Edizione nº 181 – Terza virtí¹ cardinale: Amore

Secondo il dizionário: dal Lat.Amores, s. m., viva affezione che ci spinge verso l’oggetto dei nostri desideri; inclinazione dell’anima e del cuore; affezione; passione; inclinazione esclusiva; grazia teologale.

Nel Nuovo Testamento: Ora, dunque, permangono la Fede, la Speranza e l’Amore, questi tre, ma il maggiore di tutti è l’amore. (Cor 13:13)

Secondo l’etimologia: I greci disponevano di tre parole per designare l’amore: Eros, Philos e Agape. Eros è il sano amore tra due persone, che giustifica la vita e perpetua la razza umana. Philos è il sentimento che dedichiamo ai nostri amici. Infine, Agape, che contiene Eros e Philos, va ben oltre il semplice fatto del “piacere” di qualcuno. Agape è l’amore totale, l’amore che divora chi lo prova. Per i cattolici, questo fu l’amore che Gesí¹ sentí¬ per l’umanití , e fu talmente grande che scosse le stelle e cambií² il corso della storia dell’uomo. Chi conosce e prova Agape, vede che nient’altro a questo mondo ha importanza, soltanto amare.

Per Oscar Wilde: Si distrugge sempre quello che pií¹ si ama / in campo aperto, o in un’imboscata; /alcuni con la leggerezza dell’affettuosití  / altri con la durezza della parola; / i codardi distruggono con un bacio, /i valenti distruggono con la spada.(in Ballata del Carcere di Reading, 1898)

In un sermone della fine del XIX secolo: Spandi generosamente il tuo amore sui poveri, il che è facile; e sui ricchi, che diffidano di tutti e non riescono a scorgere l’amore di cui tanto hanno bisogno. E sul tuo prossimo – il che è molto difficile, perché è con lui che siamo pií¹ egoisti. Ama. Non perdere mai un’occasione di dare gioia al prossimo, perché sarai tu il primo a trarne beneficio – anche se nessuno sa quello che stai facendo. Il mondo intorno a te sarí  pií¹ contento, e le cose saranno molto pií¹ facili per te.

In questo mondo io vivo il presente. Qualsiasi cosa buona io possa fare, o qualsiasi gioia possa dare agli altri, vi prego, fatemelo sapere. Non lasciatemi rinviare o dimenticare, poiché non tornerí² mai pií¹ a rivivere di nuovo questo momento. ( in Il dono supremo, Henry Drummond [ 1851-1897])

In un messaggio elettronico ricevuto dall’autore: “Fintanto che ho serbato il mio cuore per me stessa, non ho mai avuto una mattina di angoscia o una notte d’insonnia. Dal momento in cui mi sono innamorata, la mia vita è stata una sequenza di angosce, di perdite, di discordanze. Penso che, usando l’amore, Dio sia riuscito a nascondere l’inferno in mezzo al paradiso” (C.A., 23/11/2006)

Per la scienza: Nel 2000, i ricercatori Andreas Bartels e Semir Zeki, dell’University College di Londra, hanno localizzato le aree del cervello attivate dall’amore romantico, servendosi a questo scopo di una serie di studenti che dicevano di essere perdutamente innamorati. In primo luogo, hanno concluso che le zone colpite dal sentimento sono molto minori di quanto loro immaginassero, e sono le stesse che vengono attivate da stimoli di euforia, come nell’uso della cocaina, per esempio. Il che ha condotto gli autori a concludere che l’amore è simile alla manifestazione di dipendenza fisica provocata da droghe.

Sempre usando lo stesso sistema di scannerizzare il cervello, la scienziata Helen Fisher, della Rutgers University, ha concluso che tre caratteristiche dell’amore (sesso, romanticismo e dipendenza reciproca) stimolano aree diverse nella corteccia; concludendone che possiamo essere innamorati di una persona, desiderare di fare l’amore con un’altra e vivere con una terza.

Per un poeta: L’amore non possiede nulla, e non vuole neppure essere posseduto, perché esso basta a se stesso. L’amore vi farí  crescere, e poi vi getterí  a terra. Vi castigherí  affinchè sentiate la vostra impotenza, vi agiterí  perché si allontanino tutte le vostre impurití . Vi amalgamerí  per rendervi flessibili.

E poi vi getterí  nel fuoco, perché possiate convertirvi nel pane benedetto, che sarí  servito alla festa sacra di Dio (in Il Profeta, di Khalil Gibran, [1883-1931] )

(prossimo Guerriero della Luce Online: Sapienza)