Sull’immortalità
Come risponde ai cambiamenti l’essere umano?
Male. Sempre molto male. Uno dei miti più diffusi in tutto il mondo – il mito del vampiro – riflette questa idea.
Chi è un vampiro? È qualcuno che, a un certo momento della sua esistenza, è divenuto immortale. Ossia, da quel momento in poi il suo corpo non seguirà più il corso normale della natura: egli sarà giovane per sempre, potrà vivere quanto tempo vorrà, senza dover affrontare i problemi collegati con l’età.
La sua unica dieta è un po’ di sangue tutti i giorni, e la sua unica cautela con la pelle è di evitare la luce del sole – ma, in fondo, si tratta di un prezzo assai piccolo di fronte alle possibilità di una vita eterna.
Eccetto per una cosa: lui si è fermato nel tempo, ma il mondo continua a trasformarsi. Tutto quello cui era abituato comincia a cambiare, ma il vampiro, pur avendo tutto il tempo del mondo per adattarsi a quei cambiamenti, ha desiderato l’immortalità proprio perché era soddisfatto del mondo in cui viveva: non ha alcun interesse a seguire questi cambiamenti.
Immaginiamo un essere umano che sia divenuto vampiro proprio dopo la fine dei Mondiali di calcio del 1986. Poteva fumare senza problemi negli aerei, non doveva rompersi la testa per scegliere il canale televisivo da guardare – le opzioni non era poi tante. Considerava una certa attrice come il suo simbolo sessuale, se ne intendeva di carburatori, lottava per l’ideale socialista, convinto che ben presto l’Unione Sovietica avrebbe avuto dei governanti più capaci e i sogni del popolo (chiamato proletariato)si sarebbero finalmente realizzati.
Un bel giorno s’innamora di una studentessa di sociologia di 22 anni. Ammira la sua bellezza, il suo entusiasmo, il suo idealismo. Le suggerisce di trasformarla in vampiro, ma lei rifiuta – ha visto tanti film dell’orrore. Anche lei è innamorata, non vuole perderlo, ma per proseguire il rapporto pone una sola condizione: che lui non le succhi mai il sangue. Il vampiro non ha altra scelta se non quella di rispettare la parola. Si sposa civilmente, per evitare i crocifissi mortali.
Passano vent’anni – volando, giacchè ci sono state solo altre quattro Coppe del Mondo. L’antica universitaria ora ha 42 anni, lavora in una banca (problemi di disoccupazione), o forse sta scrivendo qualche inutile tesi di master, di dottorato, solo per giustificare una vita da studente professionista. I carburatori sono scomparsi dalla faccia della terra. Lui, con orrore, sfoglia una rivista e vede l’attrice che era il suo simbolo sessuale trasformata in un prodotto ibrido composto di plastica, botulino, silicone, rivestiti da tonnellate di trucco sul viso. Si sente in colpa di avere 200 canali televisivi e guardare solo quelli di sempre.
L’Unione Sovietica si è disgregata. Lui è stato costretto ad abbandonare l’amata sigaretta (anche se non pregiudicava la sua salute, è bene ricordare che il vampiro è immortale), perché è diventato impossibile fumare, sia per le leggi sia per le occhiate dei vicini nei ristoranti. E, ciò che è peggio: tutti parlano di chat, internet, iPod, rave, ecc. Il vampiro tenta di aggiornarsi, ma tutto gli sembra terribilmente complicato, irritante, fuori luogo. Guarda il computer come se vedesse una testa di aglio – con terrore e impotenza, non riuscirà mai a maneggiarlo, anche se qualche volta ci ha provato.
I suoi amici sono in pensione, passano le giornate giocando a carte – neanche loro sanno maneggiare il computer, ma non se ne curano, il gruppo è invecchiato insieme, hanno tutti gli stessi interessi, possono condividere le esperienze.
Il vampiro continua a essere giovane. Immortale. Ora ha davanti a sé la depressione eterna. Tenta il suicidio, uscendo in pieno sole o guardando i crocifissi, solo per scoprire che si trattava di miti creati dalla chiesa e non gli fanno alcun male.
Gli resta un’unica consolazione: ha ancora una personalità politica sulla quale sa tutto (perché tutti gli altri governanti del mondo sono cambiati).
Ma anche Fidel Castro passerà. E niente, assolutamente niente resterà del mondo che il vampiro un giorno ha tanto amato.

C’è una bellissima canzone del mio conterraneo Sergio Cammariere -Cambiamenti del mondo- “..ora, per sempre, come stelle appese al cielo, amanti per l’eternità, superando i compromessi della quotidianietà…senza aspettare i cambiamenti del mondo” Non ho mai pensato che fosse il mondo a cambiare l’uomo, ho sempre pensato il contrario e dal mio punto di vista è giusto che sia così. Siamo noi, insieme, a determinare i cambiamenti di ciò che ci sta attorno, l’Universo agisce con noi e si trasforma con noi. Povero “vampiro”, poverini quelli che (come MG qualche anno fà), credono che rintanarsi nel “proprio mondo” e rimpiangere i tempi passati sia un modo per sopravvivere alla fatica che comporta vivere, vivere! Lasciamo che i cicli si concludano e se ne inizino altri, qualunque essi siano…questa secondo me è vita, è attraverso la morte che si arriva alla resurrezione, altrimenti andremo incontro alla “depressione eterna”
Baci a tutti
Credo che si riassuma sempre tutto in due termini …… ” paura ” e ” coraggio ” . Paura di vivere veramente , coraggio di vincere la paura ma anche paura di avere coraggio.
Approfitto per ringraziare ” Paolo” per come riesce attraverso le sue iniziative e i suoi libri a trasmetterci l’entusiasmo e la riflessione con i quali portare avanti in nostro cammino.
E grazie anche per questo blog che ci permette di interagire fra di ” noi ” .
Con affetto un abbraccio a tutti.
Credo che le persone si fermino per la paura di andare avanti, di lottare, di cercare e non perchè completamente soddisfatte di ciò che hanno raggiunto…”adesso ho tutto quello che voglio e mi fermo” è un’affermazione lontana dall’essere uomo. Secondo me ad un certo punto prevale la stanchezza, la sfiducia…non si riesce a rinnovarsi perchè il cambiamento e il mettersi in discussione, la ricerca dello “stupore” costa molta fatica, dunque fermarsi conviene di più…
Con affetto
guardando la vita con occhio esclusivamente umano, assistiamo alla
rappresentazione di una farsa-tragica, interpretata dal vampiro e dal
bambino che vivono in noi. Ma grazie al cielo abbiamo due occhi,
metaforici, e con il secondo occhio, quello interiore possiamo vedere un
più Alto e più vasto orizzonte, quello spirituale; che non ci impedisce
comunque di sorridere di noi.
grazie dell’ospitalità
“vedi, non c’è coraggio e non c’è paura… ci sono soltanto coscienza ed incoscienza… la coscienza è paura, l’incoscienza è coraggio.” (Moravia)
guardandomi indietro mi rendo conto che nelle svolte significative un pizzico di sana incoscienza è stato necessario a smuovere situazioni che sembravano cristallizzate nella mediocrità del quotidiano.
il concetto di vita come continuo cambiamento ed evoluzione è un fatto noto a tutti noi, ben più difficile è rendersi conto che è assolutamente necessario farlo proprio, applicarlo a noi stessi, invece di rimanere cristallizzati nel nostro mondo. facile a dirsi… ma difficilissimo a farsi, soprattutto per le persone che hanno un carattere piuttosto stabile e deciso, simile alla terra, fissa ed “affidabile”. per citare ancora una volta paulo, crescere significa diventare “come un fiume che scorre”, adattarsi di volta in volta agli ostacoli ed alle anse del percorso pur rimanendo sempre noi stessi.
“Pariamoci come soldati davanti ai nemici e offriamo alle lame delle spade il petto e non la schiena: perché se saremo uccisi moriremo da martiri, ma se vinceremo vivremo come eroi… I patimenti dell’anima dovuti alla sua fermezza dinanzi alle difficoltà e agli affanni sono più degni di onore di una fuga verso zone riparate e sicure. La farfalla che continua a volare intorno alla luce della lampada finchè non si brucia è superiore a un qualsiasi dio che viva tranquillo in un buio cunicolo. Il seme che non tollera il freddo dell’inverno e i cambiamenti della natura non avrà la forza di spuntare, e non potrà rallegrarsi delle bellezze di aprile…” (Le ali spezzate- Kahlil Gibran)
Questo romanzo è davvero intenso, come negli scritti di Coelho così nelle righe scritte da Gibran ci si può immergere in un’estasi di contenuti dissentanti per l’anima. Speriamo che tutti noi possiamo essere semi capaci di tollerare “i nostri inverni” ed i “cambiamenti della natura”, per poterci rallegrare delle bellezze che ci attendono, quando ci schiuderemo.
“O Signore, abbi pietà di noi e riaggiusta tutte le ali spezzate”
Ciao, e ben ritrovati tutti quanti!
Questo vampiro mi sembra un po’ sfortunato…non è un cattivone…fa quasi tenerezza quando alla fine cerca di riscattarsi e prova a morire. La morte come liberazione.
In fondo la morte fisica è in assoluto l’evento che accomuna tutti noi esseri viventi, quelli buoni e quelli cattivi, è un’esperienza che tutti noi dobbiamo fare prima o poi. Bisogna usare il verbo dovere non a caso: non è una scelta la morte del corpo.
La morte dell’anima invece sì. In questo senso siamo noi, più o meno coscientemente, che decidiamo se vivere o morire.
La vita è un ciclo, e come tale ha i suoi ritmi, è una sfida da cogliere ogni giorno, se non ci adeguassimo a questo saremmo un popolo di morti che cammina.
Basta guardare uno di quei film demenziali in cui c’è sempre il cattivo che vuole dominare il mondo e diventare immortale, si accanisce contro tutti per ottenere quella cosa, e, alla fine, come il nostro vampiro, rimane solo e sconfitto.
E allora, secondo me, bisogna scegliere la vita, che è un dono meraviglioso che il Signore ci ha fatto. E scegliendo la vita, quella vera e intensa che ci regala infinite emozioni, impariamo ad accettare anche la morte come parte di essa.
E soprattutto vivere il momento presente, perchè il passato è lì dietro di noi, è finito ed è stato. Il futuro non lo conosciamo,stiamo piantando oggi i semi per il nostro domani, quindi curiamo il nostro giardino ora, togliamo le erbacce per far posto ai fiori che nasceranno!
E’ l’anima che non muore mai…
Buona serata a tutti!
Navigo da giorni nel mondo del virtuale e alla fine vedo che il problema esistenziale rimane lo stesso per molti.
C’e’ chi decide di esserne cosciente e chi preferisce non guardare.
Mi chiedo perche’ rimanere immortali se poi non ci si vuol rendere utili per quelli che vediamo passarci vicino?
L’immortale sa il prima, il dopo e il durante perche’ ha la possibilita’ di vedere tutto.
Io paragono l’immortale a un fossile di cui non possiamo fare a meno se vogliamo vivere bene il nostro presente.
C’e’ solo un problema, il cambiamento investe tutto di noi?
Il cambiamento oggi come oggi per farsi sentire deve urlare!
Mi correggo, il cambiamento si percepisce solo dopo che e’ stato.
Pensate a tutti i grandi artisti, geni sono stati degli incompresi perche’ troppo anticipatori dell’epoca che vivevano.
Oggi cosa accade? Accade che la storia si ripete perche’ gli incompresi vanno via per ottenere altrove di viversi e poi forse ritorneranno da vincitori.
La morale in tutto questo non c’e', probabilmente l’immortale invece di visionare dovrebbe collaborare con il presente per il futuro.
Ma il presente e’ capace di ascoltare l’immortale?
SALUTO DELL’ ALBA
considera questo giorno
perchè esso è vita
vera vita della vita
nel suo corso fugace
questo giorno racchiude
tutte le verità
tutte le realtà
della tua esistenza:
la felicità del fiorire,
la gloria dell’azione,
lo splendore della bellezza.
poichè ieri non è che un sogno
e domani non è che una visione.
ma l’oggi ben vissuto,
fa di ogni giorno trascorso
un sogno di felicità,
fa di ogni giorno futuro
una visione di speranza.
perciò considera questo giorno.
Non conosco la reale provenienza di queste parole e forse neppure mi interessa ma volevo condividerle con voi tutti……
Buona giornata
No, non lo credo.
Il “Presente” non ha mai ascoltato l’Immortale nè lo farà.
Gli uomini preferisco accontentarsi della loro “piccolezza” piuttosto che alzare il naso da terra.
Questo atteggiamento è definito “sicurezza”, ma cos’è la sicurezza?
In fin dei conti di cosa siamo veramente sicuri?
Pasolini diceva che invecchiando si diventa allegri perchè si ha meno futuro e quindi meno speranze e questo dà un grande sollievo. Aveva cancellato la parola “speranza” dal suo vocabolario, quindi continuava a lottare per verità “parziali”, momento per momento, ora per ora, mese per mese, ma non si poneva programmi a lunga scadenza perchè non ci credeva più.
Secondo me, anche se sembra una cosa molto deprimente letta così, ha un gran senso. Credo che lui invece avesse ogni giorno, ogni minuto, ogni ora, ogni mese la “speranza”, altrimenti non avrebbe lottato, denunciando ciò che riteneva ingiusto, nemmeno un solo secondo della sua vita come invece ha fatto finchè non l’hanno ucciso. Credo sia un atteggiamento “positivo” non fare programmi a lunga scadenza, anche se fare piccoli progetti rende più piacevole pensare al “futuro” perchè ci si rende conto di non essere padroni del proprio tempo e questo dà sollievo ma anche forza nel vivere ogni secondo come se fosse l’ultimo.
Ciao a tutti!
Grazie Doriano! Bellissimo “il saluto dell’alba”, si collega bene a quello che dicevo riguardo Pasolini…cercare di vivere il proprio OGGI intensamente! Speriamo di riuscirci sul serio…(i miei buoni propositi purtroppo durano molto poco in certi periodi).
Grazie ancora e buona serata!
Tutto cambia e noi con loro se ne abbiamo la voglia e la forza sia che siamo mortali o immortali fà parte della nostra natura si chiama “adeguamento” i figli di una volta oggi sono nonni o bisnonni ma prendono l’autobus o usano la macchina come noi anche se quando erano giovani andavano a piedi o con le carrozze, usano il cellulare anche se quando erano giovani a malapena erano a conoscenza della radio e del telefono, vanno da Mac Donald anche se quando erano giovani frequentavano i “vinai” o le “osterie”, guardano la TV per farsi compagnia anche se quando erano giovani assistevano alle “veglie”.
Ad essere immortali si possono perdere amici e amori, ma anche da mortali possiamo perdere amici e amori …… che cambia ????
Saluti a tutti.
Ciao Jama,
leggendo il tuo scritto mi e’ venuto da pensare…cosa significa ADEGUARSI?
Per me adeguarsi significa reprimere la mia identita’.
Posso apprendere qualcosa di diverso da me e posso confrontarmi con esso. Non credo di potermi adeguare e credo che chi lo faccia lentamente dimentica chi e’ o chi e’ stato.
Quanti uomini o donne si adeguano a situazioni che non gli piacciono?
Veramente viviamo per adeguarci?
MI STAI PARLANDO DI MASSIFICAZIONE, FORSE?
L’individuo attrae perche’ e’ sempre diverso da un altro.
Quei nonni o bisnonni di cui tu parli saremo noi un giorno e non mi va l’idea di sapere che saro’ solo un dito che spinge un bottone o una bocca che mangia un panino veloce.
Il problema sociale attuale e’ proprio il rischio dell’alienazione.
Nessuno si chiede piu’ PERCHE’ QUESTO, PERCHE’ QUELLO, PERCHE’, PERCHE’?
Non so se quei nonni o bisnonni di cui parli siano totalmente felici, probabilmente per non essere travolti hanno scelto di imparare le nuove regole del gioco! Ma si sentono al posto giusto, al momento giusto?
Non è che per forza sia necessario adeguarsi: è nella natura dell’uomo cambiare (volente o nolente). Così se ci pensiamo bene anche il vampiro ha cambiato idea tentando il suicidio sperando così di tornare mortale. Forse il significato di questa storia è che non serve a niente attacarsi alle cose effimere che in quanto tali, per loro natura, fuggiranno via. La cosa più sensata è semmai cercare Colui che veramente è immutabile. Certamente non è facile per nessuno: spesso cadiamo ma poi almeno possiamo alzarci e tornare sulla via della vita eterna perché sappiamo che esiste e che se la chiediamo ci sarà donata. Se tuttavia neghiamo ciò e cerchiamo l’unico conforto in cose di per sè anche belle ma comunque imperfette e temporanee, facciamo la fine del vampiro che preferì alla gioia eterna il dolore nel vedere passare tutto ciò che un giorno gli fu più caro.
Un abbraccio a tutti.
D’accordissimo con Artemide sul NON adeguarsi! Si creano grandi depressioni e grandi disagi nell’essere umano proprio quando scatta la parola “adeguamento”. Non ci si può adeguare a tante, troppe cose che riguardano “il nostro tempo”. Certo una visione fatalista è anche molto comoda….tanto la vita va avanti da secoli così e non saremo certo noi a cambiarla. Sbagliatissimo questo concetto secondo me. Il sentirmi spesso “inadeguata” mi ha fatto soffrire per tanto tempo, ora sinceramente capisco che l’essere inadeguati in certe situazioni è davvero un gran dono e per questo devo continuare a vivere scegliendo di essere ciò che sono e non quello che dovrei essere. Il “non attaccarsi alle cose effimere” rischia però di non farci vivere realmente questo nostro tempo, allora io credo sia meglio godere di tutto ciò che ci è stato donato e vivere ogni momento della nostra vita ringraziando Dio e mettendo a frutto tutto ciò che apprendiamo giorno per giorno. E’ troppo utopistico pensare di poter vivere senza “attaccarci” a quello che abbiamo, lo si può fare ma si corre il rischio di vivere come asceti…e non tutti sappiamo esserlo!
Ehi Luana ma dove sei?!
Forse il termine “adeguarsi” non è corretto ma il concetto è quello della selzione naturale. Chi si adatta ai cambiamenti va avanti chi non lo fà muore come per tutte le specie naturali dai dinosauri in poi. Un mio zio che era un buon programmatore negli anni 70 non ha mai voluto sentire parlare di altri linguaggi che non fossero il Cobol o lo Unix (probabilmente erano più affidabili) ma sono morti e con loro è morto professionalmente anche mio zio mandato in prepensionamento anticipato. Negli anni 80 io deridevo chi andava a giro con il telefono e la valigetta delle batterie, adesso ho il cellulare e non sò se riuscirei a farne a meno. Un conto è rispettare e rimanere fedele ai proprio ideali (che cmq nel corso della vita possono cambiare o modificarsi anche loro) un conto è tenere il passo con la socetà in cui vivi a meno che non ti isoli in una qualche comunità che rifiuta il progresso e i cambiamenti. Forse ho fatto esempi solo di tipo tecnologico ma vale per tutto la moda, la musica, le arti, il pensiero …..
Non puoi essere stazionario, la vita va avanti e progredisce con te o senza di te e se non corri con Lei puoi solo rimanere a rimpiangere come era bello quando…… senza goderti delle cose piacevoli di oggi.
A 20 anni ero un Dark e un mio amico era un Paninaro, adesso siamo ancora due amici che ridono di come eravamo buffi vestiti e agghindati in quegli strani modi, ma senza rimpianti. Mi sento nel posto giusto e nel momento giusto per l’uomo di oggi che ricorda ma non rimpiange come era un tempo.
Saluti a tutti.
Anche noi siamo cambiati nel corso della nostra vita, quand’ero piccola ricordo che in casa avevamo un televisore in bianco e nero e non avevamo il telefono, ora ho la tv a colori, il telefono, il cellulare, il pc ( che sembrava chissà che cosa!), tanti nostri modi di vivere sono cambiati.E’ normale perchè il mondo va avanti e noi dobbiamo avanzare con lui anche se tante volte questo “avanzamento” va contro le nostre idee.
Credo che l’importante sia cercare di trovare sempre il meglio nei cambiamenti, altrimenti dovremmo vivere da eremiti, soli e chiusi nelle nostre idee.
Credo che ognuno di noi abbia una parte “immortale” e credo proprio che questa sia “l’anima”…quindi probabilmente dovremmo cercare di vivere in modo tale da “alimentarla”, “arricchirla” ogni giorno con tutto ciò che possiamo. Non escludendo mai “l’azione” nella nostra vita di tutti i giorni.
Parlare di immortalità significa rimanere intrappolati nella gabbia del Tempo, che è il principale responsabile dell’angoscia umana. Il vampiro è infelice perchè vive dentro il Tempo. Ma se scambiamo la parola immortalità con eternità allora la prospettiva cambia completamente e ci rendiamo conto che il cambiamento è pura apparenza, così come il divenire non è che l’apparire successivo delle fotografie di diversi istanti dell’eternità. Tutti gli esseri sono eterni e solo la coscienza di ciò ci può far superare la trappola della mortalità-immortalità.
Caro Paulo e Carissimi Amici,
quello che segue è un estratto del discorso della presentazione ufficiale del mio libro, “Riscoprire la bellezza della vita: guida pratica”, che ha avuto luogo a Roma lo scorso ottobre:
“In inglese c’è un’espressione che dice “go with the flow” che tradotta significa “seguire il flusso” e si adatta perfettamente all’esempio che sto per fare. Se riusciamo a “seguire il flusso” e il ritmo della nostra vita, tutto diventerà più facile. Molto spesso abbiamo dei problemi o degli ostacoli proprio perché abbiamo smesso di farlo e non ce ne rendiamo conto.
La nostra vita è musica… Basta fermarci un attimo ad ascoltare in silenzio… Sentiremo il battito del nostro cuore, il nostro respiro e penseremo al sangue che scorre nelle vene, alle nostre cellule che si rigenerano e rinascono continuamente… Esattamente come succede nella vita che è in costante evoluzione e cambiamento e credere che tutto resti immutato è solo un’illusione.
Il futuro del mondo è nelle nostre mani e se vogliamo realmente essere felici il modo c’è… Possiamo prendere in mano “le redini” della nostra vita e cambiarla radicalmente, non solo prendendoci maggiormente cura di noi stessi, ma anche dei nostri bambini e del nostro pianeta che è la nostra casa.
I bambini sono gli adulti di domani. Sarebbe meraviglioso sapere sin d’ora che potranno vivere la loro vita e scegliere chi e cosa vogliono essere, che potranno realizzare i loro sogni e godere pienamente di tutto ciò che madre natura ci offre.
Oggigiorno la parola globale è molto in voga ed io ho deciso di prendermi una “licenza poetica” e di ampliarne il significato. Io scelgo di vedere me stessa, di vivere la mia vita, tutto ciò che mi accade quotidianamente, le persone e le cose che ne fanno parte in modo “globale”.
Faccio del mio meglio per superare la paura, la pigrizia, la conformità e vedere il mondo e la mia vita ogni giorno con occhi diversi perché in realtà tutto cambia e si evolve.
Ognuno di noi con un piccolo gesto quotidiano, può fare una gran differenza sia nei propri confronti, sia nei confronti della propria comunità che della società in cui viviamo. Ogni piccolo gesto è come una goccia in un oceano… E’ importante ricordare che l’oceano è immenso proprio perché è formato da tante piccole gocce…
Credo fermamente che acquisendo la consapevolezza necessaria e agendo in prima persona, possiamo cambiare la nostra vita in positivo e di conseguenza creare un mondo migliore per noi e le generazioni future. L’importante è renderci conto che noi siamo gli unici responsabili e artefici di questo. Io ne sono la testimonianza vivente e ho scritto questo libro con amore dal profondo del cuore per trasmettervi questo messaggio, ma soprattutto spero di riuscire a regalarvi la spinta, la motivazione e l’incoraggiamento per tornare a vivere e ad apprezzare la vostra vita di ogni giorno con gioia, serenità e felicità”.
Grazie infinite Paulo per avermi ispirato e a tutti voi carissimi amici per avermi letto.
Con sincero affetto e gratitudine,
Fernanda Carincia
Cara MG,
Non attaccarsi alle cose effimere non significa necessariamente divenire un asceta (sarei un ipocrita se affermassi ciò), ma accettare queste cose per ciò che sono senza l’illusione che esse possano durare in eterno. Vivere continuamente nel ricordo di cose passate senza accettare che esse non ci sono più porta solo a perdere il proprio presente che invece c’è ed esiste. Sono dunque daccordo con te quando dici che si deva “godere di tutto ciò che ci è stato donato e vivere ogni momento della nostra vita ringraziando Dio e mettendo a frutto tutto ciò che apprendiamo giorno per giorno” ma non dobbiamo scordarci che così come Dio dona Egli ha il potere di riprendersi ciò che ci ha dato. Ciò tuttavia non significa che non ci donerà qualcos’altro. Ci sono cose che non possiamo tenere in eterno e che dunque, per quanto esse siano buone e a noi care, sono destinate a lasciarci. Possiamo ricordarle ogni tanto così come si rammentano a volte i bei tempi passati e trarne così qualcosa di utile per il presente ma non possiamo vivere rimpiangendole. Facendo così renderemo tutto ciò che è passato inutile e tale sarà anche il nostro presente.
Non dimentichiamo che a volte il chicco di grano muore e ci lascia ma così facendo porta molto frutto.
Ciao Fernanda ho visitato il tuo sito e sono rimasta un pò sorpresa leggendo del tuo libro: “Volete riacquistare equilibrio e benessere? Volete ricominciare ad amare voi stessi e ciò che fate? Volete ritornare a sentirvi vivi e ad apprezzare di più la vostra vita tutti i giorni? Allora questo libro è la soluzione che state cercando!” Scusa ma non vorrei sembrare scortese, sono rimasta stupita perchè non credo si possano proporre libri come pozioni magiche, è bellissimo che tu l’abbia scritto con l’intento di portare la tua esperienza e far capire ai tuoi lettori che tu hai trovato “un modo”. Credo che ognuno di noi debba trovare il “proprio modo”, non ci sono rimedi e SOLUZIONI pronte per l’uso (l’ho già scritto altre volte qui). Magari mi sbaglio, ma c’è tanta gente purtroppo che, proprio per cercare soluzioni pronte, va dove non dovrebbe, ed io ho sempre il timore che presi dall’entusiasmo poi possa tutto essere risolto con la lettura di un buon libro… magari fosse davvero così facile! Io leggendo Paulo Coelho ho riscoperto tanti aspetti della mia vita, lui non ha mai offerto soluzioni, ha parlato di sè e della sua vita o della vita di altri attraverso bellissime metafore lasciando parlare la sua anima. Non vorrei sembrare scortese, se così fosse me ne scuso in anticipo, ma mi è sembrata più la pubblicità di “una crema contro le rughe” che non di un libro. Credo che il tuo libro meriti molto visto che parla della tua vita..
Baci
Un caloroso saluto a tutti voi!!!!!
ho avuto, solo grossi problemi con la line adsl…..Praticamente “defunta”!!!!
Sono felice di essere nuovamente in vostra compagnia….
Ciao Mg!!!! Non sono naufragata nel pelago turbolento di internet
Ma ora eccomi qua….tra “vecchi” amici, vampiri e domande esistenziali.
Ho letto i vostri interventi: davvero molto acuti e stimolanti e accomunati, in qualche modo, dall’eterna diatriba “ vivere o accontentarsi di esistere ?”
Se si parla di evoluzione, di cambiamento, allora l’analisi deve essere collocata entro un ambito che prescinda dall’atto di esistere in quanto tale- sartriano per intenderci- e presupporre che vi sia dell’altro nella vita psichica e interiore dell’essere umano….
Le termiti non si evolvono. La loro esistenza è scandita da spinte meramente biologiche: nascono, crescono, si riproducono e muoiono (…..e poi chissà!!!!)
L’uomo a differenza delle termiti, è chiamato a dare un “senso” alla propria vita, a forgiare , tra le pieghe dell’esistenza, il proprio vivere……..
La vita, la nostra vita, è un atto altamente creativo, al pari di ogni opera d’arte….L’evoluzione e il cambiamento ne sono gli attrezzi: il pennello, la tavolozza, lo scalpello.
A ciascuno spetta il compito di scegliere i propri attrezzi e vivere ogni fase dell’esistenza : dalla “Nigredo” sino alla “Rubedo”, come ammonivano i vecchi Alchimisti….la luce e l’ombra celate in ogni esperienza di vita.
Talvolta è necessario adeguarsi: non viviamo come eremiti e inoltre l’incontro con l’altro – che è vitale per la nostra crescita- presuppone anche l’apertura ad eventuali compromessi….
E’ questo ,secondo me, il nodo cruciale: qual è il confine tra adeguamento e compromesso?
Cosa siamo disposti a concedere? A cosa, invece, non rinunceremmo mai?
Kant diceva “ Due cose riempiono l’animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME, E LA LEGGE MORALE IN ME”
Ciò che dà alla nostra esistenza il carattere di unicità, è il confine stellato del nostro mondo interiore, che mai potrà essere ceduto o barattato….
Esso non è null’altro se non un’adesione spontanea dell’anima – o coscienza, se si preferisce- ad abbracciare gli immutabili ideali che sempre hanno accompagnato la storia dell’uomo…L’etica, come la definiscono i testi di filosofia…”il corretto agire”
In questo blog dove ,oggi, si parla di vampiri e cambiamenti, mi sorprendo a considerare che alcuni “concetti” non cambiano mai: sono gli stessi che si udivano nell’agorà di Atene, nel tempio di Gerusalemme o nelle aule tedesche ai tempi di Kant….
L’essenza dell’uomo rimane immutabile, è in qualche modo atemporale: cambiano gli scenari, ma gli interrogativi sono sempre gli stessi e le risposte, seppur parziali, convogliano sempre verso la stessa direzione…….
Sul tempio di Delfi, si ammoniva l’umanità col “Conosci te stesso” ….prerequisito essenziale per spingersi poi verso altre ardite considerazioni…
Qual è la vera natura dell’essere umano? Cos’è che rende l’esistenza, Vita?
Credo – ed è la mia parziale personalissima e monca visione- che sia l’adesione spontanea , ma sentita come necessità a quegli stessi valori etici che infiammavano i discorsi di Socrate, di Siddharta, Confucio, sino a Gandhi ….senza poi parlare del più grande, il Cristo…..Discorsi che si riassumono nell’amare l’altro come speculare riflesso di quell’amore che dobbiamo a noi stessi….
L’essenza dell’uomo insita, risolta e definita nell’atto di amare….
Il riconoscere, poi, nell’amore e solo in esso la nostra intima somiglianza con Dio. La divintità dell’uomo santificata dall’amore …
Credo che non vi sia nessun altro “imperativo categorico” se non quello di forgiare la nostra esistenza rispondendo all’amore….
Un amore che Deve farsi anche “azione” ……e non solo emozione…
Perché è per amore che si invoca la libertà, è per amore che si combatte l’ingiustizia, è per amore che si accoglie l’altro, è per amore che si pronuncia , talvolta, un secco “NO”.
E allora chi sono i vampiri?
I Dracula del III Millennio non sono coloro che usano i cellulari, spediscono mail anziché lettere- che si ageduano, a differenza dei Mormoni!!- ma coloro che vivono nella sterilità dei ruoli, che barattano il loro cuore …. Che fanno della loro vita uno sterile e reiterato compromesso….
Sono i “ragionieri dei sentimenti, le mogli e i mariti che non sono più nemmeno l’ombra di una Moglie e di un Marito, gli amici per convenienza ..persone che hanno rinunciato spontaneamente alla creatività dell’amore per rifugiarsi negli stereotipi… perché nel mondo continueranno ad esserci ragionieri, mogli, mariti, amici…..e ai vampiri non resta che “camuffarsi”….
Del resto è più facile esistere, che vivere….
E’ tragica, però, la vita da vampiro. La rinuncia, seppur volontaria, è l’assioma della sua esistenza.
Un esistere senza amore, senza colore, senza immaginazione, senza ideali… per l’eternità !!!!L’inferno eterno…..
Vampiri dai mille volti e dai mille ruoli. L’”Uno, nessuno, centomila” di pirandelliana memoria.
Ma perché scegliere di esistere, se possiamo vivere?
Forse il vampiro più che dall’aglio è paralizzato dalle proprie insicurezze o forse “vive” nel culto dei traguardi raggiunti, si identifica in ciò che fa e che ha, piuttosto che in ciò che è. Non crede alla divinità insita in lui. Non crede nella forza travolgente dell’amore, che rende ogni individuo un riflesso, seppur piccolo, di Dio ……
Buona serata a tutti voi…
Bacioni
Lu
P.s Mi raccomando: tutti a letto con una testa d’aglio sotto il cuscino!!!!!! Non si sa mai!!!!
P.s. Mg,. forse andrebbe riproposta “Lentamente muore” di Neruda…. potrebbe essere più efficace dell’aglio !!!!!
Mi arrendo, la realta’ e’ che siamo tutti sull’isola di Darwin.
Hai ragione Jama.
L’unica cosa triste e che gli animali si sono adattati al cambiamento della natura mentre noi siamo in quest’isola dove non e’ solo la natura a decidere per noi! Altri simili ci inducono a lottare per la sopravvivenza.
Una cosa che gia’, condiziona la nostra evoluzione e l’essere uomo o donna, guardiamo/viviamo le stesse cose ma le immagazziniamo con tempi e in modi diversi.
Questa la chiamo gia’ lotta alla sopravvivenza, a seguire vengono le porte da aprire nell’arco della vita. Esse sono tante e non e’ detto che apriamo sempre la porta giusta a volte stiamo perdendo tempo.
Per non parlare delle nostre priorita’ che a volte costano piu’ di quanto possiamo permetterci.
Quanta gente veramente si sente a casa sua?
Molti pensano di essere nati nel posto sbagliato al momento sbagliato e soffrono perche’ si sentono inadatti. Tutta questa evoluzione ci fara’ anche bene ma io non ne vedo poi cosi tanta.
La scenografia cambia ma le storie sono sempre uguali.
Ancora non abbiamo ben chiaro qual’e’ la nostra vera natura.
Io vedo un gran caos e un forte passivismo.
Per andare al passo con i tempi, tutti abbiamo qualsiasi tipo di oggetto super tecnologicamante avanzato. Veramente ci servono tutti questi oggetti e veramente li usiamo?
Lasciamo che tante cose ci scivolino addosso e poi dopo un po’ ci rendiamo conto che forse avremo potuto migliorare o evitare un determinato fatto/fenomeno. Perche’ oltre che prendere quello che la societa’ ci offre non siamo piu’ costruttivi nella nostra societa’? Forse perche’ non ci viene chiesto di essere costruttivi?
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
Era un bel pò che non ascoltavo un brano stupendo di p.daniele “tempo di cambiare” che dice: -..i need a new direction..è tempo di cambiare, di non lasciarsi andare, di vivere la vita così..come un angelo o un assassino, ognuno nel suo mondo, ognuno col suo destino..-
E’ una fatica stupenda quella di VIVERE, decidere di essere “angeli” piuttosto che “assassini” purchè non si diventi “ragionieri dei sentimenti”… Bentornata mitica prof!!! (Luana)
Puff… siete quasi tutti un pò troppo complicati nell’esprimervi grandi paroloni, grandi riferimenti, grandi concetti (badate bene non è una critica a Voi ma per me) le cose semplici però sono quelle che poi risultano sempre le migliori alla gente comune come me. Un esempio per tutti è il famoso Gratì (quello per grattare il formaggio) è l’unico che è entrato nella maggior parte delle famiglie a dispetto dei più sofisticati Robot da cucina, proprio per la sua semplicità e quotidianetà d’uso.
Perchè l’uomo deve per forza rispondere male ai cambiamenti se questi sono migliorativi, perchè per forza si doveva sempre stare meglio quando si stava peggio ???
Vero è che spesso sono altri che per noi introducono i cambiamenti ma fà parte del progresso, fa parte della natura Umana che probabilmente rispetto alle altre forme di vita è sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di situazioni migliorative per la sua esistenza.
Probabilmente qualcuno di voi si sarebbe sentito più a suo agio se fosse vissuto nel Medio Evo o all’epoca dei romani (personalmente io sto bene qui dove sono ma il mio pensiero non è il vostro ed io rispetto e non giudico i pensieri altrui) ma siete nati in questa epoca e non potete farci nulla se non cercare il meglio che essa può darvi. Quanti di voi sarebbero disposti a rinunciare a tutto quello che oggi è a vostra disposizione compreso Questo mezzo di comunicazione che permette grossi vantaggi nello scambio di pensieri e la conoscenza quasi immediata di cose che un tempo potevano essere solo il frutto di una lunga ricerca in biblioteche o presso qualche sapiente ???
Le cose cambiano se parliamo di Consumismo ma questo è un altro problema che non c’entra con i cambiamenti, io ho ancora il mi caro buon vecchio Nokia 3310 che ad oggi mi è più che sufficente, se un giorno riterrò opportuno acquistare qualcosa di più sofisticato che mi faccia vedere con chi parlo, ascoltare la musica, vedere i film e magari farmi un caffè lo acquisterò ad oggi non ne sento la mancanza. Avrei però grossi problemi se dovessi rinunciare del tutto al cellulare che mi permette di avvisare se sono in ritardo, di chiedere aiuto se sono in panne, di parlare con i miei anche se sono fuori casa. Certo vivrei ugualmente come facevo una quindicina di anni fà, ma perchè rinunciare ad un qualcosa che mi facilita un pò la vita ???
Personalmente non credo che l’uomo risponda male ai cambiamenti altrimenti non esisterebbe il progresso e come le termiti saremmo ancora nelle caverne a cercare cibo, riprodursi e morire.
L’uomo accetta i cambiamenti e forse anche di più…. li cerca i cambiamenti !!!
Perchè come tali sono fonte di nuovi stimoli, senza i quali l’uomo sarebbe come una termite. Possono essere giusti o sbagliati, apprezzati o disprezzati ma sono sempre fonte di innovazione, di ricerca, di riflessione e di stimolo per andare avanti e progredire. Nessuno vi obbliga ad accetarli potete chiudervi nel Vostro mondo che più vi piace ma siete sicuri di starci poi così bene ? Non sentite la necessità di nuovi stimoli ?
Liberi di fare ciò che più vi aggrada non credo che ci sia nessuno che vi forzi a comprare o usare una certa cosa o a pensare ed agire in un certo modo avete la vostra libertà di scelta.
Saluti a tutti e felice di avervi incontrato.
il cambiamento è intrinseco nella vita, infatti l’uomo che non ha voluto “cambiamenti” ha dovuto comunque adattarsi a diventare vampiro…vivere di notte, “mangiare” solo un po’ di sangue..vivere quindi,si, ma non uomo, non essere vivente per come è vita la nostra vita, bensì in una dimensione diversa,non umana. E comunque anche lui, l’immortale, DEVE cambiare, DEVE perchè è immortale, si, ma in una vita che cambia. E deve guardare agli amici invecchiati insieme alla vita come a persone più fortunate di lui, magari, si però io direi sicuramente meno adattabili ai “cambiamenti”, visto che stanno lì, vecchi in una vita intorno cambiata a fare la loro partitina…(ricorda un po’ l’asin bigio del Carducci).. dunque lui, il vampiro immortale, legge, vede i cambiamenti e li recepisce, magari non vi si adatta, ma li recepisce… loro, gli umani “veri”, sono integrati nel contesto, ma non adattati. Del resto frasi come ” era meglio prima”, ” ora non si capisce più niente!”…. sono sulla bocca di tutti… No l’uomo non reagisce affatto bene ai cambiamenti… è un animale d’abitudine e di abitudini… anche quelli più “progressisti”… eppure la vita è un cambiamento continuo… ecco, la vita cambia perchè in quanto vita è universalmente Amore… l’uomo non cambia facilmente perchè in quanto vive è egoisticamente legato al suo proprio io, alle sue proprie cose…(e guai a chi o cosa
voglia ledere questo stato di beatitudine egocentrica….)
… l’uomo vivo è in effetti morto alla vita che scorre intorno.
Non volevo essere pedante, mi interessava provocare e sapere quale poteva essere la vostra risposta.
Probabilmente non si puo’ dire tutto perche’ a volte si menzionano solo piccolo aspetti della propria vita.
Sicuramente non potevo essere qui a parlare con voi oggi se eravamo nell’ottocento!
Grazie…all’evoluzione che ci permette di essere utili a chi ha delle difficolta’.
Grazie…all’evoluzione genuina quella che e’ costruttiva ed elimina le barriere.
Grazie…a tutti quelli che hanno avuto un ideale e hanno rischiato la vita.
Grazie…a tutti quelli che ogni giono credono che e’ possibile arrivare all’obiettivo.
Grazie…a tutti quelli che camminano ogni giorno; osservano e comunicano.
Grazie…a tutti quelli che ogni giorno ricercano se stessi vivendo di curiosita’.
Grazie…a chi non deposita in una bara il passato perche’ senza di esso non potremo dare il meglio di noi stessi in questo presente.
Grazie…a chi dara’ ai futuri nipoti la possibilita’ di iniziare la loro vita da uno scalino piu’ alto di quello esistente.
Nessun gesto e privo di conseguenze:-).
Un saluto caloroso- seppur frettoloso- a voi tutti…..
Mg, stavolta” Lentamente muore” la posto davvero sul mio blog!!!!!:-)
A presto….
Bacioni, Lu
Riposto….. la connessione, va e viene!!!!!
Voglio esagerare oggi…E’ una poesia di Borges sul senso della vita, scritta sul finire della vita…..
Può aiutarci a riflettere!!!!
Aggiungo una considerazione….
Indro Montanelli, a ottantanni, a differenza dei suoi coetanei che passano le giornate a ricordare, seppe vivere dicendo un “no”…
Disse di NO al suo editore perchè non gli garantiva quella libertà che per lui era irrinunciabile….
Fondò un suo giornale….si rimise in gioco!!!!
E’ morto- come direbbe Mg- da vivo!!!
Un esempio, per tutti noi……..
Istanti
Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l’oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un’altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
Jorge Luis Borges
A presto…Lu…
Jama, credo che nessuno qui abbia parlato di rifiuto del “cambiamento”…anzi! Parlo per me e dico che assolutamente ben vengano i cambiamenti, le innovazioni, ma soprattutto ben venga il risveglio delle coscienze! Credo che quando si parla di “non adeguarsi”, non si intende non stare al passo coi tempi ma vivere con coscienza tutto ciò che il nostro tempo ci propone. In “monte cinque” è stupendo il momento in cui Elia deve reagire ad un cambiamento inevitabile, e lì si esprime il vero senso della VITA così come lo concepisco anche io. Forse non sono stata molto chiara e per questo vi trascrivo uno stralcio di questo stupendo scritto di P.Coelho
“..In quel momento Dio lo sfidava ad affrontarLo, e a rispondere alla Sua domanda:”Perché ti aggrappi tanto a un’esistenza così breve e così piena di sofferenza? Qual è il significato della tua lotta?”
Allora l’uomo che non sapeva rispondere a questa domanda si rassegnava. Mentre l’altro, quello che cercava un significato all’esistenza, pensava che Dio fosse stato ingiusto, e si accingeva a sfidare lo stesso destino. Era proprio in quel momento che un altro fuoco dei cieli scendeva: non il fuoco che uccide, ma quello che distrugge le antiche mura e concede a ogni essere umano le sue vere possibilità. I codardi non lasciano mai che il proprio cuore sia incendiato da questo fuoco: tutto ciò che essi desiderano è che la nuova situazione torni rapidamente a essere quella di prima, per poter continuare a vivere e a pensare nel modo in cui erano soliti. I valorosi, invece, appiccano il fuoco a ciò che era vecchio, e, sia pure a costo di grande sofferenza interiore, abbandonano tutto, compreso Dio, e vanno avanti.
“I valorosi sono sempre tenaci.”
Dal cielo, il Signore sorride contento, perché era ciò che Egli voleva: che ciascuno avesse nelle proprie mani la responsabilità della propria vita. In fin dei conti aveva dato ai propri figli il più grande di tutti i doni: la capacità di scegliere e decidere i propri atti.
Soltanto gli uomini e le donne segnati nel cuore dalla fiamma sacra avevano il coraggio di affrontarLo. E soltanto questi conoscevano il cammino per tornare al Suo amore, giacchè capivano finalmente che la tragedia non era una punizione, ma una sfida….Elia non aveva mai avuto l’opportunità di vedere che cosa accadeva nei cammini che aveva rifiutato di percorrere. Perché aveva paura di perdere la fede, la dedizione, la volontà. Riteneva che fosse molto rischioso sperimentare il cammino delle persone comuni: alla fine avrebbe potuto anche abituarvisi e amare ciò che vedeva. Non capiva che anche lui era una persona come tutte le altre, anche se udiva gli angeli e riceveva di tanto in tanto qualche ordine da Dio: era talmente convinto di sapere ciò che voleva da essersi comportato proprio come coloro che non avevano mai preso una decisione importante nella vita. Era sfuggito al dubbio. Alla sconfitta. Ai momenti di indecisione. Ma il Signore era generoso e lo aveva condotto sull’abisso dell’inevitabile per dimostrargli che l’uomo deve SCEGLIERE, e non ACCETTARE, il proprio destino… Ci sono momenti in cui Dio pretende obbedienza. Ma ce ne sono altri in cui desidera mettere alla prova la nostra volontà, e ci sfida a comprendere il Suo amore. Noi abbiamo capito questa volontà quando le mura di Akbar sono state rase al suolo: esse hanno aperto il nostro orizzonte e hanno consentito a ciascuno di noi di vedere ciò di cui era capace. Abbiamo smesso di riflettere sulla vita, e abbiamo deciso di VIVERLA.”
Saluti a tutti
Grazie Mg, per riaver riproposto queste splendide righe di Paulo….
E’ un romanzo meraviglioso…
Credo uno dei più luminosi di Paulo, se non il più lucente………..
Dio che ci invita a “non riflettere sulla vita, ma a viverla”……
Che grande insegnamento…..
A presto……
Lu.
Grazie Artemide,
per quello che hai postato su questo Blog….
Una folata di aria pura….
Lu….
P.s… ma è davvero splendido questo Blog….
bacioni a voi tutti
Ehi Lù, (questa sembra quasi una comunicazione di servizio ma non lo è) volevo dire che la tua definizione “ragionieri dei sentimenti!” ha riscosso grandi successi…me ne sono un pò appropriata rivolgendola a qualche “ragioniere” che conosco.
PS Non si offendano i Ragionieri…anche io ho quel diploma! (ahimè deciso dai miei genitori)
Uhm…. allora se qui tutti voi accettate i cambiamenti e come me li cercate per poter migliorare la vostra vita, chi sono e dove sono quelli che non li accettano e come dice Paulo coloro che rispondo “Male. Sempre molto male” ai cambiamenti ?
Più o meno ho contato una decina di persone nel blog di questo articolo e se non ho capito male tutti quanto accettano e ricercano i cambiamenti quindi statisticamente parlando siamo al 100%, c’è qualcosa che non torna in quello che dice Paulo o io non ho ben capito qualcosa ?
Grazie a tutti e saluti.
Ciao Jama.,
se non si cambia , si muore psichicamente….e interiormente…..
I cambiamenti si vivono male perchè ci costringono, giocoforza, a rielaborare schemi mentali acquisiti ,nei quali ci siamo identificati e sui quali abbiamo costruito i nostri giorni e i nostri sogni.
Cambiare, spesso, significa riconoscere lo “scacco al re”…..
Tantè che talvolta occorrono anni per avere “il coraggio” di pronunciare dei No…
Entrano in gioco i condizionamenti, i timori, le insicurezze interiori….la paura di non avere più un “ruolo” e doverne indossare altri….
Se c’è davvero una cosa che richiede un coraggio titanico è proprio l’essere fedeli a se stessi, ai propri valori, alle proprie convinzioni…….perchè questo significa anche tagliare i ponti con vecchi comportamenti, allontanarsi da persone che si sono amate, aver timore di ferire chi ci vive accanto….
E’ facile adeguarsi nella vita lavorativa, basta avere buona volontà, umiltà e pazienza….e persino il pc diviene un caro amico e non quel “mostro sacro” che sembrava……..
E’ difficilissimo attuare dei cambiamenti se abbiamo a che fare con i sentimenti….
L’evoluzione di una persona non si misura solo dalla crescita intellettiva, ma soprattutto dalla sua evoluzione affettiva….
Certe esperienze dolorossissime, come la scomparsa di un congiunto ,una separazione coniugale, la perdita di un amico, inducono ad una totale ristrutturazione del proprio sè…….
Sono esperienze forgianti…….perchè si è chiamati a dare delle risposte individualissime di fronte a temi complessi quali l’abbandono , la perdita, la solitudine e quant’altro……
Inoltre si devenecessariamente confrontarsi con la profondità del proprio mondo interiore….
Si deve attingere energie solo ed esclusivamente da se stessi, non si può delegare gli altri, anche se si vorrebbe…….
E’ questo lavoro di scavo su se stessi che però, ci cambia intimamente…..
E non ci si riconosce più in quello che si è stati in precedenza…..
E’ il mito dell’araba fenice….che risorge sempre nuova dalla proprie ceneri…….ma solo dopo la proria “morte”………
In altri contesti, la paura del cambiamento è paralizzante……
E si rimanda ad un reiterato domani una qualsiasi decisione, sono i giorni in cui ci si accontenta di esistere anzichè vivere…………
Perchè ci sono e come i “giorni del silenzio”!!!!!.
Credo che nessuno abbia affermato che sia facile cambiare, anzi….
Si è posta l’attenzione sul fatto che è inevitabile. ….
Non si può vivere ignorando ciò che il nostro cuore- anima, coscienza, sè- ci suggerisce,.anche se è doloroso per tutto ciò che la fedeltà a se stessi comporta…. Pùò infatti anche essere sinonimo di nuovi tagli, nuove separazioni, nuove perdite……..
Ma se così non si facesse il rischio potrebbe essere quello di vivere da dissociati…..da vampiri o “ragionieri”!!!!!
Non siamo esseri immortali , fortunatamente e quindi anche se con qualche lacrima in tasca cerchiamo di Viverla davvero questa nostra vita….
Siamo chiamati “solo” a questo……a vivere!!!!!
Ad ottantanni vorrei poter dire, con Paulo - “Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride
e ognuno intorno a te piange.”
Vivere una vita che ci somigli….. Sic et simpliciter……
E’ l’augurio che faccio a me stessa e a tutti voi
A presto…
Lu
Ciao Mg…..
sai cos’è bello davvero?….
Questo scambio reciproco…..talvolta anche “lessicale”:-)
E’ davvero vitale!!!!!!
Grazie a tutti voi e al Grande Alchista che ha fatto sì che ci incontrassimo sulle pagine del suo blog…..
Bacioni Lu
P.s Me ne vado al mare….da lunedì si torna al lavoro!!!!!
Felice domenica a tutti voi…….
Beh Jama….non che sia così scontato e quindi semplice da intuire..ma direi che scrivendo sul blog del “guerriero della luce” diciamo che non poteva essere proprio diverso da così. Forse qui scrive chi si sente o spera di diventare un vero guerriero della luce e che tra tanti (a volte troppi) timori, ansie, paure e perplessità si sforza di “vivere” a 360° la propria vita.
Ivano Fossati in una stupenda canzone “la disciplina della terra” dice “..che non si china la testa e non si regala l’intelligenza e la compagnia..e non è il caso d’aspettare mai più!” Qui si condividono idee ed esperienze importanti e per questo ve ne sono grata. Non si china la testa qui, ognuno si sente libero di esprimere ciò che crede e non si cerca approvazione di nessun genere, nessuno regala intelligenza e compagnia…su questo blog avviene però un bellissimo scambio a volte anche intenso. Non siamo “migliori” o “peggiori” di chi non scrive qui o non vive la vita come pensiamo noi sia giusto, nella vita di ciascuno avvengono cose (cambiamenti, tragedie, sorprese) a cui non eravamo pronti o preparati e ognuno trova o si sforza di trovare il modo per “affrontare” la situazione. Non è facile per niente..anzi!
Baci a tutti
Salve a tutti!
personalmente credo sia naturale avere paura dei cambiamenti,soprattutto perchè non abbiamo a priori la possibilità di capire nè di prevedere se saranno in meglio o in peggio. ma credo senza dubbio che cambiare sia di per sè vivere,e vivere cambiare. non si può fare a meno del cambiamento, interiore soprattutto, che sia cercato o meno, che sia desiderato o no. si va incontro ai cambiamenti, punto e a capo. non si può fare altrimenti. ma mutare fa paura, sebbene spesso ne valga la pena.
un saluto a tutti… :o)
Ciao a tutti
ho letto abbastanza velocemente tutti i commenti (ben 41 al momento in cui scrivo).
Mi ha colpito molto lo stralcio tratto da Monte Cinque.
Confesso che l’ho letto molto tempo fa e probabilmente in un momento in cui non ero “ricettivo” per cui non ricordo molto di quel romanzo.
E’ forse arrivato il momento di riprenderlo in mano e leggerlo.
Bellissime le cose dette. In questo periodo sto vivendo una sorta di contrasto (termine esagerato) interno con la Chiesa.
Ho letto alcune opinioni negative verso quanto scrive Paulo.
Questo mi ha dato molto fastidio in quanto sono una persona obiettiva e ritengo che nei romanzi di Paulo non ci siano pensieri che possano essere in contrasto con la Chiesa.
Ho letto dei commenti negativi ma molto superficiali.
Inoltre tutto viene sempre classificato come NewAge.
Ritengo che lo stralcio tratto da Monte Cinque sia un esempio di come queste affermazioni siano chiaramente campate in aria.
Grazie MG per averlo proposto.
ciao
Saluto tutti,
Penso che sia sempre più sotto gli occhi di tutti la continua evoluzione del
mondo e tutte le sue componenti. La vita è trasformazione, anche quello che chiamiamo morte, in fondo è trasformazione e, se non rischio di andare nel paranormale, oserei dire è evoluzione. L’essere umano, in fondo, è forse fra i più labili di questa esistenza.
Ho sempre fatto mio questo pensiero sforzandomi di interessarmi a tutto, personalizzare il poco che ho capito di questo tutto, desiderando di poter avere salute e tempo per capire meglio e dare una mano al mondo, partendo dal presupposto di essere a posto con me stesso e con le mie idee.
Ad un certo punto della mia esistenza ho scelto di scendere dal treno poichè la mia compagna e madre dei miei figli mi ha sapientemente messo nelle condizioni di abbandonare i bagagli e i figli su quel treno.
La mia mente si è fermata in quel momento, posso dire di essere in parte morto . Alcuni “controllori” e gente abilitata adibita a certi controlli hanno sentenziato il secondo colpo mortale affermando che è bene , per il più piccolo dei figli, che io stia alla finestra a guardare il treno correre .
Non voglio farla lunga nè fare il poeta, posso dirvi che ancora non ho capito se mi sono fermato per paura di morire prima del tempo, se per paura di fare più male che bene al mondo, se invece, per avere la possibilità di riflettere e dare il meglio di me a chi sa apprezzarlo .
Saluto e ringrazio tutti
Gianluca, ho trascritto quello stralcio di monte cinque proprio perchè anche io, come te, vivo “in contrasto”. Ho ripreso in mano questo scritto di Paulo dopo almeno 4anni e la cosa che mi ha spinto a farlo è stata proprio questo senso di “estraneità” che ho iniziato a provare nei confronti di una Chiesa che non mi rappresenta quasi più. Ho molti amici preti con i quali discuto spesso ma, a parte uno scambio di idee, nessuno di loro riesce a spiegarmi certe cose….(anzi molte) cose che proprio non riesco a capire. Continuo ad andare in Chiesa e a fare la Comunione anche se per alcuni non “potrei”, anzi non “potrò” farlo più nel momento in cui avrò una storia “ufficiale” con un altro uomo. Che strano…finchè resto “solo” una donna separata dal suo ex marito non sono considerata peccatrice e quindi posso far parte della Chiesa…ma se il mio cuore si innamora di un altro uomo…ahi ahi ahi…Dio mi manderà all’inferno se andrò in Chiesa a nutrirmi del Suo Corpo!!! Beh, evito di scrivere tutto ciò che penso…potrei stare delle ore a scrivere e non vorrei annoiare nessuno! In monte cinque Elia ha capito che con il suo Dio può anche incavolarsi…eh già com’è bello potersi arrabbiare e mandare a quel paese qualcuno che ami profondamente, farlo per provocare una reazione e sfidare un sentimento Eterno quale “l’amore” è una sensazione stupenda..qualsiasi sia poi il risultato.
Alfredo, mi dispiace moltissimo leggere la tua tristezza, la tua amarezza, ma credo che tu quel treno non lo abbia mai abbandonato e non lo abbandonerai mai, un padre rimane tale “sempre”..nessuno può sostituirsi a te e questo deve renderti forte più che mai! Io convivo con il mio ex proprio perchè credo che le nostre figlie abbiano (almeno ancora per un pò) bisogno di averci entrambi vicini (anche fisicamente) a loro. Una famiglia può rimanere unita anche se la coppia “scoppia”, la coppia genitoriale invece continua a vivere. Non scendere mai da quel treno, un figlio ha bisogno di entrambi i genitori e nessuno può sostituirsi a loro!
Buona domenica a tutti
1 PS Lù anche se lunedi “torni tra i banchi”…non ti scordar di noi!!!
2 PS Uno dei miei “tanti lavori” è trascrivere testi al computer..quindi se volete qualche altro “stralcio”….beh chiedete pure!
Ciao a tutti!
Dopo alcuni problemi con la mia linea ADSL, sono tornata a leggervi con piacere, scoprendo anche di avere un’omonima…(Paola del 09 Settembre 2006).
Vi ho letto tutti in un colpo. La cosa più bella di questo blog è quella di imparare ad ascoltare leggendo, avendo poi il tempo di riflettere e pensare. IMPARIAMO AD ASCOLTARE, come dice il Vangelo di oggi.
La prima cosa che mi è venuta in mente stamattina in chiesa, ascoltando la parola di Dio, è che essa è davvero immortale: è la parola di Dio, a cui tutti gli uomini si rivolgono, che tutti pregano da millenni e millenni…e questa parola è immutata e in evoluzione allo stesso tempo: secondo me la sua evoluzione, il suo “adattamento al progresso del cammino del mondo” sta nel modo in cui gli uomini la ascoltano.
La parola di Dio è AMORE, e l’amore è VITA!
Cara MG, anch’io mi trovo in una situazione simile alla tua: all’inizio non avevo nemmeno più il coraggio di entrare in chiesa, mi vergognavo davanti a Dio per aver mancato alla promessa, dato che la decisione di porre fine al mio matrimonio era partita solo da me, ho fatto il passo con grande paura e sofferenza, sono andata avanti con la forza della disperazione, e grande senso di colpa verso i miei bambini.
Ma non potevo continuare a vivere con questo senso di colpa, altrimenti, prima o poi, sarei tornata sui miei passi, avrei di nuovo abbassato la testa e avrei di nuovo permesso che qualcuno calpestasse la mia dignità, oppure mi sarei ammalata con questo veleno, spegnendo per sempre la luce della mia anima.
Pregavo senza andare in chiesa, ma sentivo che Dio era sempre presente accanto a me. Poi finalmente mi sono riconciliata con me stessa, e oggi non ho più paura del giudizio di Dio, perchè lui è buono e capisce.
Alfredo, tieni duro: sei padre, e questa è una cosa che nessuno ti può togliere!
Un abbraccio a tutti quanti e a presto!!
Paola
Lo scambio epistolare che si è instaurato tra di voi è sorprendente. Siete tutti bravissimi scrittori, sapienti dicitori, custodi tenaci della parola scritta. Tutti avete avuto esperienze “forti”, che vi hanno forgiato, plasmato, arricchito.
Io no. Io vivo ai margini della vita, le emozioni mi lambiscono appena, le parole mi sfiorano, i ricordi svaniscono. Sono una “dimenticata”, una mentecatta, una misera. Per questo amo Coelho. Per questo lo odio.
Continuo a sorprendermi per le ripetute Coincidenze che si rincorrono come nuvole sulle righe di questo blog,. ma del resto non fanno che avvalorare quanto sostiene Paulo nei suoi libri :“siamo sempre attesi, al momento opportuno”…..
Ad Alfredo voglio dire che anch’io ,come Paola, mi trovo nella condizione opposta alla tua : sono io che ho pronunciato il fatidico”basta”, e sto mettendo fine ad un matrimonio che si sta logorando nella sterilità dei ruoli.
Essere lasciati dalla persona che abbiamo amato è senza dubbio un’esperienza tragica, ma ti assicuro che è altrettanto destabilizzante porre fine in prima persona ad un rapporto nel quale non ci si riconosce più……La sofferenza è la stessa.
Mi spiace profondamente per la tua amarezza e ti sono idealmente vicina….
Ma permettimi di dirti che nessuno può arrogarsi il diritto di presupporre cosa sia più giusto per i tuoi figli….
I figli hanno bisogno di entrambi i genitori….padre e madre…..
Negare la tua vicinanza significa svilire il ruolo della paternità, che parimenti a quello materno, concorre alla formazione del carattere dei nostri figli.
Scusami per quanto ti sto scrivendo, ma questo tema mi coinvolge in prima persona….
Le mie esperienze di vita, mi hanno messo nella condizione di dovermi confrontare con la perdita, poiché mio padre è morto quando ero poco più che una bambina e ho ovviamente sofferto molto… Sono vissuta, specie negli anni dell’adolescenza, condividendo i giorni con quel senso di smarrimento e “abbandono” che la scomparsa di mio padre mi ha , ovviamente, arrecato….
Separarsi dal proprio coniuge, però non significa fortunatamente perdere un genitore……si perderà un po’ di quotidianità, ma non certo la possibilità di costruire un rapporto d’amore con i propri figli…..…..
Non permettere che ti si neghi questo “privilegio”, abbiamo molto da dare ai nostri bambini…..madre e padre!!!!!! E l’amore non è fortunatamente una prerogativa solo del genere femminile…..Quanto avrei voluto i baci di mio padre!!!!!!!!
E poi sai qual è il rischio che potresti correre, specie se tuo figlio è molto piccolo?
E’ quello che possa crescere con l’idea che tu l’abbia abbandonato……
Un bambino molto piccolo non ha sovrastrutture complesse , vive solo di emozioni e sensazioni.
Se non ti potrà vedere penserà che sei tu che lo hai deciso……o si chiederà se non sia stato per colpa sua se si è innescato questo tuo comportamento…..Si chiederà se non è stato così “cattivo” da meritare una punizione del genere….o ti percepirà come il padre “cattivo” che lo ha abbandonato.
E’ troppo alto il rischio che si corre ed investe te, ma soprattutto tuo figlio, che sta edificando proprio ora le fondamenta del suo carattere e della sua personalità…,Pertanto,. lotta con le unghia e con i denti se necessario!!!!!!!Non mollare, brandisci la spada come un guerriero e sferra colpi!!!!! Io da canto mio ,ti faccio davvero i miei più sinceri auguri….
A Nina voglio dire che il suo intervento è stato come un “pugno nello stomaco”…….
Non so davvero quali siano le tue esperienze di vita, del resto se qui si riportano i propri vissuti è unicamente per offrire un motivo di riflessione e non già per ostentare saggezza , “ verità” o quant’altro, ….. Ma mi hai emozionata e molto, chissà forse perché in alcuni momenti della mia vita, mi sono sentita anch’io un relitto, un inutile coccio di vetro alla deriva.
Beh è proprio difficile l’”arte “ di vivere,ma fortunatamente c’è sempre il sole dietro le nuvole……
Sarò pure un’ottimista convulsiva, ma siamo noi che coloriamo i nostri giorni….e io Voglio un mondo pieno di colori. Ho vissuto per troppo tempo solo col bianco e il nero!!!!!! E’ ora di munirsi di lenti colorate, per poter dire con Patty Pravo.” la cambio io la vita che non riesce a cambiare me”…..
Buona serata a tutti voi…
Bacioni Lu
P.s Mg non sparirò puoi starne certa : è talmente vitale questa “virtuale” empatia che sento verso ognuno di voi , che non potrei davvero farne a meno. Sto crescendo: mi offrite l’occasione per crescere. Grazie davvero a tutti voi….
ciao
lo zahir purtroppo è tornato a trovarmi e sto soffrendo come un cane. Maledetto! Speriamo di riuscire a sconfiggerlo in tempi brevi.
Alfredo, dai sempre il meglio di te stesso!. Soprattutto ai tui figli. Loro saranno sempre con te.
Si dice che si verrà giudicati per l’amore che si è donato e non per quello che si è fatto.
MG, amo gli stralci. Ti chiedo di metterne qualche altro. Scegli tu.
Nina, perchè dici di vivere ai margini della vita? Non puoi essere dimenticata. Vivi da protagonista la tua vita. E’ bello a dirsi e difficile a farsi ma vale la pena provare.
torno al mio zahir, quel maledetto
in alcuni momenti credo di riuscire ad provare amore incondizionato, ma non riesco ad accettare di aver perso quella che credo essere la mia anima gemella. Lei non ne vuole sapere.
Torno al mio quesito di qualche giorno fa: ma quante anime gemelle esistono?
è giusto lottare, magari invano?
sono assai confuso
ciao a tutti, un sorriso
Ciao e buona giornata a tutti (anche se per me oggi non è davvero un buon giorno!) Paola, volevo solo chiarire che non mi sento affatto in colpa nei confronti di Dio, sicuramente sono venuta meno ad un giuramento che avevo fatto anche a Lui, ma chi meglio di Lui sa che qui, in questo mondo, non esiste il “per sempre”! Non mi sono mai allontanata dall’Eucarestia e non credo ci sarà mai qualcuno che me lo potrà vietare se non me stessa. Nina, in una stessa giornata può capitare di sentirsi “reietti”, “emarginati”, oppure “desiderati” “forti” “veri guerrieri”; l’ho scritto già altre volte…davvero a volte sembra di vivere un continuo “equilibrio sopra la follia” (Vasco). Però Nina, l’hai scritto, noi ti abbiamo letta, noi sappiamo che sei viva (perchè tu sei viva!), ora c’è qualcuno che sa di te e che spera di leggerti ancora…capito?!?! Gianluca io combatto come te con un maledetto zahir! Ma combatto soprattutto con me stessa, purtroppo non sono una “ragioniera dei sentimenti” e non riesco davvero ad ascoltare anche i buoni consigli: “lascia perdere è solo un sogno”, “non farà mai una scelta”, “distraiti e non pensarci”… ah che bei consigli…magari riuscissi a seguirli! Se con la ragione capisci tante cose e obiettivamente la situazione appare “difficile da realizzare”, dall’altra parte il cuore ti spinge verso “l’impossibile”…allora si rischia davvero di “dar fuori di testa”! Che ci sia “l’anima gemella” o come lo chiamo io “l’incastro perfetto”, si credo proprio che esista, del mio ne conosco il nome e tante altre cose. L’unico grande e grave problema è che forse è un pò troppo “ragioniere?!” Non so se farà mai le sue scelte, non so perchè continua a non farle, non so perchè un uomo continua a sentirsi marito ma poi ama un’altra donna…tante cose ancora non capisco ma ora comunque è arrivato qualcosa che mi distrarrà per forza da questi pensieri. Una delle mie sorelle (valorosa guerriera!) avrà bisogno di me…e quindi devo recuperare l’armatura e andare di nuovo a combattere. Spero di avere il tempo di trascrivere qualche altro stralcio…magari anche nel prox intervento su questo blog! Quanti dubbi e quante incertezze mi assalgono all’improvviso e sentirsi deboli prima di intraprendere un combattimento…beh non mi piace! C’è differenza tra “un soldatino” ed “un guerriero”…io probabilmente non sarò una guerriera ma vi assicuro che “il soldatino” che china la testa proprio non lo sarò mai!
A presto e grazie per tutte le emozioni che regalate scrivendo
Salve a tutti! E’ la prima volta che scrivo dopo aver letto i Vs. commenti. Per caso mi hanno regalato un libro di Coelho (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto) ed ho cercato maggiori informazioni sull’autore ed eccomi qui.
Sono concorde con coloro che hanno parlato di vita come cambiamento: è inutile fossilizzarci in una esistenza che ci arreca solo dolore. Spesso è il coraggio che ci manca, un coraggio che dovrebbe nascere dal nostro intimo. Chi può darci questa forza siamo solo noi stessi, dobbiamo credere fortemente in ciò che vogliamo, nell’assoluto rispetto di noi come uomini politici (animali sociali dicevano gli antichi Greci), cioè come uomini che hanno una vita relazionale con gli altri.
Anch’io come alcuni di voi sto vivendo un periodo di cambiamento relativo alla mia vita di coppia ed anch’io ho forti paure che questo nostro “cambiamento” possa apportare un cambiamento negativo nella vita dei nostri figli e delle persone che ci vogliono bene. Ma una domanda mi gira da tempo nella testa: che diritto abbiamo noi genitori di decidere per dei bambini così piccoli. Noi, a causa dell’affermazione di nostri “diritti” o “libertà” che sentiamo di prenderci per stare meglio, ci arroghiamo il diritto di non dare ai nostri figli una vita fatta di unione familiare, di condivisione sotto lo stesso tetto. Oggi si parla di famiglia allargata, ma un piccolo di tre anni vorrebbe svegliarsi la mattina e saltare nel lettone dove ci sono mammma e papà! e poco gli importa dell’affido condiviso…! Cercherò di essere un guerriero, ma volte volte la spada da sollevare è pesantissima…
Sono emozionata per questo primo contatto con voi.
Grazie
Ciao Melampo, la domanda me la sono posta anche io e dopo tanto tanto tempo e sofferenza e con l’aiuto di “un buon padre” ho capito che i figli, pur soffrendo per la separazione dei genitori, hanno il sacrosanto diritto di avere due genitori sereni e soprattutto che possano insegnare la sincerità e l’onestà dei sentimenti. Purtroppo ognuno vive la propria storia e non c’è “la ricetta valida per tutte le torte”. Non credevo neanche io che si potesse continuare a convivere sotto lo stesso tetto ed invece sono passati più di tre anni dalla “separazione” (ancora da formalizzare). I figli che saltano nel lettone di mamma e papà sono sicuramente felici, ma perchè non poter sperare che questa felicità possa essere vissuta “in modo diverso” saltando “in due lettini”?! Il matrimonio era l’unica “certezza” della mia vita e anche io come altre, per onestà verso me stessa e verso il matrimonio, ho detto basta. Reputo sacro questo vincolo e se non lo si onora più…beh io ho creduto e credo sia giusto così, sicuramente non pensando soltanto in modo egoistico (avrei fatto una scelta diversa dalla convivenza). Non credo che certe scelte possano essere prese non considerando prima tutte le eventuali conseguenze.. I figli hanno il diritto di avere due genitori “vicini” ma anche “sereni”. Poi per la mia esperienza di figlia posso dire che i miei genitori sono stati “uniti” fino alla morte di mio padre, ma non ho ricordi particolarmente felici di loro come “coppia”. Allora mi chiedo, perchè mai “sacrificarsi” in un matrimonio che non si vive più?! Io ho scelto un’altra strada, non so ancora bene quale sia…ma so quale non deve più essere, avevo scelto di sposarmi per vivere e non per morire lentamente dentro…le mie figlie hanno bisogno di una mamma viva visto che ho ancora 39anni(quasi). Non è egoismo questo, è una scelta durissima e quindi molto molto sofferta. Non ci si può mascherare dietro “il bene” di nessuno, finchè non si capisce quale sia il “bene” per noi stessi.
Scusatemi se risulto “aggressiva”, ma purtroppo ci sono alcune ferite che non cicatrizzano facilmente…magari farà bene ricordare quanto male mi sono fatta!
Buona serata e coraggio!
Nina mi hai fatto contento, cercavo sempilcità e me l’hai data.
Inizio dicendo che è sempre una critica verso di me e non verso di Voi perchè non vorrei essere frainteso e non sono qui ne per giudicare ne per attaccare sono qui solo ad esprimere opinioni e pensieri niente di più.
Molti sono difatti i grandi discorsi, le grandi citazioni, i grandi riferimenti ma quello che cercavo e cerco sono le Vs opinioni i Vs pensieri ma non per bocca di altri, quelli possono servire per trarne delle ispirazioni o forzarci nei ragionamenti ma quello che conta è il Ns IO il Ns pensiero.
Credo che tutti qui abbiano degli ideali e si battano o vorrebbero battersi per quelli ma quanti si chiedeno se quegli ideali siano giusti ? E quanti sarebbero disposti a cambiarli, se scoperti con l’esperienza inadeguati ?
Fin da piccoli vieniamo indottrinati ed instradati verso modi di pensare e agire che altri (la socetà in cui viviamo) hanno stabilito per noi, ritenendo che fossero i migliori, però poi crescendo e maturando nuove e personali esperienze cominciamo con il dubitare che quello che ci hanno insegnato e indotto forse non sempre è giusto per Noi. Però poi siamo disposti ad andare contro corrente e quindi, forse, ad essere emarginati ?
Questi sono i cambiamenti a cui rispondiamo male ma solo perchè abbiamo il timore del giudizio degli altri e ci scordiamo di ascoltare il Ns IO il Ns cuore il Ns istinto che difficilmente sbaglia che da piccoli ci ha sempre aiutato nelle scelte quando ci sentivamo dei veri guerrieri ma poi crescendo ce ne siamo scordati non lo abbiamo più ascoltato perchè ci hanno riempito la testa di quello che si può dire e non si può dire, di quello che si può fare e non si può fare e ci siamo spenti su regole che altri hanno pensato per noi.
La vita di coppia e la regola che dura per sempre è stata introdotta solo per un motivo di selezione naturale perchè le tribù che vivevono secondo questa regola avevano più possibilità di sopravvire in quanto permetteva un controllo delle nascite e quindi delle bocche da sfamare (qui MG molto più brava di me, se vuole può trascivere lo stralcio al brano di Paulo a cui faccio riferimento). Oggi Noi siamo disposti a vivere secondo questa regola sacrifando la Ns vita in una sterilità di sentimenti che con il tempo sono svaniti ? E se anche siamo disposti a farlo per i Ns figli un giorno questi ci ringrazieranno per quei pochi anni di felicità che gli abbiamo regalato o ci considereranno dei folli che hanno rinunciato a vivere la Vita e si sentiranno in colpa per quello ?
Mia nonna mi ha detto un giorno “ai miei tempi era del tutto impossibile ed impensabile ma se avessi potuto me ne sarei andata di casa perchè tuo nonno……” poi si è fermata forse per non distruggere in me i ricordi belli che avevo di lui, ha aggiunto solo ” …. ricorda i “se” e i “ma” sono il patrimonio dei bischeri.”
Un saluto a tutti Voi
Caro Gianluca, forse stiamo vivendo esperienze simili. Anch’io ho appena perso la mia “anima gemella”, l’unico uomo che io abbia mai amato e che non ha mai capito i miei sentimenti per lui. Mi sento come se mi avessero amputato l’anima… In dieci anni non ha mai capito nulla! Ed io non ho il coraggio di parlargli chiaramente, perché so già che mi rifiuterebbe. Non lo sopporterei. Il bello è che io credo che esiste UNA SOLA anima gemella al mondo adatta a noi. La mia è lui. Lui che non si accorge neanche che sto morendo per lui. Lui che mi lascia sola in queste sere di fine estate con i ricordi che mi fanno così male. Ed io non so se sono ancora viva …
Ciao a tutti.
Jama (non sono più brava di nessuno!) non so se il brano a cui ti riferisci sia questo, ma credo proprio di si. Mi fa piacere leggere quello che scrivi, non mi capita spesso “sentir parlare” così un uomo… Mi auguro che col tempo ci siano sempre meno “bischeri” in giro! Grazie Jama
-…”Con il matrimonio, i due esseri devono rimanere per il resto della vita. Procedere l’uno accanto all’altra come due binari, obbedendo a questo preciso modello. Può darsi che uno abbia bisogno di stare un pò più lontano o un pò più vicino, ma questo è contrario alle regole. Le regole dicono: ‘Siate ragionevoli, pensate al futuro, ai figli’. Voi non potete più cambiare, dovete essere come i binari: mantenere la medesima distanza alla stazione di partenza, a metà strada, alla stazione, di arrivo. Non lasciate che l’amore cambi: che aumenti all’inizio o che diminuisca dopo qualche tempo, è rischiosissimo. Dunque, passato l’entusiasmo dei primi anni, sforzatevi per mantenere sempre la stessa distanza, la stessa solidità, la stessa funzionalità. Costituite il treno della sopravvivenza della specie che si muove in direzione del futuro: i figli saranno felici solo se voi resterete sempre uguali, a 143,5 centimetri di distanza l’uno dall’altra. Se siete scontenti per qualcosa che non cambia mai, pensate a loro, ai bambini che avete messo al mondo. Pensate ai vicini. Dimostrate a tutti che siete felici, organizzate i pranzi domenicali, guardate la televisione, aiutate la comunità. Pensate alla società: fate in modo che tutti sappiano che tra di voi non esistono divergenze. Non guardatevi intorno: potrebbe esserci qualcuno che vi sta osservando in modo strano, e questa sarebbe una tentazione, potrebbe anche significare divorzio, crisi, depressioni. Sorridete nelle fotografie, E mettete le fotografie in salotto, affinchè tutti le vedano. Tagliate il prato, praticate sport, soprattutto questo, per poter rimanere nel tempo. Quando lo sport non vi sarà più di aiuto, affidatevi alla chirurgia estetica. Ma non dimenticate mai: queste regole sono state stabilite a un certo punto della storia, e voi dovete rispettarle. Ma chi le ha stabilite? Non ha importanza: non ponetevi mai questo genere di domande, perché le regole saranno comunque valide per sempre, anche se voi non siete d’accordo.”…..”Nessuno deve chiedersi mai: ‘Perché sono infelice?’ In questa domanda alligna il virus della distruzione di tutto. Se ce la poniamo, è perché vorremmo scoprire che cosa ci rende felici. E se ciò che ci rende flici è diverso da quanto stiamo vivendo, o cambiamo radicalmente, oppure ci sentiremo ancora più infelici.”-
(Lo Zahir- P.Coelho)
PS Buona giornata a tutti e coraggggggio!
Ciao Jama,
credo che si fanno citazioni o come dici tu “grandi discorsi”è perchè ci si identifichi in ciò che alcuni grandi nomi hanno scritto o hanno fatto nella loro esistenza….non siamo pappagalli….
Ci troviamo sul blog di Paulo e tutti, ad esempio, abbiamo convenuto che la lettura dei suoi libri in qualche modo ci ha cambiati…..Perchè?
Unicamente perchè i suoi romanzi erano in sintonia con quello che stavamo vivendo, aderiva cioè alle nostre vibrazioni interiori….
Non è solo buona letteratura!!!! E’ anche un processo identificativo.
Amare o odiare - come dice Nina…bentornata!!!!!- un libro significa anche riconoscere in esso una comunanza con gli orizzonti del nostro cuore…….
Credi, poi, che vi sia davvero tanta differenza nell’esigenza di citare Kant o una nonna?
Usare le parole di illustri autori o delle persone della vita “comune” significa riconoscere che le loro riflessioni ci sono entrate nell’anima……..le abbiamo “fatte nostre”…..
Ti dirò a scanso di equivoci che il più grande filosofo che ho avuto il privilegio di incontrare nella mia vita , è stato mio nonno materno: professione contadino e licenza elementare!!!!
Ma parimenti, va anche detto che se non ci fossero state persone che nel corso dei millenni non si fossero interrogate su questi temi- e per assurdo sono sempre gli stessi ” che senso ha la vita? cosa deve fare un uomo per essere definito tale?”- saremmo rimasti all’età della pietra…..offrono spunti per riflettere, per confrontarsi anche mediante “lo scontro” dialettico….
Siamo venuti al mondo non solo per amare, ma anche per imparare!!!!! Del resto amare è anche un processo conoscitivo…. ma questa è un’altra storia…
Inoltre, quando dici”Fin da piccoli vieniamo indottrinati ed instradati verso modi di pensare e agire che altri (la socetà in cui viviamo) hanno stabilito per noi, ritenendo che fossero i migliori, però poi crescendo e maturando nuove e personali esperienze cominciamo con il dubitare che quello che ci hanno insegnato e indotto forse non sempre è giusto per Noi. Però poi siamo disposti ad andare contro corrente e quindi, forse, ad essere emarginati ?”
Non credi che io , Mg, Paola ” , con la scelta di romperere un matrimonio, abbiamo risposto a questo tuo interrogativo?
Tutte abbiamo sofferto per essere fedeli a ciò in cui crediamo , anzi alcune di noi hanno addirittura avuto bisogno- me compresa- del “padre buono”…..lo psicoterapeuta!!!!!!!!
Proprio perchè non si fa che ripetere e su più fronti che un matrimonio è inscindibile per la Chiesa e soprattutto che si ferisce irrimediabilmente i propri figli e quant’altro!!!!!
Ma abbiamo sperimentato e dolorosamente che cambiare era necessario, l’unica possibilità per non sprofondare nel buio più completo……per non perdere contatto con il nostro sè…..E quanto coraggio per dire “basta”!!!!
Discorsi affrontati anche nei post precedenti a questo……e che credo tu non abbia letto….
Non voglio essere aggressiva ma una persona è anche quel che legge, quel che vive, quel che soffre….. a volte può illuminarci le parole di una nonna, altre quelle di un amico e talvolta anche Kant!!!! Lo ricordava anche Melampo….siamo animali sociali e io credo che l’incontro con l’altro possa avvenire anche attraverso le righe di un romanzo….
Scusami per lo sfogo…..ma sono un’insegnante e quando dico ai miei ragazzi che ha ancora senso studiare le liriche di Dante e Petrarca è perchè ci credo davvero!!!!!! Continuano ad offrire da secoli, un esempio!!!! Questo è il loro valore intrinseco…..
Bacioni, Lu
Un caro saluto a tutti voi…..in particolare alla “nostra” Nina…. ….Resta con noi!!!!!
A presto….. allo Zahir!!!! alle anime gemelle!!!!
Scusami Jama.,
ho riletto ciò che ti ho appena scritto., e che è in attesa di essere approvato….
Scusa per l’aggessività dei toni , ma ho semplicemente proiettato……Ho colto nelle tue parole, solo ciò che sono i miei personali “fantasmi”…..
Non so, ma credo che se c’è un filo conduttore, nella mia vita è questo continuo sentirmi ripetutamente dire “sei troppo complessa, troppo “bizzarra” , ” troppe domande”…..insomma definita sempre e solo nei “troppo”…..e la cosa disarmante è che invece io mi sento davvero molto semplice….anche se molto sola…….
Fortunatamente , nelle vostre parole i mi “riconosco”, in qualche modo sperimento quel senso di “appartenenza ” che è vitale per ogni essere umano..
“nessuno è un’isola”, scriveva qualcuno….. ma vorrie aggiungere che essere fedeli alla propria natura, fa sì che molti ci relighino nolenti o volenti “su quell”isola”!!!!!!
Avrò fatto solo cattivi incontri?
Chissà!!!!!
Ciao…. a presto…..vedo che Mg ha postato…. andiamo a leggere!!!!!!
”Nessuno deve chiedersi mai: ‘Perché sono infelice?’ In questa domanda alligna il virus della distruzione di tutto. Se ce la poniamo, è perché vorremmo scoprire che cosa ci rende felici. E se ciò che ci rende flici è diverso da quanto stiamo vivendo, o cambiamo radicalmente, oppure ci sentiremo ancora più infelici.”-(Lo Zahir- P.Coelho)
Credo di essere anche troppo “virulenta”…..
Grazie Mg….sei preziosissima, invece.
Grazie Paulo.
Lu
Bella l’idea dei binari che vanno nella stessa direzione; sono paralleli peccato che non s’incontreranno mai!
Questo dovrebbe far gia’ capire quanto essa e’ imperfetta un po’ come siamo noi.
L’unica verita’ e’ accettare la propria natura e realizzare che forse “l’amore” non e’ altro che conoscenza del corpo e comunicazione completa dove non e’ importante parlare.
Una storia nasce perche’ qualcuno fa breccia nel nostro cuore, un po’ come un raggio di sole.
Crediamo che tutto sia diverso ma il bello e’ che non e’ cambiato niente.
Cambia solo la prospettiva da cui guardiamo la nostra vita.
L’ altro diventera’ indispensabile solo se’ c’ha permesso di esternare il meglio di noi.
Tutti sanno che si puo’ vivere bene anche da soli, l’unico problema e’ se vogliamo concepire un altro esserino uguale a noi…non sto qui ad elencarvi quale possibilita’ abbiamo.
Senza dimenticare che il relazionarsi e’ vitale per noi, soprattutto se vogliamo viverci completamente.
A volte penso che il segreto sia vivere le cose sempre due volte, nella prima impari e a seguire diventi pienamente consapevole di quello che vivi.
Sono tanti i momenti che potremmo vivere meglio se solo pensassimo che non si posso ripetere.
Grazie Mg per aver raccontato uno “stralcio” della tua vita: corsi e ricorsi storici….
Quando si è posti nella situazione di dover fare un passo del genere ci si guarda intorno e si cerca nell’esperienza e negli occhi degli altri una risposta, un appiglio. Ma quanto ci può servire: la notte siamo distesi e ci giriamo e ci rigiriamo e mille pensieri come folate di vento ci assalgono… e spetta solo a noi, il mattino seguente, ad affrontare tutto e tutti. Grazie alle vostre parole trovo spunti di riflessione e prendo maggiore coscienza e consapevolezza del tutto.
Stare fermi ed in silenzio è struggente: il movimento è vita.
“L’eterno silenzio di quegli spazi infiniti mi sgomenta” (Pascal, Pensieri).
Ciao a tutti.
Grazie
Io ammiro chi usa una terminologia ricca e varia, la nostra lingua può davvero soddisfare qualsiasi “gusto lessicale”. Credo che l’essenziale sia capirsi e lasciarsi capire…se si usassero termini “incomprensibili” allora non avrebbe senso scrivere qui, perchè lo “scambio” verrebbe meno.. E’ arricchente anche per questo questo blog, noto spesso che molti miei pensieri contorti e difficili (per me) da esprimere, trovano via libera invece nei post di Luana o di altri che scrivono qui. Non mi sento da meno se uso parole poco complicate, forse per questo spesso “cito” persone o frasi autorevoli, ho sempre cercato parole che potessero aiutarmi ad esprimere qualcosa che avevo dentro e che non riusciva a trovare la strada per arrivare agli altri. Se non capisco qualcosa, chiedo!. Non leggo cose complicatissime su questo blog….(a parte le citazioni della profffff e speriamo che non ci interroghi a fine anno!…scherzoooo) Ma se ci si può far capire da tutti allora sì che abbiamo raggiunto un bel traguardo, del resto qui comunichiamo ed ognuno lo fa a modo suo!
Baci a tutti
PS Lù siamo tutti molto preziosi! Baci…
Grazie Mg non avevo dubbi, grazie Luana non devi scusarti volevo provocare un pò di “pensier proprio”.
Un piccolo appunto, ho citato mia nonna solo per sensibilizzare sul fatto che i problemi di coppia sono sempre esistiti ma la socetà e i modi di pensare e giudicare di un tempo non permettevano ciò che oggi forse viene preso in una socetà completamente diversa e “cambiata” da alcuni con troppo semplicità e naturalezza, il “divorzio”.
Io sono fresco fresco di una separazione presentata in tribunale dopo quasi 15 anni di convivenza e un mese di matrimonio (che assurdità eh?) però ho lottato perchè ciò non avvenisse, ho tentato il possibile e l’impossibile, ho pianto ed ho sofferto, non mi sono arreso al primo intoppo (come credo tutti/e voi) poi il detto “chi non mi ama non mi merita” me lo sono fatto mio e ho preso la decisione tanto sofferta.
Ho conosciuto Paulo poco meno di un annetto fà, dopo che avevo intrapreso questa decisione, in un ufficetto al quanto disordinato dove, ero andato a ritirare dei documenti e appeso al muro c’era un grosso quadro con la foto di un anziano signore ( che doveva essere il padre del propietario ) con sotto la dedica che recitava “Quando sei nato tutti intorno a te… etc etc”. Mi segnai quella dedica sul promemoria del cellulare, poi rientrato in ufficio la trascrissi per intero su Google e così conobbi Paulo comprai qualche libro e ci trovai scritto quello che anche io avevo imparato a pensare a mie spese.
Attualmente sto leggendo “Il cammino si Santiago”.
Sono daccordo sul fatto che se siamo qui in questo blog, è perchè abbiamo avuto forti esperienze e quasi sicuramente negative altrimenti eravamo a convivere con il nostro “adattatore” ( a te MG lo stralcio se ne hai voglia ) in una relazione falsa e non stimolante. Ed è perchè cerchiamo chi come noi ha conosciuto la sofferenza per parlare con chi come te ha avuto tali esperienze e con cui sai di poterle condividere e cercarci conforto e scambi di pensieri e opinioni un pò come per rivivere quel ristorante dove Michael teneva le sue riunioni ( scusa Lu, ma le Nostre le reputo più interessanti di quelle dei grandi pensatori che bene o male già conosciamo perchè fortunatamente ce le hanno fatto scoprire insegnati come te a scuola, il dialogo più costruttivo per me è nello scambio di propri pensieri, opinioni, domande, risoluzioni, esperienze ).
Artemide, per me l’idea dei binari è bella perchè due persone che si amano dovrebbero rispettarsi e accettarsi a vicenda senza per forza esigere un cambiamento da parte del patner per propria convenienza o egoismo, due persone che viaggiano lungo la vita sempre vicine ma senza scontrarsi in piena armonia…. utopia ? beh forse si visto come vanno le cose. Un ultimo pensiero, quando si tratta di una relazione potresti rivivere le cose anche 100 volte e diventare sempre migliore ma il problema non sei tu è “l’altro/a” che non sai mai come si comporterà o cosa penserà la volta dopo
Un caloroso saluto a tutti.
Sorrido rileggendo quanto ho scritto prima e che attende di essere approvato. Dipendesse da me,non l’approverei! Spero sempre nell’intelligenza altrui quando scrivo o parlo e quindi anche in questo caso mi affido alla vostra intelligenza…
La cosa bella è che noi non siamo “un associazione”, non siamo “un gruppo”, non siamo “colleghi”, non siamo “amici”, qui SIAMO e basta! Questo mi fa sentire libera perchè è un senso di appartenenza a qualcosa/qualcuno a cui non appartengo e che non mi appartiene! (Mio Dio altro concetto contorto…Lù help me!)
Buona serata a tutti e un abbraccio
La verita’ non la conosco.
Le metafore le amo.
Gli scritti di Coelho esprimono un vissuto.
Qualcosa ci appartiene, qualcosaltro ci fa pensare!
Morale… abbiamo tanto dentro di noi.
Ogni giorno comunchiamo e negli altri vediamo una parte di noi ( il bene o il male ).
Alla fine, il desiderio che non demorde mai e’ la messa in discussione di noi stessi e cio’ ci “umanizza”.
La cosa piu’ bella e’ guardare la vita attivando tutti i nostri sensi ( udito, olfatto, tatto, vista, gusto e testa! ).
Ci fermiamo qui per metterci un’attimo in standby e poi ripartiamo con il nostro sacco sulle spalle e via a vivere il nostro cammino.
L’idea dei binari mi attrae, perche’ ti permette di essere.
Allo stesso tempo ti permette di coltivare quel sano egoismo che ti concede di prendere le cose che veramente vuoi.
L’unico problema e’ quando non si riesce a collaborare o aspettare alla stazione avanti il/a tuo/a compagno/a che e’ dietro!
Li’ rimani solo/a e devi ripartire rimettendo tutto in discussione, qualcosa non e’ andata bene. Cosa? Hai dedicato poco tempo all’altro/a? Hai prestato poco attenzione? Cosa non e’ andato bene? Probabilmente la risposta non la troverai per il semplice fatto che doveva andare cosi.
Ecco, perche’ anche se amo l’idea dei binari, la trovo imperfetta come del resto, forse, tutto e’ imperfetto!
Per le cose da rivivere parlo egoisticamente e non dico di migliorare dei modi di fare, perche’ si sbaglia imparando e questo possiamo chiederlo alla prof.ssa.
Chi ti circonda, ti ama lo fa perche’ gli stai bene cosi e vive con te il tuo cambiamento. Anche noi siamo chiamati a vivere il cambiamento dell’altro e ogni volta decidiamo cosa fare.
Osserva l’altro che osservera’ te!
C’avete preso gusto con gli stralci.. eh?!?! Ecco a cosa fa riferimento Jama quando parla dell’ “ADATTATORE”-
“L’ADATTATORE: Nella nostra vita c’è sempre un evento che è responsabile del fatto che abbiamo smesso di progredire. Un trauma- una sconfitta particolarmente amara, una delusione d’amore, o persino una vittoria in qualche modo inspiegabile- finisce per renderci vigliacchi e impedirci di proseguire. Nel processo di crescita dei suoi poteri occulti, lo stregone deve innanzitutto liberarsi dell’ “adattatore”, e per farlo deve rivedere la propria vita e scoprire dove si trova.
‘L’adattatore!’ Questo concetto è molto simile a quanto ho imparato durante l’apprendistato del tiro con l’arco…allorchè il maestro mi ha detto che ogni lancio è pressochè irripetibile, ed è impensabile sperare di apprendere solo attraverso i tiri a bersaglio o quelli sbagliati: dobbiamo soltanto ripetere centinaia, migliaia di volte il colpo, finchè ci liberiamo dell’idea di centrare il bersaglio e ci trasformiamo nella freccia, nell’arco e nel centro.”-
(Lo Zahir- P. Coelho)
[quote comment="127"]ciao
lo zahir purtroppo è tornato a trovarmi e sto soffrendo come un cane. Maledetto! Speriamo di riuscire a sconfiggerlo in tempi brevi.
Alfredo, dai sempre il meglio di te stesso!. Soprattutto ai tui figli. Loro saranno sempre con te.
Si dice che si verrà giudicati per l’amore che si è donato e non per quello che si è fatto.
MG, amo gli stralci. Ti chiedo di metterne qualche altro. Scegli tu.
Nina, perchè dici di vivere ai margini della vita? Non puoi essere dimenticata. Vivi da protagonista la tua vita. E’ bello a dirsi e difficile a farsi ma vale la pena provare.
torno al mio zahir, quel maledetto
in alcuni momenti credo di riuscire ad provare amore incondizionato, ma non riesco ad accettare di aver perso quella che credo essere la mia anima gemella. Lei non ne vuole sapere.
Torno al mio quesito di qualche giorno fa: ma quante anime gemelle esistono?
è giusto lottare, magari invano?
sono assai confuso
ciao a tutti, un sorriso[/quote]
Ciao! sai, giancarlo,io credo che di anima ce ne sia una…. è la mente, con i suoi paradigmi a darti la sensazione di avere due o anche più anime… la mia anima sono io e non ci sta un altro io simile a me
Carmela, scusa ma… “l’anima è la mente con i suoi paradigmi….” non l’ho capita!
L’anima gemella, l’incastro perfetto, l’altra mezza mela…insomma chiamiamola come vogliamo, ma Gianluca come chiunque sia innamorato, giustamente sente che è quella persona che gli provoca una serie di sentimenti…amore, passione, desiderio, dolore, paura, rabbia. Quella persona e non un’altra! Questo non capita solo a Gianluca ma a chiunque si innamori! Esistono molte persone “simili” tra loro, sono tanti IO che si trovano, si incontrano, si riconoscono, si amano… Non si dovrebbe amare “per bisogno” questo è vero, ma se “perdi” la persona che ami è difficile non sentirne la mancanza rischiando anche la “disperazione”.
A proposito di stralci…(ormai è un vizio) ve ne trascrivo uno da “Un posto nel mondo” di Fabio Volo (ve lo consiglio è davvero bello!)
“Un giorno Zeus volendo castigare l’uomo senza distruggerlo lo tagliò in due. Poi, per curare l’antica ferita, inviò Amore fra gli dèi, l’amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all’antica condizione. Cercando di fare uno ciò che è due, Amore tenta di medicare l’umana natura.”—”Ma l’atra metà da trovare sei sempre tu..è l’altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare. Per sempre. Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno. Allora, poi non c’è niente di più bello che condividere con una persona la propria vita. Però bisogna prima averne una. Una vita viva. E’ la totalità che esalta. Quando guardi un quadro, può anche piacerti un particolare, ma è l’insieme che ti emoziona.”—”Chiunque non libera quella metà di sè, chiunque non la trova, vive come un prigioniero, e le storie d’amore non sono altro che l’ora d’aria del carcerato. Per un carcerato l’ora d’aria è una delle cose più belle che gli possano capitare nella vita.!”
PS Forse Carmela intendevi questo?!
Amore a Senso Unico
A volte la vita riserva svolte che ti sembrano ingiuste e sbagliate ma lei sa che comunque non poteva essere diversamente e solo il tempo, suo compagno fedele, rende giustizia a ciò che ti sembrava inaccettabile e non esiste una misura esatta della quantità di tempo necessaria, possono bastare pochi minuti come essere necessaria una vita intera, dipende dalla capacità di accettarne l’evidenza.
Amare è la cosa più difficile nella vita perchè spesso si tratta di sentimenti a senso unico dove non sei te a decidere verso chi dirigerli ma è la persona che te li ispira a decidere per te, e a te non resta che viverli soffrendo o gioendo e sperando in un reciproco scambio come nel riflesso della propria immagine davanti allo specchio dove ciò che te mostri e ciò che ti viene reso.
Ma tutto ciò non ti deve impedire di amare perchè avere paura di amare è aver paura di vivere e se anche sai che i tuoi sentimenti sono a senso unico non devi aver paura di declamarli perchè sono il motore della vita e gli unici a dargli un senso.
….. queste quattro righe le ho scritte un pò di tempo fà ad una persona per la quale avevo perso la testa, oggi a dispetto di quanto ho scritto ho una paura matta di innamorarmi perchè ho paura di soffrire.
Che dire ? Instabilità mentale ? Forse… BOH!
Ciao a tutti voi …..
!!!!

Ciao Jama…..beh in qualche modo mi hai messo in crisi…
Non temere, non riparto all’attacco….
Provo a riordinare i pensieri, a dar loro una parvenza di solidità razionale e soprattutto cerco di essere onesta intellettualmente……Faccio autocritica, insomma….
E’ proprio il tuo richiamo al “pensier proprio ” che mi fa vacillare, come una funambola….
Mi rendo conto e drammaticamente che non riesco, se non con grosse difficoltà ,a buttare giù due righe che parlino di situazioni reali, concrete, quelle che ogni giorno vivo sulla mia pelle….
E non so davvero, se il desiderio da me operato di calarle in “grossi sistemi”, non sia in qualche modo un goffo tentativo per estraniarmi da me , per vivere cioè al di sopra del mio quotidiano. Quotidiano che ora, in questo momento della mia vita, significa anche dolore…. L’ennesima strenue autodifesa operata dalla mente per allontanare la sofferenza: la repentina irruzione dell’istinto di sopravvivenza…..
Ci provo, ma non so con quali risultati!!!!! Quindi sii paziente!!!!
Non che sia “costretta ” a farlo, del resto, come ricorda- e benissimo, Mg- su questo Blog non siamo “colleghi” “gruppo”,semplicemente “siamo”….ed io oggi vorrei essere solo più concreta o almeno ci provo…..anche se la tentazione di nascondermi dietro ad un qualsiasi Kant, potrebbe essere fortissima!!!!!!
Ma ritengo, come te, che questo “luogo virtuale ” possa essere anche un mezzo d’aiuto a chi vive esperienze analoghe alle nostre….e mai mi tirerei indietro!!!!!!!….Certa, però, che i propri vissuti possono offrire solo uno stimolo,un confronto, poichè ognuno attua le proprie scelte e soprattutto cerca le proprie personalissime soluzioni ai problemi.
Io, come te e molti altri in questo blog, appartengo al grande “club dei malati d’amore”…….
Malati d’amore…e sì il termine stavolta per me è davvero concreto :negli ultimi sei anni della mia vita, non ho fatto che assumere ansiolitici…..
Ho visto sgretolare nell’indifferenza, l’unica cosa nella quale avevo investito tutte le mie risorse affettive: il mio matrimonio….
Se vi è stato un comun denominatore nel mio matrimonio, esso va ricercato nella tristezza e soprattutto in quell’ orribile senso di solitudine delle nostre serate “a Due” del mio non sentirmi mai compresa….. del resto, come dicevano i più, avevo un marito, una casa, uno e poi due bambini, un buon lavoro.!!!
Ma nessuna ombra di quei “valori aggiunti” che per me sono , sono stati e credo saranno sempre determinanti: la tenerezza.e la ricerca della completezza nell’altro, pur nel rispetto della propria individualità.
Certo non sono stata a guardare, aspettando la manna dal cielo….. ho ironizzato, ho parlato, ho pianto, ho discusso dolcemente e burrascosamente….. ma senza risultato alcuno….
Sino all’epilogo ineluttabile,.la separazione…..
Ho impiegato anni per dire “basta” e ho giocato al massacro con le mie emozioni, sino a uscirne psicologicamente distrutta……
Poi la lenta risalita……e oggi, a 40 anni ….anzi ormai 41, sicuramente il dolore, ma anche una “strana” serenità, quella che da sempre accompagna il momento successivo alla scelta; la catarsi….
Da dove abbia attinto le energie non lo so…. In parte dalla Fede, sì quella stessa fede che mi negherà la sacralità dell’ Eucarestia, ma che con San Paolo dice anche ” ….se non avessi la carità- l’amore- sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”, l’affetto di un amica, qualche buona lettura, la psicoterapia…..
Ma credo soprattutto la consapevolezza di aver fatto di tutto, affinché il mio matrimonio funzionasse. Non ho nulla da recriminarmi…. Del resto si è in due…..
Ma per assurdo mi sento più forte di prima. Ho dimostrato a me stessa , anche se a seguito di grosse sofferenze, che non so davvero accontentarmi di “binari paralleli” ,di non saper vivere di ruoli, di convenzioni, di ipocrisie.
Non ce la farò mai a barattare il mio cuore, per “trenta denari”……
Ho deciso di buttare nella pattumiera gli ansilitici, non la mia anima….
Rinunciare a se stessi, è la peggiore blasfemia
A presto Lu…
P.s .. Evviva altri post…. Andiamo a leggere!!!!!!
L’anima gemella?
……….
Vorrei apporre solo una serie infinita di puntini di sospensione.
Mi piacerebbe credere che c’è da qualche parte…..
La complementarietà, nell’altro…L’identità che si specchia in un’alterità, “l’incastro perfetto”
Io sono un pò scettica, come Jama….O forse “disincantata” o semplicemente ferita…
I miei naufragi affettivi sono lì, con peso gravoso di ogni orrido “memento” !!!!!!
Il cuore non ascolta,non potrebbe del resto, ma la ragione registra ogni sillaba, ripropone impacabile e perversa ogni ricordo…..
Eppure se c’è “qualcosa”
che dà sapore all’esistenza è l’esperienza del Cuore….
Quanta VITA…..in un battito accellerato!!!!!!
E’ sempre lui….
un odiato e amato Zahir ……
A presto!!!! Ma che fine avrà fatto stasera il mio “psicotico” ottimismo ?
Sarà, mica colpa tua Jama?
Provo a cercarlo in giro!!!!!
Bacioni, Lu
Felice sera a tutti voi……
Ciao Lu, ben trovata
mi fà piacere sentirti parlare così, i tuoi pensieri, le tue esperienze. Sò che non è facile perchè pensi che non potrebbero importare a nessuno, ma non è così almeno per me. Lo scambio di idee, pensieri, emozioni è sempre bello anche se non dovuto visto che come dite voi non siamo colleghi, amici, parenti, gruppo ma semplicemente “siamo”.
Però uno scrive soprattutto per se stesso, se poi lo può condividere con qualcuno con cui non ha nessun legame affettivo e conoscitivo ancora meglio visto che sarà giustamente critico e obbiettivo verso di te.
Le tue ultime frasi sul Cuore e la Ragione mi hanno riportato alla memoria qualcosa che avevo scritto un pò di tempo fà in piena depressione (quando sento che la depressione cresce dentro di me IO scrivo e salvo, per rileggerlo in momenti più sereni).
E’ la prima volta che lo faccio leggere a qualcun altro, sono solo un mucchio di pensieri messi lì niente di più ma visto che questo “gruppo” mi piace ecco…. beh fatene quel che vi pare.
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Quando è che senti il bisogno di scrivere ?
Probabilmente quando ti senti bianco come il foglio che hai davanti e senti il bisogno di riempire questo bianco riempiendolo con i pensieri che altrimenti andrebbero persi se rimanessero tali e non diventassero qualcosa da lasciare che altri possano leggere o che tu stesso possa rileggere un domani.
E’ un po’ uno sfogo un bisogno di parlare anche con te stesso facendoti domande e cercando delle risposte fin quando possibile o semplicemente accettarle come tali, come i soliti interrogativi della vita. Vita che non è altro che un accozzaglia di esperienze, sensazioni, emozioni, delusioni oppure semplici fatti che succedono prevedibili o imprevedibili che siano. Fatti che puoi accettare per tali o impegnarti a rifiutarli perché incomprensibili al momento in cui accadono. Sono di varia natura e spaziano a trecentosessanta gradi l’intera essenza della vita dando comunque un senso alla tua esistenza. Ed hai due soli mezzi per affrontarli, il cuore e il cervello. Due mezzi che ci hanno messo a disposizione ma che non ci hanno insegnato ad usare, ma che soprattutto non possono coesistere in una decisione. Perché quando pensi di aver risolto il problema con il cervello è il cuore che, abile attaccante, sferra il suo colpo vincente e rimette in discussione tutto ciò che pensavi di aver risolto con una bella elucubrazione mentale, e viceversa quando pensi di aver preso finalmente una decisione ascoltando il tuo cuore è il cervello che, abile difensore, schiva il colpo facendoti riflettere sulla impulsività del cuore.
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PS.
Io quando a volte penso di aver perso il mio ottimismo, vado a ricercarlo nel “Candido” di Voltaire.
Buona serata a tutti.
Ciao Luana! Tu dici di essere diffidente nei confronti dell’amore e dell’anima gemella. Io ritengo che NON esista proprio!!! Un uomo non può amare. Non ne sono capaci, non riescono a provare dei reali sentimenti. So che in questo bellissimo gruppo ci sono uomini che hanno sofferto per amore, ma io penso che il loro dolore sia di natura egoistica. Tutto ciò che fanno è un do ut des. Non lo dico con cattiveria, sono semplicemente consapevole che questa è la realtà. Ormai mi sono rassegnata. Non spero più. L’unica cosa che ho ottenuto da loro è stata la disistima per me stessa e tante ferite nell’anima che forse non si rimargineranno mai. So che ci sono le dovute eccezioni, ma non fanno media! Amore, uomini, dolore, sofferenza. Ero diventata una larva umana, irriconoscibile. Non voglio mai più provare un sentimento di qualsiasi tipo per un uomo. Chiedo scusa alla categoria, sinceramente, ma la cosa che mi ha fatto più male nel passato è stata scoprire che gli uomini non sanno esserti neanche amici. E forse, allora, è meglio stare da sola. Almeno sono in buona compagnia!
Ciao a tutti!
Buonanotte!
Ciao Nina….ti ho risposto dalla “trasferta”….l’alto blog…ma se vuoi possiamo sempre tornare da queste parti…
A presto…
Felice domenica…
Lu
Per la prima volta mi affaccio sulla finestra di questo blog e mi trovo amareggiato da ciò che ho letto..Potrebbe a primo impatto sembrare orgoglio maschile, ma non è per difendere la mia categoria che mi trovo a scrivere, semplicemente per esprimere un mio giudizio personale e sincero.. Il fatto è che le persone (soprattutto le donne)sono abituate ad individuare nell’anima gemella un completamento di se stesse, un prolungamento della propria personalità. Da quì deriva il detto “l’altra metà della mela”…L’ errore sta proprio nel ricercare una metà mancante nell’ altro. La maggior parte degli individui non si rende conto che spesso l’ altra metà della mela sta naufragando dentro noi stessi!!Così pretendiamo che un altra persona colmi i nostri vuoti e chiaramente se essa non è gemella per essere disposta a farlo è sicuramente qualcuno che gli assomiglia!!Ognuno ha un proprio percorso interiore da percorrere e se esso manca lo pagheremo con la nostra infelicità, se sarà fatto, l’ uomo o donna che avremo di fronte non sarà mai in possesso dello “scettro” in in mano. Gli errori stanno proprio nella mancanza di lucidità e purtroppo è un termine che non va troppo d’accordo con ciò che chiamiamo “amore”.
buona serata a tutti!!
Leggo il testo e poi sbircio i commenti.
Forte il tentativo di lasciarmi prender dal “giudizio” e dir qualcosa.
Ma un buon esercizio il non farlo.
Colui che sceglie di divenir Vampiro è paragonabile a chi crede che scegliendo di non vivere potrà mantener tutto esattamente com’è.
Cerchiamo scorciatoie, spesso.
Si, spesso vorremmo che tutto restasse esattamente com’è.
In quel momento scegliamo di non vivere.
La vita è come un fiume che scorre, tutto cambia, tutto è in continuo mutamento.
Perchè ostinarsi a pensare di poter fermare il flusso del nostro essere o di ciò che ci circonda?
Splendido invece scoprirsi come acqua e osservarsi mentre si percorre il cammino e si muta.
Si, splendido.
Moti spumeggianti, a volte calmi altre turbolenti…
Riuscir a fluire con la vita che scorre.
Scegliere di Vivere.
Accettare di essere in continuo cambiamento e gioir di ciò.
…E in tutto questo non perder mai di vista l’importanza di viver nel presente.
-Hic et Nunc-