Edizione nº 147 : Due Storie Sulle Montagne

Qui dove sono

Dopo aver vinto numerose gare di arco e freccia, il campione della cittí  andí² a trovare il maestro Zen.
– Sono il migliore di tutti – disse. – Non ho appreso la religione, non ho ricercato l’aiuto dei monaci, e sono riuscito ad arrivare a esser considerato il miglior arciere di tutta la regione. Ho saputo che, per un certo periodo, il miglior arciere della regione siete stato voi, e vi domando: c’era bisogno di diventare un monaco per apprendere a tirare?
– No – rispose il maestro Zen.
Ma il campione non si ritenne soddisfatto: estrasse una freccia, la mise nell’arco, la scaglií² e colpí¬ una ciliegia che si trovava molto lontana. Sorrise, come a dire: “Avreste potuto risparmiare il vostro tempo, dedicandovi solo alla tecnica.” E disse:
– Dubito che riuscirete a ripeterlo.
Senza mostrare la minima preoccupazione, il maestro andí² dentro, prese il suo arco e comincií² a camminare in direzione di una montagna vicina. Lungo la strada c’era un abisso che si poteva attraversare solo grazie a un vecchio ponte di corda ormai marcia, quasi pericolante: con la massima calma, il maestro Zen arriví² sino alla metí  del ponte, tese il suo arco, vi inserí¬ la freccia, puntí² un albero sull’altro lato del burrone e centrí² il bersaglio.
– Ora tocca a te – disse gentilmente al giovane, mentre tornava verso il terreno sicuro.
Terrorizzato, guardando l’abisso sotto i suoi piedi, il giovane andí² fino al luogo indicato, tirí², ma la sua freccia atterrí² molto distante dal bersaglio.
– Ecco a cosa sono valse la disciplina e la pratica della meditazione – concluse il maestro quando il giovane torní² accanto a lui. – Tu puoi avere molta abilití  con lo strumento che hai scelto per guadagnarti da vivere, ma è tutto inutile se non riesci a dominare la mente che utilizza quello strumento.

Contemplando il deserto

Tre persone che passavano in una piccola carovana videro un uomo che contemplava l’imbrunire nel deserto del Sahara dall’alto di una montagna.
– Dev’essere un pastore che ha perduto una pecora e cerca di scoprire dove sia – disse il primo.
– No, non credo che stia cercando qualcosa, e tanto meno al tramonto, quando la vista si confonde. Penso che aspetti un amico.
– Vi garantisco che è un sant’uomo, e cerca l’illuminazione – commentí² il terzo.
Si misero a discutere su cosa stesse facendo quell’uomo, e tanto s’infervorarono nella discussione che finirono quasi per litigare. Infine, per stabilire chi avesse ragione, decisero di salire sulla montagna e di raggiungere l’uomo.
– Lei sta cercando la sua pecora? – domandí² il primo.
– No, non ho nessun gregge.
– Allora, di sicuro, aspetta qualcuno – affermí² il secondo.
– Sono un uomo solitario, che vive nel deserto – fu la risposta.
– Poiché vive nel deserto, e in solitudine, dobbiamo credere che lei è un santo, alla ricerca di Dio, e sta meditando! – esclamí², contento, il terzo uomo.
– C’è davvero bisogno che tutto, sulla Terra, abbia una spiegazione? Allora vi spiego. Io me ne sto qui unicamente a guardare il tramonto: questo non basta per dare un senso alle nostre vite?