’unico grande e grave problema è che forse è un pò troppo “ragioniere?!” Non so se farà mai le sue scelte, non so perchè continua a non farle, non so perchè un uomo continua a sentirsi marito ma poi ama un’altra donna…tante cose ancora non capisco ma ora comunque è arrivato qualcosa che mi distrarrà per forza da questi pensieri. Una delle mie sorelle (valorosa guerriera!) avrà bisogno di me…e quindi devo recuperare l’armatura e andare di nuovo a combattere. Spero di avere il tempo di trascrivere qualche altro stralcio…magari anche nel prox intervento su questo blog! Quanti dubbi e quante incertezze mi assalgono all’improvviso e sentirsi deboli prima di intraprendere un combattimento…beh non mi piace! C’è differenza tra “un soldatino” ed “un guerriero”…io probabilmente non sarò una guerriera ma vi assicuro che “il soldatino” che china la testa proprio non lo sarò mai!
    A presto e grazie per tutte le emozioni che regalate scrivendo

  50. 50 melampo

    Salve a tutti! E’ la prima volta che scrivo dopo aver letto i Vs. commenti. Per caso mi hanno regalato un libro di Coelho (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto) ed ho cercato maggiori informazioni sull’autore ed eccomi qui.
    Sono concorde con coloro che hanno parlato di vita come cambiamento: è inutile fossilizzarci in una esistenza che ci arreca solo dolore. Spesso è il coraggio che ci manca, un coraggio che dovrebbe nascere dal nostro intimo. Chi può darci questa forza siamo solo noi stessi, dobbiamo credere fortemente in ciò che vogliamo, nell’assoluto rispetto di noi come uomini politici (animali sociali dicevano gli antichi Greci), cioè come uomini che hanno una vita relazionale con gli altri.
    Anch’io come alcuni di voi sto vivendo un periodo di cambiamento relativo alla mia vita di coppia ed anch’io ho forti paure che questo nostro “cambiamento” possa apportare un cambiamento negativo nella vita dei nostri figli e delle persone che ci vogliono bene. Ma una domanda mi gira da tempo nella testa: che diritto abbiamo noi genitori di decidere per dei bambini così piccoli. Noi, a causa dell’affermazione di nostri “diritti” o “libertà” che sentiamo di prenderci per stare meglio, ci arroghiamo il diritto di non dare ai nostri figli una vita fatta di unione familiare, di condivisione sotto lo stesso tetto. Oggi si parla di famiglia allargata, ma un piccolo di tre anni vorrebbe svegliarsi la mattina e saltare nel lettone dove ci sono mammma e papà! e poco gli importa dell’affido condiviso…! Cercherò di essere un guerriero, ma volte volte la spada da sollevare è pesantissima…
    Sono emozionata per questo primo contatto con voi.
    Grazie

  51. 51 MG

    Ciao Melampo, la domanda me la sono posta anche io e dopo tanto tanto tempo e sofferenza e con l’aiuto di “un buon padre” ho capito che i figli, pur soffrendo per la separazione dei genitori, hanno il sacrosanto diritto di avere due genitori sereni e soprattutto che possano insegnare la sincerità e l’onestà dei sentimenti. Purtroppo ognuno vive la propria storia e non c’è “la ricetta valida per tutte le torte”. Non credevo neanche io che si potesse continuare a convivere sotto lo stesso tetto ed invece sono passati più di tre anni dalla “separazione” (ancora da formalizzare). I figli che saltano nel lettone di mamma e papà sono sicuramente felici, ma perchè non poter sperare che questa felicità possa essere vissuta “in modo diverso” saltando “in due lettini”?! Il matrimonio era l’unica “certezza” della mia vita e anche io come altre, per onestà verso me stessa e verso il matrimonio, ho detto basta. Reputo sacro questo vincolo e se non lo si onora più…beh io ho creduto e credo sia giusto così, sicuramente non pensando soltanto in modo egoistico (avrei fatto una scelta diversa dalla convivenza). Non credo che certe scelte possano essere prese non considerando prima tutte le eventuali conseguenze.. I figli hanno