“Questa nuvola deve dissolversi”, pensavo mentre cercavo di scoprire i segnali gialli sulle pietre e sugli alberi del Cammino. Da quasi un’ora la visibilità era molto scars, e io continuavo a cantare per scacciare la paura, mentre aspettavo che accadesse qualcosa di straordinario. Circondato dalla nebbiolina, da solo in quell’ambiente irreale, cominciai ancora una volta a vedere il Cammino di Santiago come se fosse un film, nel momento in cui si vede l’eroe fare quello che nessuno farebbe, mentre in platea gli spettatori pensano che queste cose accadono solo nel cinema. Ma io ero lì, e stavo vivendo questa situazione nella vita reale. La foresta diventava sempre più silenziosa e la nebbia cominciò a schiarirsi. Forse stavo arrivando alla fine, ma quella luce confondeva i miei occhi e dipingeva tutto quello che mi circondava di colori misteriosi e terrorizzanti.
All’improvviso, come per magia, la nebbia si dissipò completamente. E davanti a me, piantata sulla cima della montagna, c’era la Croce.
Guardai intorno, vidi quel mare di nuvole da cui ero uscito e un altro mare di nuvole lassù in alto, sopra la mia testa. Fra quei due oceani, i picchi delle montagne più alte e il picco “do Cebreiro”, con la Croce. Provai una grande voglia di pregare.
Malgrado il desiderio, non riuscii a dire nulla. A un centinaio di metri più in basso del punto in cui mi trovavo, un villaggio con quindici case e una chiesetta cominciò ad accendere le sue luci. Almeno avevo un posto dove passare la notte. Un agnello smarrito risalì la costa e si mise fra me e la croce. Mi guardò, un po’ spaventato. Per lungo tempo io rimasi lì a fissare il cielo quasi nero, la croce, l’agnello bianco ai suoi piedi.
– Signore – dissi infine. – Io non sono inchiodato a questa croce, e neppure ti vedo lì. Questa croce è vuota e così deve rimanere per sempre, perché il tempo della Morte ormai è passato. Questa croce era il simbolo del Potere infinito che tutti noi abbiamo, inchiodato e ucciso dall’uomo. Ora questo Potere rinasce alla vita, perché ho percorso il cammino delle persone comuni, e in tutte loro ho trovato il Tuo segreto. Anche tu hai percorso il cammino delle persone comuni. Sei venuto a insegnare tutto quello di cui eravamo capaci, e noi non abbiamo voluto accettare. Ci hai mostrato che il Potere e la Gloria erano alla portata di tutti, e questa improvvisa visione della nostra capacità è stata troppo per noi. Ti abbiamo crocifisso non perché siamo ingrati con il figlio di Dio, ma perché avevamo tanta paura di accettare la nostra capacità. Con il tempo e con la tradizione, tu sei tornato a essere solo una divinità distante, e noi abbiamo ripreso il nostro destino di uomini.
“Non c’è alcun peccato nell’essere felici. Una mezza dozzina di esercizi e un udito attento bastano per fare sì che un uomo realizzi i suoi sogni più impossibili.”
L’agnello si alzò e io lo seguii. Sapevo già dove mi stava conducendo e, malgrado le nuvole, il mondo era rimasto per me trasparente. Anche se non riuscivo a vedere la Via Lattea nel cielo, ero sicuro che era lì e mostrava a tutti il Cammino di Santiago. Seguii l’agnello, che s’incamminò verso quel villaggio – anch’esso chiamato Cebreiro, come il monte. Lì, una volta era accaduto un miracolo – il miracolo di trasformare quello che fai in quello in cui credi. Il Segreto della mia spada e dello Strano Cammino di Santiago.
Mentre scendevo la montagna, ricordai la storia. Un contadino di un abitato vicino salì per assistere alla messa a Cebreiro, in un giorno di grande tempesta. Celebrava questa messa un monaco quasi senza fede, che disprezzò dentro di sé il sacrificio del contadino. Ma, nel momento della consacrazione, l’ostia si trasformò nella carne di Cristo e il vino nel suo sangue. Le reliquie si trovano ancora lì, custodite in quella piccola cappella, un tesoro più grande di tutte le ricchezze del Vaticano.
Mi recai alla piccola cappella, costruita dal contadino e dal monaco che aveva cominciato a credere in quello che faceva. Nessuno sa chi furono. Due lapidi senza nome nel cimitero lì accanto segnano il luogo dove sono sepolte le loro ossa. Ma è impossibile sapere quale sia la tomba del monaco e quale quella del contadino. Perché, affinchè ci fosse il Miracolo, bisognava che le due forze avessero combattuto il Buon Combattimento.
Da allora, quando mi trovo davanti a una sfida importante, ripenso alla storia del miracolo di Cebreiro. La fede talvolta ha bisogno di essere provocata, perché possa manifestarsi.
E quest’anno sto festeggiando i vent’anni del mio pellegrinaggio – che mi ha cambiato la vita. La prossima settimana, il 25 luglio, si celebra il giorno di Santiago de Compostela. Se potete, recitate una preghiera in suo onore.

Il potere dello “strano Cammino di Santiago”……
Ho sempre trovate bellissime le parole di Paulo, sono innamorata della sua alchimia letteraria, le sue parole fanno danzare l’anima…
E’ splendida ad esempio la preghiera che Petrus, nello “strano cammino di Santiago”, pronuncia di fronte alla Croce . Sono parole meravigliose, perché sorprendentemente semplici ed autentiche…
Del resto il Cammino di Santiago è il Cammino delle persone comuni…….non potrebbe essere altrimenti!!!!…..
Ma c’è di più…..Insieme a milioni di lettori, sul Cebreiro, ho capito anch’io di essere figlia di un Dio della gioia, un Dio che ridesta in ciascuno il potere di “trasformare quello che fai in quello in cui credi”……
Questo è davvero un potere infinito, ma spesso lo dimentichiamo, inghiottiti come siamo dai marosi che la vita ci pone dinanzi ….
Non dovremmo, invece, mai dimenticarlo…..
Grazie Paulo, per aver condiviso con noi la tua esperienza…..
Luana
Ho rivissuto la magica atmosfera del Cebreiro attraverso le tue parole,un posto indimenticabile che ti segna la vita.Ho percorso il Cammino di Santiago l’anno scorso,avevo 49 anni e tanta voglia di riprendermi la mia vi.27 giorni di sogni,magia,realta’ e fantasia un cammino nella mia vita
per vivere la mia leggenda e capire che sono…………un fium che scorre.
grazie grazie grazie……….continua a esistere……..Buon Natale ti voglio bene……………Eva
Come fai? assomigli a una medicina, le tue parole sono una droga. Mi calmano. Mi sento dentro una tempesta, poi ti leggo e di colpo la pace. E vorrei sentirmi così sempre, ma non ne sono capace: prego Dio di regalarmi questo dono.
si esatto Gabriele, hai proprio trovato le parole giuste .. io non sono bravo con le parole ,non riesco ad esprimere quello che ho dentro ,provo la stessa cosa . Dentro di me ce una tempesta ,ma basta leggere paulo ..per trovare la pace con l anima, mi fa viaggiare assaporare i deserti ,le montagne la via di santiago ci fa girare il mondo con il pensiero e fantastico
grazie paulo
Grazie perchè attraverso la tua semplicità ci parli sempre di quello che ormai purtroppo la maggiorparte della gente sembra considerare un pò arretrato e poco importante. Grazie perchè ci riporti sempre ai valori e ai sentimenti che sono la vera essenza della nostra vita. Grazie continua così
Per caso ho trovato questo luogo di parole,di anime intente ad ascoltare e a raccontarsi.Il filo che lega cuori che non si sono mai incontrati è un’alchimia strana e straordinaria. Ed è così che trovi i tuoi pensieri in quelli dell’altro e li riconosci. E anche subito comprendi che esistono palpiti che battono all’unisono e vibrano di un’armonia che trascende l’individuo e ti confonde nell’assenza di confini.
Ennesimo spazio bianco che scelgo di colmare.
Ennesima condivisione che scelgo d’affrontare.
Il Cammino di Santiago, non un pellegrinaggio qualsiasi ma la via che conduce alla scoperta del Sé.
Credo che chi sceglie di vivere non ha bisogno di percorrere le vie che portano a Campostela per compiere il proprio cammino.
Penso che il cammino sia già la meta.
Solo lo scegliere di intraprenderlo è già meta.
A volte però mi chiedo se siam noi a scegliere il Cammino o è il Cammino che sa come trovarci e ci sceglie.
Un pò come la fede…
Siam noi che abbiam smesso di credere, Dio continua a creder in noi nonostante tutto.
Si, l’Uomo l’ha ucciso perchè ha avuto timore di tutto ciò che scopriva di poter essere.
Non c’è cosa più difficile dell’accettar il Miracolo del Semplice.
Un giorno so che compierò il Cammino, si.
Un giorno compierò il Cammino di Santiago con il mio compagno, colui che per primo mi ha mostrato quanto sia semplice far sì che un sogno si realizzi…
Sorrido,si.
Penso a quando anch’io raggiungerò il Cebreiro.
Penso a quando anch’io troverò la mia spada.
Sorrido perchè in quella “spada”e in quel “miracolo” io vedo una bimba.
Sorrido perchè penso che niente è impossibile se lo desideri realmente.
è incredibile la gioia e la sicurezza che si provano durante il Cammino. più di una volta ho avuto l’impressione di essere sostenuto da una mano…. da un soffio di vento necessario al raggiungimento di un picco….della croce. Non si può arrivare alla Croce con le proprie forze, ma solo con la cosapevolezza della propria forza e della prorpia debolezza.