Edizione nº 152 : L’albero e i suoi frutti

L’albero e i suoi frutti

Il guerriero si ricorda del passato. Conosce la Ricerca Spirituale dell’uomo, sa che essa ha gií  scritto alcune tra le migliori pagine della Storia.

E alcuni tra i suoi peggiori capitoli: massacri, sacrifici, oscurantismo. íˆ stata usata per scopi privati, e ha visto i suoi ideali servire da scudo per terribili manipolazioni.

Il guerriero ha gií  udito commenti sul tipo: “come posso sapere se questo cammino è serio?”  Ha visto molta gente abbandonare la ricerca perché non sapeva rispondere a questa domanda.

Il guerriero, perí², non ha dubbi. Segue una formula infallibile: “Dai frutti, conoscerai l’albero”, disse Gesí¹.

Egli segue questa regola e non sbaglia mai.

I frutti di chi non vuole udire

Un profeta arriví² in una grande cittí  della Persia, dove le folle si riunivano intorno a lui tutte le mattine. Ma il tempo passava e la sua presenza cessí² di essere una novití .

– Ormai sappiamo tutto quello che aveva da dirci – commentavano, andando in cerca di un nuovo profeta che insegnasse loro il cammino.

Anche se non c’era nessuno ad ascoltarlo, il profeta continuava a recarsi in piazza a pronunciare il suo sermone.

– Perché insisti a rimanere qui? – gli domandí² un bambino. – Non vedi che parli da solo?

– Tutti coloro che hanno il coraggio di dire cií² che sentono nell’anima, sono in contatto con Dio. Io cerco di ascoltarli quando sto parlando.

“Il fatto di avere un pubblico di tanto in tanto, non cambia nulla”.

I frutti di chi non vuole ricevere

Durante una cena nel monastero di Sceta, il padre pií¹ anziano si alzí² per servire l’acqua agli altri. Andí² di tavolo in tavolo con grande fatica, ma nessuno dei padri accettí².

” Siamo indegni del servizio di questo santo”, pensavano.

Quando il vecchio arriví² al tavolo dell’abate Joí£o Pequeno, questi lo pregí² di riempirgli il bicchiere fino all’orlo. Gli altri monaci lo guardarono scandalizzati. Alla fine della cena, circondarono Joí£o Pequeno:

– Come potete giudicarvi degno di accettare quell’acqua? Non comprendete il sacrificio che egli stava facendo per servirvi?

– Come posso impedire che il bene si manifesti? Voi, che vi ritenete santi, non avete avuto l’umilta per ricevere, e il pover’uomo non ha avuto la gioia di dare.

I frutti del cuore umano

La tradizione sufi racconta la storia di un re che cercava dei bravi pittori per decorare il suo palazzo.  Due squadre – una greca e una cinese – si presentarono con i loro migliori artisti, tentando di acquisire un lavoro che avrebbe reso migliaia di monete d’oro.

Come prova, il re chiese a ciascuna di decorare la parete di una delle sale.  Affinché un gruppo non vedesse il lavoro dell’altro, scelse due pareti opposte e collocí² nel mezzo una tenda.

I cinesi dipinsero la loro con la massima cura, mentre i greci si limitavano a lustrare senza sosta la superficie dell’altra. Giunse finalmente il giorno in cui il re decise di rimuovere la tenda e confrontare i risultati.

Da un lato vide la bella pittura cinese. Sull’altra parete, che era stata lucidata fino a divenire uno specchio, il re vide ancora la bella pittura cinese, ma con la propria immagine nel mezzo.

– Questo è migliore – disse il re. E i greci ottennero il lavoro, perché seppero gestire i frutti nascosti nel cuore umano.

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